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   14-11-2001 - Decreto Ministeriale
 

   MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI

DECRETO 14 novembre 2001
Approvazione del programma per lo sviluppo in Italia della
radiodiffusione sonora in tecnica digitale.

IL MINISTRO DELLE COMUNICAZIONI
Visto il decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con
modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, recante
"Disposizioni urgenti per il differimento di termini in materia di
trasmissioni radiotelevisive analogiche e digitali, nonche' per il
risanamento di impianti radiotelevisivi" ed, in particolare, l'art.
2-bis, comma 15;
Visto il decreto-legge 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2001, n. 317, recante
"Modificazioni al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, nonche'
alla legge 23 agosto 1988, n. 400, in materia di organizzazione del
Governo";
Visto il proprio decreto 24 luglio 2001, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 182 del 7 agosto 2001, con il quale e' stato approvato
il programma per lo sviluppo e la diffusione in Italia delle nuove
tecnologie di trasmissione radiotelevisiva digitale su frequenze
terrestri e da satellite e per l'introduzione dei sistemi audiovisivi
terrestri a larga banda;
Ravvisata l'opportunita' di integrare il predetto programma con un
piano di sviluppo specifico per il settore della radiodiffusione
sonora in tecnica digitale, individuando contestualmente misure a
sostegno di tale settore;
Decreta:

Art. 1.
1. E' approvato l'allegato programma per lo sviluppo in Italia
della radiodiffusione sonora in tecnica digitale, che fa parte
integrante del presente decreto.
Il presente decreto e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 14 novembre 2001
Il Ministro: Gasparri

Allegato
PROGRAMMA PER LO SVILUPPO E LA DIFFUSIONE IN ITALIA DELLE NUOVE
TECNOLOGIE DI TRASMISSIONE RADIOFONICA SU FREQUENZE TERRESTRI E DA
SATELLITE.

1. Introduzione.
Con il decreto 24 luglio 2001 e' stato approvato il programma per
lo sviluppo delle nuove tecnologie di trasmissione radiotelevisiva
digitale su frequenze terrestri e da satellite e per l'introduzione
dei sistemi audiovisivi terrestri a larga banda, previsto dal
decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni,
dalla legge 20 marzo 2001, n. 66.
Tale programma e' stato dedicato, in maniera specifica,
all'evoluzione tecnologica delle trasmissioni televisive, in
considerazione della data di chiusura delle trasmissioni televisive
analogiche e dell'irradiazione esclusivamente in tecnica digitale
entro l'anno 2006, fissata dalla medesima legge n. 66/2001.
Nel programma e' stato, peraltro, evidenziato che, allo stato
delle cose, non era possibile prevedere un'organica serie di
interventi al passo con lo sviluppo del settore e che, pertanto,
sarebbe stato necessario integrare il programma stesso con successivi
provvedimenti, definibili sulla base delle future evoluzioni
tecnologiche e di mercato.
La rapida evoluzione tecnologica in atto nel settore della
radiofonia suggerisce l'opportunita' di prevedere un piano di
sviluppo anche per tale settore, nel quale, con l'avvento della
digitalizzazione del segnale, si prevedono rapidi cambiamenti e sfide
tecnologiche e di mercato.
Il presente programma intende, pertanto, fornire spunti e
prospettive per lo sviluppo e la diffusione in Italia delle nuove
tecnologie digitali e da satellite nel campo della radiodiffusione
sonora, in considerazione dell'importanza che il settore della radio
riveste nel sistema della comunicazione.
2. L'evoluzione tecnologica della radio.
L'introduzione della tecnologia di digitalizzazione del segnale,
cosi' come avvenuto per le trasmissioni televisive, ha interessato
anche le trasmissioni radiofoniche, sia pure con diverse
caratteristiche di sviluppo. I principali sistemi di diffusione
radiofonica in tecnica digitale si possono oggi raggruppare in:
diffusione audio via satellite (BSS); diffusione con trasmettitori
terrestri a servizio di aree con visibilita' quasi diretta
dall'antenna al trasmettitore (T-DAB); diffusione con trasmettitori
terrestri in onde medie e onde corte digitalizzate (DRM).
