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   01-12-1998 - Delibera Autorit√†¬†
 

  

L'AUTORITA' PER LE GARANZIE
NELLE COMUNICAZIONI
Nella sua riunione del Consiglio del 1 dicembre 1998;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, concernente "Istituzione
dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo" e, in particolare,
l'art. 3, commi 2 e 3, che prevedono, rispettivamente, l'adozione di
un regolamento per il rilascio delle concessioni televisive e i
principi generali cui il regolamento deve attenersi;
Visto il testo unico delle disposizioni legislative in materie
postale, di bancoposta e di telecomunicazioni, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156, e successive
modificazioni;
Vista la direttiva 89/552/CEE del 3 ottobre 1989, come modificata
dalla direttiva 97/36/CE del 30 giugno 1997;
Vista la legge 6 agosto 1990, n. 223, concernente la "Disciplina
del sistema radiotelevisivo pubblico e privato";
Vista la legge 5 ottobre 1991, n. 327, concernente la ratifica e
l'esecuzione della Convenzione europea sulla televisione
transfrontaliera, con annesso, fatta a Strasburgo il 5 maggio 1989;
Vista la legge 28 luglio 1993, n. 300, concernente la ratifica e
l'esecuzione dell'accordo sullo Spazio economico europeo (SEE), fatto
ad Oporto il 2 maggio 1992 e del protocollo di adattamento di detto
accordo firmato a Bruxelles il 17 maggio 1993, e in particolare
l'atto finale, allegato XI;
Visto il decreto-legge 27 agosto 1993, n. 323, recante
"Provvedimenti urgenti in materia radiotelevisiva", convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1993, n. 422;
Visto il decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545, recante
disposizioni urgenti in materia di esercizio dell'attivita'
radiotelevisiva, convertito, con modificazioni, dalla legge 23
dicembre 1996, n. 650;
Vista la legge 30 aprile 1998, n. 122, concernente "Differimento di
termini previsti dalla legge 31 luglio 1997, n. 249, relativi
all'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, nonche' norme in
materia di programmazione e di interruzioni pubblicitarie
televisive";
Visto il piano nazionale di ripartizione delle frequenze, approvato
con decreto ministeriale 31 gennaio 1983 e successive modificazioni;
Visto l'accordo di collaborazione stipulato il 2 luglio 1998 tra il
Ministero delle comunicazioni e l'Autorita' per le garanzie nelle
comunicazioni, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 169 del 22
luglio 1998;
Vista la propria deliberazione 30 ottobre 1998, n. 68, concernente
"Piano nazionale di assegnazione delle frequenze per la
radiodiffusione televisiva", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.
263 del 10 novembre 1998;
Sentite le associazioni a carattere nazionale dei titolari di
emittenti o reti private, in conformita' a quanto dispone il
menzionato art. 3, comma 3, della legge 31 luglio 1997, n. 249;
Udita la relazione del commissario prof. Silvio Traversa, relatore
ai sensi dell'art. 32, comma 1, del regolamento concernente
l'organizzazione ed il funzionamento dell'Autorita';
Delibera:
Articolo unico
1. L'Autorita' adotta, ai sensi dell'art. 3, commi 2 e 3, della
legge 31 luglio 1997, n. 249, il seguente regolamento per il rilascio
delle concessioni per la radiodiffusione televisiva privata su
frequenze terrestri.
2. Il testo del regolamento di cui al precedente comma e' riportato
nell'allegato I alla presente delibera e ne costituisce parte
integrante e sostanziale.
3. La presente delibera entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
4. Il presidente e' incaricato di provvedere a tutte le successive
fasi attuative, compresa la pubblicazione del regolamento nella
Gazzetta Ufficiale e nel Bollettino ufficiale dell'Autorita'.
Napoli, 1 dicembre 1998
Il presidente: Cheli

ALLEGATO I
(alla delibera n. 78 del 1 dicembre 1998)
REGOLAMENTO PER IL RILASCIO DELLE CONCESSIONI
PER LA RADIODIFFUSIONE TELEVISIVA PRIVATA SU FREQUENZE TERRESTRI.
Titolo I
DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 1.
Definizioni
Nel presente regolamento si intende per:
a) "legge": la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante "Istituzione
dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo";
b) "autorita'": l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni;
c) "emittente": titolare di concessione che ha la responsabilita'
editoriale dei palinsesti dei programmi televisivi e li trasmette;
d) "emittente a carattere informativo": emittente per la
radiodiffusione televisiva su frequenze terrestri in ambito locale,
che trasmette quotidianamente, nelle ore comprese tra le 7 e le 23,
per non meno di due ore programmi informativi, di cui almeno il
cinquanta per cento autoprodotti, su avvenimenti politici, religiosi,
economici, sociali, sindacali o culturali. Tali programmi, per almeno
la meta' del tempo, devono riguardare temi e argomenti di interesse
locale e devono comprendere telegiornali diffusi per non meno di
cinque giorni alla settimana o, in alternativa, per 120 giorni a
semestre;
e) "emittente a carattere commerciale": emittente per la
radiodiffusione televisiva su frequenze terrestri in ambito locale,
senza specifici obblighi di informazione;
f) "emittente a carattere comunitario": emittente per la
radiodiffusione televisiva in ambito locale costituita da
associazione riconosciuta o non riconosciuta, fondazione o
cooperativa priva di scopo di lucro, che trasmette programmi
originali autoprodotti a carattere culturale, etnico, politico e
religioso, e si impegna:
1) a non trasmettere piu' del 5 per cento di pubblicita' per ogni
ora di diffusione;
2) a trasmettere i predetti programmi per almeno il 50 per cento
dell'orario di trasmissione giornaliero compreso tra le ore 7 e le
ore 21;
g) "emittente monotematica a carattere sociale": emittente per la
radiodiffusione televisiva in ambito locale che dedica almeno il 70
per cento della programmazione monotematica quotidiana a temi di
chiara utilita' sociale, quali salute, sanita' e servizi sociali,
classificabile come vera e propria emittente di servizio;
h) "emittente commerciale nazionale": emittente che trasmette in
chiaro prevalentemente programmi di tipo generalista con obbligo
d'informazione;
i) "emittente di televendite": emittente che trasmette
prevalentemente offerte dirette al pubblico allo scopo di fornire,
dietro pagamento, beni o servizi, compresi i beni immobili, i diritti
e le obbligazioni;
l) "emittente ad accesso condizionato": emittente che trasmette
programmi televisivi in ambito nazionale mediante un segnale
codificato, la cui visione da parte dell'utente e' contrattualmente
subordinata al preventivo assenso per assicurare la remunerazione del
servizio;
m) "piano": il piano nazionale di assegnazione delle frequenze per
la radiodiffusione televisiva, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
263 del 10 novembre 1998;
n) "disciplinare": l'atto richiamato nell'art. 1, comma 6, lett.
