Archivio Legislativo

Dettaglio notizia

 
   09-05-2001 - Decreto legislativo
 

  

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la direttiva 1999/5/CE concernente le apparecchiature radio,
le apparecchiature terminali di telecomunicazioni e il reciproco
riconoscimento della loro conformita';
Visto l'articolo 9 della legge 29 dicembre 2000, n. 422, recante
disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti
dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee - legge
comunitaria 2000;
Visto il decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 614, di
attuazione della direttiva 91/263/CEE concernente il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri relative alle apparecchiature
terminali di telecomunicazioni, incluso il reciproco riconoscimento
della loro conformita', come modificata dalle direttive 93/68/CEE ed
integrata dalla direttiva 93/97/CEE;
Visto il decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 615, di
attuazione della direttiva 89/336/CEE del Consiglio del 3 maggio
1989, in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
membri relative alla compatibilita' elettromagnetica, modificata ed
integrata dalla direttiva 92/31/CEE del Consiglio, del 28 aprile
1992, dalla direttiva 93/68/CEE del Consiglio, del 22 luglio 1993 e
dalla direttiva 93/97/CEE del Consiglio, del 29 ottobre 1993;
Visto il decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni
17 aprile 1997, n. 160, che approva il regolamento per la procedura
di approvazione nazionale delle apparecchiature terminali di
telecomunicazioni;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio di Ministri,
adottata nella riunione del 2 marzo 2001;
Acquisito il parere delle competenti commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 2 maggio 2001;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro delle comunicazioni, di concerto con i Ministri degli affari
esteri, della giustizia, dell'industria, del commercio e
dell'artigianato e del commercio con l'estero, dell'interno e del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Capo I
Disposizioni generali

Art. 1.
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto, valgono le seguenti definizioni:
a) "apparecchio": qualsiasi apparecchiatura che sia
un'apparecchiatura radio o un'apparecchiatura terminale di
telecomunicazione o entrambe;
b) "apparecchiatura terminale di telecomunicazione": e' un
prodotto che consente la comunicazione, o un suo componente
essenziale, destinato ad essere connesso in qualsiasi modo,
direttamente o indirettamente, ad interfacce di reti pubbliche di
telecomunicazione, cioe' di reti di telecomunicazione utilizzate,
interamente o parzialmente, per fornire servizi di telecomunicazione
accessibili al pubblico;
c) "apparecchiatura radio": e' un prodotto, o un suo componente
essenziale, in grado di comunicare mediante l'emissione e la
ricezione di onde radio impiegando lo spettro attribuito alle
radiocomunicazioni di terra e spaziali;
d) "onde radio": onde elettromagnetiche di frequenza compresa tra
9 kHz e 3000 GHz, che si propagano nello spazio senza guida
artificiale;
e) "interfaccia":
1) un punto terminale di rete che costituisce un punto di
connessione fisica, tramite il quale l'utente puo' avere accesso alle
reti pubbliche di telecomunicazione, incluse le specifiche tecniche
di tali connessioni;
2) un'interfaccia radio che definisce la connessione
radioelettrica tra le apparecchiature radio, ivi comprese le
specifiche tecniche di tali connessioni;
f) "categoria di apparecchiature": e' la categoria che individua
particolari tipi di apparecchi che, ai sensi del presente decreto,
sono considerati simili e che specifica a quali interfacce
l'apparecchio e' destinato ad essere collegato; l'apparecchio puo'
appartenere a piu' di una categoria di apparecchiature;
g) "fascicolo tecnico di fabbricazione": e' la documentazione che
descrive l'apparecchio e fornisce informazioni e chiarimenti sulle
modalita' con le quali sono stati rispettati i requisiti essenziali
applicabili;
h) "specifica tecnica": e' la specificazione che figura in un
documento che definisce le caratteristiche richieste di un prodotto,
quali i livelli di qualita', le prestazioni, la sicurezza e le
dimensioni, comprese le prescrizioni applicabili ad un prodotto per
quanto riguarda la terminologia, i simboli, le prove ed i metodi di
prova, l'imballaggio, la marcatura e l'etichettatura;
i) "norma armonizzata": e' la specifica tecnica adottata da un
organismo di normalizzazione riconosciuto, in forza di un mandato
della Commissione europea e secondo le procedure di informazione nel
settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche di cui alle
direttive 98/34/CE e 98/48/CE allo scopo di stabilire un "requisito
europeo", al quale non e' obbligatorio conformarsi ma il cui rispetto
fa presumere la conformita' ai requisiti essenziali di cui
all'articolo 3;
j) "regola tecnica comune": e' la specifica tecnica per le
apparecchiature di rete fisica, derivata da norme tecniche
internazionali o europee, valida nei Paesi membri dell'Unione europea
e la cui osservanza e' obbligatoria solo per le apparecchiature della
rete fisica;
k) "interferenze dannose": sono le interferenze che pregiudicano
il funzionamento di un servizio di radionavigazione o di altri
servizi di sicurezza o che deteriorano gravemente, ostacolano o
interrompono ripetutamente un servizio di radiocomunicazione che
opera conformemente alle normative comunitarie a nazionali
applicabili;
l) "immissione sul mercato": il passaggio dalla fase di
produzione a quella di messa a disposizione dell'apparecchio, ai fini
della distribuzione, a pagamento o a titolo gratuito, ovvero dell'uso
nel mercato interno.

Art. 2.
Ambito di applicazione e scopo
1. Il presente decreto detta le disposizioni per l'immissione nel
mercato, la libera circolazione e la messa in servizio delle
apparecchiature radio e delle apparecchiature terminali di
telecomunicazione.
2. Nel caso in cui l'apparecchio di cui all'articolo 1, comma 1,
lettera a), del presente decreto, contiene, come parte integrante o
accessoria, un dispositivo medico ai sensi dell'articolo 1 del
decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 46, modificato dal decreto
legislativo 25 febbraio 1998, n. 95, o un dispositivo medico
impiantabile attivo, ai sensi dell'articolo 1 del decreto legislativo
14 dicembre 1992, n. 507, l'apparecchio e' soggetto alla disciplina
del presente decreto, fatta salva l'applicazione delle pertinenti
normative armonizzate comunitarie e di quelle nazionali che le
recepiscono, previste per i dispositivi di cui al presente comma.
3. Nel caso in cui l'apparecchio di cui all'articolo 1, comma 1,
lettera a), sia un componente o un'entita' tecnica distinta di un
veicolo ai sensi del decreto del Ministro dei trasporti e della
navigazione 20 febbraio 1996, pubblicato nel supplemento ordinario n.
58 alla Gazzetta Ufficiale n. 76 del 30 marzo 1996, concernente le
perturbazioni radioelettriche (compatibilita' elettromagnetica) dei
veicoli ovvero sia un componente o un'entita' tecnica distinta di un
veicolo ai sensi del decreto del Ministro dei trasporti e della
navigazione del 5 aprile 1994, pubblicato nel supplemento ordinario
n. 67 alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 99 del
30 aprile 1994, relativo all'omologazione dei veicoli a motore a due
o a tre ruote, l'apparecchio e' soggetto alla disciplina del presente
decreto, fatta salva l'applicazione delle pertinenti normative
armonizzate comunitarie e di quelle nazionali che le recepiscono,
previste per i componenti o le entita' tecniche distinte di cui al
presente comma.
4. Il presente decreto non si applica alle apparecchiature elencate
nell'allegato I annesso al medesimo.
5. Il presente decreto non si applica agli apparecchi usati
esclusivamente nelle attivita' concernenti la sicurezza dello Stato,
la difesa, i procedimenti penali, l'ordine e la sicurezza pubblici.
Nel caso in cui i suddetti apparecchi debbano essere collegati alle
reti pubbliche di telecomunicazioni, l'amministrazione interessata e'
tenuta a garantire il rispetto dei requisiti essenziali di cui
all'articolo 3.

