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   03-05-2004 - Legge
 

   La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga

la seguente legge:


Capo I
PRINCIPI GENERALI

Art. 1.
(Ambito di applicazione e finalita)

1. La presente legge individua i principi generali che informano
l'assetto del sistema radiotelevisivo nazionale, regionale e locale,
e lo adegua all'avvento della tecnologia digitale e al processo di
convergenza tra la radiotelevisione e altri settori delle
comunicazioni interpersonali e di massa, quali le telecomunicazioni,
l'editoria, anche elettronica, ed INTERNET in tutte le sue
applicazioni.
2. Sono comprese nell'ambito di applicazione della presente legge le
trasmissioni di programmi televisivi, di programmi radiofonici e di
programmi-dati, anche ad accesso condizionato, nonche' la fornitura
di servizi interattivi associati e di servizi di accesso
condizionato, su frequenze terrestri, via cavo e via satellite.


Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto
dall'amministrazione competente per materia, ai sensi
dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e' operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita'
europee (GUCE).



Art. 2.
(Definizioni)

1. Ai fini della presente legge si intende per:
a) "programmi televisivi" e "programmi radiofonici" l'insieme,
predisposto da un fornitore, dei contenuti unificati da un medesimo
marchio editoriale e destinati alla fruizione del pubblico,
rispettivamente, mediante la trasmissione televisiva o radiofonica
con ogni mezzo; l'espressione "programmi" riportata senza
specificazioni si intende riferita a programmi sia televisivi che
radiofonici;
b) "programmi-dati" i servizi di informazione costituiti da prodotti
editoriali elettronici, trasmessi da reti radiotelevisive e diversi
dai programmi radiotelevisivi, non prestati su richiesta individuale,
incluse le pagine informative teletext e le pagine di dati;
c) "operatore di rete" il soggetto titolare del diritto di
installazione, esercizio e fornitura di una rete di comunicazione
elettronica su frequenze terrestri in tecnica digitale, via cavo o
via satellite, e di impianti di messa in onda, multiplazione,
distribuzione e diffusione delle risorse frequenziali che consentono
la trasmissione dei programmi agli utenti;
d) "fornitore di contenuti" il soggetto che ha la responsabilita'
editoriale nella predisposizione dei programmi televisivi o
radiofonici e dei relativi programmi-dati destinati alla diffusione
anche ad accesso condizionato su frequenze terrestri in tecnica
digitale, via cavo o via satellite o con ogni altro mezzo di
comunicazione elettronica e che e' legittimato a svolgere le
attivita' commerciali ed editoriali connesse alla diffusione delle
immagini o dei suoni e dei relativi dati;
e) "fornitore di servizi interattivi associati o di servizi di
accesso condizionato" il soggetto che fornisce, attraverso
l'operatore di rete, servizi al pubblico di accesso condizionato
mediante distribuzione agli utenti di chiavi numeriche per
l'abilitazione alla visione dei programmi, alla fatturazione dei
servizi ed eventualmente alla fornitura di apparati, ovvero che
fornisce servizi della societa' dell'informazione ai sensi
dell'articolo 1, numero 2), della direttiva 98/34/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, come modificata dalla
direttiva 98/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20
luglio 1998, ovvero fornisce una guida elettronica ai programmi;
f) "accesso condizionato" ogni misura e sistema tecnico in base ai
quali l'accesso in forma intelligibile al servizio protetto sia
subordinato a preventiva ed individuale autorizzazione da parte del
fornitore del servizio;
g) "sistema integrato delle comunicazioni" il settore economico che
comprende le seguenti attivita': stampa quotidiana e periodica;
editoria annuaristica ed elettronica anche per il tramite di
INTERNET; radio e televisione; cinema; pubblicita' esterna;
iniziative di comunicazione di prodotti e servizi; sponsorizzazioni;
h) "servizio pubblico generale radiotelevisivo" il pubblico servizio
esercitato su concessione nel settore radiotelevisivo mediante la
complessiva programmazione, anche non informativa, della societa'
concessionaria, secondo le modalita' e nei limiti indicati dalla
presente legge e dalle altre norme di riferimento;
i) "ambito nazionale" l'esercizio dell'attivita' di radiodiffusione
televisiva o radiofonica non limitata all'ambito locale;
l) "ambito locale" l'esercizio dell'attivita' di radiodiffusione
televisiva in uno o piu' bacini, comunque non superiori a sei, anche
non limitrofi, purche' con copertura inferiore al 50 per cento della
popolazione nazionale; l'ambito e' denominato "regionale" o
"provinciale" quando il bacino di esercizio dell'attivita' di
radiodiffusione televisiva e' unico e ricade nel territorio di una
sola regione o di una sola provincia, e l'emittente non trasmette in
altri bacini; l'espressione "ambito locale" riportata senza
specificazioni si intende riferita anche alle trasmissioni in ambito
regionale o provinciale;
m) "opere europee" le opere originarie:
1) di Stati membri dell'Unione europea;
2) di Stati terzi europei che siano parti della Convenzione europea
sulla televisione transfrontaliera, fatta a Strasburgo il 5 maggio
1989 e resa esecutiva dalla legge 5 ottobre 1991, n. 327, purche' le
opere siano realizzate da uno o piu' produttori stabiliti in uno di
questi Stati o siano prodotte sotto la supervisione e il controllo
effettivo di uno o piu' produttori stabiliti in uno di questi Stati
oppure il contributo dei co-produttori di tali Stati sia prevalente
nel costo totale della co-produzione e questa non sia controllata da
uno o piu' produttori stabiliti al di fuori di tali Stati;
3) di altri Stati terzi europei, realizzate in via esclusiva, o in
co-produzione con produttori stabiliti in uno o piu' Stati membri
dell'Unione europea, da produttori stabiliti in uno o piu' Stati
terzi europei con i quali la Comunita' europea abbia concluso accordi
nel settore dell'audiovisivo, qualora queste opere siano realizzate
principalmente con il contributo di autori o lavoratori residenti in
uno o piu' Stati europei.