c), n. 6 della legge 31 luglio 1997, n. 249, per il rilascio delle
concessioni per la radiodiffusione televisiva;
o) "ambito nazionale": l'ambito d'irradiazione del segnale in
un'area geografica che comprenda almeno l'80 per cento del territorio
nazionale e tutti i capoluoghi di provincia;
p) "bacino di utenza televisiva": l'ambito di irradiazione
coincidente, di norma, con il territorio della regione o delle
province autonome di Trento e Bolzano;
q) "area di servizio": l'ambito territoriale coincidente con il
bacino di utenza, o parte di esso, per il quale e' rilasciata la
concessione in ambito locale;
r) "programmi originali autoprodotti": programmi realizzati in
proprio dalla societa' concessionaria o dalla sua controllante o da
sue controllate, ovvero in coproduzione con altra societa'
concessionaria;
s) "opere europee": le opere originarie:
1) di Stati membri dell'Unione europea;
2) di Stati terzi europei che siano parti della Convenzione europea
sulla televisione transfrontaliera con annesso, fatta a Strasburgo il
5 maggio 1989, purche' rispondano ai seguenti requisiti:
a) siano realizzate da uno o piu' produttori stabiliti in uno o
piu' di questi Stati;
b) siano prodotte sotto la supervisione e il controllo effettivo di
uno o piu' produttori stabiliti in uno o piu' di questi Stati;
c) il contributo dei coproduttori di tali Stati sia prevalente nel
costo totale della coproduzione e questa non sia controllata da uno o
piu' produttori stabiliti al di fuori di tali Stati;
3) di altri Stati terzi europei, realizzate in via esclusiva, o in
coproduzione con produttori stabiliti in uno o piu' Stati membri, da
produttori stabiliti in uno o piu' Stati terzi europei con i quali la
Comunita' abbia concluso accordi nel settore dell'audiovisivo,
qualora queste opere siano realizzate principalmente con il
contributo di autori o lavoratori residenti in uno o piu' Stati
europei.
Art. 2.
Oggetto e ambito di applicazione
1. Il presente regolamento definisce le disposizioni per il
rilascio delle concessioni per la radiodiffusione televisiva su
frequenze terrestri, in ambito nazionale e locale, in tecnica
analogica. Le concessioni sono rilasciate per la radiodiffusione e
per l'installazione ed esercizio degli impianti di diffusione e dei
necessari collegamenti di telecomunicazioni.
2. Le norme del presente regolamento si applicano altresi', in
quanto compatibili, alle autorizzazioni previste dagli articoli 38,
43 e 43-bis della legge 14 aprile 1975, n. 103.
3. Le concessioni o le autorizzazioni di cui al comma 2 determinano
altresi' le frequenze pianificate sulle quali gli impianti sono
abilitati a trasmettere, la potenza, l'ubicazione, il diagramma di
antenna e l'area di servizio.
Titolo II
REQUISITI TECNICI
Art. 3.
Radiofrequenze utilizzabili
1. La trasmissione di programmi per la radiodiffusione televisiva
deve essere effettuata nelle bande di frequenza previste per detti
servizi dal vigente regolamento delle radiocomunicazioni dell'Unione
Internazionale delle Telecomunicazioni, nel rispetto degli accordi
internazionali, della normativa dell'Unione europea e di quella
nazionale, nonche' dei piani nazionali di ripartizione e di
assegnazione delle radiofrequenze.
2. Qualora, pur nel rispetto delle prescrizioni contenute nell'atto
di concessione, una stazione di radiodiffusione interferisca altre
stazioni radioelettriche legittimamente operanti, l'Autorita', in
conformita' a quanto previsto dall'art. 1, comma 6, lettera a), n. 3,
della legge, promuove l'intervento degli organi del Ministero delle
comunicazioni al fine di adottare le misure idonee ad eliminare tali
disturbi.
Art. 4.
Progetto dell'impianto o della rete
1. Il progetto puo' comprendere una o piu' stazioni di
radiodiffusione. La costituzione della rete deve risultare da una
descrizione grafica nella quale sono indicate tutte le stazioni di
radiodiffusione e le relative aree di servizio nonche' gli eventuali
impianti di collegamento, compresi quelli tra le sedi di produzione e
i trasmettitori di radiodiffusione.
Art. 5.
Omologazione e collaudo degli impianti
1. Gli impianti oggetto della concessione per la radiodiffusione
televisiva su frequenze terrestri devono essere costituiti
esclusivamente da apparecchiature di tipo omologato ai sensi della
normativa vigente.