Art. 3.
Requisiti essenziali
1. I requisiti essenziali applicabili a tutti gli apparecchi sono i
seguenti:
a) la protezione della salute e della sicurezza dell'utente o di
qualsiasi altra persona, compresi gli obiettivi per quanto riguarda i
requisiti di sicurezza previsti dalla legge 18 ottobre 1977, n. 791,
modificata dal decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 626, ma senza
applicazione di limiti di tensione;
b) i requisiti in materia di protezione per quanto riguarda la
compatibilita' elettromagnetica previsti dal decreto legislativo
12 novembre 1996, n. 615.
2. Le apparecchiature radio, in osservanza del piano nazionale di
ripartizione delle frequenze, sono costruite in modo da utilizzare in
maniera efficace lo spettro attribuito alle radiocomunicazioni di
terra e spaziali e le risorse orbitali, evitando interferenze
dannose.
3. Sono, altresi', requisiti essenziali quelli stabiliti dalla
Commissione europea che prevedono, per gli apparecchi all'interno di
determinate categorie o di determinati tipi, l'obbligo della loro
costruzione in modo da:
a) interagire tramite reti con altri apparecchi e poter essere
collegati ad interfacce di tipo appropriato;
b) non danneggiare la rete o il suo funzionamento ne' fare
cattivo uso delle risorse della rete arrecando quindi un
deterioramento inaccettabile del servizio;
c) contenere elementi di sicurezza per garantire la protezione
dei dati personali e della vita privata dell'utente e dell'abbonato;
d) supportare funzioni speciali che consentano di evitare frodi;
e) supportare funzioni speciali che consentano l'accesso a
servizi d'emergenza;
f) supportare funzioni speciali che facilitino il loro uso da
parte di utenti disabili.
4. Il Ministero delle comunicazioni provvede a rendere noto nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana le determinazioni della
Commissione europea circa l'applicazione dei requisiti essenziali di
cui al comma 3 e la relativa data di efficacia.

Art. 4.
Notifica e pubblicazione delle specifiche di interfaccia
1. Il Ministero delle comunicazioni notifica alla Commissione
europea le interfacce che esso ha regolamentato; qualora non siano
state notificate ai sensi delle disposizioni concernenti le
informazioni nel settore delle norme e delle regolamentazioni
tecniche di cui alle direttive 98/34/CE e 98/48/CE. Il Ministero
delle comunicazioni cura la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana delle decisioni della Commissione europea
in ordine all'equivalenza tra le interfacce notificate ed
all'assegnazione di un identificatore di categoria delle
apparecchiature, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita'
europee.
2. Il Ministero delle comunicazioni notifica alla Commissione
europea i tipi di interfaccia offerti in Italia dagli operatori delle
reti pubbliche di telecomunicazione. Con uno o piu' regolamenti da
adottare con decreto del Ministro delle comunicazioni ai sensi
dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono
disciplinate le modalita' con le quali gli operatori informano il
Ministero delle comunicazioni e rendono pubbliche le specifiche
tecniche di tali interfacce prima di rendere disponibili al pubblico
i servizi forniti mediante dette interfacce nonche' i relativi
aggiornamenti.
3. Sono soggetti all'obbligo di comunicazione al Ministero delle
comunicazioni e di pubblicazione delle interfacce:
a) i gestori diretti, cioe' gli operatori che forniscono un
servizio pubblico di telecomunicazioni attraverso una rete a cui i
terminali possono essere connessi o attraverso una interfaccia di
rete fisica a attraverso una interfaccia radio;
c) i gestori indirettamente connessi, cioe' quegli operatori di
rete pubblica che forniscono servizi a terzi mediante contratto, ma
che non offrono una interfaccia diretta di rete;
d) i fornitori di servizi pubblici, cioe' gli operatori che
forniscono servizi pubblici di telecomunicazioni mediante uno o piu'
apparecchi connessi alla rete pubblica ma che non gestiscono in
proprio la rete.
4. Le informazioni riguardano tutte le interfacce al pubblico; in
particolare le specifiche:
a) fanno esplicito riferimento alle norme armonizzate e a quelle
nazionali utilizzate interamente o parzialmente e, se del caso,
indicano quali opzioni, aggiunte o modifiche sono state adottate;
b) contengono informazioni sufficienti a consentire la
progettazione degli apparecchi in modo tale che possano interoperare
con le reti pubbliche di telecomunicazioni allo scopo di stabilire,
modificare, tariffare, mantenere e liberare una connessione fisica o
virtuale per ottemperare ai requisiti di cui all'articolo 3; le
specifiche devono inoltre fornire dettagli sui servizi supplementari
o sulle caratteristiche di livello superiore forniti dalla rete,
necessari per la progettazione ed il funzionamento dei terminali;
devono essere fornite inoltre informazioni sufficienti sulle
modalita' di verifica della conformita' dei terminali ai requisiti di
cui all'articolo 3;
c) sono disponibili anche in formato elettronico.

Art. 5.
Norme armonizzate
1. Gli apparecchi conformi alle norme armonizzate, o a parte di
esse, i cui numeri di riferimento siano stati pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee, si presumono conformi ai
requisiti essenziali elencati nell'articolo 3, nella misura in cui
siano contemplati nelle dette norme armonizzate o in parte di esse.
2. Nel caso in cui il Ministero delle comunicazioni reputi che la
conformita' ad una norma armonizzata non garantisce il rispetto dei
requisiti essenziali di cui all'articolo 3, il Ministero stesso
informa il comitato TCAM (telecommunications conformity assessment
and market surveillance committee), istituito dalla Commissione
europea per la valutazione della conformita' e per la sorveglianza
del mercato nel settore delle telecomunicazioni.
3. Il Ministero delle comunicazioni provvede a rendere note nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana le determinazioni della
Commissione europea in materia di interpretazione o di revoca delle
norme armonizzate.

