Archivio Legislativo

Dettaglio notizia

 
   08-02-2001 - D.P.R.
 

   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto il testo unico delle disposizioni legislative in materia
postale, di bancoposta e di telecomunicazioni, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156.
Vista la legge 14 aprile 1975, n. 103, recante nuove norme in
materia di diffusione radiofonica e televisiva.
Visto il decreto-legge 6 dicembre 1984, n. 807, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 febbraio 1985, n. 10.
Vista la legge 6 agosto 1990, n. 223.
Visto il decreto-legge 19 ottobre 1992, n. 408, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 dicembre 1992, n. 483;
Vista la legge 25 giugno 1993, n. 206, e successive modificazioni,
recante disposizioni sulla societa' concessionaria del servizio
pubblico radiotelevisivo.
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 1994,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 188 del 12 agosto 1994, che ha
approvato e reso esecutiva la convenzione stipulata in data 24 marzo
1994 tra il Ministero delle poste e delle telecomunicazioni e la
RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a.
Visto il decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n. 650.
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante istituzione
dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo.
Vista la legge 30 aprile 1998, n. 122.
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 1997,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 286 del 9 dicembre 1997, che
ha approvato il contratto di servizio tra il Ministero delle
comunicazioni e la RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a. per il
periodo 1997-1999.
Considerato che occorre adottare un nuovo contratto di servizio
tra il Ministero delle comunicazioni e la RAI-Radiotelevisione
italiana S.p.a. per il periodo 1o gennaio 2000-31 dicembre 2002.
Visto il parere espresso dal Consiglio superiore tecnico delle
poste e delle telecomunicazioni nell'adunanza generale del 12 aprile
2000.
Visto il parere della Commissione parlamentare per l'indirizzo
generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi reso nella seduta
del 4 luglio 2000.
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella
riunione del 19 gennaio 2001.
Sulla proposta del Ministro delle comunicazioni, d'intesa con il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e
con il Ministro delle finanze;

Emana

il seguente decreto:

Art. 1.

1. E' approvato l'annesso contratto di servizio stipulato tra il
Ministero delle comunicazioni e la RAI - Radiotelevisione italiana
S.p.a. per il periodo 1o gennaio 2000-31 dicembre 2002.

Il presente decreto sara' inviato alla Corte dei conti per la
registrazione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.

Roma, 8 febbraio 2001

CIAMPI


AMATO, Presidente del Consiglio dei Ministri
CARDINALE, Ministro delle comunicazioni
VISCO, Ministro del tesoro, del bilancio
e della programmazione economica
DEL TURCO, Ministro delle finanze

Registrato alla Corte dei conti il 14 marzo 2001

Ufficio di controllo sui Ministeri delle attivita' produttive,
registro n. 2 Ministero delle comunicazioni, foglio n. 101
CONTRATTO DI SERVIZIO
PER
IL TRIENNIO 2000 - 2002

TRA
IL MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI
E
LA RAI - RADIOTELEVISIONE ITALIANA S.p.A.

visto l'articolo 3 della Convenzione tra lo Stato e la
RAI-Radiotelevisione Italiana S.p.A., approvata con decreto del
Presidente della Repubblica 28 marzo 1994, di seguito denominata
Convenzione, che rinvia per l'integrazione di essa ad un contratto di
servizio di durata triennale e ne individua l'oggetto;
visto l'articolo 1 della legge 23 dicembre 1996 n. 650, che ha
fatto salvi gli effetti prodotti e i rapporti giuridici conseguiti
dal citato art. 3 della Convenzione;
visto l'articolo 2, comma 5, 3^ e 4^ disposizione della legge 30
aprile 1998, n. 122;
accertato che la scadenza del contratto di servizio approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 1997 e' fissata al
31 dicembre 1999;
ritenuta, pertanto, la necessita' di stipulare un nuovo contratto
di servizio;
tra il Ministero delle comunicazioni, di seguito denominato
Ministero - in persona del Segretario Generale Ing. Giorgio
Guidarelli Mattioli - e la RAI-Radiotelevisione Italiana S.p.A., di
seguito denominata concessionaria, con sede in Roma, legalmente
rappresentata dal Presidente del Consiglio di amministrazione prof.
Roberto Zaccaria, all'uopo delegato dal Consiglio di amministrazione
della RAI

premesso

- che il settore della comunicazione radiofonica e televisiva sta
attraversando una fase caratterizzata da profondi cambiamenti che
determinano impatti sui modelli di interpretazione delle attivita'
e quindi, in prospettiva, anche sugli assetti industriali degli
operatori;
- che la progressiva integrazione dei mercati determina l'inserimento
in un "circuito globale" di parte significativa e crescente delle
attivita' dei broadcaster (in particolare i diritti a piu' elevato
valore commerciale), cosi' che i costi e la stessa disponibilita'
di tali fattori produttivi sono ormai decisi secondo logiche di
mercato che tendono a limitarne la fruibilita';
- che il progresso tecnologico del sistema della comunicazione, con
la convergenza tra il settore delle telecomunicazioni e quello
radiotelevisivo, determina altresi' l'abbattimento dei confini
nazionali e favorisce, a fianco dell'offerta tradizionale, lo
sviluppo di nuovi strumenti di diffusione, nuove forme di utilizzo
dei media, nuove modalita' di finanziamento dell'offerta;
- che nella costituzione di una societa' e di un'economia
post-industriali, acquistano caratterizzante rilievo la centralita'
dei sistemi di produzione e scambio delle informazioni, la
prevalente immaterialita' delle attivita' produttive, la radicale
trasformazione dei meccanismi di coesione e di inclusione sociali,
il mutamento delle forme stesse della societa' civile e della
politica;
- che i suddetti mutamenti pongono la questione dell'accesso
all'informazione, alla cultura, alla formazione e alle reti di
comunicazione quale prerequisito per la realizzazione dei diritti
della persona e per il funzionamento del sistema democratico;
- che la realizzazione delle infrastrutture della comunicazione,
l'alfabetizzazione alle nuove forme di comunicazione, la produzione
di identita' culturale possono essere elementi fondamentali per la
modernizzazione del Paese e per la crescita della sua economia;

considerato
- che la missione di servizio pubblico affidata alla concessionaria
si compone di un insieme organico e indivisibile di compiti ed
obblighi, determinati dalle disposizioni contenute nelle leggi
generali e speciali regolatrici della materia e nella Convenzione
accessiva alla concessione ed ulteriormente specificati nel
presente contratto di servizio e nelle convenzioni aggiuntive
stipulate con la pubblica amministrazione tenendo conto degli
indirizzi impartiti dalla Commissione parlamentare per l'indirizzo
generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi ai sensi della
normativa vigente;
- che le attivita' di servizio pubblico nel settore radiotelevisivo
sono essenzialmente finalizzate ad arricchire la dinamica formativa
dell'identita' culturale, intesa quale insieme dei valori,
linguaggi e comportamenti - in particolare quelli richiamati dalla
Carta costituzionale - della collettivita' nazionale ed aperti agli
apporti innovativi conseguenti all'inserimento nella dimensione
europea;
- che nel nuovo scenario economico e sociale, la concessionaria deve
continuare a garantire, anche in forme nuove, secondo criteri di
pluralismo interno, di completezza e di obiettivita', quei fini di
ordine informativo, culturale e sociale che l'hanno storicamente
contraddistinta dagli altri operatori della comunicazione;
- che e' dovere esplicito del sistema pubblico radiotelevisivo
garantire la manifestazione delle variegate realta' del mondo del
lavoro, sociali e culturali emergenti che si trovano in condizione
di debolezza sul piano degli strumenti informativi, con particolare
attenzione a quelle relative al volontariato, femminismo,
ambientalismo, problemi della terza eta', immigrazioni e rapporti
Nord Sud;