2. L'Autorita' promuove l'intervento degli organi del Ministero
delle comunicazioni al fine di procedere, a spese del concessionario,
al collaudo o alla verifica degli impianti anche presso le sedi del
concessionario, che e' tenuto a consentire, in qualsiasi momento,
libero accesso agli incaricati.
Titolo III
CONCESSIONI PER LA RADIODIFFUSIONE TELEVISIVA
SU FREQUENZE TERRESTRI
Art. 6.
Condizioni per la presentazione delle domande di concessione
1. Possono presentare domanda di concessione per la radiodiffusione
televisiva su frequenze terrestri in ambito nazionale o locale i
soggetti di cittadinanza o nazionalita' di uno degli Stati membri
dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo (SEE).
2. La concessione per la radiodiffusione televisiva su frequenze
terrestri in ambito nazionale puo' essere richiesta esclusivamente da
societa' di capitali o cooperative con capitale sociale interamente
versato non inferiore a lire 12 miliardi.
3. La concessione per la radiodiffusione televisiva su frequenze
terrestri in ambito locale puo' essere richiesta esclusivamente da
societa' di capitali o cooperative con patrimonio netto non inferiore
a lire 300 milioni, che impieghino non meno di quattro dipendenti o
soci lavoratori, in regola con le vigenti disposizioni di legge in
materia previdenziale. I requisiti di cui al presente comma possono
essere acquisiti anche attraverso fusioni o incorporazioni in
societa' di capitali o in cooperative, di imprese legittimamente ed
effettivamente operanti alla data di entrata in vigore della legge.
4. La concessione per la radiodiffusione televisiva su frequenze
terrestri in ambito locale a carattere comunitario puo' essere
rilasciata a fondazioni, associazioni riconosciute o non riconosciute
e societa' cooperative prive di scopo di lucro.
5. Il rilascio di concessione per la radiodiffusione televisiva su
frequenze terrestri in ambito nazionale a societa' operante nel
settore delle telecomunicazioni comporta l'obbligo di separazione
societaria per le attivita' esercitate nel settore televisivo. Il
rilascio di concessione per la radiodiffusione televisiva su
frequenze terrestri in ambito locale a societa' operante nel settore
delle telecomunicazioni comporta comunque l'obbligo di separazione
contabile per le attivita' esercitate nel settore televisivo ai sensi
dell'art. 4, comma 5, della legge, fermo restando quanto disposto
dall'art. 4, comma 8, della legge stessa.
6. La concessione per la radiodiffusione televisiva su frequenze
terrestri in ambito nazionale o locale non puo' essere rilasciata
qualora gli amministratori, i legali rappresentanti e, quanto alle
associazioni, i soci delle richiedenti abbiano riportato condanna
irrevocabile a pena detentiva per delitto non colposo superiore a sei
mesi o siano sottoposti alle misure di prevenzione previste dalla
legge 27 dicembre 1956, n. 1423, e successive modificazioni o alle
misure di sicurezza previste dagli articoli 199 e seguenti del codice
penale.
7. Le emittenti estere sottoposte alla giurisdizione italiana ai
sensi del diritto comunitario, le quali non siano gia' titolari di
concessioni od autorizzazioni per la radiodiffusione televisiva
rilasciate dalle competenti autorita' amministrative italiane,
comunicano all'Autorita', a seguito dell'eventuale rilascio di una
concessione e, comunque, prima dell'inizio dell'esercizio
dell'attivita', i dati di cui alle seguenti lettere, aggiornando
tempestivamente l'Autorita' in caso di successive modificazioni:
a) la denominazione e l'indirizzo o la sede sociale della persona
fisica o ente morale avente la qualita' di emittente, in quanto
responsabile editoriale dei programmi dei palinsesti televisivi;
b) il nome degli amministratori e dei giornalisti responsabili
delle decisioni editoriali concernenti la programmazione;
c) la descrizione dell'attivita' televisiva che intendono
esercitare e le informazioni relative ai mezzi tecnici che intendono
utilizzare;
d) la dichiarazione che l'emittente e' stabilita in Italia ai sensi
dell'art. 2, par. 3 della direttiva 89/552/CEE, come modificata dalla
direttiva 97/36/CE, ed e' soggetta al diritto italiano ai fini di
tale direttiva.
8. Le condizioni per il rilascio delle concessioni per la
radiodiffusione televisiva su frequenze terrestri in ambito nazionale
o locale previste dal presente articolo debbono essere possedute al
momento della presentazione della domanda, sussistere al momento del
rilascio della concessione e per tutta la durata della stessa. Le
emittenti legittimamente operanti alla data di entrata in vigore
della legge possono:
a) documentare nella domanda di aver costituito una riserva
destinata a futuro aumento di capitale che, in caso di rilascio della
concessione, dovra' essere versato entro trenta giorni dal rilascio
stesso;
b) modificare la propria natura giuridica per adeguarsi a quanto
stabilito dal comma 3 non oltre il termine finale previsto per il
rilascio della concessione dal Ministero delle comunicazioni.
9. Restano salve le disposizioni di cui agli articoli 10, 10-bis,
10-quater, 10-quinquies della legge 31 maggio 1965, n. 575, e
successive modificazioni.
Art. 7.