Art. 6.
Immissione sul mercato
1. Il fabbricante o il suo mandatario sono tenuti ad immettere sul
mercato gli apparecchi soltanto se rispettano gli appropriati
requisiti essenziali di cui all'articolo 3 nonche' le altre
disposizioni pertinenti del presente decreto.
2. Gli apparecchi immessi sul mercato prima della data di cui
all'articolo 3, comma 4, possono continuare ad essere distribuiti per
il periodo di tempo fissato dal Ministero delle comunicazioni,
conformemente alle decisioni della Commissione europea.
3. Il fabbricante o la persona responsabile dell'immissione sul
mercato dell'apparecchio e' tenuto a fornire all'utente le
informazioni sull'uso a cui l'apparecchio e' destinato, unitamente
alla dichiarazione di conformita' ai requisiti essenziali. Nel caso
delle apparecchiature radio, tali informazioni devono essere apposte
sull'imballaggio o essere riportate nelle istruzioni per l'uso allo
scopo di identificare gli Stati membri dell'Unione europea o la zona
geografica all'interno di uno Stato membro dove l'apparecchiatura in
questione e' destinata ad essere utilizzata e devono avvertire
l'utente, attraverso le marcature sull'apparato, di eventuali
restrizioni o richieste di autorizzazioni necessarie per l'uso delle
apparecchiature radio in taluni Stati membri. Nel caso delle
apparecchiature terminali di telecomunicazioni, tali informazioni
devono essere sufficienti ad individuare le interfacce delle reti
pubbliche di telecomunicazioni cui l'apparecchiatura e' destinata a
collegarsi. Per tutti gli apparecchi tali informazioni devono essere
esposte in maniera visibile.
4. Nel caso di un'apparecchiatura radio che utilizzi bande di
frequenza la cui applicazione non e' armonizzata nell'Unione europea,
il fabbricante o il suo mandatario stabilito nell'Unione europea o la
persona responsabile dell'immissione sul mercato dell'apparecchiatura
notifica, almeno quattro settimane prima, la propria intenzione di
immettere l'apparecchiatura sul mercato al Ministero delle
comunicazioni, utilizzando il modello definito dal Ministero stesso.
La notifica fornisce informazioni circa le caratteristiche radio
dell'apparecchiatura con particolare riferimento alle bande di
frequenze, alla spaziatura tra i canali, al tipo di modulazione ed
alla potenza RF emessa e riporta il numero d'identificazione
dell'organismo notificato interessato di cui all'articolo 12.
Il Ministero delle comunicazioni comunica al fabbricante o al suo
mandatario stabilita' nell'Unione europea o alla persona responsabile
dell'immissione sul mercato dell'apparecchiatura eventuali divieti o
limitazioni motivati e ne informa la Commissione europea.

Art. 7.
Messa in servizio e diritto di collegamento
1. E' consentita la messa in servizio degli apparecchi per lo scopo
cui sono destinati se essi sono conformi ai requisiti essenziali di
cui all'articolo 3 ed alle altre disposizioni pertinenti del presente
decreto.
2. Fatti salvi il comma 1 ed eventuali condizioni connesse
all'autorizzazione per la fornitura del servizio in questione in
conformita' alla normativa comunitaria ed a quella nazionale di
recepimento, il Ministero delle comunicazioni puo' limitare la messa
in servizio di apparecchiature radio soltanto per motivi connessi
all'uso efficace dello spettro delle radiofrequenze, per evitare
interferenze dannose o per questioni di sanita' pubblica.
3. Fatto salvo il comma 4, gli operatori di reti pubbliche di
telecomunicazione non devono rifiutare di collegare apparecchiature
terminali di telecomunicazione ad apposite interfacce per motivi
tecnici, qualora dette apparecchiature siano conformi ai requisiti di
cui all'articolo 3.
4. Nel caso in cui il Ministero delle comunicazioni ritenga che un
apparecchio dichiarato conforme al presente decreto provochi seri
danni ad una rete o interferenze radio dannose o disturbi la rete o
il suo funzionamento, l'operatore della rete stessa puo' essere
autorizzato dal Ministero a rifiutare o ad interrompere il
collegamento a a ritirare dal servizio tale apparecchio. Il Ministero
delle comunicazioni notifica dette autorizzazioni alla Commissione
europea, che esprime un parere in materia. A seguito delle
indicazioni della Commissiorie europea, il Ministero delle
comunicazioni puo' adottare altre misure.
5. In caso di emergenza l'operatore puo' disconnettere gli
apparecchi qualora lo richieda la protezione della rete o qualora
possa essere offerta subito all'utente una soluzione alternativa,
senza costi a carico di quest'ultimo. L'operatore informa
immediatamente il Ministero delle comunicazioni.

Art. 8.
Libera circolazione degli apparecchi
1. Non e' vietata, limitata o impedita l'immissione sul mercato e
la messa in servizio di apparecchi recanti la marcatura CE che ne
indica la conformita' alle disposizioni del presente decreto. Cio'
non pregiudica l'applicazione dell'articolo 6, comma 4, dell'articolo
7, comma 2, e dell'articolo 9, comma 8.
2. In occasione di fiere, esposizioni, dimostrazioni commerciali e
manifestazioni analoghe e' ammessa l'esposizione di un apparecchio
che non rispetti le disposizioni del presente decreto, purche'
un'indicazione visibile segnali chiaramente tale circostanza ed
indichi che l'apparecchio non puo' essere commercializzato o messo in
servizio finche' non sia reso conforme alle predette disposizioni.
3. Nel caso che l'apparecchio sia disciplinato per aspetti diversi
da quelli del presente decreto da altre direttive comunitarie e norme
nazionali di recepimento, concernenti l'apposizione della marcatura
CE, cio' fa presumere che l'apparecchio soddisfi anche alle
disposizione di tali altre direttive e norme nazionali. Nel caso in
cui una o piu' delle suddette direttive e norme nazionali lasciano al
fabbricante la facolta' di scegliere il regime da applicare durante
un periodo transitorio, la marcatura CE indica che l'apparecchio
soddisfa esclusivamente le disposizioni delle direttive e norme
nazionali applicate dal fabbricante. In questo caso i riferimenti
alle direttive e alle norme nazionali applicate devono figurare nei
documenti, avvisi o istruzioni che accompagnano tali prodotti.