considerato
- che le finalita' generali del servizio pubblico possono essere
cosi' sintetizzate:
- garantire, nell'ambito del sistema pluralistico degli operatori
della comunicazione, un'informazione imparziale, completa ed
indipendente;
- dare una rappresentazione piu' ampia possibile delle diverse
istanze politiche, sociali e culturali presenti nella societa' e
contribuire alla formazione di una coscienza critica;
- promuovere, anche attraverso una specifica attenzione alle
tematiche del senso civico e della storia della collettivita'
nazionale, la piena identita' culturale del Paese, la formazione
permanente, l'alfabetizzazione multimediale, il libero accesso del
pubblico agli eventi di interesse generale, in modo da contribuire
all'arricchimento dei contenuti e all'effettivita' del fondamentale
diritto di cittadinanza;
- promuovere le capacita' produttive, creative e culturali del Paese,
favorendo uno sviluppo equilibrato del sistema nazionale della
comunicazione audiovisiva, al contempo assecondando quello del
sistema europeo, al fine di evitare che il progresso tecnologico e
la moltiplicazione delle offerte possano portare alla
marginalizzazione dell'uno e dell'altro sistema;
- promuovere lo sviluppo tecnologico del settore, con iniziative in
grado di favorire l'innovazione e la sperimentazione nel campo
della multimedialita';
- promuovere la diffusione nel mondo della lingua e della cultura
italiane, anche attraverso strumenti e modalita' innovative;

considerato
- che le finalita' generali sopra richiamate si specificano nei
seguenti obiettivi piu' particolari:
- sperimentare nuovi sistemi di trasmissione e diffusione dei segnali
radiofonici e televisivi, in particolare nel campo delle tecnologie
digitali;
- sviluppare un tipo di offerta che sia in grado di realizzare nei
diversi generi della programmazione un costante aumento della
qualita' complessiva, potendo a tal fine la concessionaria
avvalersi di sistemi per la misurazione di specifici parametri ed
indicatori sulla qualita' percepita e per il monitoraggio delle
opinioni spontanee del pubblico e di organismi consultivi quali la
Consulta Qualita', finalizzati al controllo ed alla
riqualificazione dell'offerta;
- sviluppare un'offerta caratterizzata da completezza e varieta',
capace di raggiungere obiettivi diversificati e in grado di
rispondere ai bisogni differenziati del pubblico;
- promuovere e diffondere la conoscenza della lingua e della cultura
italiane nel mondo attraverso la rappresentazione dei diversi
aspetti delle realta' imprenditoriali, culturali e sociali del
Paese;
- interpretare i nuovi bisogni legati alla dimensione locale e
territoriale e le tematiche che contraddistinguono la complessita'
delle diverse esigenze sociali, anche mediante la piu' appropriata
utilizzazione, ad opera della concessionaria, della propria rete
regionale per consentire un'efficace espressione delle diverse
vocazioni che provengono dal territorio al fine di apportare
maggiore ricchezza anche alla programmazione nazionale;
- operare nel rispetto e per la valorizzazione delle minoranze
linguistiche;

considerato
- che la concessionaria sviluppa la qualita' del servizio pubblico in
tutte le sue produzioni ed e' impegnata a perseguire obiettivi di
qualita' della programmazione anche come parametro per competere
nel mercato degli ascolti;
- che la concessionaria, per realizzare la missione di servizio
pubblico, svolge le proprie attivita' in ambito sia regionale sia
nazionale sia internazionale secondo criteri di efficienza, di
produttivita' e di economicita' e con logiche di autonomia
imprenditoriale;
- che la concessionaria opera, nelle aree di attivita' non impegnate
dai compiti e dai vincoli di servizio pubblico a norma delle sopra
richiamate disposizioni che ne definiscono l'ambito, secondo una
logica competitiva, mantenendo la compatibilita' con le finalita'
generali sopra richiamate, nel rispetto delle leggi generali
regolatrici della materia;
- che i risultati in termini di efficienza e di competitivita'
conseguiti dalla concessionaria al di fuori dei compiti di servizio
pubblico costituiscono elemento essenziale per garantire
economicita' ed efficacia anche nello svolgimento dei compiti
predetti;
- che la concessionaria definisce la propria struttura organizzativa,
ferma restando l'unitarieta' del servizio pubblico, in coerenza con
le disposizioni nazionali e comunitarie, per assicurare la
necessaria trasparenza nell'utilizzazione delle risorse, attraverso
opportune forme di distinzione organizzativa, contabile o
societaria tra le attivita' finanziate da risorse di natura
pubblica e le attivita' finanziate dal mercato;

tanto premesso e considerato, si conviene e si stipula quanto
appresso.

CAPO I. - Principi generali

Art. 1
Principi generali

1. La concessionaria espleta i servizi in concessione alle
condizioni previste dalla Convenzione e dal presente contratto, nel
rispetto delle prescrizioni e dei principi contenuti nelle
disposizioni legislative e regolamentari in materia di
radiodiffusione e di telecomunicazioni, nonche' delle direttive
comunitarie, degli accordi internazionali e delle norme tecniche,
emanate dagli organismi nazionali ed internazionali competenti in
materia.
2. Il presente contratto viene stipulato assumendo a riferimento
il quadro macroeconomico di medio termine definito dai documenti di
programmazione del Governo, con particolare riguardo alla dinamica
del prodotto interno lordo, al tasso di inflazione, nonche' ad altri
eventuali specifici parametri del settore radiotelevisivo.
3. Il presente contratto stabilisce le modalita' di raggiungimento
degli obiettivi indicati nella Convenzione in materia di assetti
industriali, finanziari e di produttivita' aziendale, nonche' di
miglioramento della qualita' del servizio considerando, ove
pubblicati, anche i migliori risultati delle corrispondenti realta'
europee comparabili alla concessionaria, con riferimento, a titolo
esemplificativo, almeno alle seguenti macro aree: livello e andamento
della redditivita' operativa, livello e andamento dell'indebitamento
finanziario, struttura ed evoluzione delle differenti tipologie di
costo afferenti la gestione operativa, livello e andamento della
produttivita' dei principali fattori produttivi impegnati,
caratteristiche tecniche e qualitative di erogazione del servizio,
livelli medi dei canoni di abbonamento, ove applicati.