Concessione per la radiodiffusione televisiva
su frequenze terrestri in ambito nazionale
1. La domanda per ottenere la concessione per la radiodiffusione
televisiva su frequenze terrestri in ambito nazionale, sottoscritta
dal richiedente ed in regola con le disposizioni sul bollo, deve
essere presentata al Ministero delle comunicazioni per una delle
seguenti tipologie: emittente commerciale nazionale, emittente di
televendite, emittente ad accesso condizionato. Ciascuna domanda e'
diretta ad ottenere una sola concessione e deve contenere:
a) l'indicazione del tipo di concessione richiesta;
b) l'eventuale uso di un sistema di codificazione;
c) la dichiarazione della conformita' degli impianti, per
caratteristiche, sistemi e modalita' di funzionamento, alle norme
tecniche adottate dagli organismi di normazione quali l'Istituto
europeo per le norme di telecomunicazioni (ETSI), il Comitato europeo
di normalizzazione e il Comitato europeo di normalizzazione
elettrotecnica (CEN/CENELEC), dall'Unione internazionale delle
telecomunicazioni (UIT) e, in loro assenza, alle normative nazionali
nonche' alle disposizioni vigenti in materia antinfortunistica e di
tutela ed igiene del lavoro;
d) l'indicazione delle misure previste per l'efficiente uso delle
risorse radioelettriche e per lo sviluppo della radiodiffusione
digitale;
e) i dati relativi al soggetto richiedente e al responsabile dei
programmi;
f) il piano di massima economicofinanziario adeguatamente
documentato per l'intero arco temporale di durata della concessione;
g) lo spazio che s'intende destinare ai vari tipi di programmazione
(a titolo esemplificativo: informazione, sport, cultura, svago);
h) la quota percentuale di programmi e servizi informativi che
l'emittente si impegna a produrre in proprio;
i) gli elementi che documentino il rispetto delle disposizioni sul
divieto di posizioni dominanti, anche con riferimento ai commi 16 e
17, dell'art. 2, della legge;
l) l'impegno a trasmettere pubblicita' nel rispetto dei limiti e
secondo le modalita' previste dall'art. 3, della legge 30 aprile
1998, n. 122;
m) l'impegno, ad eccezione delle emittenti ad accesso condizionato,
a trasmettere quotidianamente non meno di tre edizioni di un
telegiornale di informazione generale autoprodotto nella fascia
oraria compresa tra le ore 7 e le ore 23;
n) l'indicazione dei bacini di utenza che si intendono servire,
conformemente alle modalita' di cui all'allegato A;
o) le esperienze eventualmente maturate nei settori della
radiotelevisione, dell'editoria, dello spettacolo o delle
telecomunicazioni;
p) l'eventuale richiesta di collegamenti di telecomunicazione;
q) l'indicazione del numero di lavoratori che si prevede di
occupare nelle societa' concessionarie per le varie mansioni e
qualifiche;
r) gli impegni finanziari per la ricerca e lo sviluppo;
s) l'impegno ad iscriversi al registro degli operatori di
comunicazione di cui all'art. 1, comma 6, lettera a), numeri 5 e 6,
della legge;
t) la tipologia di servizi di telecomunicazione che l'emittente
intende offrire, nel rispetto degli obblighi di cui all'art. 4, comma
4, della legge.
2. I richiedenti che, al momento della presentazione della domanda,
siano gia' titolari di una concessione per la radiodiffusione
televisiva su frequenze terrestri o abbiano gia' effettuato
trasmissioni radiotelevisive, devono altresi':
a) specificare, con apposita e idonea documentazione:
1) il numero medio di ore giornaliere di trasmissione effettuate;
2) la tipologia dei programmi trasmessi;
3) la quota percentuale di spettacoli e servizi informativi
autoprodotti;
4) gli investimenti effettuati nel settore radiotelevisivo, ivi
compresi quelli per la ricerca e lo sviluppo;
5) il numero dei lavoratori occupati nelle varie mansioni e
qualifiche, in regola con le vigenti norme in materia previdenziale
debitamente certificato dai competenti enti;
6) ulteriori elementi indicativi della presenza sul mercato;
b) indicare con eventuale specifica dichiarazione:
1) le azioni positive volte ad eliminare condizioni di disparita'
tra i due sessi in sede di assunzione, organizzazione e distribuzione
del lavoro, assegnazione di posti di responsabilita', eventualmente
effettuate, anche in adempimento dell'obbligo di cui all'art. 11,
comma 1, della legge 6 agosto 1990, n. 223;
2) lo stato dei versamenti relativi ai canoni di concessione
dovuti;
3) di non essere incorsi nella sanzione della revoca della
concessione;
4) le sanzioni amministrative eventualmente subite, con
provvedimento divenuto definitivo o contro il quale e' in corso
reclamo in sede giurisdizionale, in relazione all'esercizio
dell'attivita' radiotelevisiva;
5) gli impianti di diffusione, conformemente alle modalita' di cui
all'allegato B, nonche' i relativi collegamenti di telecomunicazioni,
censiti ai sensi dell'art. 32, della legge 6 agosto 1990, n. 223,
legittimamente ed effettivamente eserciti.
3. Alla domanda per il rilascio della concessione deve essere
inoltre allegata la seguente documentazione:
a) certificazione rilasciata dagli organi competenti riguardante la
costituzione del richiedente in societa' di capitali o cooperativa,
con capitale sociale interamente versato non inferiore a lire 12
miliardi, ad una data non anteriore di oltre quattro mesi al giorno
di presentazione della domanda;
b) certificato di nazionalita' della societa', qualora non
italiana;
c) elenco dei soci che, alla data di presentazione della domanda,
detengono una partecipazione superiore al 2 per cento del capitale
sociale della concessionaria, con indicazione del numero delle azioni
o quote possedute da ciascun socio, nonche' delle situazioni di
controllo. Qualora i soci che detengono anche indirettamente il
controllo della concessionaria siano a loro volta societa', deve
essere altresi' allegato l'elenco dei soci di queste ultime che ne
detengano, anche indirettamente, il controllo;
d) dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta' da parte dei
soggetti per i quali va acquisita la documentazione antimafia ai
sensi del decreto legislativo 8 agosto 1994, n. 490, e successive
modificazioni;
e) certificato da cui risulti che gli amministratori e i legali
rappresentanti non abbiano riportato condanna irrevocabile a pena
detentiva per delitto non colposo superiore a sei mesi e non siano
sottoposti a misure di sicurezza o di prevenzione;
f) attestazione dell'avvenuto versamento della somma prevista
dall'art. 13, comma 1, a titolo di contributo per spese istruttorie.
