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   07-06-2000 - Legge
 

   La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:
Principi generali

Capo I

Art. 1.
Finalita' ed ambito di applicazione
1. Le disposizioni della presente legge, in attuazione dei
princi'pi che regolano la trasparenza e l'efficacia dell'azione
amministrativa, disciplinano le attivita' di informazione e di
comunicazione delle pubbliche amministrazioni.
2. Ai fini della presente legge sono pubbliche amministrazioni
quelle indicate all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3
febbraio 1993, n. 29.
3. E' fatta salva la disciplina vigente relativa alla pubblicita'
legale od obbligatoria degli atti pubblici.
4. Nel rispetto delle norme vigenti in tema di segreto di Stato, di
segreto d'ufficio, di tutela della riservatezza dei dati personali e
in conformita' ai comportamenti richiesti dalle carte deontologiche,
sono considerate attivita' di informazione e di comunicazione
istituzionale quelle poste in essere in Italia o all'estero dai
soggetti di cui al comma 2 e volte a conseguire:
a) l'informazione ai mezzi di comunicazione di massa, attraverso
stampa, audiovisivi e strumenti telematici;
b) la comunicazione esterna rivolta ai cittadini, alle
collettivita' e ad altri enti attraverso ogni modalita' tecnica ed
organizzativa;
c) la comunicazione interna realizzata nell'ambito di ciascun
ente.
5. Le attivita' di informazione e di comunicazione sono, in
particolare, finalizzate a:
a) illustrare e favorire la conoscenza delle disposizioni
normative, al fine di facilitarne l'applicazione;
b) illustrare le attivita' delle istituzioni e il loro
funzionamento;
c) favorire l'accesso ai servizi pubblici, promuovendone la
conoscenza;
d) promuovere conoscenze allargate e approfondite su temi di
rilevante interesse pubblico e sociale;
e) favorire processi interni di semplificazione delle procedure e
di modernizzazione degli apparati nonche' la conoscenza dell'avvio e
del percorso dei procedimenti amministrativi;
f) promuovere l'immagine delle amministrazioni, nonche' quella
dell'Italia, in Europa e nel mondo, conferendo conoscenza e
visibilita' ad eventi d'importanza locale, regionale, nazionale ed
internazionale.
6. Le attivita' di informazione e di comunicazione istituzionale di
cui alla presente legge non sono soggette ai limiti imposti in
materia di pubblicita', sponsorizzazioni e offerte al pubblico.

Art. 2.
Forme, strumenti e prodotti
1. Le attivita' di informazione e di comunicazione delle pubbliche
amministrazioni si esplicano, oltre che per mezzo di programmi
previsti per la comunicazione istituzionale non pubblicitaria, anche
attraverso la pubblicita', le distribuzioni o vendite promozionali,
le affissioni, l'organizzazione di manifestazioni e la partecipazione
a rassegne specialistiche, fiere e congressi.
2. Le attivita' di informazione e di comunicazione sono attuate con
ogni mezzo di trasmissione idoneo ad assicurare la necessaria
diffusione di messaggi, anche attraverso la strumentazione
grafico-editoriale, le strutture informatiche, le funzioni di
sportello, le reti civiche, le iniziative di comunicazione integrata
e i sistemi telematici multimediali.
3. Con uno o piu' regolamenti, da comunicare alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri e alla Conferenza unificata di cui
all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, le
pubbliche amministrazioni provvedono alla diffusione delle modalita'
e delle forme di comunicazione a carattere pubblicitario, in
attuazione delle norme vigenti in materia.