CAPO II. - Programmazione e servizi

Art. 2
Programmazione televisiva

1. La concessionaria si impegna, con decorrenza dalla data di
efficacia del presente contratto, ad un'offerta televisiva
costantemente aggiornata sulla base delle esigenze dei telespettatori
e della societa', mediante un processo di ridefinizione dei modelli
di prodotto e attraverso un'azione di innovazione e sperimentazione,
che tenga conto di appositi indicatori periodici di qualita' dei
programmi del monitoraggio delle opinioni spontanee del pubblico,
anche avvalendosi della Consulta Qualita', e garantira' in tutte le
forme di informazione, compresi i telegiornali, sia adeguati livelli
di qualita' sia il rispetto dei principi di completezza, onesta',
obiettivita' e veridicita' dell'informazione. La concessionaria si
impegna a consolidare la propria missione educativa ed informativa,
rafforzando la struttura della sua offerta di informazione, cultura,
spettacolo nella direzione della qualificazione del prodotto legata
alle caratteristiche del servizio pubblico. Una particolare
attenzione sara' riservata ai temi dell'alfabetizzazione informatica
ed all'educazione alla comunicazione.
2. Nel contesto dell'accentuazione del proprio ruolo produttivo,
creativo, educativo, culturale, che utilizza come linea guida il
concetto della qualita' che attraversi orizzontalmente tutti i
comparti, dall'ideazione al doppiaggio e tutti i generi dell'offerta
televisiva, la concessionaria dovra' garantire la differenziazione
della programmazione sui diversi canali televisivi per diffusione
terrestre, tenendo prioritariamente conto dei seguenti macro-generi
televisivi:
a) telegiornali: appuntamenti di informazione quotidiana, interna ed
estera, tramite le testate giornalistiche della concessionaria che
coprano l'intero arco della giornata con cadenza sistematica,
garantiscano la necessaria copertura in tutte le fasce orarie e
non siano interrotti, al loro interno, dalla trasmissione di
messaggi pubblicitari;
b) informazione: inchieste, rubriche, programmi di attualita',
costume e societa', dibattiti, ecc. In questo ambito rientrano
anche le rubriche di approfondimento di rete e di testata e i
programmi informativi dedicati all'informazione sull'attivita'
degli organi istituzionali nonche' delle Regioni e delle Autonomie
locali e all'informazione parlamentare;
c) cultura: programmi che trattino i temi della scienza, della
storia, dell'arte, dell'ambiente e che dedichino adeguati spazi di
programmazione ai piu' significativi eventi nei settori delle
opere teatrali, musicali, liriche, cinematografiche, letterarie,
delle arti figurative e del balletto, ai programmi educativi,
didattici, di formazione professionale. In questo ambito rientrano
anche i prodotti cinematografici e di fiction (tv movie, serie,
miniserie, serial, ecc.) di produzione italiana ed europea,
nonche' quelli di particolare livello artistico o che siano
ispirati a tematiche sociali di chiara evidenza e i documentari.
Le quote di trasmissione dovranno rispettare le normative vigenti;
d) servizio: programmi e rubriche di attualita', di costume e di
interesse sociale che trattino, con linguaggi e formati
differenziati, tematiche di interesse generale con particolare
riguardo ai bisogni della collettivita' (per esempio, gli anziani,
la salute, il lavoro, l'ambiente, le pensioni, il fisco, la casa,
i rapporti tra pubbliche amministrazioni e cittadino) e delle
fasce deboli. In questo ambito sono considerate anche le rubriche
religiose, speciali notiziari per i non udenti e programmi
destinati a particolari malattie di impatto sociale. Nel genere
televisivo "servizio" rientrano anche programmi del genere
"intrattenimento" (musicali, rotocalchi, varieta) purche' con
carattere di straordinarieta' e chiaramente dedicati a particolari
tematiche di carattere sociale;
e) bambini e giovani: programmi specifici che tengano conto delle
esigenze e della sensibilita' della prima infanzia e dell'eta'
evolutiva e programmi, riguardanti tutti i generi televisivi,
indirizzati allo specifico target di pubblico di bambini e
giovani, inclusi i programmi contenitori di prodotti di acquisto
(cartoni, fiction, ecc.) qualora destinati alla visione familiare;
f) sport: programmi e telecronache degli avvenimenti sportivi
nazionali ed internazionali riguardanti sia gli eventi di
principale richiamo sia le discipline cosiddette "minori",
nell'ottica anche della valorizzazione del ruolo sociale e
formativo dello sport.

3. La concessionaria si impegna a destinare non meno del 65 per
cento della propria programmazione complessiva annuale televisiva e
non meno dell'80 per cento per la terza rete - programmazione
classificata per generi secondo le attuali codifiche utilizzate dalla
concessionaria - ai programmi di cui alle lettere a), b), c), d), e),
f) del comma 2 e trasmessi in orari di buon ascolto compresi quelli
di "prime time". La programmazione di cui al comma precedente dovra'
essere distribuita in tutti i periodi dell'anno e in tutti gli orari,
con particolare attenzione tra le ore 7 e le 23, e ripartita in forma
equilibrata tra le reti, inclusa quella di maggiore ascolto.
4. Con riferimento al palinsesto, elaborato nel rispetto dei
principi del presente articolo e dei successivi articoli 5 e 6, la
concessionaria e' tenuta a trasmettere per ciascun semestre, entro i
successivi tre mesi, dettagliata informativa, riferita a ciascuna
rete televisiva terrestre, che indichi il numero di ore
effettivamente trasmesse con l'indicazione percentuale rispetto al
totale nel periodo considerato, per ciascuna delle seguenti tipologie
di offerta: telegiornali, informazione, sport, cultura, bambini e
giovani, servizio, film e fiction, documentari, intrattenimento. La
concessionaria, inoltre, si impegna a trasmettere annualmente una
relazione sui criteri di allocazione delle risorse da canone per
ciascuna rete. Per ciascun periodo, e con il dettaglio sopra
specificato, dovra', inoltre, essere fornito il dato relativo alla
diffusione media giornaliera. Sulla base dei dati di cui al presente
comma la Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la
vigilanza dei servizi radiotelevisivi puo', nei limiti della
normativa vigente, formulare motivate proposte alla concessionaria in
ordine all'attuazione del presente articolo.

Art. 3
Programmazione radiofonica

1. La concessionaria si impegna a definire per ogni canale una
specifica missione di servizio pubblico, nel settore della
radiofonia, a mantenere e consolidare una funzione di orientamento e
di stimolo del processo di modernizzazione nello scenario della
digitalizzazione e della multimedialita', ad ampliare il contenuto
dell'offerta sperimentando nuovi format in relazione alle esigenze
manifestate dall'utenza, anche in considerazione dell'avvio del
digital audio broadcasting (DAB), anche attraverso un'adeguata
sperimentazione in onda. La concessionaria si impegna, inoltre, a
garantire un'offerta diversificata e qualificante rispondente alle
istanze culturali presenti nel Paese che realizzi la tipica missione
formativa, informativa e di intrattenimento qualificato del servizio
pubblico, a vantaggio dell'intero sistema della comunicazione
radiofonica in Italia e all'estero.
2. La concessionaria prevedera', nell'ambito della propria
programmazione, l'utilizzo delle reti via cavo in via di
realizzazione nelle grandi aree metropolitane e dei canali
satellitari, per realizzare un'ampia programmazione radiofonica.
3. La programmazione radiofonica della concessionaria si articola
essenzialmente su quattro grandi tipologie di offerta, all'interno
delle quali si possono individuare generi piu' specifici di prodotto
anche al fine di consentire una migliore fruizione dell'offerta e
quindi anche la giusta assimilazione dei temi e dei contenuti
proposti:
a) informazione: giornali radio, sia a cadenza sistematica sia con
caratteristiche di "flusso", rubriche di approfondimento tematico,
reportage, inchieste, "fili diretti" e dibattiti, rubriche e
servizi sull'attivita' degli organi istituzionali, programmi e
rubriche dedicate alle varie discipline sportive;
b) cultura e societa': programmi legati alla scienza, alla
letteratura, al teatro e alla musica in primo luogo classica,
fiction radiofonica, documentari e rievocazioni storiche, che
valorizzino anche le potenzialita' degli archivi della
concessionaria. Rubriche e "talk show" che, trattando temi sociali
e di costume, anche rivolti al mondo dei giovani, stabiliscano il
necessario collegamento con la popolazione e con il territorio;
c) intrattenimento e divulgazione: programmi di rivista e varieta',
giochi, commedie musicali e musica leggera nei suoi diversi
generi. In questo ambito rientrano anche programmi di riflessione
sugli avvenimenti sociali, politici e culturali realizzati con
forme e strumenti innovativi capaci di ampliare il dibattito
sull'evoluzione culturale del Paese;
d) servizio: programmi e rubriche di pubblica utilita' dedicate sia a
temi di particolare interesse sociale (salute, lavoro, previdenza,
fisco, ecc.), sia a specifici target di utenza (non vedenti,
anziani, emarginati, agricoltori, ecc.). In questo ambito sono
ricondotte anche le rubriche religiose e tutte le iniziative
rivolte all'utenza mobile, alla sicurezza e, in generale, al
miglioramento della qualita' della vita.