4. Le domande devono essere corredate di tutta la documentazione
riguardante i requisiti richiesti per il rilascio della concessione,
i quali possono essere comprovati con dichiarazione sostitutiva di
atto di notorieta' resa nelle forme previste dalla legge 4 gennaio
1968, n. 15, e successive modificazioni, salvo quelli di cui al comma
2, dell'art. 6, ed al comma 2, lettera a), n. 5, nonche' al comma 3,
lettere a) , e) ed f) del presente articolo.
5. Non e' consentita la trasformazione della concessione
radiotelevisiva in ambito nazionale in una appartenente a tipologia
differente.
6. Nessun soggetto puo' essere contemporaneamente titolare di
concessioni per la radiodiffusione televisiva su frequenze terrestri
in ambito nazionale e locale.
Art. 8.
Concessione per la radiodiffusione televisiva
su frequenze terrestri in ambito locale
1. La domanda per ottenere la concessione per la radiodiffusione
televisiva in ambito locale, sottoscritta dal richiedente ed in
regola con le disposizioni sul bollo, deve essere presentata al
Ministero delle comunicazioni per una o piu' delle seguenti tipologie
di emittente, con indicazione delle priorita': emittente commerciale,
informativa, a carattere comunitario, monotematica locale sociale.
2. La domanda deve contenere, oltre agli elementi di cui alle
lettere da c) a g), e da o) a t) del comma 1, dell'art. 7 e, nel caso
i richiedenti abbiano gia' effettuato trasmissioni radiotelevisive,
gli elementi di cui al comma 2, dell'art. 7, le seguenti indicazioni:
a) il tipo di concessione che si richiede;
b) il bacino di utenza ovvero l'area di servizio che s'intende
coprire, conformemente alle modalita' di cui all'allegato A;
c) i bacini di utenza per i quali sia stata eventualmente
presentata altra richiesta di concessione, specificando l'ordine di
preferenza;
d) l'eventuale impegno del richiedente una concessione a carattere
commerciale a trasmettere programmi di informazione locale o comunque
legati alle realta' locali;
e) l'impegno del richiedente una concessione a carattere
informativo, comunitario o monotematico sociale a rispettare i limiti
di trasmissione specificamente indicati per ciascuna emittente dalle
relative definizioni di cui all'art. 1.
3. La domanda, oltre a contenere la documentazione di cui all'art.
7, comma 2, lettera a), n. 5 e comma 3, lettere d) , e) ed f), deve
essere corredata da:
a) certificazione rilasciata dagli organi competenti riguardante la
costituzione del richiedente in societa' di capitali o cooperativa,
con patrimonio netto non inferiore a lire 300 milioni ad una data non
anteriore di oltre quattro mesi al giorno di presentazione della
domanda o, per le emittenti a carattere comunitario, attestazione
riguardante la costituzione del richiedente stesso in associazione
riconosciuta o non riconosciuta, fondazione o cooperativa priva di
scopo lucro;
b) certificato di nazionalita', qualora si tratti di societa' non
italiana;
c) elenco dei soci che, alla data di presentazione della domanda,
detengono una partecipazione superiore al 2 per cento del capitale
sociale della concessionaria, con indicazione del numero delle azioni
o quote possedute da ciascun socio, nonche' delle situazioni di
controllo. Qualora i soci che detengono anche indirettamente il
controllo della concessionaria siano a loro volta societa', deve
essere altresi' allegato l'elenco dei soci di queste ultime che ne
detengano, anche indirettamente, il controllo. Le disposizioni di cui
alla presente lettera non si applicano qualora venga richiesta una
concessione per radiodiffusione televisiva a carattere comunitario.
4. Le domande devono essere corredate di tutta la documentazione
riguardante i requisiti richiesti per il rilascio della concessione,
i quali possono essere comprovati con dichiarazione sostitutiva di
atto di notorieta' resa nelle forme previste dalla legge 4 gennaio
1968, n. 15, e successive modificazioni, salvo quelli di cui al comma
3, dell'art. 6, ed al comma 2, lettera a), n. 5 ed al comma 3,
lettere e) ed f) dell'art. 7.
5. Ciascuna domanda e' diretta ad ottenere una sola concessione per
la radiodiffusione televisiva su frequenze terrestri in ambito
locale. La domanda viene esaminata secondo la priorita' indicata dal
richiedente. Il rilascio della concessione per una delle tipologie
nell'ordine delle priorita' indicate dal richiedente esonera
dall'esame delle richieste relative alle tipologie subordinate.
6. Nessun soggetto puo' essere destinatario di piu' di una
concessione per la radiodiffusione televisiva su frequenze terrestri
in ambito locale nello stesso bacino di utenza.
7. Non e' consentita la trasformazione della concessione
radiotelevisiva in ambito locale in una appartenente a tipologia
differente.
8. Fermo restando il limite di cui al comma 7, per i soli primi due
anni dal rilascio della concessione sono consentiti, previa
comunicazione all'Autorita', i trasferimenti di intere emittenti, di
rami d'azienda e di impianti da un titolare di concessione per la
radiodiffusione televisiva ad un altro.
9. In sede di prima attuazione del presente regolamento, in deroga
a quanto previsto dal comma 6, ad uno stesso soggetto che all'atto di
presentazione delle domande sia gia' titolare di piu' di una
concessione per la radiodiffusione televisiva su frequenze terrestri
in ambito locale, puo' essere rilasciata una ulteriore concessione di
tipologia diversa per lo stesso bacino d'utenza ovvero una seconda
concessione anche della stessa tipologia purche' riferita ad area di
servizio diversa.
Art. 9.