Art. 3.
Messaggi di utilita' sociale e di pubblico interesse
1. La Presidenza del Consiglio dei Ministri determina i messaggi di
utilita' sociale ovvero di pubblico interesse, che la concessionaria
del servizio pubblico radiotelevisivo puo' trasmettere a titolo
gratuito. Alla trasmissione di messaggi di pubblico interesse
previsti dal presente comma sono riservati tempi non eccedenti il due
per cento di ogni ora di programmazione e l'uno per cento dell'orario
settimanale di programmazione di ciascuna rete. Le emittenti private,
radiofoniche e televisive, hanno facolta', ove autorizzate, di
utilizzare tali messaggi per passaggi gratuiti.
2. Nelle concessioni per la radiodiffusione sonora e televisiva e'
prevista la riserva di tempi non eccedenti l'uno per cento
dell'orario settimanale di programmazione per le stesse finalita' e
con le modalita' di cui al comma 1.
3. Fatto salvo quanto stabilito dalla presente legge e dalle
disposizioni relative alla comunicazione istituzionale non
pubblicitaria, le concessionarie radiotelevisive e le societa'
autorizzate possono, per finalita' di esclusivo interesse sociale,
trasmettere messaggi di utilita' sociale.
4. I messaggi di cui al comma 3 non rientrano nel computo degli
indici di affollamento giornaliero ne' nel computo degli indici di
affollamento orario stabiliti dal presente articolo. Il tempo di
trasmissione dei messaggi non puo', comunque, occupare piu' di
quattro minuti per ogni giorno di trasmissione per singola
concessionaria. Tali messaggi possono essere trasmessi gratuitamente;
qualora non lo fossero, il prezzo degli spazi di comunicazione
contenenti messaggi di utilita' sociale non puo' essere superiore al
cinquanta per cento del prezzo di listino ufficiale indicato dalla
concessionaria.

Art. 4.
Formazione professionale
1. Le amministrazioni pubbliche individuano, nell'ambito delle
proprie dotazioni organiche, il personale da adibire alle attivita'
di informazione e di comuni-cazione e programmano la formazione,
secondo modelli formativi individuati dal regolamento di cui
all'articolo 5.
2. Le attivita' di formazione sono svolte dalla Scuola superiore
della pubblica amministrazione, secondo le disposizioni del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 287, dalle scuole specializzate di
altre amministrazioni centrali, dalle universita', con particolare
riferimento ai corsi di laurea in scienze della comunicazione e
materie assimilate, dal Centro di formazione e studi (FORMEZ),
nonche' da strutture pubbliche e private con finalita' formative che
adottano i modelli di cui al comma 1.

Art. 5.
Regolamento
1. Con regolamento da emanare, ai sensi dell'articolo 17, comma 1,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni,
previa intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, entro sessanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, si provvede
alla individuazione dei titoli per l'accesso del personale da
utilizzare presso le pubbliche amministrazioni per le attivita' di
informazione e di comunicazione. Il medesimo regolamento prevede e
disciplina altresi' gli interventi formativi e di aggiornamento per
il personale che gia' svolge attivita' di informazione e di
comunicazione.

Art. 6.
S t r u t t u r e
l. In conformita' alla disciplina dettata dal presente capo e, ove
compatibili, in conformita' alle norme degli articoli 11 e 12 del
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni, e relative disposizioni attuative, le attivita' di
informazione si realizzano attraverso il portavoce e l'ufficio stampa
e quelle di comunicazione attraverso l'ufficio per le relazioni con
il pubblico, nonche' attraverso analoghe strutture quali gli
sportelli per il cittadino, gli sportelli unici della pubblica
amministrazione, gli sportelli polifunzionali e gli sportelli per le
imprese.
2. Ciascuna amministrazione definisce, nell'ambito del proprio
ordinamento degli uffici e del personale e nei limiti delle risorse
disponibili, le strutture e i servizi finalizzati alle attivita' di
informazione e comunicazione e al loro coordinamento, confermando, in
sede di prima applicazione della presente legge, le funzioni di
comunicazione e di informazione al personale che gia' le svolge.

Art. 7.
P o r t a v o c e
1. L'organo di vertice dell'amministrazione pubblica puo' essere
coadiuvato da un portavoce, anche esterno all'amministrazione, con
compiti di diretta collaborazione ai fini dei rapporti di carattere
politico-istituzionale con gli organi di informazione. Il portavoce,
incaricato dal medesimo organo, non puo', per tutta la durata del
relativo incarico, esercitare attivita' nei settori radiotelevisivo,
del giornalismo, della stampa e delle relazioni pubbliche.
2. Al portavoce e' attribuita una indennita' determinata
dall'organo di vertice nei limiti delle risorse disponibili
appositamente iscritte in bilancio da ciascuna amministrazione per le
medesime finalita'.