4. Con riferimento al palinsesto, elaborato nel rispetto dei
principi fissati dai commi 1 e 3 del presente articolo, la
concessionaria e' tenuta a trasmettere per ciascun semestre, entro i
successivi tre mesi, dettagliata informativa circa il numero di ore
effettivamente trasmesse, con l'indicazione percentuale rispetto al
totale nel periodo considerato, per ciascuna delle seguenti tipologie
di offerta: informazione; cultura e societa'; intrattenimento e
divulgazione; servizio. Per ciascun periodo e con il dettaglio sopra
specificato dovra' inoltre essere fornito il dato relativo alla
diffusione media giornaliera.
5. Allo scopo di mantenere l'attuale servizio di filodiffusione di
programmi radiofonici, in attesa dello sviluppo di nuove tecnologie
trasmissive via cavo, la concessionaria continuera' a provvedere alla
manutenzione degli impianti e alla necessaria verifica con i gestori
telefonici dei problemi di compatibilita' con altri segnali che
transitano nei supporti degli stessi gestori telefonici.

Art. 4
Programmazione Televideo

1. Nell'ambito della programmazione televisiva e' anche incluso il
servizio Televideo che, sfruttando le righe di cancellazione di
quadro, trasmette: informazione, cultura, spettacolo, sport,
economia, informazioni di servizio, sottotitoli per non udenti e per
comunita' straniere. Sulla rete regionalizzata il Televideo trasmette
anche servizi regionali o locali. La concessionaria, nel rispetto
dell'autonomia della testata giornalistica, dedichera', nel quadro
degli indirizzi della Commissione Parlamentare per l'indirizzo
generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi relativi alle
trasmissioni dell'accesso al servizio pubblico, anche nei servizi di
Televideo una particolare attenzione alle esperienze
dell'associazionismo e del volontariato sulla base del regolamento
approvato dalla predetta Commissione Parlamentare nella seduta del 29
aprile 1999. Gli eventuali spazi pubblicati a pagamento nei servizi
di Televideo andranno evidenziati come tali.

Art. 5
Programmazione televisiva per bambini e giovani

1. Nell'ambito del riconoscimento del diritto prevalente alla
tutela dello sviluppo fisico, psichico e morale dei minori, la
concessionaria si impegna a realizzare, all'interno delle quote di
programmazione televisiva indicate all'articolo 2, con l'ausilio di
esperti particolarmente qualificati, programmi per bambini e giovani
che rispettino le esigenze e la sensibilita' della prima infanzia e
dell'eta' evolutiva, anche tenendo conto degli indirizzi degli organi
istituzionalmente preposti in materia di tutela dei minori e del
codice di autoregolamentazione relativo al rapporto tra televisione e
minori approvato dalla concessionaria. Nel riconoscimento del diritto
prevalente di cui sopra, anche nelle fasce orarie di trasmissione non
specificamente dedicate ai minori compresa la programmazione del
prime time, la concessionaria dovra' dedicare particolare attenzione
critica ai messaggi di violenza ed intolleranza veicolati
direttamente ed indirettamente dal mezzo radiotelevisivo ed alla loro
influenza sulle fasce deboli e sui minori. La concessionaria si
impegna, altresi', ad un controllo qualitativo e preventivo sul
contenuto, i tempi e le modalita' di trasmissione dei messaggi
pubblicitari affinche' questi rispondano a criteri di responsabilita'
e rispetto della dignita' dei bambini e non mettano in pericolo
l'equilibrato sviluppo della loro personalita'. Al fine di garantire
il discernimento del messaggio pubblicitario anche per le fasce della
prima infanzia la concessionaria si impegna a contraddistinguere
nella programmazione di cui al presente comma la pubblicita' con
percepibili marchi visivi e sonori e ad evitare telepromozioni curate
dai conduttori delle trasmissioni. In particolare si impegna a non
irradiare nelle ore di buon ascolto da parte dell'infanzia e
dell'adolescenza, durante le trasmissioni a loro dedicate, ed in
prossimita' delle stesse, programmi promo e trailer in contrasto con
i principi descritti.
2. In attuazione degli impegni di cui al comma 1, la
concessionaria sviluppera' specifici progetti, realizzati anche
grazie all'ausilio di esperti particolarmente qualificati e di
organismi di consultazione sulla qualita' delle trasmissioni, che
prevedano, oltre agli speciali telegiornali per bambini e giovani
gia' prodotti, anche la sperimentazione di nuovi programmi.
2-bis. Ai fini di cui al presente articolo, la concessionaria
potra' avvalersi di commissioni, di esperti particolarmente
qualificati, proposti per almeno il 55 per cento dal Consiglio
nazionale degli utenti, tra genitori, educatori e cittadini-utenti.
Tali organismi avranno anche il compito di esprimere pareri sulla
programmazione per i minori e sul rispetto delle norme e delle
disposizioni interne volte alla loro tutela.
2-ter. La concessionaria e' tenuta a sperimentare spazi di
programmazione dedicati all'infanzia e alla famiglia, ed a comunicare
alla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza
dei servizi radiotelevisivi nella relazione bimestrale di cui
all'articolo 1, comma 5, della legge 23 dicembre 1996, n. 650 le
linee di programmazione per i minori che intende realizzare e le
iniziative adottate.

Art. 6

Programmazione speciale dedicata alle persone disabili
sul piano sensoriale ed alle fasce deboli

1. Nell'ambito delle quote di programmazione indicate agli
articoli 2 e 3, la concessionaria si impegna a dedicare adeguati
spazi nonche' a trasmettere speciali programmi dedicati alle persone
disabili sul piano sensoriale ed alle fasce deboli, attraverso il
consolidamento delle iniziative gia' attuate ai sensi del contratto
di servizio 1997-1999 e lo sviluppo di nuove forme di offerta di
programmazione che tengano conto delle esigenze della categoria. In
particolare deve essere realizzato un incremento della copertura
quotidiana di speciali telegiornali con presenza di traduttore in
video, delle speciali pagine dedicate da Televideo ai non udenti e,
attraverso un apposito software, ai non vedenti, della
sottotitolazione e dell'audiodescrizione, anche attraverso l'impiego
della diffusione radiofonica in modulazione di ampiezza, di programmi
dei diversi generi dell'offerta televisiva in misura crescente nel
triennio di almeno il 10 per cento rispetto al numero di ore
rispettivamente sottotitolate e audiodescritte nel 1999. La
concessionaria, inoltre, si impegna ad avviare gradualmente la
sottotitolazione in diretta di almeno un telegiornale nella fascia
serale nonche' l'accompagnamento con messaggi audio delle
informazioni di utilita' sociale trasmesse in sovraimpressione. In
generale i problemi delle persone disabili sul piano sensoriale e
delle fasce deboli dovranno trovare adeguati spazi all'interno dei
diversi generi dell'offerta radiofonica e televisiva.

Art. 6 bis
(Programmazione per cittadini stranieri)

La concessionaria si impegna a dedicare nella programmazione delle
reti televisive e radiofoniche una particolare attenzione,
eventualmente con appositi spazi in lingua straniera, alle
problematiche sociali, religiose, occupazionali dei cittadini
stranieri, comunitari ed extracomunitari presenti in Italia anche al
fine di promuovere processi di integrazione e di garantire adeguate
informazioni sui diritti e i doveri dei cittadini immigrati.

