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   02-04-2003 - Delibera Autorit√†¬†
 

  

L'AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

Nella riunione della Commissione per i servizi e i prodotti del
2 aprile 2003;
Visto l'art. 1, comma 6, lettera b), n. 9, della legge 31 luglio
1997, n. 249, recante ""Istituzione dell'Autorita' per le garanzie
nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e
radiotelevisivo"";
Vista la legge 22 febbraio 2000, n. 28, recante "Disposizioni per
la parita' di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne
elettorali e referendarie per la comunicazione politica"";
Vista la legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, recante lo
statuto speciale per la regione Sardegna, e successive modificazioni;
Vista la legge della regione Sardegna 17 maggio 1957, n. 20,
recante "Norme sul referendum popolare, e successive integrazioni e
modificazioni";
Viste le leggi della regione Sardegna n. 4/1997, recante
disposizioni in materia di "Riassetto generale delle province e
procedure ordinarie per l'istituzione di nuove province e la
modificazione delle circoscrizioni provinciali" e successive
integrazioni e modificazioni; n. 9/2001, recante disposizioni in
materia di "Istituzione delle province di Carbonia -- Iglesias del
Medio Campidano, della Ogliastra e di Olbia -- Tempio"; n. 10/2002,
recante disposizioni in materia di ""Adempimenti conseguenti
all'istituzione di nuove province, norme sugli amministratori locali
e modifiche alla legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4""; nonche', la
deliberazione del Consiglio della regione Sardegna del 31 marzo 1999,
recante la previsione delle nuove circoscrizioni provinciali della
regione Sardegna;
Rilevato che, con decreto del presidente della regione Sardegna n.
16 del 30 gennaio 2003, in materia di referendum abrogativi sulla
disciplina istitutiva delle nuove province, sono stati indetti per il
giorno di domenica 11 maggio 2003 i referendum regionali abrogativi
delle appena citate disposizioni normative;
Effettuate le consultazioni con la Commissione parlamentare per
l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
previste dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28;
Udita la relazione del commissario dott. Giuseppe Sangiorgi,
relatore ai sensi dell'art. 32 del regolamento concernente
l'organizzazione e il funzionamento dell'Autorita';

Delibera:


TITOLO I
Disposizioni generali


Art. 1.
Finalita' e ambito di applicazione
1. Il presente provvedimento reca disposizioni di attuazione della
legge 22 febbraio 2000, n. 28, in materia di disciplina dell'accesso
ai mezzi di informazione durante la campagna per i referendum
abrogativi:
a) della legge della regione Sardegna 2 gennaio 1997, n. 4,
recante disposizioni in materia di "Riassetto generale delle province
e procedure ordinarie per l'istituzione di nuove province e la
modificazione delle circoscrizioni provinciali", e successive
integrazioni e modificazioni;
b) della legge della regione Sardegna 12 luglio 2001, n. 9,
recante disposizioni in materia di" "Istituzione delle province di
Carbonia -- Iglesias del Medio Campidano, dell'Ogliastra e di Olbia -
Tempio";
c) della legge della regione Sardegna 1 luglio 2002, n. 10,
recante disposizioni in materia di "Adempimenti conseguenti
all'istituzione di nuove province, norme sugli amministratori locali
e modifiche alla legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4";
d) della deliberazione del Consiglio della regione Sardegna del
31 marzo 1999, recante la previsione delle nuove circoscrizioni
provinciali della regione Sardegna,
indetti nella regione Sardegna per il giorno 11 maggio 2003, al fine
di garantire, rispetto a tutti i soggetti politici, imparzialita' e
parita' di trattamento.

Art. 2.
Soggetti politici
1. Ai fini del presente provvedimento, in applicazione della legge
22 febbraio 2000, n. 28, si intendono per soggetti politici:
a) i comitati promotori dei quesiti referendari;
b) le forze politiche che costituiscono un autonomo gruppo nel
Consiglio regionale o che siano presenti con almeno due
rappresentanti al Parlamento europeo o in uno dei due rami del
Parlamento nazionale;
c) i comitati, le associazioni e gli altri organismi collettivi,
comunque denominati, rappresentativi di forze sociali e politiche,
diverse da quelle riferibili ai soggetti di cui alla lettera b), che
abbiano un interesse obiettivo e specifico al quesito referendario,
rilevabile anche sulla base dei rispettivi statuti; questi ultimi
organismi devono essersi costituiti entro cinque giorni dalla
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del
presente provvedimento.
2. Entro lo stesso termine di cinque giorni dalla data di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del
presente provvedimento, i soggetti politici di cui al comma 1 rendono
nota al Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, che ne
informa l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, la propria
posizione favorevole o contraria al quesito referendario, al fine
della partecipazione ai programmi di comunicazione politica e della
trasmissione dei messaggi politici autogestiti.