Art. 9.
Sorveglianza del mercato - laboratori di prova
1. Il Ministero delle comunicazioni, in collaborazione con gli
organi di Polizia di cui all'articolo 1, commi 13 e 15, della legge
31 luglio 1997, n. 249, provvede ad accertare la conformita' dei
prodotti immessi sul mercato e di quelli messi in esercizio a quanto
stabilito dal presente decreto anche mediante prelievo delle
apparecchiature presso i costruttori, gli importatori, i grossisti, i
distributori ed i dettaglianti nonche' presso gli utilizzatori delle
apparecchiature medesime. I controlli sono effettuati secondo le
modalita' stabilite con regolamento da adottare con decreto del
Ministro delle comunicazioni ai sensi dell'articolo 17, comma 3,
della legge 23 agosto 1988, n. 400.
2. Le prove tecniche aventi lo scopo di accertare la rispondenza
degli apparecchi ai requisiti essenziali di cui all'articolo 3, alle
norme armonizzate di cui all'articolo 5, alle norme nazionali di cui
all'articolo 4 ed alle altre specifiche tecniche utilizzate dal
costruttore sono effettuate presso i laboratori dell'Istituto
superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell'informazione
(ISCTI) o presso laboratori privati accreditati; se non esistono
laboratori accreditati allo scopo, le prove sono effettuate sotto la
responsabilita' di un organismo notificato.
3. Con riferimento al comma 2 il Ministero delle comunicazioni
accredita laboratori di prova sentita una commissione
tecnico-consultiva, nominata dal Ministero stesso, di cui sono
chiamati a far parte almeno un rappresentante del Ministero
dell'industria, del commercio e dell'artigianato ed un rappresentante
per ciascuno degli organismi di normazione italiani. I laboratori di
prova accreditati effettuano le prove di conformita' degli apparati
alle norme per le quali hanno ricevuto l'accreditamento. Con
regolamento da adottare con decreto del Ministro delle comunicazioni
ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.
400, e' disciplinata la procedura di rilascio dell'accreditamento,
dell'effettuazione della sorveglianza e del rinnovo
dell'accreditamento stesso.
4. I laboratori di prova accreditati non possono dipendere
direttamente dall'organizzazione del costruttore o di un operatore di
rete di telecomunicazioni ovvero di un fornitore di servizi di
telecomunicazioni; devono essere liberi da influenze esterne,
possedere un'adeguata capacita' per quanto attiene alla competenza ed
alle attrezzature ed essere forniti di tutte le apparecchiature di
misura per l'esecuzione delle prove. L'istruttoria relativa
all'accreditamento dei laboratori viene svolta con l'impegno di
riservatezza verso terzi.
5. L'accreditamento puo' essere sospeso dalla competente direzione
generale del Ministero delle comunicazioni, sentita la commissione
tecnica di cui al comma 3, per un periodo massimo di sei mesi nel
caso di inosservanza da parte del laboratorio degli impegni assunti.
L'accreditamento e' revocato dalla direzione stessa, sentita la
commissione:
a) nel caso in cui il laboratorio non ottempera, con le modalita'
e nei tempi indicati, a quanto stabilito nell'atto di sospensione;
b) nel caso in cui sono venuti meno i requisiti accertati al
momento del rilascio dell'accreditamento.
6. Ai fini dell'accreditamento, della sorveglianza e del rinnovo si
applicano le quote di surrogazione stabilite per le prestazioni rese
a terzi ai sensi dell'articolo 19 del testo unico delle disposizioni
legislative in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973,
n. 156.
7. Se il Ministero delle comunicazioni accerta che un apparecchio
non e' conforme ai requisiti indicati nel presente decreto, esso
adotta i provvedimenti necessari per ritirare detto apparecchio dal
mercato o dal servizio, proibirne l'immissione sul mercato o la messa
in servizio o limitarne la libera circolazione.
8. Il Ministero delle comunicazioni, in caso di adozione di
provvedimenti di cui al comma 7, li notifica immediatamente alla
Commissione europea indicandone i motivi e precisando, in
particolare, se i provvedimenti siano da collegare:
a) ad una non corretta applicazione delle norme armonizzate di
cui all'articolo 5, comma 1;
b) a carenze delle norme armonizzate di cui all'articolo 5, comma
1;
c) al mancato rispetto dei requisiti di cui all'articolo 3,
laddove l'apparecchio non soddisfi le norme armonizzate di cui
all'articolo 5, comma 1.
9. Fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 6, il Ministero
delle comunicazioni puo', a norma del Trattato istitutivo della
Comunita' europea, reso esecutivo con legge 14 ottobre 1957, n. 1203,
e successive modificazioni e, in particolare, degli articoli 28 e 30,
adottare provvedimenti appropriati allo scopo di vietare o limitare
l'immissione sul suo mercato ovvero di esigere il ritiro dal suo
mercato di apparecchiature radio, inclusi tipi di apparecchiature
radio che hanno causato o che il Ministero presume ragionevolmente
causino interferenze dannose, comprese interferenze con i servizi
esistenti o programmati sulle bande di frequenze attribuite in sede
nazionale.
10. Il Ministero delle comunicazioni, in caso di adozione di misure
di cui al comma 9, ne informa immediatamente la Commissione europea
specificandone le ragioni.
11. Gli oneri derivanti dall'applicazione dei commi 7 e 9 sono a
carico del fabbricante, del suo mandatario o del responsabile
dell'immissione sul mercato degli apparecchi.
12. Nei casi di cui ai commi 8 e 10, il Ministero delle
comunicazioni adotta provvedimenti definitivi conformemente alle
conclusioni comunicate dalla Commissione europea dopo le
consultazioni comunitarie espletate dalla stessa.

Art. 10.
S a n z i o n i
1. Chiunque immette nel mercato, commercializza all'ingrosso o al
dettaglio, distribuisce in qualunque forma ovvero installa apparecchi
non conformi ai requisiti essenziali di cui all'art. 3 e'
assoggettato alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma
da lire 8 milioni a lire 48 milioni e del pagamento di una somma da
lire 40 mila a lire 240 mila per ciascun apparecchio. Alla stessa
sanzione e' assoggettato chiunque apporta modifiche agli apparecchi
dotati della prescritta marcatura che comportano mancata conformita'
ai requisiti essenziali. In ogni caso la sanzione amministrativa non
puo' superare la somma complessiva di lire 200 milioni.
2. Chiunque immette nel mercato, commercializza all'ingrosso o al
dettaglio, distribuisce in qualunque forma ovvero installa apparecchi
conformi ai requisiti essenziali di cui all'art. 3, ma privi della
marcatura CE, compreso l'identificatore di categoria ove previsto, e
del numero dell'organismo notificato, laddove richiesto, oppure chi,
dovendo detenere la documentazione tecnica di cui agli allegati II,
III, IV e V annessi al presente decreto nei rispettivi casi di
applicabilita', ne viene trovato totalmente o parzialmente sprovvisto
e' assoggettato alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da lire 4 milioni a lire 24 milioni e del pagamento di una
somma da lire 20 mila a lire 120 mila per ciascun apparecchio. In
ogni caso la sanzione amministrativa non puo' superare la somma
complessiva di lire 200 milioni.
3. Chiunque appone marchi che possono confondersi con la marcatura
ovvero ne limitano la visibilita' e la leggibilita', e' assoggettato
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 2
milioni a lire 12 milioni.
4. Chiunque promuove pubblicita' per apparecchi che non rispettano
le prescrizioni del presente decreto e' assoggettato alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da lire 5 milioni a lire 30
milioni.
5. Chiunque utilizza apparecchi, conformi al presente decreto, non
correttamente installati o sottoposti a non corretta manutenzione
ovvero non li utilizza per i fini previsti dal fabbricante o apporta
per uso personale modifiche agli apparecchi dotati della prescritta
marcatura che comportano mancata conformita' ai requisiti essenziali
di cui all'articolo 3 e' assoggettato alla sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da lire 500 mila a lire 3 milioni.
6. La mancata notificazione al Ministero delle comunicazioni della
immissione sul mercato di un prodotto di cui all'articolo 6, comma 4,
comporta l'applicazione della sanzione amministrativa del pagamento
di una somma da lire 10 milioni a lire 60 milioni.
7. L'accertamento delle violazioni delle disposizioni recate dal
presente decreto e' svolto dagli uffici centrali e periferici del
Ministero delle comunicazioni e dai competenti organi di Polizia;
l'applicazione delle previste sanzioni amministrative compete agli
uffici periferici del Ministero.
8. Sono assoggettati a sequestro gli apparecchi di cui all'articolo
2, comma 1, che sono immessi sul mercato o messi in esercizio e che
risultano:
a) non conformi ai requisiti essenziali di cui all'articolo 3;
b) privi della marcatura CE, ivi compreso l'identificatore di
categoria ove stabilito, o del numero dell'organismo notificato,
laddove richiesto;
c) non corredati dalla dichiarazione di conformita';
d) provvisti di marcature che possano confondersi con la
marcatura CE ovvero che possano limitarne la visibilita' o la
leggibilita'.
9. Gli apparecchi sono confiscati qualora, nei sei mesi
successivi alla esecuzione del sequestro, non si e' proceduto alla
regolarizzazione delle situazioni indicate nel comma 8 ovvero al
ritiro dal mercato degli apparecchi medesimi.

