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   04-09-2002 - Decreto legislativo
 

   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l'articolo 1, comma 2, della legge 21 dicembre 2001, n. 443;
Vista la deliberazione CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001, pubblicata
nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 21 marzo
2002, ed in particolare la sintesi del piano degli interventi nel
comparto delle telecomunicazioni;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 9 maggio 2002;
Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Acquisito il parere delle competenti commissioni parlamentari;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 2 agosto 2002;
Sulla proposta del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il
Ministro della salute, con il Ministro dell'ambiente e della tutela
del territorio, con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il
Ministro per gli affari regionali e con il Ministro per l'innovazione
e le tecnologie;

E m a n a

il seguente decreto legislativo:


Art. 1.
Obiettivi

1. Il presente decreto legislativo detta principi fondamentali in
materia di installazione e modifica delle categorie di infrastrutture
di telecomunicazioni, considerate strategiche ai sensi dell'articolo
1, comma 1, della legge 21 dicembre 2001, n. 443, al fine di:
a) agevolare la liberalizzazione del settore delle
telecomunicazioni, consentendo a tutti gli operatori di installare
proprie infrastrutture celermente, creando cosi' un mercato
effettivamente concorrenziale;
b) consentire la realizzazione di infrastrutture di nuova
generazione e l'adeguamento di quelle esistenti idonee a soddisfare
le esigenze connesse con lo sviluppo tecnologico;
c) razionalizzare le procedure autorizzatorie per l'installazione
di impianti di telecomunicazioni sul territorio nazionale, secondo
principi di efficienza, pubblicita', concentrazione e speditezza;
d) assicurare che la realizzazione delle infrastrutture di
telecomunicazioni sia coerente con la tutela dell'ambiente e della
salute per quanto attiene ai limiti di esposizione, ai valori di
attenzione ed agli obiettivi di qualita', relativamente alle
emissioni elettromagnetiche di cui alla legge 22 febbraio 2001, n.
36, e relativi provvedimenti di attuazione;
e) dare certezza ai termini per la conclusione dei relativi
procedimenti amministrativi, conformemente ad un quadro normativo
omogeneo a livello nazionale anche per quanto attiene ai livelli
delle emissioni elettromagnetiche degli impianti radioelettrici;
f) favorire il raggiungimento degli obiettivi di qualita'
relativamente alle predette emissioni elettromagnetiche nelle aree a
tal fine determinate a livello locale nel rispetto delle competenze
regionali di cui alla legge 22 febbraio 2001, n. 36;
g) assicurare condizioni che consentano agli operatori di
offrire, in regime di libero mercato, servizi innovativi ai cittadini
ed agli utenti, incentivando cosi' il perseguimento degli obiettivi
di qualita' da parte degli operatori del settore;
h) assicurare l'osservanza dei principi di concorrenza e non
discriminazione con riferimento alle attivita' di installazione delle
infrastrutture di telecomunicazioni ed all'espletamento del relativo
servizio al pubblico;
i) favorire una adeguata diffusione delle infrastrutture di
telecomunicazione sull'intero territorio nazionale;
j) facilitare la realizzazione delle reti radio per le
comunicazioni relative alle emergenze sanitarie ed alla protezione
civile di cui, rispettivamente, al decreto del Ministro della sanita'
in data 6 ottobre 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 257
del 3 novembre 1998, ed al decreto del Ministro delle comunicazioni
in data 22 dicembre 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302
del 29 dicembre 1998.

Art. 2.
Definizioni

1. La terminologia tecnica utilizzata nel presente decreto
legislativo deve intendersi nel significato suo proprio desumibile
dalla normativa di riferimento ed, in particolare, dal decreto del
Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156, dal decreto del
Presidente della Repubblica 19 settembre 1997, n. 318, dalla
direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 marzo 1999,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 58 dell'11 marzo 1999, nonche'
dalla legge 22 febbraio 2001, n. 36, e successive modificazioni.