TITOLO II
Radiodiffusione sonora e televisiva
Capo I
comunicazione politica
in campagna referendaria


Art. 3.
Riparto degli spazi per la comunicazione politica
1. Nel periodo intercorrente tra la data di pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del presente
provvedimento e la data di chiusura della campagna referendaria, gli
spazi che ciascuna emittente televisiva o radiofonica privata locale
che diffonda le proprie trasmissioni nella regione Sardegna dedica
alla comunicazione politica sui temi dei referendum abrogativi, nelle
forme previste dall'art. 4, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n.
28, sono ripartiti in misura uguale tra i favorevoli e i contrari al
quesito referendario.
2. L'eventuale assenza di sostenitori di una delle due indicazioni
di voto non pregiudica l'intervento nelle trasmissioni degli altri
soggetti, ma non determina un aumento del tempo ad essi spettante. In
tali casi, nel corso della trasmissione e' fatta esplicita menzione
delle predette assenze.
3. Ai programmi di comunicazione politica sui temi dei referendum
non possono prendere parte persone che risultino candidate in
competizioni elettorali in corso e a tali competizioni non e'
comunque consentito, nel corso dei programmi medesimi, alcun
riferimento.
4. Le trasmissioni di comunicazione politica sono collocate in
contenitori con cicli a cadenza almeno settimanale dalle emittenti
televisive all'interno della fascia oraria compresa tra le ore 7 e le
ore 24 e dalle emittenti radiofoniche all'interno della fascia oraria
compresa tra le ore 5 e le ore 1 del giorno successivo. I calendari
delle predette trasmissioni sono tempestivamente comunicati al
Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, che ne informa
l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni. Ove possibile, tali
trasmissioni sono diffuse con modalita' che ne consentano la
fruizione anche ai non udenti.

Capo II
messaggi autogestiti
in campagna referendaria


Art. 4.
Messaggi politici autogestiti gratuiti e a pagamento
1. Nel periodo di cui al precedente art. 3, comma l, le emittenti
radiofoniche e televisive private locali che diffondono le proprie
trasmissioni nella regione Sardegna, le quali accettano di
trasmettere messaggi politici autogestiti a titolo gratuito per la
presentazione delle posizioni favorevoli o contrarie al quesito
referendario, hanno altresi' la facolta' di diffondere ai medesimi
fini messaggi politici autogestiti a pagamento.
2. Il tempo complessivamente destinato alla diffusione dei messaggi
autogestiti a pagamento deve essere, di norma, pari nell'ambito della
medesima settimana a quello destinato alla prevista diffusione dei
messaggi autogestiti a titolo gratuito.
3. Le tariffe praticate ai soggetti politici richiedenti gli spazi
per messaggi autogestiti a pagamento devono essere pari al cinquanta
per cento di quelle normalmente in vigore per i messaggi pubblicitari
nelle stesse fasce orarie.