Valutazione e comparazione delle domande
1. In sede di prima attuazione del presente regolamento, le domande
per il rilascio della concessione per la radiodiffusione televisiva
su frequenze terrestri in ambito nazionale o locale devono essere
presentate al Ministero delle comunicazioni entro il termine indicato
nel disciplinare adottato in base al presente regolamento. La
concessione viene rilasciata dal Ministero delle comunicazioni entro
i termini di legge.
2. La valutazione e la comparazione delle domande di concessione
sono effettuate da un'apposita commissione nominata con decreto del
Ministro delle comunicazioni, sulla base di un elenco di esperti in
materia giuridica, economicofinanziaria, radioelettrica, di
comunicazione e di programmazione radiotelevisiva indicati
dall'Autorita'. La commissione, entro cinque giorni dal ricevimento
della domanda, e' tenuta a dare comunicazione dell'avvio del
procedimento.
3. La domanda e' respinta, con provvedimento motivato, qualora:
a) l'istante non soddisfi le condizioni per la presentazione delle
domande di concessione per la radiodiffusione televisiva su frequenze
terrestri in ambito nazionale e locale di cui all'art. 6;
b) la domanda non contenga gli elementi di cui all'art. 7, commi 1,
2 e 3 o all'art. 8, commi 2 e 3, rispettivamente per le richieste di
concessione in ambito nazionale o locale.
4. La commissione assegna a ciascuna domanda, presentata per
ottenere la concessione per la radiodiffusione televisiva in ambito
nazionale o locale, un punteggio, sulla base dei singoli elementi
previsti nel disciplinare, nell'ambito delle seguenti aree:
a) qualita' dei programmi;
b) piano di impresa, investimenti e sviluppo della rete;
c) occupazione;
d) esperienze maturate nel settore radiotelevisivo ed in altri
settori.
5. Al termine della valutazione comparativa la commissione compila
le graduatorie per le domande in ambito nazionale e locale; per
queste ultime, vengono formate graduatorie distinte per ciascun
bacino di utenza. Un medesimo soggetto puo' ottenere concessioni in
piu' di un bacino d'utenza purche' esse siano riferite a regioni
limitrofe che servano una popolazione complessivamente non superiore
a 15 milioni di abitanti con il limite massimo di tre regioni al nord
ovvero di cinque regioni al centro e al sud.
Art. 10.
Obblighi del titolare della concessione
1. I concessionari per la radiodiffusione televisiva su frequenze
terrestri in ambito nazionale o locale sono tenuti a trasmettere
programmi, nel primo caso, per non meno di 18 ore giornaliere e per
non meno di 130 ore settimanali e, nel secondo caso, per non meno di
12 ore giornaliere e per non meno di 90 ore settimanali. Non si
considerano programmi le trasmissioni meramente ripetitive o
consistenti in immagini fisse.
2. I soggetti di cui al comma 1 sono tenuti a trasmettere notiziari
ed altre produzioni a contenuto informativo nel rispetto dei seguenti
limiti:
a) quanto ai titolari di concessione per la radiodiffusione
televisiva in ambito nazionale, ad eccezione delle emittenti ad
accesso condizionato, almeno tre edizioni quotidiane di un
telegiornale di informazione generale autoprodotto nella fascia
oraria compresa tra le ore 7 e le ore 23;
b) quanto ai titolari di concessione a carattere informativo in
ambito locale, in conformita' a quanto previsto dall'art. 1, comma 1,
lettera d);
c) quanto ai titolari di concessione a carattere comunitario e
monotematico sociale in ambito locale, in conformita' a quanto
previsto dall'art. 1, comma 1, rispettivamente lettere f) e g).
3. Specifici obblighi per i concessionari di radiodiffusione
televisiva che trasmettono con accesso condizionato sono determinati
dal regolamento previsto dall'art. 3, comma 11, della legge.
4. I concessionari per la radiodiffusione televisiva sono tenuti a
trasmettere lo stesso programma su tutto l'ambito territoriale per il
quale e' rilasciata la concessione. Tale obbligo puo' essere
derogato:
a) per le emittenti nazionali e locali, in relazione ad eventi non
prevedibili, di carattere occasionale ovvero eccezionale;
b) per le sole emittenti locali e per non oltre un quinto delle ore
di trasmissione giornaliera:
1) in relazione alla rilevanza locale del contenuto del programma;
2) nel caso in cui i programmi siano diretti a diverse comunita'
linguisticoculturali presenti nel territorio servito;
3) al fine di trasmettere programmi informativi differenziati.
5. Nei casi di cui al comma 4, lettera b), la deroga deve essere
prevista da apposita autorizzazione rilasciata dal Ministero delle
comunicazioni secondo le modalita' da questo stabilite.
6. I concessionari per la radiodiffusione televisiva in ambito
nazionale sono tenuti al rispetto delle norme sulla produzione e
distribuzione di opere europee e di opere indipendenti previste
dall'art. 2 della legge 30 aprile 1998, n. 122, secondo le modalita'
previste da un apposito regolamento dell'Autorita'.
7. I concessionari devono tenere un registro sul quale vengono
annotati settimanalmente i dati relativi ai programmi trasmessi, la
loro provenienza o la specificazione della loro autoproduzione. I
concessionari sono altresi' tenuti a conservare, per i tre mesi
successivi alla data di trasmissione, la registrazione dei programmi
trasmessi.
8. Si applicano ai concessionari per la radiodiffusione televisiva
in ambito nazionale o locale le disposizioni di cui all'art. 10 della
legge 6 agosto 1990, n. 223.
Art. 11.
Durata della concessione
subentro, estinzione e decadenza
1. Le concessioni per la radiodiffusione televisiva su frequenze
terrestri in ambito nazionale e locale hanno durata di sei anni, sono
rinnovabili e non possono essere cedute salvo quanto previsto al
comma 2.
