Archivio Legislativo

Dettaglio notizia

 
   10-10-2001 - Delibera Autorit√†¬†
 

  

TITOLO I
Disposizioni generali

L'AUTORITA'
per le garanzie nelle comunicazioni
Nella riunione della Commissione per i servizi e i prodotti del
10 ottobre 2001;
Visto l'art. 1, comma 6, lettera b), n. 9, della legge 31 luglio
1997, n. 249, recante "Istituzione dell'Autorita' per le garanzie
nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e
radiotelevisivo";
Vista la legge 10 dicembre 1993, n. 515, recante "Disciplina delle
campagne elettorali per l'elezione alla Camera dei deputati e al
Senato della Repubblica", e successive modificazioni;
Vista la legge 22 febbraio 2000, n. 28, recante "Disposizioni per
la parita' di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne
elettorali e referendarie e per la comunicazione politica";
Vista la legge 25 marzo 1993, n. 81, recante "Elezione diretta del
sindaco e del presidente della provincia, del consiglio comunale e
del consiglio provinciale", e successive modificazioni;
Visto lo statuto della Regione siciliana;
Visto il decreto del presidente della Regione siciliana 20 agosto
1960, n. 3, modificato con decreto del presidente della Regione
siciliana 15 aprile 1970, n. 1, recante "Approvazione del testo unico
delle leggi per l'elezione dei consigli comunali nella Regione
siciliana" e successive modifiche;
Vista la legge della Regione siciliana 15 marzo 1963, n. 16,
sull'ordinamento amministrativo degli enti locali della Regione
siciliana e successive modifiche;
Vista la legge della Regione siciliana 26 agosto 1992, n. 7,
recante "Norme per l'elezione con suffragio popolare del sindaco.
Nuove norme per le elezioni dei consigli comunali, per la
composizione degli organi collegiali dei comuni, per il funzionamento
degli organi provinciali e comunali e per l'introduzione della
preferenza unica";
Vista la legge della Regione siciliana 1 settembre 1993, n. 26,
recante "Nuove norme per l'elezione con suffragio popolare del
presidente della provincia regionale. Norme per l'elezioni dei
consigli delle province regionali per la composizione e il
funzionamento degli organi di amministrazione di detti enti";
Vista la legge della Regione siciliana 15 settembre 1997, n. 35,
recante "Nuove norme per l'elezione diretta del sindaco, del
presidente della provincia, del consiglio comunale e del consiglio
provinciale";
Vista la legge della Regione siciliana 16 dicembre 2000, n. 25,
recante "Norme elettorali per gli enti locali e sulla sfiducia al
sindaco e al presidente della provincia regionale";
Rilevato che con deliberazione 18 settembre 2001, n. 335, della
Giunta regionale siciliana sono state fissate per il giorno
25 novembre 2001, con eventuale turno di ballottaggio il giorno
9 dicembre 2001, le elezioni dei sindaci e dei consigli comunali e
del presidente della provincia e del consiglio provinciale di cui
all'allegato A della presente delibera;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n.
670 "Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali
concernenti lo statuto speciale della regione Trentino-Alto Adige";
Vista la legge della regione Trentino-Alto Adige 6 aprile 1956, n.
5, recante "Composizione ed elezione degli organi delle
amministrazioni comunali" e successive modifiche e integrazioni;
Visto il decreto del presidente della giunta regionale del
Trentino-Alto Adige 13 gennaio 1995, n. 1/L, recante "Testo unico
delle leggi regionali sulla composizione ed elezione degli organi
delle amministrazioni comunali";
Vista la legge della regione Trentino-Alto Adige 23 ottobre 1998,
n. 10, recante "Modifiche alla legge regionale 4 gennaio 1993, n. 1,
nuovo ordinamento dei comuni della regione Trentino-Alto Adige";
Rilevato che con decreto del presidente della regione Trentino-Alto
Adige 26 settembre 2001, n. 505/A, sono state fissate per il giorno
25 novembre 2001, con eventuale turno di ballottaggio il giorno
9 dicembre 2001, le elezioni dei sindaci e dei consigli comunali di
cui all'allegato B della presente delibera;
Effettuate le consultazioni con la Commissione parlamentare per
l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
previste dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28;
Udita la relazione del commissario dott. Giuseppe Sangiorgi,
relatore ai sensi dell'art. 32 del regolamento concernente
l'organizzazione ed il funzionamento dell'Autorita';

Delibera:
Art. 1.
Finalita' e ambito di applicazione

1. Il presente provvedimento reca disposizioni di attuazione della
legge 22 febbraio 2000, n. 28, in materia di disciplina dell'accesso
ai mezzi di informazione durante le campagne per le elezioni del
sindaco e del consiglio comunale e del presidente della provincia e
del consiglio provinciale dei comuni e della provincia, di cui agli
allegati A e B della presente delibera, fissate per il giorno
25 novembre 2001, al fine di garantire, rispetto a tutti i soggetti
politici, imparzialita' e parita' di trattamento.