Art. 5.
Modalita' di trasmissione dei messaggi politici autogestiti gratuiti
1. Per la trasmissione dei messaggi politici autogestiti a titolo
gratuito le emittenti di cui all'art. 4, comma 1, osservano le
seguenti modalita', stabilite sulla base dei criteri fissati
dall'art. 4, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28:
a) il numero complessivo dei messaggi e' ripartito secondo quanto
previsto all'art. 3, comma 1; i messaggi sono trasmessi a parita' di
condizioni tra i soggetti politici, anche con riferimento alle fasce
orarie;
b) i messaggi sono organizzati in modo autogestito e devono avere
una durata sufficiente alla motivata esposizione di una posizione
favorevole o contraria al quesito referendario e comunque compresa, a
scelta del richiedente, fra uno e tre minuti per le emittenti
televisive e fra trenta e novanta secondi per le emittenti
radiofoniche;
c) i messaggi non possono interrompere altri programmi, ne'
essere interrotti, hanno una autonoma collocazione nella
programmazione e sono trasmessi in appositi contenitori, fino a un
massimo di sei contenitori per ogni giornata di programmazione. I
contenitori sono collocati uno per ciascuna delle seguenti fasce
orarie, progressivamente a partire dalla prima: prima fascia
18-19,59; seconda fascia 12-14,59; terza fascia 21-23,59; quarta
fascia 7-8,59; quinta fascia 15-17,59; sesta fascia 9-11,59. I
messaggi trasmessi in ciascun contenitore sono almeno due e sono
comunque ripartiti in misura uguale tra i soggetti favorevoli e
quelli contrari al quesito referendario. A tal fine, qualora il
numero dei soggetti che sostengono le due indicazioni di voto sia
diverso, l'assegnazione degli spazi ai soggetti piu' numerosi avviene
secondo un criterio di rotazione, fermi restando in ogni caso i
limiti di cui alla lettera d). L'eventuale mancanza di messaggi a
sostegno di una delle due indicazioni di voto non pregiudica, in ogni
caso, la trasmissione di quelli a sostegno dell'indicazione opposta,
ma non determina un aumento degli spazi ad essa spettanti;
d) i messaggi non sono computati nel calcolo dei limiti di
affollamento pubblicitario previsti dalla legge;
e) nessun soggetto politico puo' diffondere piu' di un messaggio
in ciascuna giornata di programmazione sulla stessa emittente;
f) ogni messaggio reca la dicitura "messaggio autogestito
gratuito" con l'indicazione del soggetto politico committente.

Art. 6.
Modalita' di trasmissione dei messaggi politici autogestiti a
pagamento
1. Per la trasmissione dei messaggi politici autogestiti a
pagamento le emittenti di cui all'art. 4, comma 1, osservano le
seguenti modalita', stabilite sulla base dei criteri fissati
dall'art. 4, comma 7, della legge 22 febbraio 2000, n. 28:
a) i messaggi sono organizzati in modo autogestito, devono avere
una durata sufficiente alla motivata esposizione di una posizione
favorevole o contraria al quesito referendario e comunque compresa, a
scelta del richiedente, fra uno e tre minuti per le emittenti
televisive e fra trenta e novanta secondi per le emittenti
radiofoniche;
b) i messaggi non possono interrompere altri programmi ne' essere
interrotti, hanno una autonoma collocazione nella programmazione e
sono trasmessi in appositi contenitori, fino ad un massimo di sei per
ogni giornata di programmazione, distinti da quelli dedicati ai
messaggi a titolo gratuito;
c) i messaggi non sono computati nel calcolo dei limiti di
affollamento pubblicitario previsti dalla legge;
d) nessun soggetto politico puo' diffondere piu' di due messaggi
in ciascuna giornata di programmazione sulla stessa emittente;
e) ogni messaggio reca la dicitura "messaggio autogestito a
pagamento"" con l'indicazione del soggetto politico committente.

Art. 7.
Comunicazioni delle emittenti e dei soggetti politici
1. Entro il quinto giorno successivo alla data di pubblicazione del
presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana, le emittenti radiofoniche e televisive locali che accettano
di trasmettere messaggi politici autogestiti a titolo gratuito e che
si avvalgono della facolta' di diffondere messaggi politici
autogestiti a pagamento:
a) rendono pubblico il loro intendimento mediante un comunicato
da trasmettere almeno una volta nella fascia di maggiore ascolto. Nel
comunicato l'emittente informa i soggetti politici che presso la sede
dell'emittente, di cui viene indicato l'indirizzo, il numero
telefonico e la persona da contattare, e' depositato un documento,
che puo' essere reso disponibile anche nel sito web dell'emittente,
concernente la trasmissione dei messaggi, il numero massimo dei
contenitori predisposti, la collocazione nel palinsesto, gli standard
tecnici richiesti e il termine di consegna per la trasmissione del
materiale autoprodotto;
b) inviano, anche a mezzo telefax, al Comitato regionale per i
servizi radiotelevisivi, che ne informa sinteticamente l'Autorita'
per le garanzie nelle comunicazioni, il documento di cui alla lettera
a), nonche', possibilmente con almeno cinque giorni di anticipo, ogni
variazione successiva del documento stesso con riguardo al numero dei
contenitori e alla loro collocazione nel palinsesto.
2. A decorrere dal sesto giorno e fino al decimo giorno successivo
alla data di pubblicazione del presente provvedimento nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica, i soggetti politici interessati a
trasmettere messaggi autogestiti comunicano alle emittenti e al
Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, anche a mezzo
telefax, le proprie richieste, indicando il proprio responsabile per
il referendum, i relativi recapiti e la durata dei messaggi.