Art. 7
Programmazione televisiva per l'estero

1. La concessionaria, al fine di garantire la piu' ampia
diffusione e conoscenza della lingua, della cultura e dell'economia
del Paese nel contesto internazionale, nonche' un adeguato livello di
informazione delle comunita' italiane all'estero sull'evoluzione
della societa' italiana curera', nell'ambito delle convenzioni
stipulate con la Presidenza del Consiglio dei Ministri o di altre
convenzioni, adeguati programmi televisivi, utilizzando i piu'
moderni mezzi trasmissivi e diffusivi. La concessionaria si impegna a
sperimentare, anche nell'ambito di convenzioni aggiuntive a quelle di
cui sopra, nuove forme di programmazione per l'estero che consentano
di portare la cultura italiana anche ad un piu' vasto pubblico
internazionale. Le attivita' effettuate verranno comunicate
annualmente alle amministrazioni dello Stato competenti.

Art. 8
Servizio radiofonico OC e OM notturno per l'estero

1. La concessionaria effettua, per conto della Presidenza del
Consiglio dei Ministri e sulla base di apposite convenzioni, servizi
radiofonici per gli italiani residenti all'estero al fine di
garantire la piu' ampia diffusione e conoscenza della lingua, della
cultura e dell'economia del Paese nel contesto internazionale.
2. I servizi radiofonici vengono diffusi in onda corta attraverso
gli impianti RAI di Roma Prato Smeraldo, in onda media notturna
attraverso gli impianti RAI di Roma Santa Palomba e Milano Siziano, e
attraverso stazioni relay.
3. La concessionaria, al fine del miglioramento del servizio in
onda corta (OC) e relay, sulla base del progetto di massima gia'
approvato dal Ministero, provvedera' alla realizzazione di tale
progetto nell'ambito di una autorizzazione e di un apposito
finanziamento da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Art. 9
Prodotti audiovisivi italiani ed europei

1. In attuazione delle disposizioni della legge 30 aprile 1998, n.
122, articolo 2, comma 5, la concessionaria e' tenuta a destinare nel
periodo di vigenza del presente contratto una percentuale minima del
20 per cento dei proventi complessivi dei canoni di abbonamento a
investimenti finalizzati alla produzione, secondo le definizioni di
cui al comma 2, di opere audiovisive italiane ed europee, compresi i
film in misura non inferiore al 40 per cento della quota minima di
investimento come sopra determinata ed i cartoni animati
appositamente prodotti per la formazione dell'infanzia in misura non
inferiore all'8 per cento annuo. Qualora l'evoluzione del mercato di
riferimento evidenzi tendenze non compatibili con tale ultima quota,
su documentata richiesta della concessionaria verra' istituita una
commissione per la revisione della stessa composta pariteticamente da
rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del
Ministero del Tesoro, del Ministero e della concessionaria. La
suddetta quota del 40 per cento e' dedicata per almeno il 51 per
cento ai film destinati all'utilizzo prioritario nelle sale
cinematografiche.
2. Ai fini della presente norma si intendono:
a) per proventi complessivi dei canoni di abbonamento, il gettito
derivante dalle quote sull'ammontare degli abbonamenti ordinari di
competenza della concessionaria relativi all'offerta televisiva
terrestre, al netto del canone di concessione;
b) per produzione italiana ed europea di audiovisivi, i diritti su
film, fiction, documentari, cartoni, lirica, musica, teatro,
prodotti o coprodotti in Italia o nell'ambito comunitario, con
particolare attenzione ai produttori indipendenti come definiti
dall'articolo 2, comma 4, della legge 30 aprile 1998, n. 122;
c) per investimenti, la configurazione di costo che comprende gli
importi corrisposti a terzi per l'acquisto dei diritti e
l'utilizzazione delle opere, i costi per produzione esterna, i
costi per produzione interna e gli specifici costi di promozione e
distribuzione nonche' i costi per l'edizione e le spese accessorie
relative ai prodotti di cui sopra.

3. La acquisizione di opere nazionali ed europee dovra' essere
effettuata nel rispetto della normativa europea e nazionale, ed in
particolare al fine della incentivazione, difesa e promozione della
produzione nazionale ed europea di cui alle premesse, nonche' al
precedente articolo 2.

Art. 10
Tutela della riservatezza e della dignita' delle persone

1. La concessionaria si impegna a tutelare compiutamente, nelle
sue trasmissioni, la riservatezza e la dignita' delle persone e
provvede a vigilare sull'effettiva applicazione delle norme contenute
nella legge 31 dicembre 1996, n. 675, e dei relativi regolamenti
esecutivi, nonche' dei propri codici di autoregolamentazione.

Art. 11
Iniziative per la valorizzazione delle culture locali

1. La concessionaria assume e promuove, nell'ambito delle proprie
trasmissioni, iniziative intese a diffondere ed a valorizzare le
diverse realta' culturali e sociali esistenti a livello locale in
stretta collaborazione con le Regioni, le Province, i Comuni, le
Universita' e gli enti culturali nonche' le concessionarie
radiotelevisive locali, anche in coordinamento per una maggiore
diffusione in ambito locale.
2. Manifestazioni direttamente o indirettamente collegate alla
programmazione nazionale e regionale sono intese alla promozione del
turismo e dell'artigianato delle produzioni agroalimentari di
qualita', ed alla valorizzazione di tutte le iniziative volte al
riconoscimento ed alla diffusione delle identita' culturali locali.
3. La concessionaria promuove la stipulazione di convenzioni, con
onere in tutto o in parte a carico degli enti interessati, in ambito
regionale e comunale, intese alle finalita' di cui ai commi
precedenti. Anche al fine di evitare ogni pericolo di pubblicita'
ingannevole e di non precisa distinzione del messaggio oggetto delle
convenzioni con i soggetti di cui all'art. 2, comma 4, del decreto
ministeriale 9 dicembre 1993, n. 581, rispetto all'insieme dei
programmi, la relativa programmazione deve avvenire al di fuori dei
normali programmi di informazione di testata e di rete ed essere
immediatamente identificabile come tale Nella realizzazione delle
convenzioni va tenuto conto di un elemento di equilibrio e di
diffusione territoriale. I messaggi diffusi a cura delle
amministrazioni locali, tramite il servizio televideo, devono avere
ad oggetto l'informazione sui servizi di pubblica utilita'.
4. La concessionaria effettua, per conto della Presidenza del
Consiglio dei Ministri e sulla base di apposite convenzioni, servizi
per le minoranze linguistiche, cosi' come previsto dalla legge 14
aprile 1975, n. 103, e si impegna, comunque, ad assicurare una
programmazione rispettosa dei diritti delle minoranze linguistiche
nelle zone di appartenenza. Con riferimento alla applicazione della
legge 15 dicembre 1999, n. 482, le parti si impegnano a modificare
congiuntamente la Convenzione e il contratto di servizio.
5. La concessionaria, in ottemperanza al comma 9 dell'articolo 3,
della legge 31 luglio 1997, n. 249, prevede apposite soluzioni per le
Regioni Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia e per le Province
Autonome di Trento e Bolzano, d'intesa con le Regioni e Province
Autonome, a tutela delle minoranze linguistiche e in una logica di
cooperazione transfrontaliera.

Art. 12
Partecipazioni a iniziative europee

1. La concessionaria partecipa ai programmi ed alle iniziative
assunti nelle sedi dell'Unione Europea e del Consiglio d'Europa e
cura la tempestivita' degli adempimenti connessi alla utilizzazione
dei relativi contributi.
2. Con riguardo alla partecipazione ai programmi e alle iniziative
di cui al comma 1, la concessionaria si impegna a fornire annualmente
dettagliata informativa circa lo stato di evoluzione dei propri
progetti di ricerca e sviluppo.
3. La concessionaria promuove la propria partecipazione a
programmi di produzione nazionale ed internazionale, che valorizzino
la cultura e il patrimonio artistico e culturale italiano, con
particolare attenzione alle iniziative destinate al bacino del
Mediterraneo.