Art. 2.
Soggetti politici

1. Ai fini del presente provvedimento, in applicazione della legge
22 febbraio 2000, n. 28, si intendono per soggetti politici:
I) nel periodo intercorrente tra la data di convocazione dei
comizi elettorali e la data di presentazione delle candidature:
a) le forze politiche che costituiscono un autonomo gruppo nei
consigli comunali o nel consiglio provinciale da rinnovare;
b) le forze politiche, diverse da quelle di cui alla lettera
a), che siano presenti con almeno due rappresentanti al Parlamento
europeo o in uno dei due rami del Parlamento nazionale;
II) nel periodo intercorrente tra la data di presentazione delle
candidature e quella di chiusura della campagna elettorale:
a) le coalizioni collegate ad un candidato alla carica di
sindaco o di presidente della provincia;
b) le forze politiche che presentano liste di candidati o
gruppi di candidati per l'elezione del consiglio comunale o del
consiglio provinciale.


TITOLO II
Radiodiffusione sonora e televisiva

Capo I
COMUNICAZIONE POLITICA IN CAMPAGNA ELETTORALE

Art. 3.
Riparto degli spazi per la comunicazione politica
1. Gli spazi che ciascuna emittente televisiva o radiofonica
nazionale privata e locale, dedica alla comunicazione politica nelle
forme previste dall'art. 4, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n.
28, sono ripartiti:
a) nel periodo intercorrente tra la data di convocazione dei
comizi elettorali e la data di presentazione delle candidature, per
il novanta per cento, ai soggetti politici di cui all'art. 2,
comma 1, punto I), lettera a), tenendo conto della consistenza dei
rispettivi gruppi consiliari, per il restante dieci per cento, ai
soggetti politici di cui all'art. 2, comma 1, punto I), lettera b),
in modo paritario;
b) nel periodo intercorrente tra la data di presentazione delle
candidature e quella di chiusura della campagna elettorale, in modo
paritario, per meta', ai soggetti politici di cui all'art. 2,
comma 1, punto II), lettera a), e per l'altra meta', ai soggetti
politici di cui all'art. 2, comma 1, punto II), lettera b).
2. Le trasmissioni di comunicazione politica sono collocate in
contenitori con cicli a cadenza quindicinale dalle emittenti
televisive all'interno della fascia oraria compresa tra le ore 7 e le
ore 24 e dalle emittenti radiofoniche all'interno della fascia oraria
compresa tra le ore 5 e le ore 1 del giorno successivo. I calendari
delle predette trasmissioni sono tempestivamente comunicati, dalle
emittenti radiofoniche e televisive nazionali, all'Autorita' per le
garanzie nelle comunicazioni e, dalle emittenti radiofoniche e
televisive locali, al competente comitato regionale per le
comunicazioni o, ove questo non sia ancora stato costituito, al
comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, che ne informa
l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni. Ove possibile, tali
trasmissioni sono diffuse con modalita' che ne consentano la
fruizione anche ai non udenti.



Capo II
MESSAGGI AUTOGESTITI IN CAMPAGNA ELETTORALE SULLE EMITTENTI NAZIONALI
Art. 4.
Messaggi politici autogestiti a titolo gratuito
1. Nel periodo intercorrente tra la data di presentazione delle
candidature e quella di chiusura della campagna elettorale, le
emittenti radiofoniche e televisive nazionali private possono
trasmettere messaggi politici autogestiti a titolo gratuito per la
presentazione non in contraddittorio di liste e programmi.


Art. 5.
Modalita' di trasmissione dei messaggi
politici autogestiti

1. Per la trasmissione dei messaggi politici autogestiti a titolo
gratuito le emittenti di cui all'art. 4, comma 1, osservano le
seguenti modalita', stabilite sulla base dei criteri fissati
dall'art. 4, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28:
a) il numero complessivo dei messaggi e' ripartito secondo quanto
previsto all'art. 3, comma 1, lettera b); i messaggi sono trasmessi a
parita' di condizioni tra i soggetti politici, anche con riferimento
alle fasce orarie;
b) i messaggi sono organizzati in modo autogestito e devono avere
una durata sufficiente alla motivata esposizione di un programma o di
una opinione politica, comunque compresa, a scelta del richiedente,
fra uno e tre minuti per le emittenti televisive e fra trenta e
novanta secondi per le emittenti radiofoniche;
c) i messaggi non possono interrompere altri programmi, ne'
essere interrotti, hanno una autonoma collocazione nella
programmazione e sono trasmessi in appositi contenitori, fino a un
massimo di quattro contenitori per ogni giornata di programmazione. I
contenitori, ciascuno comprensivo di almeno tre messaggi, sono
collocati uno per ciascuna delle seguenti fasce orarie,
progressivamente a partire dalla prima: prima fascia 18-19,59;
seconda fascia 14-15,59; terza fascia 22-23,59; quarta fascia
9-10,59;
d) i messaggi non sono computati nel calcolo dei limiti di
affollamento pubblicitario previsti dalla legge;
e) ciascun messaggio puo' essere trasmesso una sola volta in
ciascun contenitore;
f) nessun soggetto politico puo' diffondere piu' di due messaggi
in ciascuna giornata di programmazione sulla stessa emittente;
g) ogni messaggio reca la dicitura "messaggio autogestito" con
l'indicazione del soggetto committente.