Art. 8.
Numero complessivo dei messaggi autogestiti gratuiti
1. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni approva la
proposta del Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, ai
fini della fissazione del numero complessivo dei messaggi autogestiti
gratuiti da ripartire tra i soggetti politici richiedenti, in
relazione alle risorse disponibili previste dal decreto del Ministro
delle comunicazioni, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze per l'anno 2003.

Art. 9.
Sorteggio e collocazione dei messaggi autogestiti gratuiti
1. La collocazione dei messaggi all'interno dei singoli contenitori
previsti per il primo giorno avviene con sorteggio unico nella sede
del Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, alla presenza
di un funzionario dello stesso.
2. La collocazione nei contenitori dei giorni successivi viene
determinata, sempre alla presenza di un funzionario del Comitato di
cui al comma l, secondo un criterio di rotazione a scalare di un
posto all'interno di ciascun contenitore, in modo da rispettare il
criterio di parita' di presenze all'interno delle singole fasce.

Capo IV
programmi di informazione
nei mezzi radiotelevisivi


Art. 10.
Programmi di informazione
1. A decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana del presente provvedimento e fino alla data
di chiusura della campagna referendaria, al fine di garantire la
parita' di trattamento, l'obiettivita', la completezza e
l'imparzialita' dell'informazione, nei programmi radiotelevisivi di
informazione, riconducibili alla responsabilita' di una specifica
testata giornalistica, quando vengano trattate questioni relative ai
temi oggetto dei referendum, le posizioni dei diversi soggetti
politici impegnati a favore o contro il quesito referendario vanno
rappresentate in modo corretto e obiettivo. Resta salva per
l'emittente la liberta' di commento e di critica, in chiara
distinzione tra informazione e opinione.
2. Nel periodo di cui al precedente comma 1, in qualunque
trasmissione radiotelevisiva, diversa da quelle di comunicazione
politica e dai messaggi politici autogestiti, e' vietato fornire,
anche in forma indiretta, indicazioni o preferenze di voto relative
ai referendum. Direttori dei programmi, registi, conduttori e ospiti
devono attenersi ad un comportamento tale da non influenzare, anche
in modo surrettizio e allusivo, le libere scelte dei votanti.

Capo V
disposizioni particolari


Art. 11.
Imprese radiofoniche di partiti politici
1. In conformita' a quanto disposto dall'art. 6 della legge
22 febbraio 2000, n. 28, le disposizioni di cui ai capi primo,
secondo e terzo del presente titolo non si applicano alle imprese di
radiodiffusione sonora che risultino essere organo ufficiale di un
partito politico rappresentato in almeno un ramo del Parlamento ai
sensi dell'art. 11, comma 2, della legge 25 febbraio 1987, n. 67. Per
tali imprese e' comunque vietata la cessione, a titolo sia oneroso
sia gratuito, di spazi per messaggi autogestiti.
2. I partiti sono tenuti a fornire con tempestivita' all'Autorita'
per le garanzie nelle comunicazioni ogni indicazione necessaria a
qualificare l'impresa di radiodiffusione come organo ufficiale del
partito.

Art. 12.
Conservazione delle registrazioni
1. Le emittenti radiotelevisive sono tenute a conservare le
registrazioni della totalita' dei programmi trasmessi sino al giorno
della votazione per i tre mesi successivi a tale data e, comunque, a
conservare, sino alla conclusione del procedimento, le registrazioni
dei programmi in ordine ai quali sia stata notificata contestazione
di violazione di disposizioni della legge 22 febbraio 2000, n. 28,
ovvero di quelle emanate dalla Commissione parlamentare per
l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi o
recate dal presente provvedimento.

