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   22-06-2000 - Delibera Autorit√†¬†
 

  

L'AUTORITA'

Nella riunione della Commissione per i servizi e prodotti del 22
giugno 2000;
Visto l'art. 1, comma 6, lettera b), n. 9, della legge 31 luglio
1997, n. 249, sull'istituzione dell'Autorita' per le garanzie nelle
comunicazioni;
Vista la legge 22 febbraio 2000, n. 28, recante: "Disposizioni per
la parita' di accesso ai mezzi di informazioni durante le campagne
elettorali e referendarie per la comunicazione politica", pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 22 febbraio
2000;
Effettuate le consultazioni con la Commissione parlamentare per
l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
previste dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28;
Sentito il Coordinamento nazionale dei comitati regionali per i
servizi radiotelevisivi;
Effettuate le audizioni con le associazioni maggiormente
rappresentative dell'emittenza radiotelevisiva;
Udita la relazione del commissario dott. Giuseppe Sangiorgi,
relatore ai sensi dell'art. 32 del regolamento concernente
l'organizazione ed il funzionamento dell'Autorita';
Delibera:

Titolo I
RADIODIFFUSIONE SONORA E TELEVISIVA
Capo I
Emittenti radiofoniche e televisive nazionali

Art. 1.
Finalita' ed ambito di applicazione
1. Il presente provvedimento reca disposizioni intese ad assicurare
l'applicazione della disciplina prevista della legge 22 febbraio
2000, n. 28, in materia di comunicazione politica e di parita' di
accesso o ai mezzi di informazione nei periodi non elettorali.
2. Ai fini dell'applicazione del presente provvedimento le province
autonome di Trento e di Bolzano sono considerate ciascuna come un
ambito regionale distinto.

Art. 2.
Riparto degli spazi per la comunicazione politica
1. Nei periodi in cui non sono in corso campagne elettorali o
refendarie di cui all'art. 1, comma 2, della legge 22 febbraio 2000,
n. 28, ciascuna emittente televisiva o radiofonica nazionale dedica
alla comunicazione politica, nelle forme previste dall'art. 2, comma
3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, tribune politiche, dibattiti,
tavole rotonde, presentazione in contraddittorio di programmi
politici, confronti, interviste e ogni altra trasmissione nella quale
assuma carattere rilevante l'esposizione di opinioni e valutazioni
politiche, un complesso di spazi ripartito in modo da assicurare con
imparzialita' ed equita' - nell'arco di un trimestre, l'accesso a
tutti i soggetti politici nonche' la parita' di condizioni
nell'esposizione delle proprie opinioni e posizioni politiche.
2. Ai fini del presente provvedimento, i soggetti politici di cui
alla legge 22 febbraio 2000, n. 28, sono individuati come segue:
a) per le trasmissioni riferite a temi di interesse nazionale:
1) le forze politiche e che costituiscono un automomo gruppo in
almeno un ramo del Parlamento nazionale;
2) le forze politiche e, che, pur non costituendo un autonomo
gruppo in uno dei due rami del Parlamento nazionale, abbiano eletto
con proprio simbolo almeno due rappresentanti al Parlamento europeo;
b) per le trasmissioni riferite a temi di interesse locale:
1) le forze politiche che costituiscono un autonomo gruppo
consiliare nelle assemblee regionali, provinciali o comunali.
3. I soggetti politici partecipano alle trasmissioni in ragione del
proprio consenso elettorale e, ove concordato, anche attraverso
rappresentanti delle comuni coalizioni di riferimento. In tale caso
lo spazio delle coalizioni sara' dato dalla somma degli spazi delle
diverse componenti della coalizione.
4. Nel rispetto delle precedenti disposizioni possono partecipare
alle trasmissioni di comunicazione politica anche soggetti diversi da
quelli inclinati tenendo conto della esigenza di tutelare il
pluralismo nelle sue varie accezioni, oltre alle minoranze
linguistiche indicate dall'art. 2 della legge 15 dicembre 1999, n.
482, e ai comitati promotori di referendum abrogativi ai sensi
dell'art. 75 della Costituzione, limitatamente ai quesiti dei quali
l'Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di cassazione
abbia definitivamente accertato la legittimita', ai sensi dell'art.
32, sesto comma, della legge 25 maggio 1970, n. 352; nonche' i
promotori dei referendum promossi ai sensi dell'art. 138 della
Costituzione, limitatamente alle richieste delle quali l'Ufficio
centrale abbia definitivamente accertato la legittimita', ai sensi
dell'art. 12 della medesima legge 25 maggio 1970, n. 352.
5. Le emittenti, tenuto conto della specificita' di quelle
radiofoniche e di quelle televisive, inseriscono nei loro palinsesti
le tramissioni di comunicazione politica di cui al comma 3, art. 2,
della legge del 22 febbraio 2000, n. 28, raccordandole alle
caratteristiche editoriali proprie delle diverse emittenti.
6. La durata complessiva trimestrale degli spazi deve esaurire un
ciclo compiuto di comunicazione politica realizzando una equilibrata
ripartizione degli spazi nelle diverse trasmissioni. La collocazione
delle diverse trasmissioni e' determinata dalle emittenti televisive
all'interno della fascia oraria compresa tra le ore 07,00 e le ore
01,00 del giorno successivo. Per le emittenti radiofoniche la fascia
predetta si estende dalle ore 05,00 alle ore 02,00 del giorno
successivo.
7. In ogni caso l'ambito trimestrale di riferimento della presente
disciplina, si intende sospeso quando ricorrono le condizioni
previste dall'art. 4 della legge 22 febbraio 2000, n. 28.
8. L'individuazione delle persone che partecipano gratuitamente
alle trasmissioni tiene conto, per quanto possibile, dell'esigenza di
garantire pari opportunita' tra uomini e donne.