Art. 3.
Infrastrutture di telecomunicazioni

1. Le categorie di infrastrutture di telecomunicazioni, considerate
strategiche ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge 21
dicembre 2001, n. 443, sono opere di interesse nazionale,
realizzabili esclusivamente sulla base delle procedure definite dal
presente decreto, anche in deroga alle disposizioni di cui
all'articolo 8, comma 1, lettera c), della legge 22 febbraio 2001, n.
36.
2. Le infrastrutture di cui all'articolo 4, ad esclusione delle
torri e dei tralicci relativi alle reti di televisione digitale
terrestre, sono compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica e
sono realizzabili in ogni parte del territorio comunale, anche in
deroga agli strumenti urbanistici e ad ogni altra disposizione di
legge o di regolamento.
3. Le infrastrutture di cui agli articoli 7, 8 e 9 sono assimilate
ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria di cui
all'articolo 16, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica
6 giugno 2001, n. 380, pur restando di proprieta' dei rispettivi
operatori, e ad esse si applica la normativa vigente in materia.

Art. 4.
Infrastrutture di telecomunicazioni per impianti radioelettrici

1. L'installazione di infrastrutture per impianti radioelettrici e
la modifica delle caratteristiche di emissione di questi ultimi ed,
in specie, l'installazione di torri, di tralicci, di impianti
radio-trasmittenti, di ripetitori di servizi di telecomunicazione, di
stazioni radio base per reti di telecomunicazioni mobili GSM/UMTS,
per reti di diffusione, distribuzione e contribuzione dedicate alla
televisione digitale terrestre, per reti a radiofrequenza dedicate
alle emergenze sanitarie ed alla protezione civile, nonche' per reti
radio a larga banda puntomultipunto nelle bande di frequenza all'uopo
assegnate, viene autorizzata dagli enti locali, previo accertamento,
da parte delle ARPA ovvero dall'organismo indicato dalla regione,
della compatibilita' del progetto con i limiti di esposizione, i
valori di attenzione e gli obiettivi di qualita', stabiliti
uniformemente a livello nazionale in relazione al disposto della
legge 22 febbraio 2001, n. 36, e relativi provvedimenti di
attuazione.
2. Restano ferme le disposizioni a tutela dei beni ambientali e
culturali contenute nel decreto legislativo 29 settembre 1999, n.
490, nonche' le disposizioni a tutela delle servitu' militari di cui
alla legge 24 dicembre 1976, n. 898.

Art. 5.
Procedimenti autorizzatori relativi alle infrastrutture di
telecomunicazioni per impianti radioelettrici

1. L'istanza di autorizzazione alla installazione di infrastrutture
di cui all'articolo 4 e' presentata all'ente locale dai soggetti a
tale fine abilitati. Al momento della presentazione della domanda,
l'ufficio abilitato a riceverla indica al richiedente il nome del
responsabile del procedimento.
2. L'istanza, conforme al modello di cui all'allegato A, realizzato
al fine della sua acquisizione su supporti informatici e destinato
alla formazione del catasto nazionale delle sorgenti
elettromagnetiche di origine industriale, deve essere corredata della
documentazione atta a comprovare il rispetto dei limiti di
esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualita',
relativi alle emissioni elettromagnetiche, di cui alla legge 22
febbraio 2001, n. 36, e relativi provvedimenti di attuazione,
attraverso l'utilizzo di modelli predittivi conformi alle
prescrizioni della CEI, non appena emanate. In caso di pluralita' di
domande, viene data precedenza a quelle presentate congiuntamente da
piu' operatori. Nel caso di installazione di impianti, con tecnologia
UMTS o altre, con potenza in singola antenna uguale o inferiore ai 20
Watt, fermo restando il rispetto dei limiti di esposizione, dei
valori di attenzione e degli obiettivi di qualita' sopra indicati, e'
sufficiente la denuncia di inizio attivita', conforme ai modelli
predisposti dagli enti locali e, ove non predisposti, al modello di
cui all'allegato B.
3. Copia dell'istanza ovvero della denuncia viene inoltrata
contestualmente all'ARPA, che si pronuncia entro venti giorni dalla
comunicazione. Lo sportello locale competente provvede a
pubblicizzare l'istanza, pur senza diffondere i dati caratteristici
dell'impianto.
4. Il responsabile del procedimento puo' richiedere, per una sola
volta, entro quindici giorni dalla data di ricezione dell'istanza, il
rilascio di dichiarazioni e l'integrazione della documentazione
prodotta. Il termine di cui all'articolo 6, comma 1, inizia
nuovamente a decorrere dal momento dell'avvenuta integrazione
documentale.
5. Nel caso una amministrazione interessata abbia espresso motivato
dissenso, il responsabile del procedimento convoca, entro trenta
giorni dalla data di ricezione della domanda, una conferenza di
servizi, alla quale prendono parte i rappresentanti delle
Amministrazioni degli enti locali interessati, nonche' dei soggetti
preposti ai controlli di cui all'articolo 14 della legge 22 febbraio
2001, n. 36, ed un rappresentante dell'Amministrazione dissenziente.
6. La conferenza di servizi deve pronunciarsi entro trenta giorni
dalla prima convocazione. L'approvazione, adottata a maggioranza dei
presenti, sostituisce ad ogni effetto gli atti di competenza delle
singole amministrazioni e vale altresi' come dichiarazione di
pubblica utilita', indifferibilita' ed urgenza dei lavori. Della
convocazione e dell'esito della conferenza viene tempestivamente
informato il Ministero delle comunicazioni.
7. Qualora il motivato dissenso, a fronte di una decisione positiva
assunta dalla conferenza di servizi, sia espresso da
un'amministrazione preposta alla tutela ambientale, alla tutela della
salute o alla tutela del patrimonio storico-artistico, la decisione
e' rimessa al Consiglio dei Ministri e trovano applicazione, in
quanto compatibili con il presente decreto, le disposizioni di cui
agli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241.