Art. 6.
Comunicazioni delle emittenti
e dei soggetti politici

1. Entro il quinto giorno successivo alla data di pubblicazione del
presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana, le emittenti di cui all'art. 4, comma 1, che intendono
trasmettere messaggi politici autogestiti:
a) rendono pubblico il loro intendimento mediante un comunicato
da trasmettere almeno una volta nella fascia di maggiore ascolto. Nel
comunicato l'emittente informa i soggetti politici che presso la sede
dell'emittente, di cui viene indicato l'indirizzo, il numero
telefonico e la persona da contattare, e' depositato un documento,
che puo' essere reso disponibile anche sul sito web dell'emittente,
concernente la trasmissione dei messaggi, il numero massimo dei
contenitori predisposti, la collocazione nel palinsesto, gli standard
tecnici richiesti e il termine di consegna per la trasmissione del
materiale autoprodotto. A tale fine, le emittenti possono anche
utilizzare i modelli MAG/1/EC, con riferimento alle consultazioni
elettorali comunali, e MAG/1/EP, con riferimento alla consultazione
elettorale provinciale, resi disponibili nel sito web dell'Autorita'
per le garanzie nelle comunicazioni: www.agcom.it.
b) inviano, anche a mezzo telefax, all'Autorita' per le garanzie
nelle comunicazioni il documento di cui alla lettera a), nonche',
possibilmente con almeno cinque giorni di anticipo, ogni variazione
successiva del documento stesso con riguardo al numero dei
contenitori e alla loro collocazione nel palinsesto. A quest'ultimo
fine, le emittenti possono anche utilizzare i modelli MAG/2/EC, con
riferimento alle consultazioni elettorali comunali, e MAG/2/EP, con
riferimento alla consultazione elettorale provinciale, resi
disponibili sul predetto sito web dell'Autorita' per le garanzie
nelle comunicazioni.
2. A decorrere dal sesto giorno successivo alla data di
pubblicazione del presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana e fino al giorno precedente la data di
presentazione delle candidature, i soggetti politici interessati a
trasmettere messaggi autogestiti comunicano alle emittenti e alla
stessa Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, anche a mezzo
telefax, le proprie richieste, indicando il responsabile elettorale e
i relativi recapiti e la durata dei messaggi. A tale fine, possono
essere anche utilizzati i modelli MAG/3/EC, con riferimento alle
consultazioni elettorali comunali, e MAG/3/EP, con riferimento alla
consultazione elettorale provinciale, resi disponibili sul predetto
sito web dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni.



Art. 7.
Sorteggi e collocazione dei messaggi
politici autogestiti

1. La collocazione dei messaggi all'interno dei singoli contenitori
previsti per il primo giorno avviene con sorteggi unici nella sede
dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, alla presenza di
un funzionario della stessa.
2. La collocazione nei contenitori dei giorni successivi viene
determinata secondo un criterio di rotazione a scalare di un posto
all'interno di ciascun contenitore, in modo da rispettare il criterio
di parita' di presenze all'interno delle singole fasce.


Capo III
MESSAGGI AUTOGESTITI IN CAMPAGNA ELETTORALE SULLE EMITTENTI LOCALI

Art. 8.
Messaggi politici autogestiti gratuiti e a pagamento

1. Nel periodo intercorrente tra la data di presentazione delle
candidature e quella di chiusura della campagna elettorale, le
emittenti radiofoniche e televisive locali che accettano di
trasmettere messaggi politici autogestiti a titolo gratuito per la
presentazione non in contraddittorio di liste e programmi hanno
altresi' facolta' di diffondere, ai medesimi fini, messaggi politici
autogestiti a pagamento.
2. Il tempo complessivamente destinato alla diffusione dei messaggi
autogestiti a pagamento deve essere, di norma, pari nell'ambito della
medesima settimana a quello destinato alla prevista diffusione dei
messaggi autogestiti a titolo gratuito.
3. Le tariffe praticate ai soggetti politici richiedenti gli spazi
per messaggi autogestiti a pagamento devono essere pari al cinquanta
per cento di quelle normalmente in vigore per i messaggi pubblicitari
nelle stesse fasce orarie.