Art. 3.
Modalita' di trasmissione dei messaggi politici autogestiti gratuiti
1. Le singole emittenti radiofoniche e televisive nazionali private
possono trasmettere esclusivamente messaggi politici autogestiti
gratuiti, la cui durata complessiva non puo' superare, ogni
settimana, il 25% del tempo effettivamente dedicato, nella stessa
settimana e nelle stesse fascie orarie, ai programmi di comunicazione
politica.
2. Tali spazi sono offerti, in condizioni di parita' di
trattamento, ai soggetti rappresentati negli organi di cui alle
consultazioni elettorali previste dall'art. 1, comma 2, della legge
22 febbraio 2000, n. 28, secondo le seguenti modalita':
a) i messaggi sono organizzati in modo autogestito, sono
trasmessi gratuitamente e devono avere una durata sufficiente alla
motivata esposizione di un programma o di una opinione politica, e
comunque compresa, a scelta del richiedente, fra uno e tre minuti per
le emittenti televisive e fra trenta e novanta secondi per le
emittenti radiofoniche;
b) i messaggi non possono interrompere altri programmi ne' essere
interrotti, hanno una autonoma collocazione nella programmazione e
sono trasmessi in appositi contenitori, fino a un massimo di due per
ogni giornata di programmazione;
c) i messaggi non sono computati nel calcolo dei limiti di
affollamento pubblicitario previsti dalla legge;
d) ciascun messaggio puo' essere trasmesso una sola volta in
ciascun contenitore;
e) nessun soggetto politico puo' diffondere piu' di un messaggio
nel medesimo contenitore;
f) gli spazi spettanti ad un soggetto politico e non utilizzati
non possono essere offerti ad altro soggetto politico;
g) ogni messaggio reca l'indicazione "messaggio autogestito
gratuito" e l'indicazione del soggetto committente.
3. Le emittenti che intendono trasmettere messaggi politici
autogestiti:
a) comunicano, anche a mezzo telefax, con almeno quindici giorni
di anticipo all'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, la
collocazione nel palinsesto dei contenitori e le richieste dei
soggetti politici interessati a trasmettere messaggi autogestiti
nell'arco di un trimestre nonche' la programmazione delle
trasmissioni di comunicazione politica con l'indicazione dei
partecipanti e con la specificazione del soggetto politico da essi
rappresentato previsti nel periodo trimestrale di riferimento;
b) assegnano gli spazi per i messaggi all'interno dei singoli
contenitori previsti per il trimestre, secondo un criterio di
rotazione a scalare di un posto all'interno di ciascun contenitore a
partire dal primo giorno di ogni mese.