Art. 13
Servizi speciali per la mobilita'

1. La concessionaria si impegna a dedicare adeguati spazi nella
programmazione televisiva e radiofonica per la diffusione di
informazioni riguardanti le condizioni del traffico e della
viabilita'.
2. I notiziari radiofonici sulla viabilita' delle autostrade,
superstrade, tangenziali e snodi cittadini e i consigli sulla
sicurezza stradale sono trasmessi dal servizio isoradio nel corso di
programmi ripetuti dalle reti nazionali. Il servizio isoradio viene
svolto attraverso la rete di impianti di cui all'allegato A.
3. Tali programmi senza messaggi pubblicitari devono essere
trasmessi lungo il tracciato autostradale, le tangenziali e le zone
limitrofe.
4. La concessionaria si impegna a rendere disponibile il servizio
isoradio per tutte le esigenze di orientamento dell'utenza del
Dipartimento della protezione civile.
5. L'estensione del servizio isoradio, per quanto possibile
irradiato sul territorio impiegando la stessa frequenza, al tracciato
autostradale, alle tangenziali, e alle zone limitrofe non ancora
raggiunte ed il miglioramento della diffusione del servizio stesso
devono avvenire mediante l'installazione di impianti di potenza
irradiata adeguata, previa autorizzazione del Ministero che
assegnera' le necessarie frequenze tenendo conto a tal fine del
carattere specifico di pubblica utilita' del servizio isoradio.
6. Ai fini del perseguimento degli obiettivi di cui al comma 5 la
concessionaria appronta, anche sulla base di richieste provenienti
dal Ministero, su indicazione del Ministero dell'interno e del
Ministero dei lavori pubblici, piani di sviluppo della rete e li
presenta al Ministero.

Art. 14
Rete parlamentare

1. La concessionaria e' tenuta all'esercizio della rete riservata
esclusivamente a trasmissioni dedicate ai lavori parlamentari di cui
all'articolo 24 della legge 6 agosto 1990, n. 223, secondo le
modalita' della legge 11 luglio 1998, n. 224, mediante la rete di
impianti di cui all'allegato B.
2. I lavori parlamentari da trasmettere ed i criteri da seguire
nella programmazione sono determinati d'intesa dai Presidenti dei due
rami del Parlamento. Sul piano generale il palinsesto e la
programmazione dovranno essere improntati ad un rigoroso rispetto dei
doveri di imparzialita' ed equilibrio propri del servizio pubblico.
La concessionaria e' impegnata a pubblicizzare l'attivita' della rete
parlamentare anche attraverso le proprie reti radiofoniche e
televisive, in particolare nell'ambito delle trasmissioni di
informazione parlamentare.
3. Sulla base di piani esecutivi presentati al Ministero, e previa
autorizzazione da parte di questo, la rete di cui al comma 1 potra'
essere soggetta ad interventi mirati alla razionalizzazione degli
impianti, ottenuta con azioni di compatibilizzazione nell'uso delle
frequenze e anche attraverso operazioni di accorpamento degli
impianti della concessionaria. Gli interventi dovranno essere attuati
senza degradare la qualita' del servizio offerto su base non
interferenziale con altri legittimi utilizzatori dello spettro
radioelettrico, e con particolare riguardo alla salvaguardia della
salute umana e della tutela del paesaggio.
4. La concessionaria potra' inoltre diffondere le trasmissioni
dedicate ai lavori parlamentari via Internet e via satellite in
analogico e/o in digitale.

CAPO III: Qualita' tecnica e gestione delle reti

Art. 15
Qualita' e disponibilita' tecnica del servizio

1. La concessionaria si impegna ad attuare per quanto di sua
competenza il vigente Piano nazionale di assegnazione delle frequenze
televisive secondo le norme legislative e regolamentari ed a
mantenere nelle zone servite dal segnale di radiodiffusione sonora e
televisiva un grado di qualita' del servizio, salvo le implicazioni
interferenziali non risolvibili con opere di compatibilizzazione
radioelettrica, non inferiore a 3, riferito ai livelli della scala
UIT-R (Unione Internazionale delle
Telecomunicazioni-Radiocomunicazioni),anche rinnovando e ammodernando
gli apparati e gli impianti delle reti, nonche' ad assicurare il
grado di qualita' 3 per le estensioni del servizio.
2. Nell'ambito della disponibilita' delle frequenze il Ministero
assicurera' alla concessionaria le frequenze necessarie
all'espletamento del servizio concesso e per risolvere le situazioni
interferenziali piu' importanti allo scopo di migliorare il grado
minimo di qualita' del servizio.
3. La concessionaria, al fine di assicurare la fornitura del
servizio di radiodiffusione sonora e televisiva, esercisce gli
impianti di trasmissione e diffusione del segnale televisivo e
radiofonico individuati negli allegati C e D da rendere coerenti con
il Piano nazionale di assegnazione delle frequenze televisive secondo
le norme legislative e regolamentari.
4. La concessionaria si impegna a fornire con cadenza annuale al
Ministero tutta la documentazione proveniente dal monitoraggio della
qualita' dei servizi di radiodiffusione e dalle elaborazioni
statistiche, con indicazioni circa il grado di estensione dei servizi
in funzione della qualita' di ricezione riferita ai livelli della
scala di qualita' UIT-R e circa l'andamento della situazione
interferenziale e dei disturbi dei servizi.
5. La concessionaria si impegna a presentare, con cadenza annuale,
i valori della disponibilita' del servizio misurati utilizzando gli
indicatori di qualita' concordati con il Ministero (allegato E).
6. Ai fini della verifica degli adempimenti previsti dagli
articoli 13, 16, 17, 18, 19 e 28, la concessionaria si impegna a
fornire annualmente al Ministero la rappresentazione cartografica su
supporto magnetico delle aree di copertura dei servizi.
7. Il Ministero potra' avvalersi, in generale, anche della
collaborazione tecnica della concessionaria ai fini della
compatibilizzazione radioelettrica e del coordinamento delle
radiofrequenze, con le relative risorse tecnologiche, umane e
finanziarie.
8. La concessionaria si impegna inoltre a trasmettere con cadenza
annuale una relazione contenente i dati relativi:
a) alle condizioni di ricezione dei propri programmi radiofonici e
televisivi nel territorio nazionale a livello di provincia;
b) agli elementi che localmente degradano la qualita' della
ricezione.

Art. 16
Copertura del servizio di radiodiffusione televisiva

1. Il grado di copertura del servizio di radiodiffusione
televisiva deve essere non inferiore al 99 per cento della
popolazione per ciascuna delle tre reti televisive nazionali. La
terza rete televisiva deve raggiungere un grado medio di copertura
regionale prossimo al 97 per cento della popolazione.
2. La concessionaria si impegna, laddove sia riscontrata
l'effettiva carenza del servizio, ad estenderne localmente la
copertura ai centri abitati con popolazione non inferiore ai 300
abitanti, secondo i criteri di economicita' degli investimenti e di
contenimento dei costi di gestione e previo apporto, da parte degli
enti locali competenti, delle infrastrutture necessarie
all'installazione degli impianti di diffusione.
3. Per gli scopi di cui ai commi 1 e 2 ed anche ai fini di cui
all'articolo 19, comma 1, lettera a) della legge 14 aprile 1975, n.
103 e dell'articolo 1, comma 9, della legge 31 dicembre 1996, n. 650
la concessionaria potra' avvalersi di convenzioni o contratti con le
Regioni, le Province, i Comuni, le Comunita' montane o altri enti
locali o consorzi di enti locali nonche' con altri enti e soggetti,
che prevedano apporti di beni, diritti e servizi.
4. Ai fini del perseguimento degli obiettivi di cui ai commi
precedenti, la concessionaria appronta, anche sulla base delle
richieste provenienti dal Ministero, piani di estensione delle reti
di radiodiffusione televisiva e li presenta semestralmente al
Ministero.
5. L'adeguamento della rete degli impianti di radiodiffusione
televisiva analogica alle prescrizioni dettate dal Piano nazionale di
assegnazione delle frequenze televisive verra' effettuato secondo il
programma stabilito dall'Autorita' per le garanzie nelle
comunicazioni d'intesa con il Ministero entro il termine temporale
stabilito dalla normativa vigente con particolare riguardo alla
salvaguardia della salute umana ed alla tutela del paesaggio.

