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   27-09-2000 - Direttiva P.C.M.
 

   DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 27 settembre 2000
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto l'art. 12 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, che
stabilisce che le amministrazioni pubbliche programmano ed attuano
iniziative di pubblica utilita' e che, in particolare, le
amministrazioni dello Stato, si avvalgono del Dipartimento per
l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei
Ministri, quale struttura centrale di servizio, secondo un piano
annuale di coordinamento da sottoporre all'approvazione del
Presidente del Consiglio dei Ministri;
Visto l'art. 5, comma 1, della legge 25 febbraio 1987, n. 67;
Vista la legge 7 giugno 2000, n. 150, recante la disciplina delle
attivita' di informazione e di comunicazione delle pubbliche
amministrazioni ed in particolare gli articoli 11, 12, 13, 14, 15 e
16;
Visto l'ordine del giorno approvato dalla I commissione del Senato
il 10 maggio 2000;
Considerata la rilevanza che riveste l'attivita' di informazione e
comunicazione dell'attivita' delle amministrazioni dello Stato;
Ritenuta la necessita' di definire principi e linee generali di
riferimento alle quali si attengono le amministrazioni dello Stato al
fine di garantire una efficace attivita' di informazione e
comunicazione nonche' una coordinata attuazione della normativa in
materia;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 maggio
2000 con il quale sono state delegate al sottosegretario di Stato
alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dott. Vannino Chiti le
funzioni in materia di informazione e editoria;

E m a n a
la seguente direttiva:
I. Oggetto e finalita'.
1.1. La presente direttiva, al fine di garantire una efficace
attivita' di informazione e comunicazione delle amministrazioni dello
Stato, nonche' una coordinata attuazione delle disposizioni di cui
alla legge 7 giugno 2000, n. 150, in modo da assicurare il
perseguimento degli obiettivi di trasparenza, efficacia ed
economicita' dell'azione amministrativa, definisce i principi e le
modalita' cui si attengono le amministrazioni dello Stato, in
attuazione dell'art. 11 della citata legge 7 giugno 2000, n. 150,
nell'elaborazione del programma annuale relativo alle iniziative di
comunicazione che intendono realizzare nell'anno successivo.
1.2. Ai principi ed alle modalita' della presente direttiva, con
gli opportuni adeguamenti in funzione delle risorse disponibili e
delle particolari esigenze riferibili a ciascuna amministrazione, si
uniformano gli enti strumentali dei Ministeri e le amministrazioni
autonome dello Stato.
II. Programma annuale delle iniziative di comunicazione.
2.1. Il Dipartimento per l'informazione e l'editoria della
Presidenza del Consiglio, ai sensi del citato art. 11 della legge
7 giugno 2000, n. 150, elabora le indicazioni metodologiche, al fine
del perseguimento della massima efficacia del messaggio di
comunicazione, delle quali tengono conto le amministrazioni dello
Stato per la predisposizione del programma annuale delle iniziative
di comunicazione. Tali indicazioni sono comunicate entro il 30 aprile
di ogni anno alle amministrazioni medesime.
2.2. Le amministrazioni dello Stato nell'ambito dei propri
specifici obiettivi individuano le iniziative di comunicazione in
coerenza con il programma di Governo e con le decisioni adottate dal
Consiglio dei Ministri.
2.3. Nel predetto programma annuale sono indicate altresi'
l'ammontare delle risorse finanziarie disponibili per far fronte alle
iniziative di comunicazione e, tra queste, quelle ritenute
prioritarie;
2.4. Il programma e' trasmesso al Dipartimento per l'informazione e
l'editoria entro il mese di novembre di ciascun anno.
2.5. Iniziative di comunicazione non previste dal programma per
particolari e contingenti esigenze sopravvenute nel corso dello
stesso anno, devono essere comunque comunicate al Dipartimento prima
della loro realizzazione.
2.6. Ai fini della realizzazione delle iniziative di comunicazione
istituzionale il Dipartimento per l'informazione e l'editoria della
Presidenza del Consiglio dei Ministri:
a) svolge funzioni di centro di orientamento e consulenza per le
amministrazioni statali per la messa a punto dei programmi e delle
procedure, fornendo altresi' i supporti organizzativi a quelle che ne
facciano richiesta;
b) sviluppa, anche attraverso apposite iniziative divulgative
realizzate con proprie risorse, adeguate attivita' di conoscenza dei
problemi della comunicazione pubblica presso le amministrazioni
statali;
c) stipula, nell'ambito delle proprie prerogative istituzionali e
con le risorse di cui dispone, con i concessionari di spazi
pubblicitari, accordi-quadro nei quali sono definiti i criteri di
massima delle inserzioni radiofoniche, televisive o sulla stampa
nonche' le relative tariffe, sentita l'Autorita' per la concorrenza
ed il mercato.