Capo II
Valutazione della conformita'

Art. 11.
Procedure di valutazione della conformita'
1. Le procedure di valutazione della conformita' indicate nel
presente articolo devono essere applicate per dimostrare la
conformita' dell'apparecchio ai requisiti essenziali pertinenti
definiti nell'articolo 3.
2. A scelta del fabbricante, la conformita' dell'apparecchio ai
requisiti essenziali di cui all'articolo 3, comma 1, lettere a) e b),
puo' essere dimostrata mediante le procedure definite,
rispettivamente, nella legge 18 ottobre 1977, n. 791, come modificata
dal decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 626, e nel decreto
legislativo 12 novembre 1996, n. 615, qualora l'apparato rientri
nell'ambito di applicazione di tali provvedimenti ovvero in
alternativa secondo le procedure indicate nel presente articolo.
3. Le apparecchiature terminali di telecomunicazione che non
impiegano lo spettro attribuito alle radiocomunicazioni terrestri e
spaziali nonche' le componenti di ricezione delle apparecchiature
radio, sono sottoposte alle procedure di valutazione della
conformita' descritte negli allegati II, IV o V annessi al presente
decreto, a scelta del fabbricante.
4. Qualora il fabbricante abbia applicato le norme armonizzate di
cui all'art. 5, comma 1, le apparecchiature radio non previste nel
comma 3 sono sottoposte a una delle procedure descritte negli
allegati III, IV o V annessi al presente decreto, a scelta del
fabbricante.
5. Qualora il fabbricante non abbia applicato o abbia applicato
solo in parte le norme armonizzate di cui all'articolo 5, comma 1, le
apparecchiature radio non previste nel comma 3 sono sottoposte alle
procedure descritte nell'allegato IV o nell'allegato V annessi al
presente decreto, a scelta del fabbricante.
6. I documenti e la corrispondenza relativi alle procedure di
valutazione della conformita' di cui ai commi da 2 a 5 sono redatti
in lingua italiana o, se del caso, in una lingua ammessa
dall'organismo notificato coinvolto.

Art. 12.
Organismi notificati
1. Il Ministero delle comunicazioni designa gli organismi che
rispettano i criteri di cui all'allegato VI annesso al presente
decreto per l'esecuzione delle procedure di valutazione della
conformita' previste dall'articolo 11.
2 Gli organismi, che intendono ottenere la designazione di cui al
comma 1, presentano apposita domanda al Ministero delle
comunicazioni, fornendo ogni informazione e documentazione
comprovante il rispetto dei criteri di cui all'allegato VI annesso al
presente decreto. Il Ministero delle comunicazioni si pronuncia entro
centoventi giorni.
3. Il Ministero delle comunicazioni verifica periodicamente, ed
almeno ogni due anni, il corretto svolgimento dei compiti assegnati
agli organismi ed accerta che essi mantengano i requisiti di cui
all'allegato VI annesso al presente decreto.
4. Le spese relative ai commi 1 e 3 del presente articolo sono a
carico dei soggetti interessati, ai sensi dell'art. 19 del testo
unico delle disposizioni legislative in materia postale, di
bancoposta e di telecomunicazioni, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156.
5. Il Ministero delle comunicazioni informa la Commissione europea
in merito agli organismi notificati di cui al comma 1.
6. Gli organismi notificati stabiliscono i prezzi per le singole
prestazioni offerte e li rendono pubblici.
7. Il Ministero delle comunicazioni, qualora accerti che un
organismo notificato non soddisfi piu' i criteri indicati
nell'allegato VI annesso al presente decreto ovvero non espleti
correttamente i propri compiti, adotta un provvedimento motivato di
sospensione e successivamente di revoca se il soggetto interessato
non ottemperi alle indicazioni.
8. I provvedimenti di cui al comma 7 sono notificati alla
Commissione europea.
9. Il Ministero delle comunicazioni cura la pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dell'elenco degli
organismi notificati e dei relativi aggiornamenti pubblicati dalla
Commissione europea nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee,
completi del numero di identificazione loro attribuito dalla stessa
Commissione.

Capo III
Marcatura CE di conformita' e iscrizioni

Art. 13.
Marcatura CE
1. L'apparecchio conforme ai requisiti essenziali pertinenti di cui
all'articolo 3 e' contraddistinto dalla marcatura CE di conformita'
prevista nell'allegato VII. Tale marcatura e' apposta sotto la
responsabilita' del fabbricante, del suo rappresentante autorizzato
nell'Unione europea o della persona responsabile dell'immissione sul
mercato dell'apparecchio. Quando si ricorre alle procedure di cui
agli allegati III, IV o V annessi al presente decreto, la marcatura
e' accompagnata dal numero di identificazione dell'organismo
notificato previsto nell'articolo 12, comma 1. Le apparecchiature
radio sono inoltre accompagnate dall'identificatore della categoria
rispettiva, ove ne sia stato assegnato uno. E' consentito apporre
sull'apparecchiatura altre marcature, purche' non riducano la
visibilita' e la leggibilita' della marcatura CE di conformita'.
2. Nessun apparecchio, sia esso conforme o meno ai requisiti
essenziali pertinenti, di cui all'art. 3, puo' recare marchi idonei a
trarre in inganno i terzi quanto al significato e alla forma della
marcatura CE di cui all'allegato VII annesso al presente decreto.
3. Il Ministero delle comunicazioni adotta i provvedimenti indicati
nell'articolo 9 nei confronti di chi ha apposto una marcatura non
conforme ai commi 1 e 2 del presente articolo. Se non e' possibile
identificare la persona che ha apposto la marcatura, il provvedimento
puo' essere adottato nei riguardi di chi deteneva l'apparecchio al
momento in cui e' stata riscontrata la non conformita'.
4. Ciascun apparecchio e' contraddistinto dal fabbricante mediante
l'indicazione del modello, del lotto, dei numeri di serie e del nome
del fabbricante o della persona responsabile dell'immissione sul
mercato.

