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   23-02-2000 - Delibera Autorit√†¬†
 

  

L'AUTORITA'
Nella sua riunione di consiglio del 23 febbraio 2000;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante l'istituzione
dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo, ed in particolare
l'art. 1, comma 6, lettera a), n. 2, di tale legge, che affida
all'Autorita' l'elaborazione, anche avvalendosi degli organi del
Ministero delle comunicazioni, dei piani nazionali di assegnazione
delle frequenze per la radiodiffusione sonora e televisiva e la
relativa approvazione;
Vista la legge 30 aprile 1998, n. 122, recante differimento dei
termini per la pianificazione previsti dalla legge 31 luglio 1997, n.
249, e norme anche in materia di procedimento;
Visto l'art. 35 del regolamento concernente l'organizzazione ed il
funzionamento dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni,
approvato con deliberazione 16 giugno 1998 e pubblicato nel
supplemento ordinario n. 128 alla Gazzetta Ufficiale del 22 luglio
1998, che attribuisce al consiglio dell'Autorita' la competenza in
materia di pianificazione delle frequenze;
Vista la deliberazione del 30 ottobre 1998, n. 68, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 263 del 10 novembre 1998, con la quale
l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato il piano
nazionale di assegnazione delle frequenze per la radiodiffusione
televisiva;
Visto il decreto-legge 30 gennaio 1999, n. 15, convertito con
modificazioni nella legge 29 marzo 1999, n. 78, che all'art. 1, comma
3, prevede l'integrazione del piano anzidetto;
Vista la deliberazione del 14 luglio 1999, n. 105, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 192 del 17 agosto 1999, con la quale
l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato
l'integrazione del piano nazionale di assegnazione delle frequenze
per la radiodiffusione televisiva;
Visto il decreto-legge 18 novembre 1999, n. 433, coordinato con la
legge di conversione 14 gennaio 2000, n. 5, recante: "Disposizioni
urgenti in materia di esercizio dell'attivita' radiotelevisiva locale
e di termini relativi al rilascio delle concessioni per la
radiodiffusione televisiva privata su frequenze terrestri in ambito
locale";
Visto l'art. 2, comma 1, della menzionata legge n. 5/2000 che
recita: "I bacini televisivi in ambito locale, di cui all'art. 2,
comma 6, lettera e), della legge 31 luglio 1997, n. 249, sono
distinti in regionali, se aventi estensione territoriale coincidente
di norma con le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, e
in provinciali, se coincidenti di norma con il territorio delle
province. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, entro il
29 febbraio 2000, determina, ai fini dell'adozione del disciplinare
previsto dall'art. 1, comma 6, lettera c), numero 6), della legge
31 luglio 1997, n. 249, il numero delle emittenti (equivalenti al
numero delle reti) che possono operare in ciascun bacino regionale e
in ciascun bacino provinciale. Laddove l'orografia del territorio non
consente di attribuire alle province risorse in termini di frequenze,
l'Autorita' adotta provvedimenti per assicurare risorse anche ai
bacini provinciali.";
Considerata l'attivita' istruttoria svolta dall'Autorita'
avvalendosi anche degli organi del Ministero delle comunicazioni in
forza dell'accordo di collaborazione stipulato in data 2 luglio 1998,
prorogato con modificazioni in data 15 febbraio 1999 e attualmente
vigente ai sensi dell'art. 1, comma 3-bis della legge n. 78/1999;
Sentite la concessionaria del servizio pubblico e le associazioni a
carattere nazionale dei titolari di emittenti o reti private locali;
Tenuto presente quanto previsto dall'art. 2, comma 6, lettera f),
della legge 31 luglio 1997, n. 249;
Considerato che:
la qualita' di ricezione e' stabilita ad un valore corrispondente
di norma al grado 4, riferito ai livelli della scala di qualita'
soggettiva UIT-R (Unione internazionale delle
telecomunicazioni-radiocomunicazioni);
al servizio di radiodiffusione televisiva sono destinate le bande
I e III della gamma VHF e le bande IV e V della gamma UHF;
per il numero dei canali pianificati (45 della gamma UHF e 6
della gamma VHF) e l'utilizzo di tre canali per ciascuna rete, il
numero delle reti a copertura nazionale e' pari a diciassette, di cui
sei, pari al 33,3% del totale, riservate alle esigenze della
radiodiffusionetelevisiva in ambito regionale, a norma dell'art. 2,
comma 6, lettera e), e dell'art. 3, comma 5, della legge 31 luglio
1997, n. 249, e undici assegnate alla radiodiffusione televisiva in
ambito nazionale;
sono riservati al servizio di radiodiffusione in tecnica digitale
cinque canali, di cui uno, cioe' il canale 12 della banda III della
gamma VHF (H2 della canalizzazione italiana), per radiodiffusione
digitale sonora (DAB-T), e quattro, cioe' i canali 66,67,68 della
banda V della gamma UHF ed il canale 9 della banda III della gamma