Art. 9.
Modalita' di trasmissione dei messaggi politici
autogestiti gratuiti

1. Per la trasmissione dei messaggi politici autogestiti a titolo
gratuito le emittenti di cui all'art. 8, comma 1, osservano le
seguenti modalita', stabilite sulla base dei criteri fissati
dall'art. 4, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28:
a) il numero complessivo dei messaggi e' ripartito secondo quanto
previsto all'art. 3, comma 1, lettera b); i messaggi sono trasmessi a
parita' di condizioni tra i soggetti politici, anche con riferimento
alle fasce orarie;
b) i messaggi sono organizzati in modo autogestito e devono avere
una durata sufficiente alla motivata esposizione di un programma o di
una opinione politica, comunque compresa, a scelta del richiedente,
fra uno e tre minuti per le emittenti televisive e fra trenta e
novanta secondi per le emittenti radiofoniche;
c) i messaggi non possono interrompere altri programmi, ne'
essere interrotti, hanno una autonoma collocazione nella
programmazione e sono trasmessi in appositi contenitori, fino a un
massimo di sei contenitori per ogni giornata di programmazione. I
contenitori, ciascuno comprensivo di almeno tre messaggi, sono
collocati uno per ciascuna delle seguenti fasce orarie,
progressivamente a partire dalla prima: prima fascia 18-19,59;
seconda fascia 12-14,59; terza fascia 21-23,59; quarta fascia 7-8,59;
quinta fascia 15-17,59; sesta fascia 9-11,59;
d) i messaggi non sono computati nel calcolo dei limiti di
affollamento pubblicitario previsti dalla legge;
e) nessun soggetto politico puo' diffondere piu' di un messaggio
in ciascuna giornata di programmazione sulla stessa emittente;
f) ogni messaggio reca la dicitura "messaggio autogestito
gratuito" con l'indicazione del soggetto committente.

Art. 10.
Modalita' di trasmissione dei messaggi politici
autogestiti a pagamento

1. Per la trasmissione dei messaggi politici autogestiti a
pagamento le emittenti di cui all'art. 8, comma 1, osservano le
seguenti modalita' stabilite sulla base dei criteri fissati dall'art.
4, comma 7, della legge 22 febbraio 2000, n. 28:
a) i messaggi sono organizzati in modo autogestito, devono avere
una durata sufficiente alla motivata esposizione di un programma o di
una opinione politica, comunque compresa, a scelta del richiedente,
fra uno e tre minuti per le emittenti televisive e fra trenta e
novanta secondi per le emittenti radiofoniche;
b) i messaggi non possono interrompere altri programmi ne' essere
interrotti, hanno una autonoma collocazione nella programmazione e
sono trasmessi in appositi contenitori, fino ad un massimo di sei per
ogni giornata di programmazione, distinti da quelli dedicati ai
messaggi a titolo gratuito;
c) i messaggi non sono computati nel calcolo dei limiti di
affollamento pubblicitario previsti dalla legge;
d) nessun soggetto politico puo' diffondere piu' di due messaggi
in ciascuna giornata di programmazione sulla stessa emittente;
e) ogni messaggio reca la dicitura "messaggio autogestito a
pagamento" con l'indicazione del soggetto committente.


Art. 11.
Comunicazioni delle emittenti
e dei soggetti politici

1. Entro il quinto giorno successivo alla data di pubblicazione del
presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana, le emittenti radiofoniche e televisive locali che accettano
di trasmettere messaggi politici autogestiti a titolo gratuito e che
si avvalgono della facolta' di diffondere messaggi politici
autogestiti a pagamento:
a) rendono pubblico il loro intendimento mediante un comunicato
da trasmettere almeno una volta nella fascia di maggiore ascolto. Nel
comunicato l'emittente informa i soggetti politici che presso la sede
dell'emittente, di cui viene indicato l'indirizzo, il numero
telefonico e la persona da contattare, e' depositato un documento,
che puo' essere reso disponibile anche sul sito web dell'emittente,
concernente la trasmissione dei messaggi, il numero massimo dei
contenitori predisposti, la collocazione nel palinsesto, gli standard
tecnici richiesti e il termine di consegna per la trasmissione del
materiale autoprodotto. A tale fine, le emittenti possono anche
utilizzare, per i messaggi politici autogestiti gratuiti, i modelli
MAG/1/EC con riferimento alle consultazioni elettorali comunali e
MAG/1/EP con riferimento alla consultazione elettorale provinciale,
nonche', per i messaggi politici autogestiti a pagamento, i modelli
MAP/1/EC con riferimento alle consultazioni elettorali comunali e
MAP/1/EP con riferimento alla consultazione elettorale provinciale,
resi disponibili nel sito web dell'Autorita' per le garanzie nelle
comunicazioni: www.agcom.it
b) inviano, anche a mezzo telefax, al competente comitato
regionale per le comunicazioni o, ove non costituito, al comitato
regionale per i servizi radiotelevisivi, che ne informa
sinteticamente l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, il
documento di cui alla lettera a), nonche', possibilmente con almeno
cinque giorni di anticipo, ogni variazione successiva del documento
stesso con riguardo al numero dei contenitori e alla loro
collocazione nel palinsesto. A quest'ultimo fine, le emittenti
possono anche utilizzare, per i messaggi politici autogestiti
gratuiti, i modelli MAG/2/EC con riferimento alle consultazioni
elettorali comunali e MAG/2/EP con riferimento alla consultazione
elettorale provinciale, nonche', per i messaggi politici autogestiti
a pagamento, i modelli MAP/2/EC con riferimento alle consultazioni
elettorali comunali e MAP/2/EP con riferimento alla consultazione
elettorale provinciale, resi disponibili nel predetto sito web
dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni.
2. A decorrere dal sesto giorno successivo alla data di
pubblicazione del presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana e fino al giorno precedente la data di
presentazione delle candidature, i soggetti politici interessati a
trasmettere messaggi autogestiti comunicano alle emittenti e al
competente comitato regionale per le comunicazioni o, ove non
costituito, al comitato regionale per i servizi radiotelevisivi,
anche a mezzo telefax, le proprie richieste, indicando il
responsabile elettorale e i relativi recapiti, la durata dei
messaggi. A tale fine, possono anche essere utilizzati, per i
messaggi politici autogestiti gratuiti, i modelli MAG/3/EC con
riferimento alle consultazioni elettorali comunali e MAG/3/EP con
riferimento alla consultazione elettorale provinciale, nonche', per i
messaggi politici autogestiti a pagamento, i modelli MAP/3/EC con
riferimento alle consultazioni elettorali comunali e MAP/3/EP con
riferimento alla consultazione elettorale provinciale, resi
disponibili nel predetto sito web dell'Autorita' per le garanzie
nelle comunicazioni.