Note all'art. 2:
- L'art. 1, n. 2), della direttiva 98/34/CE del
Parlamento Europeo e del Consiglio del 22 giugno 1998
(pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita'
Europee n. L 204 del 21 luglio 1998), come modificata dalla
direttiva 98/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 20 luglio 1998 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
delle Comunita' europee L 217 del 5 agosto 1998), che
prevede una procedura d'informazione nel settore delle
norme e delle regolamentazioni tecniche, e' il seguente:
«Articolo 1. - Ai sensi della presente direttiva si
intende per:
1) (omissis);
2) «servizio»: qualsiasi servizio della societa'
dell'informazione, vale a dire qualsiasi servizio prestato
normalmente dietro retribuzione, a distanza, per via
elettronica e a richiesta individuale di un destinatario di
servizi.
Ai fini della presente definizione si intende:
«a distanza»: un servizio fornito senza la presenza
simultanea delle parti;
«per via elettronica»: un servizio inviato
all'origine e ricevuto a destinazione mediante attrezzature
elettroniche di trattamento (compresa la compressione
digitale) e di memorizzazione di dati, e che e' interamente
trasmesso, inoltrato e ricevuto mediante fili, radio, mezzi
ottici od altri mezzi elettromagnetici;
«a richiesta individuale di un destinatario di
servizi»: un servizio fornito mediante trasmissione di dati
su richiesta individuale.
Nell'allegato V figura un elenco indicativo di servizi
non contemplati da tale definizione.
La presente direttiva non si applica:
ai servizi di radiodiffusione sonora;
ai servizi di radiodiffusione televisiva di cui
all'art. 1, lettera a) della direttiva 89/552/CEE;
(Omissis)».
- La legge 5 ottobre 1991, n. 327, recante: «Ratifica
ed esecuzione della convenzione europea sulla televisione
transfrontaliera, con annesso, fatta a Strasburgo il
5 maggio 1989», e' pubblicata nel Supplemento ordinario
alla Gazzetta Ufficiale 28 ottobre 1991, n. 253.



Art. 3.
(Principi fondamentali)

1. Sono principi fondamentali del sistema radiotelevisivo la garanzia
della liberta' e del pluralismo dei mezzi di comunicazione
radiotelevisiva, la tutela della liberta' di espressione di ogni
individuo, inclusa la liberta' di opinione e quella di ricevere o di
comunicare informazioni o idee senza limiti di frontiere,
l'obiettivita', la completezza, la lealta' e l'imparzialita'
dell'informazione, l'apertura alle diverse opinioni e tendenze
politiche, sociali, culturali e religiose e la salvaguardia delle
diversita' etniche e del patrimonio culturale, artistico e
ambientale, a livello nazionale e locale, nel rispetto delle liberta'
e dei diritti, in particolare della dignita' della persona, della
promozione e tutela del benessere, della salute e dell'armonico
sviluppo fisico, psichico e morale del minore, garantiti dalla
Costituzione, dal diritto comunitario, dalle norme internazionali
vigenti nell'ordinamento italiano e dalle leggi statali e regionali.