VHF, per radiodiffusione digitale televisiva (DVB-T);
i due canali della banda I della gamma VHF (A e B), per le
specifiche caratteristiche di propagazione e la necessita' di antenne
di utente diverse da quelle di tutte le altre bande di frequenza
utilizzate e quindi per il loro difficile impiego, sono assegnati
agli operatori che attualmente ne fanno uso ed in particolare al
servizio pubblico sino all'introduzione completa della
radiodiffusione televisiva in tecnica digitale;
le ulteriori risorse di cui all'art. 2, comma 6, lettera e),
della legge 31 luglio 1997 n. 249, tenuto conto dell'art. 2, comma 1,
delle legge 14 gennaio 2000, n. 5, saranno assegnate alla
radiodiffusione televisiva in ambito provinciale;
Considerati i criteri dettati dall'art. 2, comma 6, lettere a), b),
c), d), e), f), g) e dall'art. 3, comma 5, lettere a) e b), della
legge 31 luglio 1997, n. 249, nonche' dall'art. 2, commi 1 e 2, della
legge 14 gennaio 2000, n. 5;
Vista la legge del 6 agosto 1990, n. 223, che disciplina il sistema
radiotelevisivo pubblico e privato;
Ritenuto, ai fini dell'integrazione del piano nazionale di
assegnazione delle frequenze per la radiodiffusione televisiva,
approvato dall'Autorita' con la citata deliberazione n. 105 del
14 luglio 1999 di seguire il criterio di servire, oltre che tutti i
capoluoghi di regione e di provincia, anche la maggiore percentuale
possibile di popolazione;
Ritenuto che per alcuni degli impianti ricompresi nel piano si
possa derogare dal criterio in base al quale ogni impianto debba
servire un'area contenuta nell'ambito di una sola regione o
provincia;
Visto il decreto del Ministro dell'ambiente del 10 settembre 1998,
n. 381, recante norme per la determinazione dei tetti di
radiofrequenza compatibili con la salute umana, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale del 3 novembre 1998;
Ritenuto che, in casi specifici, si possa derogare dal criterio di
localizzare gli impianti che servono la stessa area in un unico sito
comune, pur assicurando la compatibilita' interferenziale e, di
norma, una sola antenna di utente per ogni gamma di frequenze (VHF,
UHF), minimizzando l'impatto ambientale e l'inquinamento
elettromagnetico;
Visto il decreto del Ministro delle poste e telecomunicazioni del
16 luglio 1975 recante norme per l'attuazione della legge del
14 aprile 1975, n. 103, pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 200 del 29 luglio 1975;
Ritenuto che i siti considerati nella pianificazione, individuati
nel rispetto delle procedure stabilite dall'art. 2, comma 6, della
legge 31 luglio 1997, n. 249, come integrato dall'art. 1, commi 2 e
3, della legge 1998, n. 122, a salvaguardia delle competenze e delle
prerogative delle regioni e delle province autonome, soddisfano le
esigenze sia della radiodiffusione analogica, sia della
radiodiffusione con tecnica digitale;
Determinati i parametri radioelettrici secondo standard
internazionalmente stabiliti;
Ritenuto di non prevedere l'uso di collegamenti a rimbalzo e quindi
la protezione di questi contro le interferenze;
Ritenuto di considerare "bacino provinciale" anche il territorio di
piu' province nei casi in cui i rispettivi capoluoghi di provincia
possono essere serviti tutti da una sola postazione di emissione;
Ritenuto di poter individuare "aree parziali di bacino provinciale"
servite da una sola postazione di emissione con risorse eccedenti
quelle necessarie alla copertura dei rispettivi bacini provinciali;
Ritenuto di determinare il numero delle reti per ciascun bacino
regionale in base alle risorse in frequenze attribuite alle reti a
copertura nazionale, salvo poche eccezioni, tenendo presente quanto
stabilito dall'art. 2, comma 6, lettera e), e dall'art. 3, comma 5,
della legge 31 luglio 1997, n. 249; e il numero delle reti per
ciascun bacino provinciale e per ciascuna area parziale di bacino
provinciale in base alle ulteriori risorse in frequenze integrative
previste dall'art. 2, comma 6, lettera e) della legge 31 luglio 1997,
n. 249, dall'art. 1, comma 3 della legge 29 marzo 1999, n. 78 e
dall'art. 2, comma 1, della legge 14 gennaio 2000, n. 5;
Udita la relazione del commissario ing. Mario Lari sui risultati
dell'istruttoria, ai sensi dell'art. 32 del citato regolamento
concernente l'organizzazione ed il funzionamento dell'Autorita';
Delibera:
Articolo unico
1. E' approvata l'integrazione (pianificazione ex lege n. 5/2000)
del Piano nazionale di assegnazione delle frequenze per la
radiodiffusione televisiva approvato con deliberazione n. 68/98 del
30 ottobre 1998 (Pianificazione di 1o livello) e successivamente
perfezionato e integrato con le ulteriori risorse per l'emittenza
locale con la deliberazione n. 105/99 del 14 luglio 1999
(Pianificazione di 2o livello), con gli inerenti parziali
perfezionamenti concernenti la revisione dei siti, la ridistribuzione
dei raggruppamenti di frequenze, la revisione del tipo e del valore
di offset, della polarizzazione di antenna e della potenza
equivalente irradiata (ERP).