2. In caso di cessione dell'azienda televisiva, l'acquirente deve
presentare al Ministero delle comunicazioni, entro quindici giorni,
domanda di subentro nella concessione conforme alle previsioni di cui
agli articoli 6, 7 e 8 del presente regolamento e nel rispetto delle
condizioni previste nel regolamento di cui all'art. 2, comma 5, e
delle disposizioni di cui all'art. 3, comma 3, lettera a), n. 1,
della legge. A tal fine, previo accertamento delle predette
condizioni e disposizioni, l'Autorita' autorizza la cessione
dell'azienda ed il Ministero delle comunicazioni consente il subentro
nella concessione.
3. Le concessioni per la radiodiffusione televisiva in ambito
nazionale e locale si estinguono:
a) per scadenza del termine, qualora non vengano rinnovate;
b) per rinuncia del concessionario;
c) in caso di estinzione del concessionario;
d) per dichiarazione di fallimento o ammissione ad altra procedura
concorsuale non seguita da autorizzazione alla continuazione in via
provvisoria dell'esercizio dell'impresa;
e) per mancato pagamento del canone di concessione.
4. La perdita dei requisiti oggettivi o soggettivi indicati nel
presente regolamento comporta la decadenza della concessione.
Art. 12.
Rinnovo della concessione
1. La domanda di rinnovo della concessione, sottoscritta dal
richiedente ed in regola con le disposizioni sul bollo, deve essere
presentata al Ministero delle comunicazioni almeno tre mesi prima
della scadenza del periodo di validita' della concessione stessa.
Alla domanda deve essere allegata l'attestazione dell'avvenuto
pagamento della tassa di rinnovo.
2. Il Ministero delle comunicazioni provvede entro novanta giorni
dalla presentazione della domanda di rinnovo.
3. In sede di rinnovo delle concessioni si tiene conto delle
eventuali sanzioni comminate dall'Autorita' per le garanzie nelle
comunicazioni e dall'Autorita' garante della concorrenza e del
mercato ai sensi della legge e del presente regolamento.
Art. 13.
Determinazione dei contributi e dei canoni
1. Il richiedente la concessione per la radiodiffusione televisiva
su frequenze terrestri in ambito nazionale o locale e' tenuto,
anteriormente alla presentazione della domanda, al pagamento di una
somma a titolo di contributo per spese di istruttoria, cosi'
determinata:
lire 50 milioni per la domanda di concessione in ambito nazionale;
lire 10 milioni per la domanda di concessione in ambito locale.
2. I titolari di concessione per la radiodiffusione televisiva su
frequenze terrestri in ambito nazionale e locale sono tenuti al
pagamento del canone annuo determinato dall'Autorita', ai sensi
dell'art. 1, comma 6, lettera c), n. 5, della legge.
3. In caso di ritardato o mancato pagamento del canone di
concessione si procede alla riscossione secondo le modalita' di cui
all'art. 2 del testo unico delle disposizioni di legge relative alla
riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato, approvato con
regio decreto 14 aprile 1910, n. 639.
Art. 14.
Trasmissione di programmi in contemporanea
1. Ai fini dell'autorizzazione da parte del Ministero delle
comunicazioni alla trasmissione di programmi in contemporanea, nello
stesso bacino d'utenza o in diversi bacini, secondo le disposizioni
dell'art. 21 della legge 6 agosto 1990, n. 223, e dell'art. 6, comma
3, del decreto-legge 27 agosto 1993, n. 323, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1993, n. 422, si applicano le
disposizioni di cui agli articoli 36, 37 e 38 del decreto del
Presidente della Repubblica 27 marzo 1992, n. 255, escluso il
riferimento alla necessaria diversita' dei bacini di utenza.
2. La variazione dell'orario di interconnessione da parte di
soggetti gia' autorizzati e' consentita previa comunicazione al
Ministero delle comunicazioni presentata con preavviso di almeno
quindici giorni.
3. Le trasmissioni diffuse in interconnessione sono precedute e
seguite da un avviso che informa della loro natura e devono essere
identificate mediante un marchio o una denominazione completamente
autonomi rispetto a quelle delle emittenti interconnesse. Le
concessionarie autorizzate alle diffusioni interconnesse sono tenute
a trasmettere anche il marchio o la denominazione identificativi
della propria emittente. Esse non possono assumere un marchio o una
denominazione identificativi che richiamino in tutto o in parte il
marchio o la denominazione di altra emittente.
4. Il presente articolo si applica anche alle concessionarie che,
pur non trasmettendo in interconnessione strutturale, diffondono
comunque programmi comuni in contemporanea nell'arco della
programmazione giornaliera.
Titolo IV
SANZIONI
Art. 15.
Sanzioni amministrative
1. Salvo che il fatto costituisca reato, in caso di inosservanza
del presente regolamento ivi inclusi gli impegni assunti con la
domanda di concessione sulla base del disciplinare, l'Autorita'
dispone gli opportuni accertamenti e contesta gli addebiti agli
interessati assegnando a questi ultimi un congruo termine per
presentare le proprie giustificazioni. Trascorso inutilmente tale
termine o quando le motivazioni addotte risultino inadeguate,
l'Autorita' diffida gli interessati a cessare dal comportamento
illegittimo entro un termine non superiore a quindici giorni. Qualora
il comportamento persista oltre il termine indicato ovvero nel caso
di incompleta osservanza, l'Autorita' irroga le sanzioni
amministrative di cui all'art. 1, comma 31, della legge e, nei casi
di reiterazione ovvero di particolare gravita', le sanzioni di cui al
comma 32 dello stesso articolo.
Titolo V
NORME TRANSITORIE E FINALI
Art. 16.