La diffusione con i sistemi sopra citati e' gia' oggi una realta'
tecnicamente valida che fornisce una qualita' audio eccellente, con
facile accessibilita' e semplice uso da parte degli ascoltatori.
I sistemi di diffusione sonora in tecnica digitale sono in grado
di fornire una qualita' non lontana a quella della qualita' audio
ottenuta in casa dai riproduttori di CD e Mini disk.
Pertanto, sistemi di diffusione che possono fornire segnali
radiofonici potenti, stabili e fedeli, a ricevitori portatili, mobili
e fissi, possono rivelarsi molto appetibili da parte degli utenti che
sia in casa, sia soprattutto in automobile, richiedono segnali di
elevata qualita' che si avvicinano all'ascolto casalingo dei CD.
Per la radiofonia da satellite, la Conferenza mondiale per le
radiocomunicazioni del 1992 ha reso disponibili bande a
radiofrequenza vicine a 1,5 GHz - 2,3 GHz - 2,6 GHz, opportunamente
regolamentate.
Le onde medie e corte hanno gia' oggi pratiche applicazioni sia
in Europa sia in altri continenti con trasmettitori collocati in vari
punti del mondo, utilizzati per effettuare studi di propagazione in
tecnica digitale.
Le due metodologie illustrate (onde medie e corte), sono adatte
alla copertura di vasti territori extra nazione, per cui si sta
studiando a livello mondiale, in seno all'Unione internazionale delle
telecomunicazioni (UIT) la possibilita' di avere uno standard unico
di digitalizzazione per la radiodiffusione internazionale.
Una volta stabilito uno standard sara' possibile, per l'industria
elettronica, produrre in tempi brevi ricevitori a basso costo da
commercializzare rapidamente.
L'offerta di radio via satellite viene oggi gia' ampiamente
coperta dall'inserimento dei programmi radio nelle piattaforme
digitali via satellite DVB, ma la tecnologia risente della grave
limitazione della ricezione fissa con antenna parabolica. Il successo
dei sistemi satellitari incontra poi un naturale limite nella
ricezione radiofonica mobile e portatile, a causa degli innumerevoli
ostacoli che ne impediscono la visibilita'. Per la riuscita di detti
sistemi si prospetta, pertanto, la necessita' di realizzare coperture
complementari terrestri.
Il T-DAB - Digital Audio Broadcasting - risulta oggi la via piu'
percorribile per arrivare in tempi sufficientemente rapidi alla
diffusione del mercato delle trasmissioni radiofoniche digitali sulle
frequenze terrestri ed e' a tale tecnologia che attualmente fanno
riferimento le decisioni legislative assunte in molti Paesi
dell'Unione europea, compresa l'Italia.
La possibilita' di sperimentare le trasmissioni radiofoniche in
tecnica digitale era gia' prevista, in Italia, dalla legge n. 249 del
1997, che riservava tale possibilita' ai concessionari e agli
autorizzati privati e alla concessionaria pubblica RAI. Per
quest'ultima, il contratto di servizio prevede uno specifico impegno
di copertura del territorio mediante impianti che diffondono servizi
radiofonici in tecnica numerica T-DAB, in accordo con gli standard
ETSI.
La legge n. 66 del 2001, in una logica evolutiva del servizio di
radiodiffusione sonora, ha previsto a brevissimo termine - entro il
31 dicembre 2001 - la pianificazione delle frequenze terrestri per la
radiodiffusione sonora in tecnica digitale ed ha rinviato il piano
nazionale di assegnazione delle frequenze in tecnica analogica ad una
data successiva alla effettiva introduzione del sistema digitale e
allo sviluppo del relativo mercato.
La stessa legge ha determinato come standard tecnico per la
radiodiffusione sonora digitale, lo standard DAB (digital audio
broadcasting), che consente di offrire, oltre ai normali programmi
radiofonici, prodotti e servizi multimediali anche interattivi,
proiettando cosi' il mezzo radiofonico nell'universo della
"convergenza" multimediale.