Capo II
emittenti radiofoniche e televisive locali

Art. 4.
Riparto degli spazi per la comunicazione politica
1. Alle emittenti radiofoniche e televisive locali che intendono
trasmettere programmi di comunicazione politica si applicano le
disposizioni di cui all'art. 2.

Art. 5.
Modalita' di trasmissione dei messaggi politici autogestiti a
pagamento
1. Le emittenti radiotelevisive locali trasmettono eslusivamente
messaggi politici autogestiti a pagamento.
2. Le emittenti che intendono trasmettere i suddetti messaggi
devono preventivamente stabilire gli spazi di comunicazione politica
gratuiti di cui all'art. 4. Il tempo complessivamente destinato alla
trasmissione degli spazi di comunicazione politica gratuiti deve
essere di norma pari a quello dei messaggi effettivamente diffusi. Le
emittenti radiotelevisive praticano, ai fini della trasmissione di
messaggi politici autogestiti a pagamento, uno sconto del 50% sulle
tariffe normalmente in vigore per i messaggi pubblicitari messi in
onda nelle stesse fasce orarie.
3. Nessun soggetto politico puo' diffondere piu' di due messaggi in
ciascuna giornata di programmazione sulla medesima emittente.
4. Le emittenti che intendono trasmettere messaggi politici
autogestiti osservano le seguenti modalita':
a) gli spazi per i messaggi sono offerti in condizioni di parita'
di trattamento ai soggetti politici di cui all'art. 1, comma 2, della
legge 22 febbraio 2000, n. 28;
b) i messaggi sono organizzati in modo autogestito dai soggetti
politici e devono avere una durata sufficiente alla motivata
esposizione di un programma o di una opinione politica, e comunque
compresa, a scelta del richiedente, fra uno e tre minuti per le
emittenti televisive e fra trenta e novanta secondi per le emittenti
radiofoniche;
c) i messaggi non possono interrompere altri programmi ne' essere
interrotti, hanno una autonoma collocazione nella programmazione e
sono trasmessi in appositi contenitori, fino a un massimo di quattro
per ogni giornata di programmazione;
d) i messaggi non sono computati nel calcolo dei limiti di
affollamento pubblicitario previsti dalla legge;
e) ciascun messaggio puo' essere trasmesso una sola volta in
ciascun contenitore;
f) nessun soggetto politico puo' diffondere piu' di un messaggio
nel medesimo contenitore;
g) gli spazi spettanti ad un soggetto politico e non utilizzati
non possono essere offerti ad altro soggetto politico;
h) ogni messaggio reca l'indicazione "messaggio autogestito a
pagamento" e l'indicazione del soggetto e committente.
5. Le emittenti che intendono trasmettere messaggi politici
autogestiti a pagamento comunicano, con almeno quindici giorni di
anticipo, ai competenti comitati regionali per le comunicazioni o,
ove non costituiti, ai comitati regionali per i servizi
radiotelevisivi, che ne informano l'Autorita' per le garanzie nelle
comunicazioni, la collocazione nel palinsesto dei contenitori e i
relativi programmi di comunicazione politica con l'indicazione dei
partecipanti e con la specificazione del soggetto politico da essi
rappresentato previsti nel periodo trimestrale di riferimento.
Qualora piu' soggetti politici richiedano la trasmissione di messaggi
politici autogestiti a pagamento nella stessa fascia oraria,
l'emittente effettuera' il sorteggio per la collocazione dei diversi
messaggi politici autogestiti a pagamento all'interno del contenitore
previsto per quella fascia oraria.