Art. 17

Copertura del servizio di radiodiffusione sonora
in modulazione di frequenza

1. Il grado di copertura del servizio di radiodiffusione sonora
assicurato per ciascuna delle tre reti radiofoniche in modulazione di
frequenza (FM) deve essere non inferiore al 99 per cento della
popolazione e la copertura del territorio deve essere non inferiore
all'80 per cento, privilegiando il sistema viario.
2. La concessionaria si impegna all'occorrenza a migliorare la
qualita' del segnale nelle aree gia' raggiunte dal servizio delle tre
reti radiofoniche in modulazione di frequenza, con il potenziamento
degli impianti esistenti su base non interferenziale con altri
legittimi utilizzatori dello spettro radioelettrico o con la
realizzazione di nuovi impianti previa assegnazione delle necessarie
nuove frequenze possibilmente contigue a quelle in uso dalla
concessionaria, secondo piani approntati a tal fine, anche sulla base
di richieste provenienti dal Ministero, presentati semestralmente al
Ministero.
3. La concessionaria e' impegnata a potenziare il servizio RDS
(Radio Data System) sulle tre reti radiofoniche in FM con
l'introduzione del sistema EON (Enhanced Other Network),
conformemente alle norme ETSI (European Telecommunications Standards
Institute) in base all'andamento del mercato dei ricevitori e secondo
indirizzi stabiliti in ambito europeo e per soddisfare eventuali
esigenze prospettate dal Ministero. La concessionaria potra'
sperimentare, anche in relazione a progetti dell'Unione Europea, il
servizio RDS-TMC (Traffic Message Channel) previa comunicazione al
Ministero.
4. Nel corso dell'attivita' di adeguamento della rete necessaria a
garantire il grado di copertura individuato al comma 1 con impianti
conformi alla normativa vigente in materia di elettrosmog e'
ammissibile una temporanea riduzione del suddetto grado di copertura.

Art. 18

Copertura del servizio di radiodiffusione sonora
in modulazione di ampiezza

1. Il servizio di radiodiffusione sonora in modulazione di
ampiezza viene svolto attraverso gli impianti onde medie e onde corte
riportati nell'allegato F.
2. Il servizio in onda media viene svolto da impianti che
estendono la copertura anche al di fuori del territorio nazionale. In
particolare, per la radiodiffusione in onde medie la concessionaria
deve mantenere il servizio diurno ad un grado di copertura nazionale,
riferito al primo programma, non inferiore al 95 per cento della
popolazione e all'80 per cento del territorio, e riferito al secondo
programma, non inferiore al 95 per cento della popolazione e al 78
per cento del territorio stimati in base ai riferimenti
internazionali riconosciuti; per il terzo programma la concessionaria
dovra' mantenere un grado di copertura della popolazione non
inferiore al 46 per cento, corrispondente ad una copertura del
territorio non inferiore al 10 per cento.
3. La concessionaria e' impegnata a presentare al Ministero delle
comunicazioni, entro il mese di dicembre 2000, i piani di risanamento
per l'adeguamento delle reti in onda media e in onda corta ai limiti
individuati dalla normativa vigente in materia di elettrosmog.

Art. 19

Servizio di diffusione radiofonica terrestre
in tecnica numerica ("DAB")

1. La concessionaria esercisce la rete degli impianti di cui
all'allegato G che diffonde servizi radiofonici in tecnica numerica
DAB-T (Digital Audio Broadcasting) in accordo con gli standard ETSI.
2. La concessionaria utilizza un blocco dedicato sulla rete di cui
al comma 1 irradiando un multiplex di programmi la cui composizione
terra' conto della normale programmazione radiofonica e dello
sviluppo del servizio in ambito nazionale ed europeo, impiegando la
residua capacita' trasmissiva per applicazioni di servizi
multimediali "DMB" (Digital Multimedia Broadcasting).
3. La concessionaria si impegna ad avviare da subito il progetto
di estensione della rete di cui al comma 1 al fine del raggiungimento
di un grado di copertura della popolazione pari al 45 per cento entro
il 31/12/2000 e del 60 per cento entro il 31/12/2001, garantendo la
continuita' del servizio e, ove possibile, la continuita' di
copertura. I piani di estensione verranno presentati semestralmente
al Ministero. L'attivazione dei nuovi impianti sara' preventivamente
autorizzata dal Ministero.
4. La concessionaria puo' assumere il ruolo di carrier nei
confronti di programmi di terzi attraverso l'assegnazione da parte
del Ministero di ulteriori blocchi o frequenze secondo criteri, tempi
e modalita' che saranno concordati con il Ministero.
5. La concessionaria, ove opportuno e d'intesa con il Ministero,
ricerchera' ed attuera' forme di collaborazione per la
sperimentazione tecnologica del servizio DAB-T, con particolare
riguardo all'utilizzazione della banda L, inclusi i servizi
multimediali di tipo datacast e DMB nonche' i servizi di cui al capo
IV del presente contratto, con societa', industrie, consorzi e
concessionari radiofonici privati, al fine di migliorare la qualita'
della fruizione del mezzo radiofonico in Italia e potenziare i
servizi offerti globalmente all'utenza.

Art. 20
Autorizzazione all'esercizio degli impianti

1. La concessionaria, al fine di raggiungere gli obiettivi
stabiliti negli articoli 13, 14, 15, 16, 17 e 18, del presente
contratto nonche' di realizzare modifiche (siti, frequenze e sistemi
irradianti) di impianti esistenti, presenta, con congruo anticipo
sulla data di realizzazione, un piano esecutivo dei singoli impianti
da realizzare e/o da modificare contenente in maniera dettagliata i
seguenti elementi:
a) principali caratteristiche radioelettriche;
b) area di servizio;
c) destinazione delle opere;
d) costi preventivati;
e) natura e caratteristiche del tipo di distribuzione adottata.
2. Il Ministero, entro novanta giorni dal ricevimento dei piani
esecutivi, rilascia un'autorizzazione provvisoria all'esercizio
dell'impianto. Detto termine puo' essere prorogato per una sola volta
per ulteriori trenta giorni qualora il Ministero richieda chiarimenti
e integrazioni che rendano necessario un supplemento di istruttoria;
la concessionaria e' tenuta a rispondere entro trenta giorni. Qualora
non si ritenesse di dover approvare il piano esecutivo verra' data
comunicazione alla concessionaria entro novanta giorni dal
ricevimento dello stesso ovvero entro gli ulteriori trenta giorni
suddetti nel caso di richiesta di chiarimenti ed integrazioni.
3. Il periodo di sperimentazione, necessario per la verifica della
compatibilita' radioelettrica dell'impianto con gli altri impianti
dei concessionari privati radiotelevisivi, e' di almeno due mesi
dalla data di comunicazione da parte della concessionaria
dell'attivazione dell'impianto. Constatata la compatibilita' di cui
sopra e tenuto conto delle problematiche di coordinamento
internazionale il Ministero rilascia l'autorizzazione definitiva
all'esercizio dell'impianto.
4. La concessionaria provvede a comunicare, con cadenza annuale,
il consuntivo delle opere realizzate e informazioni su quelle in
corso di cui ai commi 1, 2 e 3.
5. La concessionaria si impegna a potenziare, in termini di
capacita' trasmissiva e secondo criteri di economicita' di gestione e
sicurezza di esercizio, i collegamenti di tipo fisso necessari per la
produzione e la distribuzione, indicati nell'allegato H, sia con
l'impiego di nuove tecnologie sia ricorrendo all'uso di ogni tipo di
mezzo trasmissivo disponibile, al fine di soddisfare le esigenze di
servizio e di ridurre i collegamenti a rimbalzo e altresi' per
consentire al Ministero di soddisfare le esigenze derivanti
dall'introduzione di nuovi servizi nelle bande di frequenze ad essi
attribuite. La concessionaria eliminera' i collegamenti a rimbalzo,
nei casi in cui siano accertate interferenze con gli impianti di
radiodiffusione non risolvibili con opera di compatibilizzazione. In
relazione alle finalita' di cui al presente comma il Ministero terra'
comunque conto delle esigenze della concessionaria in particolar modo
per quanto riguarda gli impianti di diffusione dei programmi
regionali. La concessionaria si impegna a comunicare con cadenza
annuale le avvenute realizzazioni e quelle in corso.