Occorre, tuttavia, evidenziare che, a differenza della diffusione
televisiva per la quale la legge ha stabilito il termine del 2006 per
la totale trasformazione delle trasmissioni dalla tecnica analogica a
quella digitale, creando cosi' le condizioni per uno sviluppo
accelerato del processo di evoluzione tecnologica, nel settore
radiofonico i tempi di sviluppo saranno prevedibilmente piu' lunghi,
in quanto i programmi radiofonici digitali terrestri sono irradiati
su frequenze diverse da quelle attualmente utilizzate per le
trasmissioni radiofoniche analogiche. Poiche' nel settore radiofonico
non e' prevista una data di swicht-off che comporti il totale
abbandono delle emissioni analogiche in favore di quelle digitali, lo
sviluppo del relativo mercato sara' determinato soprattutto
dall'offerta di servizi nuovi in grado di stimolare l'interesse
dell'utenza a dotarsi di ricevitori radiofonici digitali, la cui
commercializzazione dipendera' molto anche dal costo di produzione
degli apparati.
3. I requisiti tecnici e le tendenze del mercato T-DAB.
Il DAB-T e' il nuovo sistema studiato per la radiodiffusione
sonora terrestre in tecnologia digitale per la ricezione da mezzi
mobili, portatili e fissi.
Tale sistema si e' sviluppato da un progetto - "Eureka 147" -
finanziato dalla Comunita' europea ed e' stato poi qualificato
dall'ETSI (European Telecommunications Standard Institute), come
standard europeo.
Il DAB e' un sistema "condominiale" in cui diversi programmi sono
raccolti in un unico blocco a disposizione degli ascoltatori. La
tecnologia digitale, cosi' come avviene per i multiplex televisivi,
permette di riunire all'interno del blocco dei programmi, anche
informazioni di natura diversa, come testi, immagini, dati ausiliari,
banche dati ed altro. Tali dati possono essere associati ai programmi
audio oppure possono essere separati ed autonomi, ma sono sempre
contenuti all'interno del "blocco" di programmi.
Come stabilito dalla Conferenza europea di Wiesbaden del 1995, il
DAB puo' operare indifferentemente in banda VHF- III (174,0 MHz -
240,0 MHz) ovvero in banda UHF-L (1.452 MHz - 1.468 MHz). Mentre la
banda III si presta per la copertura di ampi bacini di servizio (reti
su scala nazionale e/o regionale), la banda L e' un utile strumento
per costruire coperture su aree ristrette (reti provinciali, reti
metropolitane, tracciati autostradali o ferroviari).
I ricevitori oggi in commercio sono in grado di ricevere entrambe
le bande DAB, oltre le consuete emissioni analogiche in modulazione
di frequenza e di ampiezza (FM e OM).
La conferenza di Wiesbaden del 1995 aveva l'obiettivo di avviare
la sperimentazione del sistema DAB, individuando per ogni Stato
membro una serie di blocchi di frequenze in banda VHF - III e in
banda UHF - L, la cui data di utilizzo era fissata a discrezione dei
rispettivi Stati membri. Nella sede europea si definirono anche la
canalizzazione e i requisiti tecnici.
All'Italia sono stati assegnati, su base regionale, i blocchi di
frequenze 11D, 12A, 12B, 12C, 12D nella banda III e i blocchi di
frequenze da LA a LH nella banda L.
Nel corso degli anni l'introduzione di tale sistema in Europa e
nel mondo ha registrato vicende alterne, sia dal punto di vista
normativo, sia dal punto di vista dello sviluppo del mercato in
termini di ricevitori e di programmi.
Le nazioni che piu' hanno investito nel DAB sono state il Regno
Unito, la Germania, la Francia, la Svezia e il Canada, che oggi
registrano coperture prossime al 50 per cento della popolazione
residente. In Europa sono pronte all'avvio commerciale del servizio
l'Inghilterra e la Germania, che hanno provveduto ad organizzare per
tempo il quadro normativo e regolamentare e hanno favorito la
cooperazione tra il settore pubblico e quello privato, quale
condizione necessaria allo sviluppo della tecnologia.