TITOLO III
Stampa quotidiana e periodica


Art. 13.
Comunicato preventivo per la diffusione di messaggi politici
elettorali su quotidiani e periodici
1. Entro il quinto giorno successivo alla data di pubblicazione del
presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana, gli editori di quotidiani e periodici che intendano
diffondere a qualsiasi titolo, fino a tutto il penultimo giorno prima
delle votazioni, nelle forme ammesse dall'art. 7, comma 2, della
legge 22 febbraio 2000, n. 28, messaggi politici elettorali relativi
ai referendum sono tenuti a dare notizia dell'offerta dei relativi
spazi attraverso un apposito comunicato pubblicato sulla stessa
testata interessata alla diffusione di messaggi politici elettorali.
Per la stampa periodica si tiene conto della data di effettiva
distribuzione, desumibile dagli adempimenti di deposito delle copie
d'obbligo e non di quella di copertina. Ove in ragione della
periodicita' della testata non sia stato possibile pubblicare sulla
stessa nel termine predetto il comunicato preventivo, la diffusione
dei messaggi non potra' avere inizio che dal numero successivo a
quello recante la pubblicazione del comunicato sulla testata, salvo
che il comunicato sia stato pubblicato, nel termine prescritto e nei
modi di cui al comma 2, su altra testata, quotidiana o periodica, di
analoga diffusione.
2. Il comunicato preventivo deve essere pubblicato con adeguato
rilievo, sia per collocazione, sia per modalita' grafiche, e deve
precisare le condizioni generali dell'accesso, nonche' l'indirizzo e
il numero di telefono della redazione della testata presso cui e'
depositato un documento analitico, consultabile su richiesta,
concernente:
a) le condizioni temporali di prenotazione degli spazi con
puntuale indicazione del termine ultimo, rapportato ad ogni singolo
giorno di pubblicazione entro il quale gli spazi medesimi possono
essere prenotati;
b) le tariffe per l'accesso a tali spazi, quali autonomamente
determinate per ogni singola testata, nonche' le eventuali condizioni
di gratuita';
c) ogni eventuale ulteriore circostanza od elemento tecnico
rilevante per la fruizione degli spazi medesimi, in particolare la
definizione del criterio di accettazione delle prenotazioni in base
alla loro progressione temporale.
3. Devono essere riconosciute ai soggetti politici richiedenti gli
spazi per messaggi politici elettorali relativi ai referendum le
condizioni di migliore favore praticate ad uno di essi per il modulo
acquistato.
4. Ogni editore e' tenuto a fare verificare in modo documentale, su
richiesta dei soggetti politici interessati, le condizioni praticate
per l'accesso agli spazi in questione, nonche' i listini in relazione
ai quali ha determinato le tariffe per gli spazi medesimi.
5. Nel caso di edizioni locali o comunque di pagine locali di
testate a diffusione nazionale, tali intendendosi ai fini del
presente atto le testate con diffusione pluriregionale, dovranno
indicarsi distintamente le tariffe praticate per le pagine locali e
le pagine nazionali, nonche', ove diverse, le altre modalita' di cui
al comma 2.
6. La pubblicazione del comunicato preventivo di cui al comma l
costituisce condizione per la diffusione dei messaggi politici
elettorali nel periodo considerato dallo stesso comma 1. In caso di
mancato rispetto del termine a tale fine stabilito nel comma l e
salvo quanto previsto nello stesso comma per le testate periodiche,
la diffusione dei messaggi puo' avere inizio dal secondo giorno
successivo alla data di pubblicazione del comunicato preventivo.

Art. 14.
Pubblicazione di messaggi politici elettorali su quotidiani e
periodici
1. I messaggi politici elettorali di cui all'art. 7 della legge 22
febbraio 2000, n. 28, devono essere riconoscibili, anche mediante
specifica impaginazione in spazi chiaramente evidenziati, secondo
modalita' uniformi per ciascuna testata, e devono recare la dicitura
""messaggio politico referendario"" con l'indicazione del soggetto
politico committente.
2. Sono vietate forme di messaggio politico elettorale diverse da
quelle elencate al comma 2 dell'art. 7 della legge 22 febbraio 2000,
n. 28.

Art. 15.
Organi ufficiali di stampa dei partiti
1. Le disposizioni sulla diffusione, a qualsiasi titolo, di
messaggi politici relativi ai referendum su quotidiani e periodici e
sull'accesso in condizioni di parita' ai relativi spazi non si
applicano agli organi ufficiali di stampa dei partiti e movimenti
politici e alle stampe dei soggetti politici interessati ai
referendum di cui all'art. 2, comma 1.
2. Si considera organo ufficiale di partito o movimento politico il
giornale quotidiano o periodico che risulta registrato come tale ai
sensi dell'art. 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, ovvero che
rechi indicazione in tale senso nella testata, ovvero che risulti
indicato come tale nello statuto o altro atto ufficiale del partito o
del movimento politico.
3. I partiti e i movimenti politici e i soggetti politici
interessati ai referendum sono tenuti a fornire con tempestivita'
all'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni ogni indicazione
necessaria a qualificare gli organi ufficiali di stampa dei partiti e
dei movimenti politici, nonche' le stampe di soggetti politici
interessati ai referendum.