Art. 12.
Numero complessivo dei messaggi autogestiti gratuiti

1. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni approva la
proposta del competente comitato regionale per le comunicazioni o,
ove questo non sia ancora stato costituito, del comitato regionale
per i servizi radiotelevisivi, ai fini della fissazione del numero
complessivo dei messaggi autogestiti gratuiti da ripartire tra i
soggetti politici richiedenti in ciascuna regione, in relazione alle
risorse disponibili previste dall'art. 1, comma 3, del decreto 5
febbraio 2001 del Ministro delle comunicazioni di concerto con il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica.


Art. 13.
Sorteggi e collocazione dei messaggi autogestiti gratuiti

1. La collocazione dei messaggi all'interno dei singoli contenitori
previsti per il primo giorno avviene con sorteggi unici nella sede
del comitato regionale per le comunicazioni o, ove non costituito,
del comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, nella cui area
di competenza ha sede o domicilio eletto l'emittente che trasmettera'
i messaggi, alla presenza di un funzionario dello stesso.
2. La collocazione nei contenitori dei giorni successivi viene
determinata, sempre alla presenza di un funzionario del comitato,
secondo un criterio di rotazione a scalare di un posto all'interno di
ciascun contenitore, in modo da rispettare il criterio di parita' di
presenze all'interno delle singole fasce.


Capo IV
PROGRAMMI DI INFORMAZIONE NEI MEZZI RADIOTELEVISIVI


Art. 14.
Programmi di informazione

1. A decorrere dalla data di convocazione dei comizi elettorali
fino alla chiusura delle operazioni di voto, al fine di garantire la
parita' di trattamento, l'obiettivita', la completezza e
l'imparzialita' dell'informazione, i programmi radiotelevisivi di
informazione, riconducibili alla responsabilita' di una specifica
testata giornalistica, si conformano ai seguenti criteri:
a) la presenza di candidati, esponenti di partiti e movimenti
politici, membri del Governo, delle giunte e consigli regionali e
degli enti locali e' ammessa solo in quanto risponda all'esigenza di
assicurare la completezza e l'imparzialita' dell'informazione su
fatti od eventi di interesse giornalistico non attinenti alla
consultazione elettorale e legati all'attualita' della cronaca. La
presenza delle persone suindicate e' vietata in tutte le altre
trasmissioni radiotelevisive diverse da quelle di comunicazione
politica e dai messaggi politici autogestiti;
b) quando vengono trattate, senza la partecipazione diretta delle
persone indicate alla lettera a), questioni relative alla
competizione elettorale, le posizioni dei diversi soggetti politici
impegnati nella competizione vanno rappresentate in modo corretto ed
obiettivo, anche con riferimento alle pari opportunita' tra i due
sessi, evitando sproporzioni nelle cronache e nelle riprese delle
persone indicate alla lettera a). Resta salva per l'emittente la
liberta' di commento e di critica che, in chiara distinzione tra
informazione e opinione, salvaguardi comunque il rispetto delle
persone.
2. Nel periodo di cui al precedente comma 1, in qualunque
trasmissione radio-televisiva, diversa da quelle di comunicazione
politica e dai messaggi politici autogestiti, e' vietato fornire,
anche in forma indiretta, indicazioni o preferenze di voto. Direttori
dei programmi, registi, conduttori ed ospiti devono attenersi ad un
comportamento tale da non influenzare, anche in modo surrettizio e
allusivo, le libere scelte degli elettori.