Art. 4.
(Principi a garanzia degli utenti)

1. La disciplina del sistema radiotelevisivo, a tutela degli utenti,
garantisce:
a) l'accesso dell'utente, secondo criteri di non discriminazione, ad
un'ampia varieta' di informazioni e di contenuti offerti da una
pluralita' di operatori nazionali e locali, favorendo a tale fine la
fruizione e lo sviluppo, in condizioni di pluralismo e di liberta' di
concorrenza, delle opportunita' offerte dall'evoluzione tecnologica
da parte dei soggetti che svolgono o intendono svolgere attivita' nel
sistema delle comunicazioni;
b) la trasmissione di programmi che rispettino i diritti fondamentali
della persona, essendo, comunque, vietate le trasmissioni che
contengono messaggi cifrati o di carattere subliminale, o che
contengono incitamenti all'odio comunque motivato o che, anche in
relazione all'orario di trasmissione, possono nuocere allo sviluppo
fisico, psichico o morale dei minori, o che presentano scene di
violenza gratuita o insistita o efferata o pornografiche, salve le
norme speciali per le trasmissioni ad accesso condizionato che
comunque impongano l'adozione di un sistema di controllo specifico e
selettivo;
c) la diffusione di trasmissioni pubblicitarie e di televendite leali
ed oneste, che rispettino la dignita' della persona, non evochino
discriminazioni di razza, sesso e nazionalita', non offendano
convinzioni religiose o ideali, non inducano a comportamenti
pregiudizievoli per la salute, la sicurezza e l'ambiente, non possano
arrecare pregiudizio morale o fisico a minorenni, non siano inserite
nei cartoni animati destinati ai bambini o durante la trasmissione di
funzioni religiose e siano riconoscibili come tali e distinte dal
resto dei programmi con mezzi di evidente percezione con esclusione
di quelli che si avvalgono di una potenza sonora superiore a quella
ordinaria dei programmi, fermi gli ulteriori limiti e divieti
previsti dalle leggi vigenti;
d) la diffusione di trasmissioni sponsorizzate che rispettino la
responsabilita' e l'autonomia editoriale del fornitore di contenuti
nei confronti della trasmissione, siano riconoscibili come tali e non
stimolino all'acquisto o al noleggio dei prodotti o dei servizi dello
sponsor, salvi gli ulteriori limiti e divieti stabiliti dalle leggi
vigenti in relazione alla natura dell'attivita' dello sponsor o
all'oggetto della trasmissione;
e) la trasmissione di apposita rettifica, quando l'interessato si
ritenga leso nei suoi interessi morali o materiali da trasmissioni o
notizie contrarie a verita', purche' tale rettifica non abbia
contenuto che possa dare luogo a responsabilita' penali o civili e
non sia contraria al buon costume;
f) la diffusione di un congruo numero di programmi radiotelevisivi
nazionali e locali in chiaro, ponendo limiti alla capacita'
trasmissiva destinata ai programmi criptati e garantendo l'adeguata
copertura del territorio nazionale o locale; la presente disposizione
non si applica per la diffusione via satellite;
g) la diffusione su programmi in chiaro, in diretta o in differita,
delle trasmissioni televisive che abbiano ad oggetto eventi,
nazionali e non, indicati in un'apposita lista approvata con
deliberazione dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni in
quanto aventi particolare rilevanza per la societa'.
2. E' favorita la ricezione da parte dei cittadini con disabilita'
sensoriali dei programmi radiotelevisivi, prevedendo a tale fine
l'adozione di idonee misure, sentite le associazioni di categoria.
3. Il trattamento dei dati personali delle persone fisiche e degli
enti nel settore radiotelevisivo e' effettuato nel rispetto dei
diritti, delle liberta' fondamentali, nonche' della dignita' umana,
con particolare riferimento alla riservatezza e all'identita'
personale, in conformita' alla legislazione vigente in materia.