TITOLO IV
Sondaggi politici ed elettorali


Art. 16.
Divieto di sondaggi politici ed elettorali
1. Nei quindici giorni precedenti la data della votazione e fino
alla chiusura delle operazioni di voto, e' vietato rendere pubblici o
comunque diffondere i risultati, anche parziali, di sondaggi
demoscopici sull'esito delle votazioni e sugli orientamenti politici
e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati
effettuati in un periodo precedente a quello del divieto. E' vietata,
altresi', la pubblicazione e la trasmissione dei risultati di quesiti
rivolti in modo sistematico a determinate categorie di soggetti
perche' esprimano con qualsiasi mezzo e in qualsiasi forma le proprie
preferenze di voto o i propri orientamenti politici.
2. Nel periodo che precede quello di cui al comma 1 la diffusione o
pubblicazione integrale o parziale dei risultati dei sondaggi
politici deve essere obbligatoriamente corredata da una ""nota
informativa"" che ne costituisce parte integrante e contiene le
seguenti indicazioni, di cui e' responsabile il soggetto che realizza
il sondaggio:
a) il soggetto che ha realizzato il sondaggio;
b) il committente e l'acquirente del sondaggio;
c) i criteri seguiti per la formazione del campione, specificando
se si tratta di ""sondaggio rappresentativo"" o di ""sondaggio non
rappresentativo"";
d) il metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei
dati;
e) il numero delle persone interpellate e l'universo di
riferimento;
f) il testo integrale delle domande rivolte o, nel caso di
pubblicazione parziale del sondaggio, dei singoli quesiti ai quali si
fa riferimento;
g) la percentuale delle persone che hanno risposto a ciascuna
domanda;
h) la data in cui e' stato realizzato il sondaggio.
3. I sondaggi di cui al comma 2, inoltre, possono essere diffusi
soltanto se contestualmente resi disponibili dal committente nella
loro integralita' e corredati della "nota informativa"" di cui al
medesimo comma 2 sull'apposito sito web istituito e tenuto a cura del
Dipartimento per l'informazione e l'editoria presso la Presidenza del
Consiglio dei Ministri www.sondaggipoliticoelettorali.it, ai sensi
dell'art. 8, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28.
4. In caso di pubblicazione dei risultati dei sondaggi a mezzo
stampa, la ""nota informativa"" di cui al comma 2 e' sempre
evidenziata con apposito riquadro.
5. In caso di diffusione dei risultati dei sondaggi sui mezzi di
comunicazione televisiva, la "nota informativa"" di cui al comma 2
viene preliminarmente letta dal conduttore e appare in apposito
sottotitolo a scorrimento.
6. In caso di diffusione radiofonica dei risultati dei sondaggi, la
""nota informativa"" di cui al comma 2 viene letta ai
radioascoltatori.

TITOLO V
Vigilanza e sanzioni


Art. 17.
Compiti del Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi
1. Il Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi assolve
nell'ambito territoriale di competenza, oltre a quelli previsti agli
articoli 7, 8 e 9, i seguenti compiti:
a) di vigilanza sulla corretta e uniforme applicazione della
legislazione vigente e del presente provvedimento da parte delle
emittenti locali, nonche' delle disposizione dettate per la
concessionaria del servizio pubblico dalla Commissione parlamentare
per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
per quanto concerne le trasmissioni a carattere regionale;
b) di accertamento delle eventuali violazioni, trasmettendo i
relativi atti e gli eventuali supporti e formulando le conseguenti
proposte all'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni per i
provvedimenti di competenza di quest'ultima, secondo quanto stabilito
all'art. 18 del presente provvedimento.