Capo V
DISPOSIZIONI PARTICOLARI


Art. 15.
Circuiti di emittenti radiotelevisive locali

1. Ai fini del presente provvedimento, le trasmissioni in
contemporanea da parte di emittenti locali che operano in circuiti
nazionali, comunque denominati, sono considerate come trasmissioni in
ambito nazionale; il consorzio costituito per la gestione del
circuito o, in difetto, le singole emittenti che fanno parte del
circuito sono tenuti al rispetto delle disposizioni previste per le
emittenti nazionali dai capi primo e secondo del presente titolo, che
si applicano altresi' alle emittenti autorizzate alla ripetizione dei
programmi esteri ai sensi dell'art. 38 della legge 14 aprile 1975, n.
103.
2. Ai fini del presente provvedimento, il circuito nazionale si
determina con riferimento all'art. 3, comma 5, della legge 31 luglio
1997, n. 249.
3. Rimangono ferme per ogni emittente del circuito, per il tempo di
trasmissione autonoma, le disposizioni previste per le emittenti
locali dai capi primo e terzo del presente titolo.
4. Ogni emittente risponde direttamente delle violazioni
realizzatesi nell'ambito delle trasmissioni in contemporanea.


Art. 16.
Imprese radiofoniche di partiti politici

1. In conformita' a quanto disposto dall'art. 6 della legge 22
febbraio 2000, n. 28, le disposizioni di cui ai capi primo, secondo,
terzo e quarto del presente titolo non si applicano alle imprese di
radiodiffusione sonora che risultino essere organo ufficiale di un
partito politico rappresentato in almeno un ramo del Parlamento ai
sensi dell'art. 11, comma 2, della legge 25 febbraio 1987, n. 67. Per
tali imprese e' comunque vietata la cessione, a titolo sia oneroso
sia gratuito, di spazi per messaggi autogestiti.
2. I partiti sono tenuti a fornire con tempestivita' all'Autorita'
per le garanzie nelle comunicazioni ogni indicazione necessaria a
qualificare l'impresa di radiodiffusione come organo ufficiale del
partito.

Art. 17.
Conservazione delle registrazioni
1. Le emittenti radiotelevisive sono tenute a conservare le
registrazioni della totalita' dei programmi trasmessi sino al giorno
della votazione per i tre mesi successivi a tale data e, comunque, a
conservare, sino alla conclusione del procedimento, le registrazioni
dei programmi in ordine ai quali sia stata notificata contestazione
di violazione di disposizioni della legge 10 dicembre 1993, n. 515,
della legge 22 febbraio 2000, n. 28, ovvero di quelle emanate dalla
Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei
servizi radiotelevisivi o recate dal presente provvedimento.

TITOLO III
Stampa quotidiana e periodica
OMISSIS
Titolo IV
Sondaggi politici ed elettorali
Art. 21.
Divieto di sondaggi politici ed elettorali
1. Nei quindici giorni precedenti la data della votazione e fino
alla chiusura delle operazioni di voto, e' vietato rendere pubblici o
comunque diffondere i risultati, anche parziali, di sondaggi
demoscopici sull'esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e
di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati
in un periodo precedente a quello del divieto. E' vietata, altresi',
la pubblicazione e la trasmissione dei risultati di quesiti rivolti
in modo sistematico a determinate categorie di soggetti perche'
esprimano con qualsiasi mezzo e in qualsiasi forma le proprie
preferenze di voto o i propri orientamenti politici.
2. Nel periodo che precede quello di cui al comma 1 la diffusione o
pubblicazione integrale o parziale dei risultati dei sondaggi
politici deve essere obbligatoriamente corredata da una "nota
informativa" che ne costituisce parte integrante e contiene le
seguenti indicazioni, di cui e' responsabile il soggetto che realizza
il sondaggio:
a) il soggetto che ha realizzato il sondaggio;
b) il committente e l'acquirente del sondaggio;
c) i criteri seguiti per la formazione del campione, specificando
se si tratta di "sondaggio rappresentativo" o di "sondaggio non
rappresentativo";
d) il metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei
dati;
e) il numero delle persone interpellate e l'universo di
riferimento;
f) il testo integrale delle domande rivolte o, nel caso di
pubblicazione parziale del sondaggio, dei singoli quesiti ai quali si
fa riferimento;
g) la percentuale delle persone che hanno risposto a ciascuna
domanda;
h) la data in cui e' stato realizzato il sondaggio.
3. I sondaggi di cui al comma 2, inoltre, possono essere diffusi
soltanto se contestualmente resi disponibili dal committente nella
loro integralita' e corredati della "nota informativa" di cui al
medesimo comma 2 sull'apposito sito web istituito e tenuto a cura del
Dipartimento per l'informazione e l'editoria presso la Presidenza del
Consiglio dei Ministri www.sondaggipoliticoelettorali.it, ai sensi
dell'art. 8, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28.
4. In caso di pubblicazione dei risultati dei sondaggi a mezzo
stampa, la "nota informativa" di cui al com-ma 2 e' sempre
evidenziata con apposito riquadro.
5. In caso di diffusione dei risultati dei sondaggi sui mezzi di
comunicazione televisiva, la "nota informativa" di cui al comma 2
viene preliminarmente letta dal conduttore e appare in apposito
sottotitolo a scorrimento.
6. In caso di diffusione radiofonica dei risultati dei sondaggi, la
"nota informativa" di cui al comma 2 viene letta ai radioascoltatori.