Art. 5.
(Principi a salvaguardia del pluralismo e della concorrenza del
sistema radiotelevisivo)

1. Il sistema radiotelevisivo, a garanzia del pluralismo dei mezzi di
comunicazione radio televisiva, si conforma ai seguenti principi:
a) tutela della concorrenza nel mercato radiotelevisivo e dei mezzi
di comunicazione di massa e nel mercato della pubblicita' e tutela
del pluralismo dei mezzi di comunicazione radiotelevisiva, vietando a
tale fine la costituzione o il mantenimento di posizioni lesive del
pluralismo, secondo i criteri fissati nella presente legge, anche
attraverso soggetti controllati o collegati, ed assicurando la
massima trasparenza degli assetti societari;
b) previsione di differenti titoli abilitativi per lo svolgimento
delle attivita' di operatore di rete o di fornitore di contenuti
televisivi o di fornitore di contenuti radiofonici oppure di
fornitore di servizi interattivi associati o di servizi di accesso
condizionato, con la previsione del regime dell'autorizzazione per
l'attivita' di operatore di rete, per le attivita' di fornitore di
contenuti televisivi o di fornitore di contenuti radiofonici oppure
di fornitore di servizi interattivi associati o di servizi di accesso
condizionato; l'autorizzazione non comporta l'assegnazione delle
radiofrequenze, che e' effettuata con distinto provvedimento in
applicazione della deliberazione dell'Autorita' per le garanzie nelle
comunicazioni del 15 novembre 2001, n. 435/01/CONS, pubblicata nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 284 del 6 dicembre
2001, e successive modificazioni;
c) previsione di titoli abilitativi distinti per lo svolgimento,
rispettivamente, su frequenze terrestri o via cavo o via satellite,
anche da parte dello stesso soggetto, delle attivita' di cui alla
lettera b) e previsione di una sufficiente durata dei relativi titoli
abilitativi, comunque non inferiore a dodici anni per le attivita' su
frequenze terrestri in tecnica digitale, con possibilita' di rinnovo
per eguali periodi;
d) previsione di titoli distinti per lo svolgimento delle attivita'
di fornitura di cui alla lettera b), rispettivamente, in ambito
nazionale o in ambito locale, quando le stesse siano esercitate su
frequenze terrestri, stabilendo, comunque, che uno stesso soggetto o
soggetti tra di loro in rapporto di controllo o di collegamento non
possono essere, contemporaneamente, titolari di autorizzazione per la
fornitura di contenuti in ambito nazionale e in ambito locale e che
non possono essere rilasciate autorizzazioni che consentano ad ogni
fornitore di contenuti in ambito locale di irradiare nello stesso
bacino piu' del 20 per cento di programmi televisivi numerici in
ambito locale;
e) obbligo per gli operatori di rete:
1) di garantire parita' di trattamento ai fornitori di contenuti non
riconducibili a societa' collegate e controllate, rendendo
disponibili a questi ultimi le stesse informazioni tecniche messe a
disposizione dei fornitori di contenuti riconducibili a societa'
collegate e controllate;
2) di non effettuare discriminazioni nello stabilire gli opportuni
accordi tecnici in materia di qualita' trasmissiva e condizioni di
accesso alla rete fra soggetti autorizzati a fornire contenuti
appartenenti a societa' controllanti, controllate o collegate e
fornitori indipendenti di contenuti e servizi, prevedendo, comunque,
che gli operatori di rete cedano la propria capacita' trasmissiva a
condizioni di mercato nel rispetto dei principi e dei criteri fissati
dal regolamento relativo alla radiodiffusione terrestre in tecnica
digitale, di cui alla deliberazione dell'Autorita' per le garanzie
nelle comunicazioni 15 novembre 2001, n. 435/01/CONS;
3) di utilizzare, sotto la propria responsabilita', le informazioni
ottenute dai fornitori di contenuti non riconducibili a societa'
collegate e controllate, esclusivamente per il fine di concludere
accordi tecnici e commerciali di accesso alla rete, con divieto di
trasmettere a societa' controllate o collegate o a terzi le
informazioni ottenute;
f) i fornitori di contenuti, in caso di cessione dei diritti di
sfruttamento degli stessi, sono tenuti a farlo senza pratiche
discriminatorie tra le diverse piattaforme distributive, alle
condizioni di mercato, fermi restando il rispetto dei diritti di
esclusiva, le norme in tema di diritto d'autore e la libera
negoziazione tra le parti;
g) obbligo di separazione contabile per le imprese operanti nel
settore delle comunicazioni radiotelevisive in tecnica digitale, al
fine di consentire l'evidenziazione dei corrispettivi per l'accesso e
l'interconnessione alle infrastrutture di comunicazione,
l'evidenziazione degli oneri relativi al servizio pubblico generale,
la valutazione dell'attivita' di installazione e gestione delle
infrastrutture separata da quella di fornitura dei contenuti o dei
servizi, ove svolte dallo stesso soggetto, e la verifica
dell'insussistenza di sussidi incrociati e di pratiche
discriminatorie, prevedendo, comunque, che:
1) il fornitore di contenuti in ambito nazionale che sia anche
fornitore di servizi adotti un sistema di contabilita' se parata per
ciascuna autorizzazione;
2) l'operatore di rete in ambito televisivo nazionale che sia anche
fornitore di contenuti e fornitore di servizi interattivi associati o
di servizi di accesso condizionato sia tenuto alla separazione
societaria; la presente disposizione non si applica alle emittenti
televisive che diffondono esclusivamente via cavo o via satellite
nonche' ai fornitori di contenuti in ambito locale e agli operatori
di rete in ambito locale;
h) diritto di tutti i fornitori di contenuti radiotelevisivi di
effettuare collegamenti in diretta e di trasmettere dati e
informazioni all'utenza sulle stesse frequenze assegnate;
i) previsione di specifiche forme di tutela dell'emittenza in favore
delle minoranze linguistiche riconosciute dalla legge;
l) la titolarita' di concessione o di autorizzazione per la
radiodiffusione sonora o televisiva da' diritto di ottenere dal
comune competente il rilascio di concessione edilizia per gli
impianti di diffusione e di collegamento eserciti e per le relative
infrastrutture compatibilmente con la disciplina vigente in materia
di realizzazione di infrastrutture di comunicazione elettronica.
2. All'articolo 8, comma 8, della legge 6 agosto 1990, n. 223, le
parole: "il 5 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "il 10 per
cento".