Art. 18.
Procedimenti sanzionatori
1. Le violazioni delle disposizioni della legge 22 febbraio 2000,
n. 28, nonche' di quelle emanate dalla Commissione parlamentare per
l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi o
dettate con il presente atto, sono perseguite d'ufficio
dall'Autorita', al fine dell'adozione dei provvedimenti previsti
dall'art. 10 della medesima legge. Ciascun soggetto politico
interessato puo' comunque denunciare tali violazioni entro il termine
perentorio di dieci giorni dal fatto.
2. La denuncia delle violazioni prevista al comma 1 deve essere
inviata, anche a mezzo telefax, a ciascuno dei destinatari indicati
dall'art. 10, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28.
3. La denuncia indirizzata all'Autorita' e' procedibile solo se
sottoscritta in maniera leggibile e accompagnata dalla documentazione
comprovante l'avvenuto invio della denuncia medesima anche agli altri
destinatari indicati dalla legge.
4. La denuncia contiene, a pena di inammissibilita', l'indicazione
dell'emittente e della trasmissione, ovvero dell'editore e del
giornale o periodico, cui sono riferibili le presunte violazioni
segnalate, completa, rispettivamente, di data e orario della
trasmissione, ovvero di data ed edizione, nonche' di una motivata
argomentazione.
5. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni provvede
direttamente alle istruttorie sommarie di cui al comma 1 riguardanti
emittenti radiotelevisive nazionali ed editori di giornali e
periodici, mediante le proprie strutture, che si avvalgono, a tale
fine, del nucleo della Guardia di finanza istituito presso
l'Autorita' stessa.
6. I procedimenti riguardanti le emittenti radiotelevisive locali
sono istruiti sommariamente dal Comitato regionale per i servizi
radiotelevisivi, che formula le relative proposte all'Autorita'
secondo quanto previsto al comma 8.
7. Il gruppo della Guardia di finanza competente per territorio,
ricevuta la denuncia della violazione, da parte di emittenti
radiotelevisive locali, delle disposizioni di cui al comma 1,
provvede entro le dodici ore successive all'acquisizione delle
registrazioni e alla trasmissione delle stesse agli uffici del
competente Comitato di cui al comma 6, dandone immediato avviso,
anche a mezzo telefax, all'Autorita' per le garanzie nelle
comunicazioni.
8. Il Comitato di cui al comma 6 procede ad una istruttoria
sommaria, se del caso contesta i fatti, anche a mezzo telefax, sente
gli interessati ed acquisisce le eventuali controdeduzioni nelle
ventiquattro ore successive alla contestazione. Qualora, allo scadere
dello stesso termine, non si sia pervenuti ad un adeguamento, anche
in via compositiva, agli obblighi di legge mediante immediato
ripristino dell'equilibrio nell'accesso ai mezzi di comunicazione
politica, secondo le modalita' di cui ai commi 3, 4 e 5 dell'art. 10
della legge 22 febbraio 2000, n. 28, lo stesso Comitato trasmette
atti e supporti acquisiti, ivi incluso uno specifico verbale di
accertamento, redatto, ove necessario, in cooperazione con il
competente gruppo della Guardia di finanza, all'Autorita' per le
garanzie nelle comunicazioni, che provvede nel termine di cui al
comma 2 del precitato art. 10, decorrente dalla data di deposito
presso gli uffici del Dipartimento garanzie e contenzioso
dell'Autorita' medesima.
9. In ogni caso, il Comitato di cui al comma 6 segnala
tempestivamente all'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni le
attivita' svolte e la sussistenza di episodi rilevanti o ripetuti di
mancata attuazione della vigente normativa.
10. Il competente ispettorato territoriale del Ministero delle
comunicazioni collabora, a richiesta, con il Comitato regionale per i
servizi radiotelevisivi.
11. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni verifica il
rispetto dei propri provvedimenti ai fini previsti dall'art. 1, comma
31, della legge 31 luglio 1997, n. 249.

Art. 19.
Modifica alla delibera n. 51/03/CSP
1. All'art. 8, comma 1, della delibera n. 51/03/CSP le parole
""dall'art. 1, comma 3, del decreto 3 aprile 2002 del Ministro delle
comunicazioni di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze"" sono sostituite da ""dal decreto del Ministro delle
comunicazioni di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze per l'anno 2003".
Il presente provvedimento e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana, nel Bollettino ufficiale dell'Autorita'
per le garanzie nelle comunicazioni ed e' reso disponibile nel sito
web della stessa Autorita': www.agcom.it
Napoli, 2 aprile 2003
Il presidente: Cheli