In Italia, come si e' visto, la legge che ha stabilito lo
standard DAB e la conseguente pianificazione delle frequenze di
radiodiffusione sonora in tecnica digitale, e' stata approvata
nell'anno in corso. Il disegno previsto dalla legge n. 66 del 2001
verra' completato con l'approvazione, da parte dell'Autorita' per le
garanzie nelle comunicazioni, del regolamento per il rilascio delle
licenze e delle autorizzazioni per la diffusione di trasmissioni
radiofoniche e televisive in tecnica digitale. Tra i criteri
direttivi a cui il regolamento dovra' conformarsi vi e', per quanto
riguarda il settore radiofonico, quello di prevedere in ogni blocco
di diffusione, oltre ai servizi multimediali veicolati, almeno cinque
programmi radiofonici.
La regolamentazione del settore radiofonico digitale dovra', in
ogni caso, favorire lo sviluppo equilibrato del DAB, mettendo in
condizione gli attuali operatori radiofonici analogici di accedere
alla nuova tecnologia, onde evitare il rischio che la difficolta' di
accesso di una parte cospicua delle emittenti radiofoniche determini
una compressione dello sviluppo delle nuove tecnologie e la
conservazione delle trasmissioni radiofoniche in ambiente analogico.
Per consentire uno sviluppo su vasta scala, potra' rivelarsi
utile, se si creeranno le condizioni, una rinegoziazione a livello
europeo delle frequenze attribuite all'Italia dalla Conferenza di
Wiesbaden, che oggi sembrano inadeguate sotto il profilo
quantitativo, anche in considerazione del fatto che l'utilizzo della
banda VHF - III e della banda UHF - L non consentono, come sopra
rappresentato, una identica diffusione del segnale e, pertanto, non
offrono parita' di condizioni tra tutti gli operatori.
I principali vantaggi della tecnologia DAB sono: la qualita' dei
programmi diffusi, la riduzione delle potenze irradiate e la
conseguente riduzione dei livelli di inquinamento elettromagnetico,
l'utilizzo piu' razionale ed ordinato dello spettro radioelettrico.
La qualita' delle trasmissioni radiofoniche deriva dall'utilizzo
della tecnica di compressione digitale dei programmi. Essa permette
di eliminare tutte le componenti sonore che l'orecchio umano non e'
in grado di percepire, mantenendo una qualita' elevata e limitando le
trasmissioni alle sole parti indispensabili. La tecnica di
compressione del segnale consente anche di raggruppare in un unico
flusso digitale piu' programmi radiofonici, mantenendo velocita' di
trasmissione entro livelli ragionevoli senza pregiudicare la qualita'
del segnale.
L'elevata efficienza della trasmissione digitale consente una
decisiva riduzione delle potenze irradiate, producendo effetti
positivi sulle interferenze elettromagnetiche che oggi affliggono la
ricezione dei programmi in FM e producono, soprattutto in macchina,
il degrado dell'ascolto dovuto alla variabilita' delle riflessioni
delle onde elettromagnetiche quando la vettura e' in movimento
rapido. Inoltre, la riduzione delle potenze irradiate consente la
riduzione dell'inquinamento elettromagnetico e una maggiore
rispondenza dei trasmettitori ai valori fissati dal d.m. n. 381 del
1998, che stabilisce i limiti di esposizione ai campi
elettromagnetici per la tutela della salute umana.
E' ovvio che tale beneficio potra' esplicarsi solo dopo il
completo passaggio alla tecnologia digitale in quanto, nella fase di
transizione, durante la quale la tecnologia analogica affianchera'
quella digitale, i livelli complessivi di inquinamento
elettromagnetico non potranno subire diminuzioni.
La tecnologia DAB, infine, consente di ottimizzare e
razionalizzare al massimo l'utilizzo dello spettro radioelettrico.
