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   21-09-1999 - Decreto Ministeriale
 

   IL MINISTRO DELLE COMUNICAZIONI di concerto con IL MINISTRO DEL TESORO, DEL BILANCIO E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Vista la legge 6 agosto 1990, n. 223;
Vista la legge 7 agosto 1990, n, 241, ed in particolare l'articolo
12, che prevede la determinazione dei criteri e delle modalita' per
la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili
finanziari;
Visto il decreto-legge 19 ottobre 1992, n. 407, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 dicembre 1992, n. 482;
Visto il decreto-legge 27 agosto 1993, n. 323, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1993, n. 422;
Visto il decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n. 650;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, concernente: "Istituzione
dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo";
Vista la legge 30 aprile 1998, n. 122, concernente "Differimento
dei termini previsti dalla legge 31 luglio 1997, n. 249, nonche'
norme in materia di programmazione e di interruzioni pubblicitarie
televisive";
Vista la deliberazione dell'Autorita' per le garanzie nelle
comunicazioni 30 ottobre 1998, n. 68, concernente: "Piano nazionale
di assegnazione delle frequenze per la radiodiffusione televisiva",
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 263 del 10 novembre 1998;
Vista la deliberazione dell'Autorita' per le garanzie nelle
comunicazioni 1 dicembre 1998, n. 78, concernente: "Regolamento per
il rilascio delle concessioni per la radiodiffusione te1evisiva
privata su frequenze terrestri", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
n. 288 del 10 dicembre 1998;
Vista la legge 23 dicembre 1998, n. 448, concernente misure di
finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo, ed in
particolare l'articolo 45, comma 3;
Visto il decreto-legge 30 gennaio 1999, n. 15, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 marzo 1999, n. 78, recante:
"Disposizioni urgenti per lo sviluppo equilibrato dell'emittenza
televisiva e per evitare la costituzione o il mantenimento di
posizioni dominanti nel settore radiotelevisivo";
Ritenuto di dover dare attuazione alle disposizioni contenute nel
predetto articolo 45, comma 3, della predetta legge 23 dicembre 1998,
n. 448;
Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Udito il parere del Consiglio di Stato, reso nell'adunanza della
sezione consultiva per gli atti normativi del 24 maggio 1999;
Sentite le competenti commissioni parlamentari;
Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
GM/120111/4506/DL/MG del 6 settembre 1999;
A d o t t a
il seguente regolamento:

Art. 1.
Beneficiari e ripartizione della somma stanziata
1. I termini procedimentali e le modalita' di erogazione dei
contributi previsti dall'articolo 45, comma 3, della legge 23
dicembre 1998, n. 448 sono specificati nel bando di concorso emanato
annualmente dal Ministero delle comunicazioni e pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
2. Possono beneficiare delle misure di sostegno previste
dall'articolo 45, comma 3, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, le
emittenti televisive locali titolari di concessione che, nell'anno
precedente a quello al quale si riferisce il bando di cui al comma 1,
siano state ammesse, con provvedimento adottato ai sensi del decreto
del Presidente della Repubblica 16 settembre 1996, n. 680, alle
provvidenze di cui all'articolo 7 del decreto-legge 27 agosto 1993,
n. 323, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1993,
n. 422.
3. L'ammontare annuo dello stanziamento previsto dall'articolo 45,
comma 3, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e' ripartito tra i
vari bacini di utenza televisiva in proporzione al fatturato
realizzato nel triennio precedente dalle emittenti operanti nel
medesimo bacino televisivo che abbiano chiesto di beneficiare delle
misure di sostegno. Nella predetta ripartizione si dovra' dare
particolare rilievo ai bacini di utenza televisiva ricompresi nelle
aree economicamente depresse e con elevati indici di disoccupazione.
Si considera operante in un determinato bacino televisivo,
l'emittente che raggiunge una popolazione non inferiore al settanta
per cento di quella residente nel territorio della regione irradiata.
4. La somma assegnata a ciascun bacino di utenza televisivo e'
attribuita alle emittenti aventi titolo all'erogazione del contributo
per un quinto in parti uguali e per quattro quinti in base ad una
graduatoria predisposta tenendo conto degli elementi indicati
nell'articolo 4.

Art. 2.
Esclusione dai contributi
1. Sono escluse dall'erogazione del contributo:
a) le emittenti nei cui confronti, nell'anno precedente a quello di
erogazione del contributo, siano stati adottati i provvedimenti
sanzionatori previsti dalla vigente normativa, ed in particolare
dall'articolo 31 della legge 6 agosto 1990, n. 223;
b) le emittenti che non risultino in regola con il versamento dei
contributi previdenziali. Sono considerate in regola anche le imprese
che abbiano concordato con gli istituti previdenziali la
rateizzazione dei contributi arretrati e che abbiano assolto, alle
scadenze previste, gli impegni assunti ovvero che abbiano in materia
ricorsi giurisdizionali pendenti;
c) le emittenti assoggettate a procedura concorsuale fallimentare;
d) le emittenti non in regola con il pagamento del canone.

Art. 3.
Separazione contabile
1. I soggetti che intendano ottenere il contributo previsto
dall'articolo 1, qualora gestiscano piu' di una attivita', anche non
televisiva, devono impegnarsi ad instaurare un regime di separazione
contabile e devono produrre uno schema di bilancio in cui risultino
separate contabilmente le poste di entrata e di spesa afferenti
all'attivita' dell'emittente televisiva e quelle inerenti ad altre
attivita'.