Art. 21
Impiego dei collegamenti mobili

1. La concessionaria, per proprie esigenze o per conto di terzi,
esercisce collegamenti mobili realizzati con mezzi del tipo
trasportabile installati a bordo di automezzi in sosta o con mezzi in
movimento, funzionanti su base non interferenziale con altri
operatori. A consuntivo, con cadenza trimestrale, la concessionaria
indichera' per ciascun collegamento la frequenza impegnata, la
distanza delle tratte realizzate ove si impieghino mezzi non in
movimento, la distanza media delle tratte ove si impieghino mezzi in
movimento, la durata del servizio effettuato anche al fine del
pagamento del relativo canone, secondo le norme legislative e
regolamentari, nella misura stabilita dal Ministero.
2. La concessionaria, per proprie esigenze o per conto di terzi,
esercisce collegamenti simili a quelli precedenti per realizzare
collegamenti temporanei tra punti fissi. Con cadenza trimestrale la
concessionaria indichera' al Ministero i collegamenti eserciti ivi
comprese le nuove attivazioni e le avvenute disattivazioni di tali
collegamenti, indicando le frequenze impegnate, la distanza delle
tratte realizzate anche al fine del pagamento del relativo canone,
secondo le norme legislative e regolamentari, nella misura stabilita
dal Ministero.

Art. 22

Ruoli di "Programme Booking Centre" e di "Accounting Office "
per servizi internazionali

1. La concessionaria ha facolta' di curare nei confronti dei
gestori e degli operatori nazionali ed internazionali la raccolta di
richieste di circuiti per il trasporto di servizi televisivi da e per
l'estero o in transito per l'estero e la fornitura e supervisione di
detti circuiti (ruolo di "Programme Booking Centre") nonche' la
corrispondente contabilita' (ruolo di "Accounting Office"). Tale
attivita' non deve risultare di pregiudizio al regolare svolgimento
del servizio pubblico concesso e la concessionaria ne terra'
informato, con relazione annuale, il Ministero.


Art. 23
Realizzazione e manutenzione degli impianti

1. La concessionaria ha l'obbligo di realizzare gli impianti
necessari all'esercizio dei servizi in concessione a perfetta regola
d'arte, adottando ogni perfezionamento consentito dal progresso
tecnologico.
2. In particolare la societa' si impegna a rispettare le norme
tecniche nazionali comunitarie e internazionali concernenti la
materia, mantenendo efficienti le apparecchiature impiegate,
eseguendo in modo tempestivo la manutenzione ordinaria e
straordinaria delle apparecchiature stesse, sostituendole in caso di
degradazione delle relative prestazioni. Le apparecchiature
costituenti gli impianti radioelettrici dotati della prevista
marcatura CE devono essere omologate oppure autorizzate dal Ministero
nei casi di esercizio provvisorio.
3. La concessionaria procede nel dotare le proprie reti di tutti i
mezzi atti alla telesorveglianza e al telecontrollo necessari per il
buon funzionamento delle reti stesse.
4. La concessionaria puo' utilizzare, secondo le disposizioni di
legge e della Convenzione, previa autorizzazione del Ministero, in
comune con altri operatori i propri impianti. Tale uso comune deve
tendere ad una ottimizzazione generale degli impianti, anche ai fini
ambientali, purche' cio' non risulti di pregiudizio al migliore
svolgimento del servizio pubblico concesso e concorra alla
equilibrata gestione aziendale.

CAPO IV. - Nuove tecnologie e servizi

Art. 24
Ricerca

1. La concessionaria, come previsto dalla Convenzione, dovra'
porre particolare attenzione allo studio e sperimentazione di mezzi
nuovi di produzione, trasmissione e diffusione anche attraverso il
suo Centro Ricerche collaborando in modo attivo alla definizione dei
nuovi standard internazionali. A tale scopo la concessionaria potra'
stipulare apposite convenzioni sia con il Ministero sia con altri
soggetti di riconosciuta competenza tecnica. La concessionaria si
impegna a diffondere sull'insieme delle proprie strutture produttive,
articolate sull'intero territorio nazionale, le ricadute di
ideazione, progettazione e servizio derivanti dai processi di
innovazione delineati dai successivi articoli con particolare
riferimento alle realta' delle regioni meridionali.

Art. 25
Servizi multimediali

1. La concessionaria di intesa con il Ministero, provvedera':
a) ad assicurare occasioni e capacita' per sperimentare nuove forme
di produzione multimediale e nuovi linguaggi televisivi e sonori,
anche per offerta all'estero (ad esempio, servizi internet);
b) a valorizzare le sinergie fra telecomunicazioni, informatica,
radio, televisione, teletext, anche con finalita' di
alfabetizzazione informatica del grande pubblico radiotelevisivo,
nonche' di servizio rivolto alle aree di emarginazione;
c) a sviluppare le tecnologie digitali, con particolare riferimento
alla intera catena di produzione (ad es. scenografia virtuale,
postproduzione), alla archiviazione di programmi televisivi e
radiofonici (ad es. audiovideoteca) e alla trasmissione e
diffusione (ad es. terrestre e via satellite);
d) a potenziare i servizi del tipo datacast e a sviluppare i servizi
di tipo multimediale come "fast internet" via satellite;
e) a contribuire, nel contesto della ricerca nazionale, alla
definizione di nuovi sistemi con riguardo anche ai sistemi
televisivi digitali ad alta qualita' ed alle applicazioni del
cinema elettronico;
f) a sperimentare tutti i moderni sistemi di accesso a banda larga
quali lo ADSL, il cavo coassiale, la fibra ottica, la radio
punto-multipunto;
g) a collaborare col Ministero su progetti attinenti lo sviluppo
della c.d. "societa' dell'informazione".

2. La concessionaria si impegna inoltre, nei limiti imposti dalla
normativa vigente e purche' non arrechi pregiudizio al servizio
pubblico, ad estendere la gamma dei servizi gestiti in
compartecipazione con societa' e gruppi nazionali ed esteri, in modo
da articolare il suo carattere di impresa e di acquisire nuove
competenze e tecnologie.
3. Su ciascuna delle aree di iniziativa di cui ai commi