Infatti, la rigida canalizzazione in "blocchi" contigui obbliga ad un
piu' corretto utilizzo dello spettro radio, mentre il principio della
iso-frequenzialita' delle emissioni di uno stesso gruppo di programmi
consente di utilizzare, per lo stesso blocco, la stessa porzione di
spettro elettromagnetico per coperture di vaste aree. Mentre nei
sistemi analogici in modulazione di frequenze, le trasmissioni
isofrequenziali nel sovrapporsi producono interferenze, la
tecnologica digitale DAB e' avvantaggiata dalla sovrapposizione di
emissioni isofrequenziali provenienti da impianti diversi, nello
stesso blocco di programmi.
A fianco a tale modalita' di emissione (cosidetto sistema SFN -
Singol Frequency Network) e' possibile anche la trasmissione in MFN
(Multi Frequency Network) che, per le sue caratteristiche tecniche,
si rivela molto adatta alla diffusione dei programmi digitali da
parte delle emittenti locali. Entrambi i tipi di rete andrebbero
previsti ai fini della migliore e razionale pianificazione delle
frequenze.
4. Condizioni per lo sviluppo della radiodiffusione sonora digitale.
A sei anni di distanza dalla Conferenza di Wiesbaden il sistema
DAB sembra sufficientemente maturo per essere sviluppato su larga
scala. In Europa e nel mondo, al di la' degli aspetti legislativi e
regolamentari che sono stati risolti in vario modo dagli Stati,
l'introduzione di servizi commerciali obbliga l'intera industria del
broadcast a prevedere il DAB nei propri business plan. Tuttavia, le
ancora contenute dimensioni dei servizi offerti dal DAB non
consentono una riduzione sostanziale del costo dei ricevitori e non
sono, pertanto, sufficienti a favorire un aumento della domanda. A
sua volta la domanda non viene incentivata a causa della scarsita'
dei programmi diffusi con la nuova tecnologia, anche per la presenza
di una sovrabbondante offerta in tecnica analogica oggi a
disposizione degli ascoltatori anche nei Paesi dove e' piu'
progredita la copertura in tecnica digitale. Gli utenti, a causa
della scarsita' dei programmi digitali e, in parte, del costo ancora
sostenuto dei ricevitori digitali, non hanno ancora percepito con
evidenza i vantaggi offerti dalla nuova tecnologia trasmissiva: alta
qualita' dei programmi, paragonabile all'uso casalingo dei CD,
assenza di interferenze con evidente vantaggio soprattutto
nell'ascolto mobile, offerta di una pluralita' di servizi aggiuntivi
di tipo telematico e interattivo a cui si puo' accedere tramite il
ricevitore. Questa opportunita' apre una prospettiva interessante
anche per la crescita del mercato dei servizi multimediali
interattivi, che attraverso la radio potranno diventare piu'
accessibili.
Lo sviluppo della radio digitale e' condizionato da diversi
elementi:
1) dal lato dell'offerta dei programmi occorre che, ormai
superata la fase di sperimentazione tecnologica, siano disponibili
contenuti nuovi, non disponibili in analogico. Infatti, data la
grande varieta' dei programmi diffusi in analogico, solo in presenza
di un'offerta nuova ed attraente gli ascoltatori saranno spinti a
dotarsi di apparati di ricezione per le trasmissioni radiofoniche
digitali terrestri;
2) sotto l'aspetto tecnologico-strutturale, occorre che le
aziende radiofoniche che intendono sperimentare le trasmissioni in
digitale, effettuino i necessari investimenti per l'installazione
delle nuove infrastrutture di trasmissione, creando un effetto
trainante delle altre aziende nel settore;
3) sotto l'aspetto regolatorio occorre che vi sia una effettiva
possibilita' di accesso alla frequenze da parte di tutti gli
operatori che intendono sperimentare la nuova tecnologia trasmissiva,
affinche' siano garantiti a tutti identiche possibilita'. Occorre
anche che siano attentamente regolamentati i rapporti di condivisione
di siti e infrastrutture di trasmissione, particolarmente complessi
nel passaggio dalla tecnologia analogica a quella digitale;
4) occorre, inoltre, che si crei una capillare rete di
promozione e distribuzione dei ricevitori digitali, in grado di
favorire la loro progressiva penetrazione tra gli ascoltatori,
privilegiando gli aspetti vantaggiosi del DAB;
5) c'e' bisogno di uno stimolo a livello europeo in favore
della ricerca e dell'industria europea, affinche' la nuova tecnologia
DAB vada sempre piu' acquistando una dimensione di massa e non
marginale, come e' attualmente;
6) occorre, infine, incentivare la liberazione delle bande di
frequenze assegnate in Italia al sistema DAB, oggi in buona parte
utilizzate per la diffusione di programmi televisivi (banda III) e
per la relativa distribuzione (banda L), al fine di rendere
disponibili, da subito, le frequenze individuate dalla Conferenza di
Wiesbaden, che andrebbero anzi incrementate per consentire il piu'
diffuso ed equilibrato utilizzo delle bande in questione, a parita'
di condizioni tra tutti gli utilizzatori in termini di qualita' e
quantita'.