Art. 6.
Esiti e conseguenze

1. Le istanze di autorizzazione e le denunce di attivita' di cui
all'articolo 5, nonche' quelle relative alla modifica delle
caratteristiche di emissione degli impianti gia' esistenti, si
intendono accolte qualora, entro novanta giorni dalla presentazione
del progetto e della relativa domanda, fatta eccezione per il
dissenso di cui all'articolo 5, comma 7, non sia stato comunicato un
provvedimento di diniego. Gli enti locali possono prevedere termini
piu' brevi per la conclusione dei relativi procedimenti ovvero
ulteriori forme di semplificazione amministrativa, nel rispetto delle
disposizioni stabilite dal presente comma.
2. Le opere debbono essere realizzate, a pena di decadenza, nel
termine perentorio di dodici mesi dalla ricezione del provvedimento
autorizzatorio espresso, ovvero dalla formazione del
silenzio-assenso.

Art. 7.
Opere civili, scavi e occupazione di suolo pubblico

1. Qualora l'installazione di infrastrutture di telecomunicazioni
presupponga la realizzazione di opere civili o, comunque,
l'effettuazione di scavi e l'occupazione di suolo pubblico, i
soggetti interessati sono tenuti a presentare apposita istanza
conforme ai modelli predisposti dagli enti locali e, ove non
predisposti, al modello di cui all'allegato C, all'ente locale ovvero
alla figura soggettiva pubblica proprietaria delle aree.
2. Il responsabile del procedimento puo' richiedere, per una sola
volta, entro dieci giorni dalla data di ricezione dell'istanza, il
rilascio di dichiarazioni e la rettifica e/o integrazione della
documentazione prodotta. Il termine di cui al comma 7 inizia
nuovamente a decorrere dal momento dell'avvenuta integrazione
documentale.
3. Entro il termine di trenta giorni dalla data di ricezione
dell'istanza, il responsabile del procedimento puo' convocare, con
provvedimento motivato, una conferenza di servizi, alla quale
prendono parte le figure soggettive direttamente interessate
dall'installazione.
4. La conferenza di servizi deve pronunciarsi entro trenta giorni
dalla prima convocazione. L'approvazione, adottata a maggioranza dei
presenti, sostituisce ad ogni effetto gli atti di competenza delle
singole amministrazioni e vale altresi' come dichiarazione di
pubblica utilita', indifferibilita' ed urgenza dei lavori.
5. Qualora il motivato dissenso, a fronte di una decisione positiva
assunta dalla conferenza di servizi, sia espresso da
un'amministrazione preposta alla tutela ambientale, alla tutela della
salute o alla tutela del patrimonio storico-artistico, la decisione
e' rimessa al Consiglio dei Ministri e trovano applicazione, in
quanto compatibili con il presente decreto, le disposizioni di cui
all'articolo 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241.
6. Il rilascio dell'autorizzazione comporta l'autorizzazione alla
effettuazione degli scavi indicati nel progetto, nonche' la
concessione del suolo e/o sottosuolo pubblico necessario
all'installazione delle infrastrutture. Il comune puo' mettere a
disposizione, direttamente o per il tramite di una societa'
controllata, infrastrutture a condizioni eque, trasparenti e non
discriminatorie.
7. Trascorso il termine di novanta giorni dalla presentazione della
domanda, senza che l'amministrazione abbia concluso il procedimento
con un provvedimento espresso ovvero abbia indetto un'apposita
conferenza di servizi, la medesima si intende in ogni caso accolta.
Nel caso di attraversamenti di strade e comunque di lavori di scavo
di lunghezza inferiore ai duecento metri, il termine e' ridotto a
trenta giorni.