Disciplina per l'adeguamento al piano
1. In sede di prima attuazione la concessione rilasciata da parte
del Ministero delle comunicazioni, ai sensi del presente regolamento,
per l'uso delle frequenze di cui al piano, e' sottoposta a condizione
risolutiva per il caso di mancato rispetto degli impegni relativi
all'adeguamento degli impianti al piano stesso, secondo le
indicazioni contenute nell'atto concessorio.
2. Coloro che ottengono la concessione in ambito nazionale o locale
ai sensi del presente regolamento, nelle more della completa
attuazione del piano, possono proseguire nell'esercizio
dell'attivita' radiotelevisiva con gli impianti di diffusione e i
relativi collegamenti di telecomunicazione indicati nella domanda ai
sensi dell'art. 7, comma 2, lettera b), n. 5).
Art. 17.
Particolare regime delle reti eccedenti i limiti di cui all'art. 2,
comma 6 ed all'art. 3, comma 11, della legge
1. Gli esercenti la radiodiffusione televisiva in ambito nazionale
che superino i limiti previsti dall'art. 2, comma 6, della legge,
nonche' i soggetti che esercitano la rete eccedente di cui all'art.
3, comma 11, della stessa legge, che risultino utilmente collocati
nella graduatoria per il rilascio delle concessioni in ambito
nazionale possono proseguire in via transitoria, ai sensi dell'art.
3, commi 6 e 7 della predetta legge, l'esercizio delle reti eccedenti
i limiti sopraindicati.
2. Qualora entro il termine di cui ai commi 6 e 7 dell'art. 3 della
legge risultino rimosse le condizioni ostative all'esercizio, sulle
frequenze terrestri in tecnica analogica, delle reti eccedenti, puo'
essere presentata dagli interessati domanda di subentro ai sensi
dell'art. 11.
Art. 18.
Canone transitorio
1. Fino all'adozione dell'apposito regolamento di cui all'art. 1,
comma 6, lettera c), n. 5, della legge, per la determinazione dei
canoni e contributi, i titolari di concessione per la radiodiffusione
televisiva su frequenze terrestri in ambito nazionale e locale sono
tenuti al pagamento del canone stabilito dall'art. 22 della legge 6
agosto 1990, n. 223, e successive modificazioni e integrazioni.
Art. 19.
Trasmissione di programmi televisivi
su frequenze terrestri con tecnica numerica
1. Per consentire l'attuazione del piano e l'introduzione delle
trasmissioni su frequenze terrestri con tecnica numerica le emittenti
che si impegnano a rendere disponibili entro ventiquattro mesi i
canali, destinati dal piano a tale scopo, hanno titolo ad una
maggiorazione fino ad un massimo del dieci per cento del punteggio
attribuito in sede di valutazione, secondo le specificazioni
contenute nel disciplinare.
2. Le emittenti che s'impegnino a trasmettere, sulle frequenze
televisive terrestri, con tecnica numerica, entro trentasei mesi,
sono esonerate dal pagamento del canone per l'esercizio della
radiodiffusione televisiva con tecnica numerica per un periodo di sei
anni. Alle stesse e' praticata una riduzione del canone dovuto per
l'esercizio della radiodiffusione televisiva con tecnica analogica,
in proporzione alla percentuale di territorio servito con la nuova
tecnica e, comunque, fino ad un massimo del 50 per cento.
3. Le emittenti che assumono gli impegni di cui ai commi 1 e 2 sono
tenute, a garanzia dei relativi adempimenti, a consegnare
fideiussione bancaria pari a 12 miliardi per le emittenti in ambito
nazionale e 300 milioni per quelle in ambito locale.
4. I canali utilizzati per la radiodiffusione televisiva in tecnica
numerica, qualora siano destinati alla trasmissione simultanea dei
programmi gia' irradiati in tecnica analogica, non sono computati ai
fini dei limiti di cui ai commi 6 e 8 dell'art. 2 della legge.
ALLEGATO A
RETI RICHIESTE CON LA DOMANDA
DI NUOVA CONCESSIONE
SCHEDA TECNICA
1. Denominazione della rete: .......................................
2. Tipo di rete: a copertura nazionale /_/
a copertura regionale /_/
a copertura locale /_/
3. Aree da servire
(per le reti a copertura nazionale e regionale indicare solo le
aree non coperte dalle postazioni inserite nel Piano Nazionale di
Assegnazione delle frequenze)
Comune Provincia di appartenenza Regione di appartenenza
.......... .......... ..........
.......... .......... ..........
.......... .......... ..........
ALLEGATO B
RETI LEGITTIMAMENTE GESTITE ALLA DATA DI
PRESENTAZIONE DELLA RICHIESTA DELLA NUOVA
CONCESSIONE
SCHEDA TECNICA
1. Denominazione della rete: .......................................
2. Tipo di rete: a copertura nazionale /_/
a copertura interregionale /_/
a copertura regionale /_/
a copertura locale /_/
ALLEGATO B
DATI E INFORMAZIONI RELATIVI ALLE
POSTAZIONI E IMPIANTI DELLA RETE
Postazione
Denominazione Regione Provincia Longitu- Latitu- Quota
della dine dine s.l.m.
postazione (gradi, (gradi, (m.)
primi, primi,
secondi) secondi)
........ ........ ........ ........ ........ ........
Sistema radiante
Canale funzion. Polarizzazione Tipo di Valore del- Altezza
Impianto (H,V) offset l'offset conven-
zionale
(m)
.......... .............. ........ ........ .........
Massima potenza equivalente irradiata nel piano orizzontale
(dBk)
0(gradi) 10(gradi) 20(gradi) 30(gradi) ... ... 350(gradi)
... ... ... ... ... ...
Area interessata dal servizio
Comuni serviti dalla postazione: ....................................
Regione e provincia di appartenenza: ................................