Titolo V
Vigilanza e sanzioni
Art. 22.
Compiti del comitato regionale per le comunicazioni
1. Il comitato regionale per le comunicazioni o, ove questo non sia
stato ancora costituito, il comitato regionale per i servizi
radiotelevisivi assolve nell'ambito territoriale di competenza, oltre
a quelli previsti agli articoli 11, 12 e 13, i seguenti compiti:
a) di vigilanza sulla corretta e uniforme applicazione della
legislazione vigente e del presente provvedimento da parte delle
emittenti locali, nonche' delle disposizioni dettate per la
concessionaria del servizio pubblico dalla Commissione parlamentare
per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
per quanto concerne le trasmissioni a carattere regionale;
b) di accertamento delle eventuali violazioni, trasmettendo i
relativi atti e gli eventuali supporti e formulando le conseguenti
proposte all'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni per i
provvedimenti di competenza di quest'ultima, secondo quanto stabilito
all'art. 23 del presente provvedimento.
Art. 23.
Procedimenti sanzionatori
1. Le violazioni delle disposizioni della legge 22 febbraio 2000,
n. 28, nonche' di quelle emanate dalla Commissione parlamentare per
l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi o
dettate con il presente atto, sono perseguite d'ufficio
dall'Autorita', al fine dell'adozione dei provvedimenti previsti
dall'art. 10 della medesima legge. Ciascun soggetto politico
interessato puo' comunque denunciare tali violazioni entro il termine
perentorio di dieci giorni dal fatto.
2. La denuncia delle violazioni prevista al comma 1 deve essere
inviata, anche a mezzo telefax, a ciascuno dei destinatari indicati
dall'art. 10, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28.
3. La denuncia indirizzata all'Autorita' e' procedibile solo se
sottoscritta in maniera leggibile e accompagnata dalla documentazione
comprovante l'avvenuto invio della denuncia medesima anche agli altri
destinatari indicati dalla legge.
4. La denuncia contiene, a pena di inammissibilita', l'indicazione
dell'emittente e della trasmissione, ovvero dell'editore e del
giornale o periodico cui sono riferibili le presunte violazioni
segnalate, completa, rispettivamente, di data e orario della
trasmissione, ovvero di data ed edizione, nonche' di una motivata
argomentazione.
5. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni provvede
direttamente alle istruttorie sommarie di cui al comma 1 riguardanti
emittenti radiotelevisive nazionali ed editori di giornali e
periodici, mediante le proprie strutture, che si avvalgono, a tale
fine, del nucleo della Guardia di finanza istituito presso
l'Autorita' stessa.
6. I procedimenti riguardanti le emittenti radiotelevisive locali
sono istruiti sommariamente dal competente comitato regionale per le
comunicazioni, ovvero, ove questo non sia ancora costituito, dal
comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, che formulano le
relative proposte all'Autorita' secondo quanto previsto al comma 8.
7. Il gruppo della Guardia di finanza competente per territorio,
ricevuta la denuncia della violazione da parte di emittenti
radiotelevisive locali delle disposizioni di cui al comma 1, sentito
il competente comitato di cui al comma 6, provvede entro le dodici
ore successive all'acquisizione delle registrazioni e alla
trasmissione delle stesse agli uffici del comitato stesso, dandone
immediato avviso, anche a mezzo telefax, all'Autorita' per le
garanzie nelle comunicazioni.
8. Il comitato di cui al comma 6 procede ad una istruttoria
sommaria, se del caso contesta i fatti, anche a mezzo telefax, sente
gli interessati ed acquisisce le eventuali controdeduzioni nelle
ventiquattro ore successive alla contestazione. Qualora, allo scadere
dello stesso termine, non si sia pervenuti ad un adeguamento, anche
in via compositiva, agli obblighi di legge mediante immediato
ripristino dell'equilibrio nell'accesso ai mezzi di comunicazione
politica secondo le modalita' di cui ai commi 3, 4 e 5 dell'art. 10
della legge 22 febbraio 2000, n. 28, lo stesso comitato trasmette
atti e supporti acquisiti, ivi incluso uno specifico verbale di
accertamento, redatto, ove necessario, in cooperazione con il
competente gruppo della Guardia di finanza, all'Autorita' per le
garanzie nelle comunicazioni, che provvede nel termine di cui al
comma 2 del precitato art. 10, decorrente dalla data di deposito
presso gli uffici del Dipartimento garanzie e contenzioso
dell'Autorita' medesima.
9. In ogni caso, il comitato di cui al comma 6 segnala
tempestivamente all'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni le
attivita' svolte e la sussistenza di episodi rilevanti o ripetuti di
mancata attuazione della vigente normativa.
10. L'ispettorato territoriale del Ministero delle comunicazioni
collabora, a richiesta, con il comitato regionale per le
comunicazioni, ovvero, ove questo non sia ancora costituito, con il
comitato regionale per i servizi radiotelevisivi.
11. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni verifica il
rispetto dei propri provvedimenti ai fini previsti dall'art. 1, comma
31, della legge 31 luglio 1997, n. 249.
12. Le sanzioni amministrative pecuniarie stabilite dall'art. 15
della legge 10 dicembre 1993, n. 515, come modificato dall'art. 1,
comma 23, del decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545, convertito con
legge 23 dicembre 1996, n. 650, per le violazioni delle disposizioni
della legge medesima non abrogate dall'art. 13 della legge
22 febbraio 2000, n. 28, ovvero delle relative disposizioni dettate
dalla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la
vigilanza dei servizi radiotelevisivi o delle relative disposizioni
di attuazione dettate con il presente provvedimento non sono
evitabili con il pagamento in misura ridotta previsto dall'art. 16
della legge 24 ottobre 1981, n. 689. Esse si applicano anche a carico
dei soggetti a favore dei quali sono state commesse le violazioni
qualora ne venga accertata la responsabilita'.