Art. 8.
Condivisione dello scavo e coubicazione dei cavi per
telecomunicazioni

1. Qualora l'installazione delle infrastrutture di
telecomunicazioni comporti l'effettuazione di scavi all'interno di
centri abitati, gli operatori di telecomunicazione interessati devono
provvedere alla comunicazione del progetto in formato elettronico al
Ministero delle comunicazioni, o ad altro ente delegato, per
consentire il suo inserimento in un apposto archivio telematico,
affinche' sia agevolata la condivisione dello scavo con altri
operatori e la coubicazione dei cavi di telecomunicazioni conformi
alle norme tecniche UNI e CEI. L'avvenuta comunicazione in forma
elettronica del progetto costituisce un presupposto per il rilascio
delle autorizzazioni di cui all'articolo 7.
2. Entro il termine perentorio di trenta giorni, a decorrere dalla
data di presentazione e pubblicizzazione del progetto di cui al comma
1, gli operatori di telecomunicazione interessati alla condivisione
dello scavo e/o alla coubicazione dei cavi per telecomunicazioni,
possono concordare, con l'operatore che ha gia' presentato la propria
istanza, l'elaborazione di un piano comune degli scavi e delle opere.
In assenza di accordo tra gli operatori, l'ente pubblico competente
rilascia i provvedimenti abilitativi richiesti, in base al criterio
della priorita' delle domande.
3. Nei casi di cui al presente articolo si adottano le disposizioni
e le procedure stabilite all'articolo 7.

Art. 9.
Reti dorsali

1. Qualora l'installazione delle infrastrutture di
telecomunicazioni interessi aree di proprieta' di piu' enti, pubblici
o privati, l'istanza di autorizzazione, conforme al modello di cui
all'allegato D, viene presentata a tutti i soggetti interessati. Essa
puo' essere valutata in una conferenza di servizi per ciascun ambito
regionale convocata dal comune di maggiore dimensione demografica. La
conferenza puo' essere convocata anche su iniziativa del soggetto
interessato.
2. La conferenza di servizi deve pronunciarsi entro trenta giorni
dalla prima convocazione. L'approvazione, adottata a maggioranza dei
presenti, sostituisce ad ogni effetto gli atti di competenza delle
singole amministrazioni e vale altresi' come dichiarazione di
pubblica utilita', indifferibilita' ed urgenza dei lavori, anche ai
sensi degli articoli 12 e seguenti del decreto del Presidente della
Repubblica 8 giugno 2001, n. 327. Della convocazione e dell'esito
della conferenza viene tempestivamente informato il Ministero delle
comunicazioni.
3. Qualora il motivato dissenso sia espresso da un'amministrazione
preposta alla tutela ambientale, alla tutela della salute o alla
tutela del patrimonio storico-artistico, la decisione e' rimessa al
Consiglio dei Ministri e trovano applicazione, in quanto compatibili
con il presente decreto, le disposizioni di cui all'articolo 14 e
seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241.
4. Salve le disposizioni di cui al successivo articolo 10, nessuna
altra indennita' e' dovuta ai soggetti esercenti pubblici servizi o
proprietari, ovvero concessionari di aree pubbliche, in conseguenza
di scavi ed occupazioni del suolo, pubblico o privato, effettuate al
fine di installare le infrastrutture di telecomunicazioni.
5. Le figure giuridiche soggettive alle quali e' affidata la cura
di interessi pubblici devono rendere noto, con cadenza semestrale, i
programmi relativi a lavori di manutenzione ordinaria e/o
straordinaria, al fine di consentire ai titolari delle licenze
individuali una corretta pianificazione delle rispettive attivita'
strumentali ed, in specie, delle attivita' di installazione delle
infrastrutture di telecomunicazioni. I programmi dei lavori di
manutenzione dovranno essere notificati in formato elettronico al
Ministero delle comunicazioni, ovvero ad altro ente all'uopo
delegato, con le stesse modalita' di cui all'articolo 8, comma 1, per
consentirne l'inserimento in un apposito archivio telematico
consultabile dai titolari delle licenze individuali.
6. Le figure soggettive esercenti pubblici servizi o titolari di
pubbliche funzioni hanno l'obbligo, sulla base di accordi commerciali
a condizioni eque e non discriminatorie, di consentire l'accesso alle
proprie infrastrutture civili disponibili, a condizione che non venga
turbato l'esercizio delle rispettive attivita' istituzionali.