5. Gli obiettivi del programma.
Alla luce delle considerazioni sopra esposte, gli obiettivi che
il presente programma propone di conseguire, sono i seguenti:
a) incentivare lo sviluppo della domanda di programmi
radiofonici digitali mediante la promozione dell'acquisto di
ricevitori digitali da parte degli utenti;
b) favorire lo sviluppo di una capillare rete di promozione e
distribuzione dei ricevitori;
c) favorire l'adozione di corrette politiche di marketing dei
programmi radiofonici avanzati, adatti a sostenere la crescita del
mercato;
d) rafforzare il settore degli investimenti in infrastrutture
tecnologiche per la distribuzione di programmi radiofonici digitali,
incoraggiando gli operatori ad investire in tecnologia digitale;
e) garantire, attraverso una opportuna regolamentazione,
identiche possibilita' di sperimentazione agli operatori in relazione
all'effettiva disponibilita' di frequenze e parita' di condizioni di
trasmissione in termini di qualita' e quantita'.
f) incoraggiare la diffusione di nuovi tipi di contenuti
radiofonici adatti alla trasmissione in tecnica digitale e di
un'ampia gamma di servizi multimediali;
g) incoraggiare la formazione degli operatori del settore
radiofonico, in particolare nei settori dell'impiego delle nuove
tecnologie, per la produzione e la distribuzione di programmi
radiofonici ad alto valore aggiunto;
h) estendere al maggior numero di emittenti la sperimentazione
delle tecnologie digitali, al fine di consentire in tempi rapidi lo
sviluppo del relativo mercato, anche attraverso una opportuna e
razionale pianificazione delle frequenze.
Il raggiungimento dei citati obiettivi dipende in larga misura
dalla presenza di incentivi che promuovano sia la domanda sia
l'offerta dei servizi radiofonici digitali.
5.1. Incentivazione della domanda.
Affinche' la domanda di programmi radiofonici digitali si
sviluppi sino ad arrivare alla massa critica che spinge l'operatore
alla trasformazione analogico-digitale, occorre che l'utenza sia
stimolata ad acquistare ricevitori digitali radiofonici, oltre che
mediante la diffusione di programmi nuovi ed attrattivi, con
l'introduzione di un regime fiscale favorevole. La maggior
commercializzazione degli apparati riceventi, a seguito
dell'introduzione di un regime fiscale favorevole, comporta nel medio
periodo un abbattimento dei prezzi degli apparati, a seguito della
loro produzione su vasta scala. Un elemento di grande importanza per
la diffusione della tecnologia, e' infatti il prezzo del ricevitore,
che rappresenta l'investimento piu' consistente che l'utente e'
tenuto a fare per ricevere le trasmissioni radiofoniche digitali.