Capo III
Disposizioni particolari

Art. 6.
Circuiti
l. Le trasmissioni in contemporanea da parte di emittenti locali
che operano in circuiti nazionali comunque denominati sono
considerate, ai fini del presente atto, come tramissioni in ambito
nazionale; il consorzio costituito per la gestione del circuito o, in
difetto, le singole emittenti che fanno parte del circuito, sono
tenuti al rispetto delle disposizioni previste per le emittenti
nazionali dal capo I del presente titolo, che si applicano altresi'
alle emittenti autorizzate alla ripetizione dei programmi esteri ai
sensi dell'art. 38 della legge 14 aprile 1975, n. 103.
2. Ai fini dei presente atto la definizione di circuito nazionale
si determina con riferimento all'art. 3, comma 5, della legge 31
luglio 1997, n. 249.
3. Rimangono ferme per ogni emittente del circuito, per il tempo di
trasmissione autonoma, le disposizioni previste per le emittenti
locali dal capo II del presente titolo.

Art. 7.
Imprese radiofoniche di partiti politici
l. In conformita' a quanto disposto dall'art. 6 della legge 22
febbraio 2000, n. 28, le disposizioni di cui ai capi I e II del
presente titolo non si applicano alle imprese di radiodiffusione
sonora che risultino essere organo ufficiale di un partito politico
rappresentato in almeno un ramo del Parlamento ai sensi dell'art. 11,
comma 2, della legge 25 febbraio 1987, n. 67. Per tali imprese e'
comunque vietata la cessione, a titolo sia oneroso sia gratuito, di
spazi per messaggi autogestiti.

Titolo II
SONDAGGI POLITICI ED ELETTORALI

Art. 8.
Criteri per la realizzazione di sondaggi politici
1. Nei periodi non elettorali la diffusione o pubblicazione
integrale o parziale dei risultati dei sondaggi deve essere
obbligatoriamente corredata da una "nota informativa" che ne
costituisce parte integrante e contiene le indicazioni di seguito
elencate, delle quali e' responsabile il soggetto che realizza il
sondaggio:
a) il soggetto che ha realizzato il sondaggio;
b) il committente e l'acquirente;
c) i criteri seguiti per la formazione del campione, specificando
se si tratta di "sondaggio rappresentativo" o "sondaggio non
rappresentativo";
d) il metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei
dati;
e) il numero delle persone interpellate e l'universo di
riferimento;
f) il testo integrale delle domande rivolte o, nel caso di
pubblicazione parziale del sondaggio, dei singoli quesiti ai quali si
fa riferimento;
g) la percentuale delle persone che hanno risposto a ciascuna
domanda;
h) la data in cui e' stato realizzato il sondaggio.
2. I sondaggi di cui al comma 1, inoltre, possono essere diffusi
soltanto se contestualmente resi disponibili dal committente, nella
loro integralita' e corredati della "nota informativa" di cui al
medesimo comma 2, sull'apposito sito internet del Dipartimento per
l'informazione e l'editoria presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri ai sensi dell'art. 8, comma 3, della legge 22 febbraio 2000,
n. 28.
3. In caso di pubblicazione dei risultati dei sondaggi a mezzo
stampa la "nota informativa" di cui al comma 2, e' sempre evidenziata
con apposito riquadro.
4. In caso di diffusione dei risultati dei sondaggi sui mezzi di
comunicazione televisiva, la "nota informativa" di cui al comma 2,
viene preliminarmente letta dal conduttore ed appare in apposito
sottotitolo a scorrimento.
5. In caso di diffusione radiofonica dei risultati dei sondaggi, la
"nota informativa" di cui al comma 1, e' letta ai radioascoltatori.