Art. 10.
Oneri connessi alle attivita' di installazione, scavo ed occupazione
di suolo pubblico

1. Gli operatori di telecomunicazioni hanno l'obbligo di tenere
indenne l'ente locale, ovvero l'ente proprietario, dalle spese
necessarie per le opere di sistemazione delle aree pubbliche
specificamente coinvolte dagli interventi di installazione e
manutenzione e di ripristinare a regola d'arte le aree medesime nei
tempi stabilitidall'ente locale. Nessun altro onere finanziario o
reale puo' essere imposto, in base all'articolo 4 della legge
31 luglio 1997, n. 249, in conseguenza dell'esecuzione delle opere di
cui al presente decreto, fatta salva l'applicazione della tassa per
l'occupazione di spazi ed aree pubbliche di cui al capo II del
decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, oppure del canone per
l'occupazione di spazi ed aree pubbliche di cui all'articolo 63 del
decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive
modificazioni ed integrazioni, calcolato secondo quanto previsto dal
comma 2, lettera e), del medesimo articolo, ovvero dell'eventuale
contributo una tantum per spese di costruzione delle gallerie di cui
all'articolo 47, comma 4, del predetto decreto legislativo 15
novembre 1993, n. 507.

Art. 11.
Limitazioni legali alla proprieta' privata

1. Al fine di accelerare l'installazione delle infrastrutture di
telecomunicazioni, all'articolo 232 del testo unico delle
disposizioni legislative in materia postale, di bancoposta e di
telecomunicazioni, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 29 marzo 1973, n. 156, e' aggiunto, in fine, il seguente
comma:
"L'operatore di telecomunicazioni incaricato del servizio puo'
agire direttamente in giudizio per far cessare eventuali impedimenti
e turbative al passaggio ed alla installazione delle
infrastrutture.".

Art. 12.
Disposizioni finali

1. I diversi titoli gia' rilasciati per l'installazione delle
infrastrutture di cui al presente decreto si intendono ad ogni
effetto considerati quali autorizzazioni rilasciate ai sensi del
presente decreto.
2. Le istanze presentate alla data di entrata in vigore del
presente decreto in tutto il territorio nazionale in relazione agli
impianti di cui all'articolo 5, comma 2, ultimo periodo, conformi
alle prescrizioni ivi indicate, valgono come denuncia di inizio
attivita'.
3. I gestori delle reti radiomobili di comunicazione pubblica
provvedono ad inviare ai comuni ed ai competenti ispettorati
territoriali del Ministero delle comunicazioni la descrizione di
ciascun impianto installato prima della data di entrata in vigore del
presente decreto legislativo, sulla base dei modelli A e B allegati
al presente decreto, al fine di realizzare il catasto di tali
infrastrutture. Inviano altresi' i modelli relativi alle successive
installazioni. I soggetti interessati alla realizzazione delle opere
di cui agli articoli 7, 8 e 9 trasmettono al Ministero delle
comunicazioni copie dei modelli C e D. Il Ministero delle
comunicazioni puo' delegare ad altro ente la tenuta degli archivi
telematici di tutte le comunicazioni trasmessegli.
4. E' abrogato l'articolo 2-bis della legge 1 luglio 1997, n. 189.

Art. 13.
Legislazione regionale

1. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e
di Bolzano provvedono alle finalita' di cui al presente decreto,
nell'ambito delle competenze ad esse spettanti ai sensi dei
rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione, secondo
quanto disposto dai singoli ordinamenti.

Art. 14.
Entrata in vigore

1. Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno
successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

Dato a Roma, addi' 4 settembre 2002

CIAMPI

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Gasparri, Ministro delle comunicazioni
Sirchia, Ministro della salute
Matteoli, Ministro dell'ambiente e
della tutela del territorio
Tremonti, Ministro dell'economia e
delle finanze
La Loggia, Ministro per gli affari
regionali
Stanca, Ministro per l'innovazione e le
tecnologie
Visto, il Guardasigilli: Castelli





 
  A) Istanza di autorizzazione
  B) Denunzia di inizio attività
  C) Istanze di autorizzazione per opere civili[1]...
  D) Istanza di autorizzazione aree extraurbane