Capo IV
Commissione consultiva

Art. 14.
Composizione
1. Il Ministero delle comunicazioni, a mezzo di provvedimento
dirigenziale, istituisce una commissione consultiva nazionale con il
compito di fornire pareri in ordine alla applicazione delle
disposizioni di cui al presente decreto. La commissione e' costituita
da funzionari dei Ministeri delle comunicazioni, dell'industria, del
commercio e dell'artigianato e dell'interno.

Capo V
Disposizioni finali e transitorie

Art. 15.
Paesi terzi
1. Il Ministero delle comunicazioni puo' informare la Commissione
europea delle difficolta' di ordine generale, giuridiche o pratiche,
incontrate da imprese comunitarie con riguardo all'immissione sul
mercato di Paesi terzi di apparecchiature terminali di
telecomunicazioni e di apparecchiature radio.

Art. 16.
Disposizioni transitorie e finali
1. Le norme armonizzate previste dalla legge 18 ottobre 1997, n.
791, come modificata dal decreto legislativo 25 novembre 1996, n.
626, o dal decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 615, in
attuazione, rispettivamente, delle direttive 73/23/CEE e 89/336/CEE,
i cui riferimenti siano stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale
delle Comunita' europee, possono costituire la base per la
presunzione di conformita' ai requisiti essenziali di cui
all'articolo 3, comma 1, lettere a) e b), del presente decreto. Le
regole tecniche comuni previste nella direttiva 9813CE, i cui
riferimenti siano stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale delle
Comunita' europee, possono costituire la base per la presunzione di
conformita' agli altri requisiti essenziali pertinenti di cui
all'articolo 3 del presente decreto.
2. Sono consentite l'immissione sul mercato e la messa in servizio
di apparecchi che ottemperano alle disposizioni della direttiva
9813CE o alle norme vigenti anteriormente alla data dell'8 aprile
2000, immessi per la prima volta sul mercato prima del 7 aprile 1999
o entro due anni dalla medesima data.
3. Dall'attuazione del presente decreto non derivano nuovi
o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

Art. 17.
Abrogazioni
1. Sono abrogati il decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 614,
ed il decreto ministeriale del Ministro delle poste e delle
telecomunicazioni 17 aprile 1997, n. 160.
2. Agli apparecchi, che rientrano nell'ambito di applicazione del
presente decreto, non si applicano gli articoli 398 e 399 del testo
unico delle disposizioni legislative in materia postale, di
bancoposta e di telecomunicazioni, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156, e successive
modificazioni, l'articolo 1, comma 1, lettere f), g), h), l) e
l'articolo 8 del decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 615, ed il
regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica
9 dicembre 1998, n. 507.
3. Agli apparecchi che rientrano nell'ambito di applicazione del
presente decreto non si applicano le disposizioni della legge
18 ottobre 1977, n. 791, come modificata dal decreto legislativo
29 novembre 1996, n. 626, tranne gli obiettivi in materia di
requisiti di sicurezza di cui all'articolo 2 ed all'allegato I,
nonche' la procedura di valutazione della conformita' di cui agli
allegati II, lettera B, e III, annessi alla medesima legge n. 791 del
1977, e successive modificazioni.
4. In relazione alle specifiche tecniche delle interfacce, per gli
apparecchi soggetti al presente decreto sono fatte salve le
prescrizioni tecniche, contenute nella vigente normativa nazionale,
riguardanti la gestione delle frequenze.

Art. 18.
Modifiche
1. All'adeguamento degli allegati da I a VII annessi al presente
decreto, necessari per l'allineamento degli stessi alla successiva
normativa comunitaria, si provvede con regolamento governativo
emanato ai sensi dell'art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988,
n. 400.

Art. 19.
Entrata in vigore
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo alla
pubblicazione del medesimo nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara'
inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo
e di farlo osservare.
Dato a Roma, addi' 9 maggio 2001

CIAMPI

Amato, Presidente del Consiglio dei
Ministri
Mattioli, Ministro per le politiche
comunitarie
Cardinale, Ministro delle
comunicazioni
Dini, Ministro degli affari esteri
Fassino, Ministro della giustizia
Letta, Ministro dell'industria, del
commercio e dell'artigianato e
del commercio con l'estero
Bianco, Ministro dell'interno
Visco, Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione
economica

Visto, il Guardasigilli, Castelli

Allegato I
(v. art. 2, comma 4)

1. Il presente decreto non si applica:
a) alle apparecchiature radio utilizzate da radioamatori per il
servizio di radioamatore e per il servizio di radioamatore via
satellite, definiti, rispettivamente, ai numeri S1.56 e S1.57 del
regolamento delle radiocomunicazioni dell'Unione internazionale delle
telecomunicazioni (UIT), ad eccezione delle apparecchiature che si
trovano in commercio; gli insiemi di componenti (kit) destinati ad
essere assemblati da radioamatori e le apparecchiature in commercio
modificate dai radioamatori e ad uso degli stessi non sono
considerati apparecchiature che si trovano in commercio;
b) alle apparecchiature rientranti nell'ambito del decreto del
Presidente della Repubblica 6 ottobre 1999, n. 407,
sull'equipaggiamento marittimo;
c) al cablaggio;
d) alle apparecchiature radio di sola ricezione utilizzate
esclusivamente per ricevere servizi di radiodiffusione sonora e
televisiva;
e) ai prodotti, alle attrezzature ed agli elementi previsti
dall'art. 2 del regolamento (CEE) n. 392291 del Consiglio del
16 dicembre 1991, concernente l'armonizzazione di regole tecniche e
di procedure amministrative nel settore dell'aviazione civile;
f) alle apparecchiature ed ai sistemi per la gestione del
traffico aereo contemplati dal decreto del Presidente della
Repubblica 10 dicembre 1997, n. 481.

Allegato II
(v. art. 11, comma 3)

PROCEDURA DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITA' (CONTROLLO DI
FABBRICAZIONE INTERNO).