III. Piano di comunicazione integrativo.
3.1. Ai sensi dell'art. 12 della legge n. 150 del 2000 il
dipartimento per l'informazione e l'editoria predispone annualmente
il piano di comunicazione integrativo dei programmi presentati dalle
amministrazioni dello Stato, con le iniziative ritenute necessarie
per una piu' completa rappresentazione dell'attivita' di Governo,
attenendosi alle indicazioni formulate dal Presidente del Consiglio o
dal sottosegretario all'uopo delegato, anche ai fini della
armonizzazione dei programmi stessi.
3.2. Nel predisporre tale piano il dipartimento tiene conto:
a) delle priorita' segnalate dalle pubbliche amministrazioni nel
programma di cui al punto 2.3;
b) della conformita' delle iniziative alle indicazioni
metodologiche di cui al punto 2.2;
c) della fattibilita' delle iniziative medesime, verificandone la
compatibilita' con le risorse disponibili;
d) dell'attinenza a tematiche di rilevante interesse sociale o di
alto profilo civile, nonche' alla funzione di servizio per i
cittadini.
3.3. Il piano e' corredato di tutte le indicazioni utili ai fini
della realizzazione delle iniziative di comunicazione cosi' come
individuate dallo stesso dipartimento sulla base dei criteri della
tempestivita' e della qualita' della comunicazione.
3.4. Il Dipartimento per l'informazione e l'editoria sottopone il
piano all'approvazione del Presidente del Consiglio dei Ministri.
3.5. Una copia del piano approvato e' trasmessa alle
amministrazioni. Ciascuna amministrazione realizza il piano per le
parti di specifica competenza, anche avvalendosi della collaborazione
del Dipartimento per l'informazione e l'editoria.
3.6. Entro il 31 gennaio dell'anno successivo a quello di
riferimento, i Ministri trasmettono una relazione concernente
l'attivita' svolta in attuazione del piano di comunicazione, al
Presidente del Consiglio ai fini della successiva valutazione.
IV. Progetti di comunicazione a carattere pubblicitario.
4.1. Le amministrazioni dello Stato, nel predisporre i progetti di
comunicazione a carattere pubblicitario che prevedono la diffusione
dei messaggi sui mezzi di comunicazione di massa, sono tenute a
rispettare il principio della non discriminazione al fine di
garantire la pluralita' delle fonti di informazione, anche con
riferimento, ove possibile, alle testate italiane all'estero.
4.2. Nella predisposizione dei progetti di comunicazione a
carattere pubblicitario le amministrazioni sono tenute a rispettare,
nell'ambito dei propri stanziamenti di bilancio, il seguente modello
di riparto tra i mezzi di comunicazione di massa:
a) cinquanta per cento alla stampa nazionale e/o locale ed alle
radio a questa equiparate ai sensi dell'art. 10 della legge n. 250
del 1990 e comunque a diffusione nazionale con effettivo utilizzo dei
mezzi indicati;
b) quindici per cento ad emittenti radio e a emittenti televisive
locali con effettivo utilizzo di entrambi i mezzi;
c) trentacinque per cento libero.
4.3. I progetti devono, in particolare, contenere indicazioni circa
l'obiettivo della comunicazione, la copertura finanziaria, il
contenuto dei messaggi, i destinatari e i soggetti coinvolti nella
realizzazione. I progetti specificano, altresi', la strategia di
diffusione con previsione delle modalita' e dei mezzi ritenuti piu'
idonei al raggiungimento della massima efficacia della comunicazione.
4.4. I progetti, ai sensi dell'art. 13 della legge 7 giugno 2000,
n. 150, sono inviati, ai fini della formulazione di un preventivo
parere, al Dipartimento per l'informazione e l'editoria, che si
esprime entro trenta giorni dalla data di ricezione, verificando,
oltre ai requisiti tecnici del progetto, anche il rispetto dei
predetti criteri.
V. Finanziamento dei progetti e scelta dei contraenti.
5.1. La realizzazione dei progetti di comunicazione a carattere
pubblicitario delle amministrazioni dello Stato, integrativi del
piano di cui all'art. 12 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.
29, e successive modifiche ed integrazioni, ritenuti di particolare
utilita' sociale o di interesse pubblico, e' finanziata, nei limiti
delle risorse disponibili in bilancio per il centro di
responsabilita' n. 9 "Informazione ed editoria" dello stato di
previsione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, intendendosi
ridotta in misura corrispondente l'autorizzazione di spesa di cui
all'art. 5 della legge 25 febbraio 1987, n. 67.
VI. Disposizioni di coordinamento.
6.1. Si intendono espressamente confermate, per la parte non
incompatibile con la nuova disciplina, le indicazioni contenute, a
tal proposito, nei punti IX e X della direttiva del Presidente del
Consiglio dei Ministri 11 ottobre 1994 concernente "Direttiva sui
principi per l'istituzione ed il funzionamento degli uffici per le
relazioni con il pubblico" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 261
dell'8 novembre 1994.
Roma, 27 settembre 2000
p. Il Presidente: Chiti
Registrato alla Corte dei conti il 23 ottobre 2000
Registro n. 3 Presidenza del Consiglio dei Ministri, foglio n. 335