Titolo VI
Turno di ballottaggio

Art. 24.
Turno elettorale di ballottaggio

1. In caso di secondo turno elettorale per i due candidati a
sindaco o a presidente della provincia ammessi al ballottaggio, nel
periodo intercorrente tra la prima e la seconda votazione, gli spazi
di comunicazione politica, nelle forme previste dall'art. 4, comma 1,
della legge 22 febbraio 2000, n. 28, nonche' quelli relativi ai
messaggi politici autogestiti a titolo gratuito sono ripartiti in
modo eguale tra gli stessi candidati. Per il resto, si applicano
anche in occasione dell'eventuale turno elettorale di ballottaggio le
disposizioni dettate dal presente provvedimento.

Art. 25.
Periodo di applicazione e ambito territoriale

1. Le disposizioni del presente provvedimento hanno efficacia sino
a tutto il 25 novembre 2001, salva una eventuale estensione sino al 9
dicembre 2001 in relazione a votazioni di ballottaggio per la carica
di sindaco o di presidente della provincia.
2. La disciplina di cui al presente provvedimento non si applica ai
programmi e alle trasmissioni destinati ad essere trasmessi
esclusivamente in ambiti territoriali nei quali non e' prevista
alcuna consultazione elettorale.
Il presente provvedimento e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana, nel bollettino ufficiale dell'Autorita'
per le garanzie nelle comunicazioni ed e' reso disponibile nel sito
web della stessa Autorita': www.agcom.it
Napoli, 10 ottobre 2001
Il presidente
Cheli
Il commissario relatore
Sangiorgi
Il segretario della commissione
Mazzella

Allegato A
(alla delibera n. 569/01/CSP del 10 ottobre 2001)

Elenco della provincia e dei 25 comuni siciliani che
effettueranno le elezioni in data 25 novembre 2001.
Provincia:
1) Ragusa
Comuni:
1) Agrigento;
2) Casteltermini (Agrigento);
3) Porto Empedocle (Agrigento);
4) Ravanusa (Agrigento);
5) Acquaviva Platani (Caltanissetta);
6) Barcellona P. d. G. (Messina);
7) Caprileone (Messina);
8) Lipari (Messina);
9) Spadafora (Messina);
10) Bagheria (Palermo);
11) Belmonte Mezzagno (Palermo);
12) Bisacquino (Palermo);
13) Caccamo (Palermo);
14) Ciminna (Palermo);
15) Ficarazzi (Palermo);
16) Palermo;
17) Petralia Soprana (Palermo);
18) Villabate (Palermo);
19) Canicattini Bagni (Siracusa);
20) Pachino (Siracusa);
21) Alcamo (Trapani);
22) Castelvetrano (Trapani);
23) Erice (Trapani);
24) Marsala (Trapani);
25) Trapani.
Allegato B
(alla delibera n. 569/01/CSP del 10 ottobre 2001)

Elenco dei 2 comuni della regione Trentino-Alto Adige che
effettueranno le elezioni in data 25 novembre 2001.
Comuni:
1) Bieno (Trento);
2) Capriana (Trento).