Art. 4.
Elementi di valutazione
1. Gli elementi da valutare ai fini dell'erogazione all'emittente
del contributo di cui all'articolo 1, sono i seguenti:
a) media dei fatturati realizzati nel triennio precedente;
b) personale applicato allo svolgimento dell'attivita' televisiva,
in riferimento all'attivita' svolta nell'anno precedente a quello in
cui e' erogato il contributo stesso, suddiviso in base al contratto
ad esso applicato:
1) a tempo determinato;
2) di formazione lavoro;
3) a tempo indeterminato;
4) per i giornalisti iscritti all'Albo professionale.
2. I punteggi da attribuire a ciascuno degli elementi di cui al
comma 1 sono indicati nella tabella A allegata al presente
regolamento.

Art. 5.
Assegnazione dei contributi
1. Il compito di accertare la sussistenza dei requisititi per
beneficiare del contributo e di predisporre le graduatorie per la
ripartizione del contributo tra le emittenti televisive locali
tenendo conto degli elementi di cui all'articolo 4 e dei punteggi
indicati nella allegata tabella A e' svolto dai comitati regionali
per le comunicazioni e, fino alla costituzione di questi ultimi, dai
comitati regionali per i servizi radiotelevisivi.
2. Il contributo e' erogato, nei limiti dello stanziamento relativo
a ciascun ambito regionale, alle emittenti collocate ai primi posti
della graduatoria, nei limiti del trenta per cento dei graduati,
arrotondato all'unita' superiore, in misura proporzionale al
fatturato realizzato nel triennio precedente all'anno di
presentazione della domanda.
3. Nel caso in cui l'emittente abbia gia' beneficiato di
sovvenzioni previste da normative regionali o delle province autonome
di Trento e Bolzano, l'importo del contributo da erogare e' ridotto
dell'ammontare delle sovvenzioni stesse.

Art. 6.
Domanda di ammissione al contributo
1. Le emittenti televisive locali titolari di concessione che
intendono beneficiare dei contributi previsti dall'articolo 45, comma
3, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, devono inviare al comitato
regionale per le comunicazioni competente apposita domanda a mezzo
raccomandata postale o via fax, entro trenta giorni dalla
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del bando di cui al comma 1
dell'articolo 1.
2. La domanda deve contenere, a pena di esclusione dalla
graduatoria:
a) l'indicazione degli elementi atti ad individuare l'emittente
richiedente con gli estremi dell'atto concessorio;
b) la dichiarazione che l'impresa editrice ha gia' assolto a tutti
gli obblighi contabili cui essa e' tenuta ai sensi della normativa
vigente;
c) il numero di codice fiscale e di partita IVA della
concessionaria.
3. Nella domanda sono indicati gli elementi, previsti dall'articolo
4, che si intendono sottoporre a valutazione; la domanda e' corredata
da idonea documentazione atta a comprovare il possesso dei medesimi
elementi.

Art. 7.
Revoca del provvedimento di concessione
1. Qualora risulti che la concessione del contributo e' stata
determinata da elementi contenuti nella domanda o nella
documentazione allegata alla stessa non rispondenti alla realta', il
provvedimento di concessione e' revocato.
2. La revoca dei contributi comporta l'obbligo a carico dei
soggetti beneficiari di restituire, entro i termini fissati nel
provvedimento stesso, l'intero ammontare percepito, rivalutato
secondo gli indici ufficiali ISTAT di inflazione in rapporto "ai
prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati", oltre agli
interessi corrispettivi al tasso legale, nonche' l'esclusione dalla
partecipazione alla distribuzione dei contributi per i tre anni
successivi all'accertamento della non rispondenza di cui al comma 1.
3. Il recupero dei contributi erogati e' disposto con le modalita'
di cui all'articolo 2 del testo unico delle disposizioni di legge
relative alla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato,
approvato con regio decreto 14 aprile 1910, n. 639.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Roma, 21 settembre 1999
Il Ministro delle comunicazioni
Cardinale
Il Ministro del tesoro, del bilancio
e della programmazione economica
Amato
Visto, il Guardasigilli: Diliberto
Registrato alla Corte dei conti il 21 ottobre 1999
Registro n. 6 Comunicazioni, foglio n. 97

ALLEGATO
Tabella A (art. 4, comma 2)
Punteggi da attribuire a ciascuno degli elementi di cui all'art. 4,
comma 1, ai fini dell'erogazione del contributo di cui all'articolo
1:
lettera a) fino a punti 200;
lettera b) per ogni dipendente assunto con contratto di lavoro
giornalistico punti 60, per ogni dipendente assunto con contratto per
addetti all'informazione iscritti agli albi professionali previsti
dalla legge istitutiva dell'Albo dei giornalisti punti 45, per ogni
altro dipendente punti 30;
(le unita' di personale assunto con contratto di formazione lavoro
sono valutate nella misura del 50% del punteggio ad esso relativo, le
unita' di personale assunto con contratto di lavoro a tempo
determinato sono valutate nella misura del 20% del punteggio ad esso
relativo per ciascun anno di durata del contratto).
Per la lettera b) si prendono in considerazione i contratti di
lavoro stipulati anteriormente al 31 dicembre dell'anno precedente a
quello di presentazione della domanda per ottenere il contributo: il
punteggio e' rapportato al periodo di durata del contratto.
Visto, il Ministro delle comunicazioni
Cardinale