Art. 8.
Ufficio per le relazioni con il pubblico
1. L'attivita' dell'ufficio per le relazioni con il pubblico e'
indirizzata ai cittadini singoli e associati.
2. Le pubbliche amministrazioni, entro sei mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, provvedono, nell'esercizio
della propria potesta' regolamentare, alla ridefinizione dei compiti
e alla riorganizzazione degli uffici per le relazioni con il pubblico
secondo i seguenti criteri:
a) garantire l'esercizio dei diritti di informazione, di accesso
e di partecipazione di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241, e
successive modificazioni;
b) agevolare l'utilizzazione dei servizi offerti ai cittadini,
anche attraverso l'illustrazione delle disposizioni normative e
amministrative, e l'informazione sulle strutture e sui compiti delle
amministrazioni medesime;
c) promuovere l'adozione di sistemi di interconnessione
telematica e coordinare le reti civiche;
d) attuare, mediante l'ascolto dei cittadini e la comunicazione
interna, i processi di verifica della qualita' dei servizi e di
gradimento degli stessi da parte degli utenti;
e) garantire la reciproca informazione fra l'ufficio per le
relazioni con il pubblico e le altre strutture operanti
nell'amministrazione, nonche' fra gli uffici per le relazioni con il
pubblico delle varie amministrazioni.
3. Negli uffici per le relazioni con il pubblico l'individuazione e
la regolamentazione dei profili professionali sono affidate alla
contrattazione collettiva.

Art. 9.
Uffici stampa
1. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, possono dotarsi, anche in
forma associata, di un ufficio stampa, la cui attivita' e' in via
prioritaria indirizzata ai mezzi di informazione di massa.
2. Gli uffici stampa sono costituiti da personale iscritto all'albo
nazionale dei giornalisti. Tale dotazione di personale e' costituita
da dipendenti delle amministrazioni pubbliche, anche in posizione di
comando o fuori ruolo, o da personale estraneo alla pubblica
amministrazione in possesso dei titoli individuati dal regolamento di
cui all'articolo 5, utilizzato con le modalita' di cui all'articolo
7, comma 6, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e
successive modificazioni, nei limiti delle risorse disponibili nei
bilanci di ciascuna amministrazione per le medesime finalita'.
3. L'ufficio stampa e' diretto da un coordinatore, che assume la
qualifica di capo ufficio stampa, il quale, sulla base delle
direttive impartite dall'organo di vertice dell'amministrazione, cura
i collegamenti con gli organi di informazione, assicurando il massimo
grado di trasparenza, chiarezza e tempestivita' delle comunicazioni
da fornire nelle materie di interesse dell'amministrazione.
4. I coordinatori e i componenti dell'ufficio stampa non possono
esercitare, per tutta la durata dei relativi incarichi, attivita'
professionali nei settori radiotelevisivo, del giornalismo, della
stampa e delle relazioni pubbliche. Eventuali deroghe possono essere
previste dalla contrattazione collettiva di cui al comma 5.
5. Negli uffici stampa l'individuazione e la regolamentazione dei
profili professionali sono affidate alla contrattazione collettiva
nell'ambito di una speciale area di contrattazione, con l'intervento
delle organizzazioni rappresentative della categoria dei giornalisti.
Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 10.
Disposizione finale
1. Le disposizioni del presente capo costituiscono princi'pi
fondamentali ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione e si
applicano, altresi', alle regioni a statuto speciale e alle province
autonome di Trento e di Bolzano nei limiti e nel rispetto degli
statuti e delle relative norme di attuazione.

Capo II

Art. 11.
Programmi di comunicazione
1. In conformita' a quanto previsto dal capo I della presente legge
e dall'articolo 12 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e
successive modificazioni, nonche' dalle direttive impartite dal
Presidente del Consiglio dei Ministri, le amministrazioni statali
elaborano annualmente il programma delle iniziative di comunicazione
che intendono realizzare nell'anno successivo, comprensivo dei
progetti di cui all'articolo 13, sulla base delle indicazioni
metodologiche del Dipartimento per l'informazione e l'editoria della
Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il programma e' trasmesso
entro il mese di novembre di ogni anno allo stesso Dipartimento.
Iniziative di comunicazione non previste dal programma possono essere
promosse e realizzate soltanto per particolari e contingenti esigenze
sopravvenute nel corso dell'anno e sono tempestivamente comunicate al
Dipartimento per l'informazione e l'editoria.
2. Per l'attuazione dei programmi di comunicazione il Dipartimento
per l'informazione e l'editoria provvede in particolare a:
a) svolgere funzioni di centro di orientamento e consulenza per
le amministrazioni statali ai fini della messa a punto dei programmi
e delle procedure. Il Dipartimento puo' anche fornire i supporti
organizzativi alle amministrazioni che ne facciano richiesta;
b) sviluppare adeguate attivita' di conoscenza dei problemi della
comunicazione pubblica presso le amministrazioni;
c) stipulare, con i concessionari di spazi pubblicitari, accordi
quadro nei quali sono definiti i criteri di massima delle inserzioni
radiofoniche, televisive o sulla stampa, nonche' le relative tariffe.