1. Il presente modulo descrive la procedura con cui il fabbricante
o il suo mandatario stabilito nell'Unione europea si accerta e
dichiara che i prodotti in questione soddisfano i requisiti ad essi
applicabili. Il fabbricante o il suo mandatario stabilito nell'Unione
appone la marcatura CE a ciascun prodotto e redige una dichiarazione
scritta di conformita'.
2. Il fabbricante predispone la documentazione tecnica descritta al
punto 4 il fabbricante o il suo mandatario stabilito nell'Unione
europea tiene tale documentazione a disposizione delle autorita'
nazionali competenti di qualsiasi Stato membro, a fini ispettivi, per
almeno dieci anni dalla data di fabbricazione dell'ultima serie del
prodotto.
3. Nel caso in cui ne' il fabbricante ne' il suo mandatario siano
stabiliti nell'Unione europea, l'obbligo di tenere a disposizione la
documentazione tecnica incombe alla persona che immette il prodotto
nel mercato comunitario.
4. La documentazione tecnica, di cui ai punti 2 e 3, deve
consentire di valutare la conformita' del prodotto ai requisiti del
presente decreto; deve comprendere gli aspetti relativi al progetto,
alla fabbricazione ed al funzionamento del prodotto, e in
particolare:
a) la descrizione generale del prodotto;
b) i disegni di progettazione e fabbricazione nonche' gli schemi
di componenti, sottounita', circuiti, eccetera;
c) le descrizioni e le spiegazioni necessarie per comprendere i
disegni e gli schemi di cui alla lettera b) ed il funzionamento del
prodotto;
d) un elenco delle norme di cui all'art. 5 del presente decreto,
applicate interamente o in parte, nonche' la descrizione e la
spiegazione delle soluzioni adottate per soddisfare i requisiti
essenziali di cui all'art. 3 qualora le norme di cui all'art. 5 non
siano state applicate o non esistano;
e) i risultati dei calcoli di progetto e dei controlli svolti;
f) le relazioni sulle prove effettuate.
5. Il fabbricante o il suo mandatario conserva la dichiarazione di
conformita' e la relativa documentazione tecnica.
6. Il fabbricante adotta tutte le misure necessarie affinche' il
processo di fabbricazione garantisca la conformita' dei prodotti alla
documentazione tecnica di cui al punto 2 e ai requisiti del presente
decreto che ad essi si applicano.

Allegato III
(v. art. 11, comma 4)

PROCEDURA DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITA' (CONTROLLO DI
FABBRICAZIONE INTERNO, COMPRENDENTE PROVE SPECIFICHE DELL'APPARATO).

Il presente allegato corrisponde all'allegato II, completato dai
seguenti requisiti supplementari:
1) per ciascun tipo di apparecchio sono effettuate, ad opera del
fabbricante o su mandato dello stesso, le prove radio essenziali.
L'individuazione delle prove considerate essenziali e' fatta sotto la
responsabilita' di un organismo notificato scelto dal fabbricante,
salvo che le prove siano definite dalle norme armonizzate;
2) l'organismo notificato tiene in debita considerazione le
decisioni precedenti, prese congiuntamente dagli organismi
notificati;
3) il fabbricante o il suo mandatario stabilito nell'Unione
europea o la persona responsabile per l'immissione sul mercato
dell'apparecchio dichiara che le prove sono state effettuate e che
l'apparecchio soddisfa i requisiti essenziali; nel corso del processo
di fabbricazione egli appone il numero di identificazione
dell'organismo notificato se esso e' stato coinvolto nella procedura.

Allegato IV
(v. art. 11, comma 5)

PROCEDURA DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITA' (FASCICOLO TECNICO DI
FABBRICAZIONE).

Il presente allegato corrisponde all'allegato III; completato dai
seguenti requisiti supplementari:
1) la documentazione tecnica descritta al punto 4 dell'allegato
II e la dichiarazione di conformita' alle prove radio essenziali di
cui all'allegato III costituiscono un fascicolo tecnico di
fabbricazione;
2) il fabbricante, il suo mandatario stabilito nell'Unione
europea o la persona responsabile dell'immissione sul mercato
dell'apparecchio sottopone il fascicolo a uno o piu' organismi
notificati; ciascuno di tali organismi notificati deve essere
informato degli altri organismi che hanno ricevuto il fascicolo;
3) l'organismo notificato esamina il fascicolo e, se ritiene che
non sia stato adeguatamente dimostrato che i requisiti del presente
decreto siano stati soddisfatti, puo' dare un parere al fabbricante,
al suo rappresentante o alla persona responsabile per l'immissione
sul mercato dell'apparecchio e ne informa gli altri organismi
notificati che hanno ricevuto il fascicolo; tale parere e' emesso
entro quattro settimane dalla ricezione del fascicolo da parte
dell'organismo notificato; l'apparecchio puo' essere immesso sul
mercato dalla data della ricezione del parere o trascorso un periodo
di quattro settimane, fatto salvo quanto previsto dall'art. 6, comma
4, e dall'art. 9, comma 9, del presente decreto;
4) il fabbricante, il suo mandatario stabilito nell'Unione
europea o la persona responsabile per l'immissione sul mercato
dell'apparecchio tiene il fascicolo a disposizione delle autorita'
nazionali competenti di qualsiasi Stato membro, a fini ispettivi, per
almeno dieci anni dalla data di fabbricazione dell'ultima sede di
apparecchi.

Allegato V
(v. art. 11)

PROCEDURA DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITA' (GARANZIA DELLA QUALITA'
TOTALE).