Titolo III
VIGILANZA E CONTENZIOSO

Art. 9.
Compiti dei comitati regionali per le comunicazioni
1. I comitati regionali per le comunicazioni o, ove questi non
siano stati ancora costituiti, i comitati regionali per i servizi
radiotelevisivi, compresi quelli delle province autonome, assolvono,
nell'ambito territoriale di rispettiva competenza, i seguenti
compiti:
a) trasmettono, anche a mezzo telefax, all'Autorita' le
dichiarazioni con cui le emittenti locali accettano di trasmettere
messaggi politici autogestiti e rendono nota la collocazione nel
palinsesto dei contenitori dedicati ai messaggi stessi, le loro
eventuali variazioni e i relativi programmi di comunicazione
politica, con l'indicazione dei partecipanti e con la specificazione
del soggetto politico da essi rappresentato;
b) vigilano sulla corretta ed uniforme applicazione della
legislazione vigente e del presente provvedimento da parte delle
emittenti locali, nonche' delle disposizioni dettate per la
concessionaria del servizio pubblico dalla Commissione parlamentare
per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
per quanto concerne le trasmissioni a carattere regionale. A tale
scopo le emittenti sono tenute a inviare le registrazioni,
eventualmente richieste dai comitati regionali per le comunicazioni
o, ove questi non siano stati ancora costituiti, dai comitati
regionali per i servizi radiotelevisivi, su formato standard;
c) accertano le eventuali violazioni, trasmettono i relativi atti
e formulano le conseguenti proposte all'Autorita' per i provvedimenti
di competenza di quest'ultima;
d) adottano con tempestivita', anche su richiesta dei soggetti
interessati, iniziative di mediazione e composizione delle
controversie in ordine alla applicazione delle disposizioni di legge
in sede locale.

Art. 10.
Accertamenti e controlli
1. In caso di accertamento di violazioni delle disposizioni della
legge 22 febbraio 2000, n. 28, nonche' di quelle emanate dalla
Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei
servizi radiotelevisivi ovvero delle disposizioni dettate con il
presente atto l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni ordina
alle emittenti radiotelevisive la trasmissione di programmi di
comunicazione politica con prevalente partecipazione dei soggetti
politici che siano stati direttamente danneggiati e, se del caso,
adotta ulteriori provvedimenti d'urgenza che ritiene necessari al
fine di ripristinare l'equilibrio nell'accesso alla comunicazione
politica, verifica il rispetto dei propri provvedimenti ai fini
previsti dall'art. 1, comma 31, della legge 31 luglio 1997, n. 249, e
puo' adottare tempestivamente, anche su richiesta dei soggetti
interessati, iniziative di mediazione e composizione delle
controversie in ordine alla applicazione delle disposizioni di legge.
2. In caso di denuncia da parte di soggetti politici interessati,
l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, accertata
preliminarmente la procedibilita' della denuncia stessa, provvede
direttamente alle istruttorie di cui al comma 1 riguardanti le
emittenti radiotelevisive nazionali, avvalendosi, ove occorra, per
acquisizioni documentali e notifiche urgenti, del nucleo della
Guardia di finanza istituito presso l'Autorita'. Analogamente avviene
per le violazioni riscontrate d'ufficio dall'Autorita' per le
garanzie nelle comunicazioni, attraverso il monitoraggio delle
emittenti radiotelevisive nazionali. I procedimenti riguardanti le
emittenti locali sono istruiti dai competenti comitati regionali per
le comunicazioni ovvero, ove questi non siano ancora costituiti, dai
comitati regionali per i servizi radiotelevisivi, che - compiuti gli
opportuni accertamenti ed effettuata una prima verifica sulla
procedibilita' e la fondatezza delle denunce pervenute e dopo aver
effettuato un tentativo di conciliazione tra le parti - formulano le
relative proposte all'Autorita' comunicando anche l'eventuale
provvedimento di archiviazione
3. Gli ispettorati territoriali del Ministero delle comunicazioni
collaborano, a richiesta, con i comitati regionali per le
comunicazioni ovvero, ove non costituiti, con i comitati regionali
per i servizi radiotelevisivi.

Art. 11.
Entrata in vigore
1. Il presente provvedimento diviene efficace con la pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed e' altresi'
pubblicato nel Bollettino ufficiale dell'Autorita' per le garanzie
nelle comunicazioni.
Roma, 22 giugno 2000
Il presidente
Cheli
Il commissario relatore
Sangiorgi
Il segretario della Commissione
Soi