Art. 12.
Piano di comunicazione
1. Sulla base dei programmi presentati dalle amministrazioni
statali, il Dipartimento per l'informazione e l'editoria predispone
annualmente il piano di comunicazione, integrativo del piano di cui
all'articolo 12 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e
successive modificazioni, che e' approvato dal Presidente del
Consiglio dei Ministri.
2. Una copia del piano approvato e' trasmessa alle amministrazioni.
Ciascuna amministrazione realizza il piano per le parti di specifica
competenza anche avvalendosi della collaborazione del Dipartimento
per l'informazione e l'editoria. Entro il 31 gennaio dell'anno
successivo a quello di riferimento, i Ministri trasmettono al
Presidente del Consiglio dei Ministri una relazione su quanto
previsto dal presente comma.

Art. 13.
Progetti di comunicazione a carattere pubblicitario
1. Le amministrazioni dello Stato sono tenute ad inviare al
Dipartimento per l'informazione e l'editoria, ai fini della
formulazione di un preventivo parere, i progetti di comunicazione a
carattere pubblicitario che prevedono la diffusione dei messaggi sui
mezzi di comunicazione di massa.
2. I progetti di cui al comma 1 devono, in particolare, contenere
indicazioni circa l'obiettivo della comunicazione, la copertura
finanziaria, il contenuto dei messaggi, i destinatari e i soggetti
coinvolti nella realizzazione. Deve, inoltre, essere specificata la
strategia di diffusione con previsione delle modalita' e dei mezzi
ritenuti piu' idonei al raggiungimento della massima efficacia della
comunicazione.
3. Per le campagne di comunicazione a carattere pubblicitario, le
amministrazioni dello Stato tengono conto, ove possibile, in
relazione al tipo di messaggio e ai destinatari, anche delle testate
italiane all'estero.

Art. 14.
Finanziamento dei progetti
1. La realizzazione dei progetti di comunicazione a carattere
pubblicitario delle amministrazioni dello Stato, integrativi del
piano di cui all'articolo 12 del decreto legislativo 3 febbraio 1993,
n. 29, e successive modificazioni, ritenuti di particolare utilita'
sociale o di interesse pubblico, e' finanziata nei limiti delle
risorse disponibili in bilancio per il centro di responsabilita' n.
17 "Informazione ed editoria" dello stato di previsione della
Presidenza del Consiglio dei Ministri, intendendosi ridotta in misura
corrispondente l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 5 della
legge 25 febbraio 1987, n. 67.

Art. 15.
Procedure di gara
1. Per la realizzazione delle iniziative di comunicazione
istituzionale a carattere pubblicitario la scelta dei soggetti
professionali esterni e' effettuata, anche in deroga ai limiti
previsti dall'articolo 6 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440,
nel rispetto delle disposizioni del decreto legislativo 17 marzo
1995, n. 157. A tali fini, con regolamento da emanare, su proposta
del Presidente del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell'articolo 17,
comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive
modificazioni, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri per la
individuazione dei soggetti professionali da invitare alle procedure
di selezione, nonche' per la determinazione delle remunerazioni per i
servizi prestati. A tali fini si tiene conto anche dei criteri
stabiliti in materia dall'Autorita' per le garanzie nelle
comunicazioni.

Art. 16.
Abrogazioni
1. Sono abrogati l'articolo 5, commi 6, 7 e 8, della legge 25
febbraio 1987, n. 67, e l'articolo 9 della legge 6 agosto 1990, n.
223, e successive modificazioni.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi' 7 giugno 2000
CIAMPI
Amato, Presidente del Consiglio dei
Ministri
Visto, il Guardasigilli: Fassino