5.2. Gli investimenti nelle nuove tecnologie.
La tecnologia digitale consente di irradiare sulla stessa
frequenza e con il medesimo impianto di diffusione almeno cinque (o
piu) programmi e una serie di dati. Pertanto accordi commerciali tra
le parti diventano indispensabili nel nuovo modello trasmissivo.
Spettera' al regolamento dell'Autorita' individuare le
responsabilita' che competono ai fornitori dei programmi e ai
diffusori di contenuti. In ogni caso agli operatori che dovranno
installare le nuove infrastrutture per la trasmissione in digitale,
spetteranno ingenti investimenti in hardware e software, mentre e'
prevedibile che nella fase iniziale delle trasmissioni digitali i
margini di redditivita' della pubblicita' si riducano, a causa dei
livelli minimi di "audience" delle nuove trasmissioni, in attesa di
raggiungere la massa critica di ascolto che induce l'operatore a
trasmigrare dal sistema analogico a quello digitale e l'utente ad
acquistare il ricevitore digitale.
Da qui l'opportunita' di sostenere gli investimenti in
infrastrutture da parte delle emittenti con incentivi di tipo
fiscale, anche in considerazione del minor impatto ambientale, a
lungo termine, che gli impianti di irradiazione in tecnica digitale
producono nel territorio.
Questa misura, unitamente a quella gia' prevista dalla legge n.
249 del 1997, dell'esonero dal pagamento del canone di concessione
per un periodo di dieci anni, puo' rivelarsi utile a sostenere gli
investimenti in infrastrutture nel periodo di transizione
dall'analogico al digitale.
5.3. L'industria dei programmi.
Oltre allo sviluppo delle infrastrutture necessarie per la
distribuzione dei programmi radiofonici digitali, e' necessario
diffondere programmi nuovi ed attrattivi in grado di stimolare
l'utente ad acquistare il ricevitore digitale. I punti di forza della
diffusione radiofonica digitale sono la qualita' dei programmi,
paragonabile a quella dei CD e dei Mini disk, e la diffusione di
servizi ad alto valore aggiunto. La radio digitale e' in grado di
fornire all'ascoltatore dati addizionali come figure video che
accompagnano il programma sonoro, messaggi digitali sulle condizioni
della viabilita' e del traffico, giornali elettronici ed anche video
animati. In questo contesto il DAB puo' essere descritto come
"un'autostrada senza filo dell'informazione". Il vantaggio del DAB e'
che questi servizi aggiuntivi, a differenza della televisione,
possono essere ricevuti in macchina con un apparecchio portatile.
Andrebbero, pertanto, sviluppati gli aspetti peculiari del DAB che lo
contraddistinguono dalla diffusione radiofonica analogica,
soprattutto nel campo della multimedialita'.
6. Conclusioni.
La legge n. 66 del 2001 ha individuato il DAB come lo standard
tecnico per la radiodiffusione sonora in tecnica digitale e ha
stabilito il calendario della pianificazione delle frequenze di
radiodiffusione sonora in tecnica digitale, rimandando la
pianificazione delle frequenze in tecnica analogica all'avvenuto
sviluppo del nuovo sistema tecnologico.
Lo sviluppo tecnologico di tale sistema, la cui sperimentazione
in campo europeo e' conseguente alla Conferenza di Wiesbaden del
1995, e' ormai sufficientemente maturo affinche' esso sia prodotto su
larga scala e commercializzato con successo.
L'effettiva implementazione di tale servizio, i cui vantaggi sono
indiscutibili per l'utenza e per il sistema Paese, puo' essere
opportunamente promossa attraverso una serie di interventi a sostegno
del settore, riguardanti sia lo sviluppo delle infrastrutture, sia lo
sviluppo della commercializzazione dei ricevitori, attraverso lo
sviluppo della domanda e dell'offerta di programmi.
Il presente programma offre spunti per promuovere, nelle sedi
istituzionali, gli obiettivi individuati e gli interventi finalizzati
alla diffusione in Italia delle nuove tecnologie di diffusione
radiofonica in tecnica digitale, e potra' essere aggiornato in
dipendenza di ulteriori sviluppi del settore, al momento non
prevedibili.