1. La garanzia della qualita' totale e' la procedura con cui il
fabbricante che soddisfa gli obblighi di cui al punto 2 accerta e
dichiara che i prodotti in questione soddisfano i requisiti del
presente decreto ad essi applicabili. Il fabbricante appone la
marcatura di cui all'art. 13, comma 1, del presente decreto su
ciascun prodotto e redige una dichiarazione di conformita'.
2. Il fabbricante applica un sistema qualita' approvato per la
progettazione, la fabbricazione, l'ispezione finale e il collaudo del
prodotto secondo quanto specificato al punto 3 ed e' soggetto alla
sorveglianza come indicato al punto 4.
3. Sistema qualita'.
3.1. Il fabbricante presenta una domanda di certificazione del
suo sistema di garanzia della qualita' totale ad un organismo
notificato.
Le modalita' di ottenimento e di mantenimento della
certificazione sono stabilite dall'organismo notificato scelto.
La domanda deve contenere:
a) tutte le informazioni utili sulla categoria di prodotti
prevista;
b) la documentazione relativa al sistema qualita'.
3.2. Il sistema qualita' deve garantire la conformita' dei prodotti
ai requisiti del presente decreto ad essi applicabili.
Tutti i criteri, i requisiti e le disposizioni adottati dal
fabbricante devono essere documentati in modo sistematico e ordinato
sotto forma di misure, procedure e istruzioni scritte. Questa
documentazione relativa al sistema qualita' deve permettere una
interpretazione uniforme delle misure e delle procedure nonche' dei
programmi, schemi, manuali e rapporti riguardanti la qualita'.
Detta documentazione deve includere in particolare un'adeguata
descrizione:
a) degli obiettivi di qualita', della struttura organizzativa,
delle responsabilita' di gestione in materia di pregettazione e di
qualita' dei prodotti; b) delle specifiche tecniche, incluse le
norme e regolamentazioni tecniche armonizzate nonche' l'indicazione
delle prove che si intende applicare e, qualora non vengano applicate
pienamente le norme di cui all'art. 5, comma 1, del presente decreto,
dei mezzi che sono utilizzati affinche' i requisiti essenziali del
decreto che si applicano ai prodotti siano rispettati; c) delle
tecniche di controllo e di verifica della progettazione, dei processi
e degli interventi sistematici che sono applicati alla progettazione
dei prodotti appartenenti alla categoria in questione; d) delle
corrispondenti tecniche di fabbricazione, di controllo della qualita'
e di garanzia qualita', dei processi e degli interventi sistematici
che sono effettuati; e) degli esami e delle prove che sono
effettuati prima, durante e dopo la fabbricazione con l'indicazione
della frequenza con cui si intende effettuarli nonche', ove
opportuno, dei risultati delle prove effettuate prima della
produzione; f) dei mezzi atti a garantire che le attrezzature
per le prove e gli esami sono conformi ai requisiti per l'esecuzione
delle prove necessarie; h) della documentazione in materia di
qualita', costituita dai rapporti ispettivi e dai dati sulle prove,
dalle tarature, dalle qualifiche del personale, eccetera;
i) dei mezzi di controllo dell'ottenimento della qualita'
richiesta in materia di progettazione e di prodotto nonche'
dell'efficacia di funzionamento del sistema qualita'.
3.3. L'organismo notificato valuta il sistema qualita' per
determinare se soddisfa i requisiti di cui al punto 3.2.
Esso presume la conformita' a tali requisiti dei sistemi qualita'
che soddisfano la corrispondente norma armonizzata.
L'organismo notificato valuta in particolare se il sistema
controllo qualita' garantisce la conformita' dei prodotti ai
requisiti del presente decreto alla luce della pertinente
documentazione fornita a norma dei punti 3.1 e 3.2, inclusi, se del
caso, i risultati delle prove fornite dal fabbricante.
Nel gruppo incaricato della valutazione deve essere presente almeno
un esperto nella tecnologia produttiva oggetto della valutazione. La
procedura di valutazione deve comprendere una visita agli impianti
del fabbricante.
La decisone viene notificata al fabbricante. La notifica deve
contenere le conclusioni dell'esame e la motivazione circostanziata
della decisione.
3.4. Il fabbricante si impegna a soddisfare gli obblighi
derivanti dal sistema qualita' approvato ed a fare in modo che esso
rimanga adeguato ed efficace. Il fabbricante o il suo mandatario
tengono informato l'organismo notificato che ha approvato il sistema
qualita' di qualsiasi modifica del sistema. L'organismo notificato
valuta le modifiche proposte e decide se il sistema qualita'
modificato continua a soddisfare i requisiti di cui al punto 3.2 o se
e' necessaria una seconda valutazione. L'organismo notificato
comunica la sua decisione al fabbricante. La notifica deve contenere
le conclusioni dell'esame e la motivazione circostanziata della
decisione.
4. Sorveglianza CE sotto la responsabilita' dell'organismo
notificato.
4.1. La sorveglianza deve garantire che il fabbricante soddisfi
tutti gli obblighi derivanti dal sistema qualita' approvato.
4.2. Il fabbricante deve consentire all'organismo notificato di
accedere a fini ispettivi ai locali di progettazione, fabbricazione,
ispezione, prova e deposito, fornendo tutte le necessarie
informazioni ed in particolare:
la documentazione relativa al sistema qualita';
la documentazione in materia di qualita' prevista dalla sezione
"progettazione" del sistema qualita', cioe' i risultati di analisi,
calcoli, prove, eccetera;
la documentazione in materia di qualita' prevista dalla sezione
"fabbricazione" del sistema qualita', cioe' i rapporti ispettivi e i
dati sulle prove, le tarature, le qualifiche del personale, eccetera.
4.3. L'organismo notificato svolge ad intervalli regolari
verifiche ispettive per assicurarsi che il fabbricante mantenga ed
utilizzi il sistema qualita' e fornisce al fabbricante un rapporto
sulle verifiche effettuate.
4.4. L'organismo notificato puo' anche effettuare visite senza
preavviso presso il fabbricante, procedendo o facendo prodedere in
tale occasione, se necessario, a prove atte a verificare il corretto
funzionamento del sistema qualita'. Esso fornisce al fabbricante un
rapporto sulla visita e, se vi e' stata prova, un rapporto sulla
prova stessa.
5. Il fabbricante, per almeno dieci anni a decorrere dalla data di
fabbricazione dell'ultima serie del prodotto, tiene a disposizione
delle autorita' nazionali:
a) la documentazione di cui al punto 3.1, lettera b);
b) le modifiche di cui al punto 3.4;
c) le decisioni ed i rapporti dell'organismo notificato di cui al
punto 3.4 ed ai punti 4.3 e 4.4.
6. Ogni organismo notificato mette a disposizione degli altri
organismi notificati le opportune informazioni riguardanti le
approvazioni di sistemi qualita' rilasciate o ritirate, compresi i
riferimenti ai prodotti in questione.

Allegato VI
(v. art. 12, comma 1)

REQUISITI MINIMI PER LA DESIGNAZIONE DEGLI ORGANISMI NOTIFICATI

1. Il direttore ed il personale responsabile dell'esecuzione dei
compiti propri dell'organismo non devono operare nell'ambito della
progettazione, fabbricazione, fornitura ed installazione di
apparecchiature radio o di apparecchiature terminali di
telecomunicazione ne' della gestione di reti o di fornitura di
servizi ne' essere mandatari di una qualsiasi di tali parti. Essi
debbono essere indipendenti e non devono partecipare direttamente
alla progettazione, alla fabbricazione, alla commercializzazione o
alla manutenzione delle apparecchiature radio o delle apparecchiature
terminali di telecomunicazione ne' rappresentare le parti che
svolgono tali attivita'. Cio' non esclude la possibilita' di scambi
di informazioni tecniche tra il fabbricante e l'organismo.
2. Il personale deve svolgere i propri compiti con la massima
serieta' professionale e competenza tecnica e non deve subire alcuna
pressione ne' avere incentivi, soprattutto di carattere finanziario,
che possano influire sulla valutazione o sui risultati di ispezioni.
3. L'organismo notificato deve disporre del personale e delle
strutture necessari per poter svolgere adeguatamente le proprie
attivita' amministrative e tecniche.
4. Il personale responsabile delle ispezioni deve possedere:
a) competenza tecnica e formazione professionale adeguate;
b) soddisfacente conoscenza delle caratteristiche delle prove o
delle ispezioni da svolgere ed adeguata esperienza di tali prove o
ispezioni;
c) capacita' di redigere certificati, note e rapporti per
certificare l'avvenuta esecuzione di prove o ispezioni.
5. Deve essere garantita l'imparzialita' del personale che effettua
le ispezioni. La retribuzione di tale personale non deve dipendere
dal numero di prove o di ispezioni effettuate ne' dai risultati delle
stesse.
6. L'organismo deve stipulare un'assicurazione c