2. Il Piano nazionale di assegnazione delle frequenze come sopra
integrato e' costituito da un unico tabulato suddiviso in ventuno
parti, ciascuna delle quali riferita ad una regione o provincia
autonoma, recante indicazione delle varie postazioni di emissione
(anche denominati siti comuni) con specificazione per ognuna di: nome
della postazione, provincia ove e' ubicata la postazione, longitudine
e latitudine, quota, polarizzazione dell'antenna trasmittente, tipo
di offset da impiegare negli impianti e relativo valore, altezza del
sistema radiante, area interessata dal servizio, localita' servite
con popolazione superiore ai 1000 abitanti, canali utilizzabili,
potenza equivalente irradiata in dBk nel piano orizzontale, massima
potenza equivalente irradiata in dBk, angolo di abbassamento in gradi
rispetto al piano orizzontale del lobo di irradiazione.
3. Costituisce parte integrante del piano la relazione illustrativa
con i relativi due allegati A e B, concernenti, il primo, il numero
di reti (emittenti) che possono operare in ciascuno dei bacini
regionali e in ciascuno dei bacini provinciali, il secondo, il numero
di reti (emittenti) che possono operare in ciascuna delle aree
parziali di bacino provinciale.
4. La qualita' di ricezione e' stabilita ad un valore
corrispondente di norma al grado 4, riferito ai livelli della scala
di qualita' soggettiva UIT-R (Unione internazionale delle
telecomunicazioni-radiocomunicazioni).
5. I siti di piano sono 480. Su 466 di tali siti sono allocate le
risorse (17 frequenze) per le reti nazionali e regionali, mentre su
308 sono allocate le risorse (17 frequenze) per le reti provinciali,
ad eccezione di 4 di questi siti delle cui 17 frequenze allocate su
ciascuno di essi, 10 sono destinate alle reti provinciali e 7
all'integrazione delle reti regionali. Su 23 dei suddetti 308 siti
sono state allocate le ulteriori risorse (17 frequenze) per le aree
parziali di bacino provinciale.
6. Il numero massimo totale di reti per i bacini regionali e
provinciali e' pari rispettivamente a 126 e a 1502.
7. Il numero massimo totale di reti per le aree parziali di bacino
provinciale e' pari rispettivamente a 319.
8. Nell'allegato A e' riportato il numero massimo di reti per
ciascun bacino regionale e provinciale.
9. Nell'allegato B e' riportato il numero massimo di reti per
ciascuna delle aree parziali di bacino provinciale.
10. Ulteriori risorse, anche ai sensi dell'art. 2, comma 6, lettera
e) della legge 31 luglio 1997 n. 249, saranno disponibili per i
soggetti che ne faranno richiesta nelle aree non coperte e/o
parzialmente coperte dal piano nazionale di assegnazione delle
frequenze come attualmente integrato, mediante la progettazione di
siti comuni con impianti di potenza equivalente irradiata minore di
200 W.
11. Rimane ferma, per il resto, la delibera 30 ottobre 1998, n.
68/98;
12. Copia del piano nazionale di assegnazione delle frequenze come
attualmente integrato e' depositato a libera visione del pubblico
presso la sede dell'Autorita' in Napoli, Centro direzionale, isola
B5, e presso l'ufficio di rappresentanza di Roma, via dei Crociferi
n. 19.
13. La presente delibera e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana e nel bollettino ufficiale dell'Autorita'.
Roma, 23 febbraio 2000
Il presidente: Cheli