Note all'art. 5:
- Si riporta il testo dell'art. 8 della legge 6 agosto
1990, n. 223, recante: «Disciplina del sistema
radiotelevisivo pubblico e privato», pubblicata nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale 9 agosto
1990, n. 185, come modificato dalla legge qui' pubblicata,
e' il seguente:
«Art. 8 (Disposizioni sulla pubblicita). - 1. La
pubblicita' radiofonica e televisiva non deve offendere la
dignita' della persona, non deve evocare discriminazioni di
razza, sesso e nazionalita', non deve offendere convinzioni
religiose ed ideali, non deve indurre a comportamenti
pregiudizievoli per la salute, la sicurezza e l'ambiente,
non deve arrecare pregiudizio morale o fisico a minorenni,
e ne e' vietato l'inserimento nei programmi di cartoni
animati.
2. La pubblicita' televisiva e radiofonica deve essere
riconoscibile come tale ed essere distinta dal resto dei
programmi con mezzi ottici o acustici di evidente
percezione.
2-bis. E' fatto divieto alla concessionaria pubblica e
ai concessionari privati per la radiodiffusione sonora e
televisiva di trasmettere sigle e messaggi pubblicitari con
potenza sonora superiore a quella ordinaria dei programmi.
3. In relazione a quanto previsto dalla direttiva del
Consiglio delle Comunita' europee del 3 ottobre 1989
(89/552/CEE) l'inserimento di messaggi pubblicitari durante
la trasmissione di opere teatrali, cinematografiche,
liriche e musicali e consentito negli intervalli
abitualmente effettuati nelle sale teatrali e
cinematografiche. Per le opere di durata programmata
superiore a quarantacinque minuti e' consentita una
ulteriore interruzione per ogni atto o tempo. E' consentita
una ulteriore interruzione se la durata programmata
dell'opera supera di almeno venti minuti due o piu' atti o
tempi di quarantacinque minuti ciascuno.
4. Il Garante, sentita un'apposita commissione,
composta da non oltre cinque membri e da lui stesso
nominata tra personalita' di riconosciuta competenza,
determina le opere di alto valore artistico, nonche' le
trasmissioni a carattere educativo e religioso che non
possono subire interruzioni pubblicitarie.
5. E' vietata la pubblicita' radiofonica e televisiva
dei medicinali e delle cure mediche disponibili unicamente
con ricetta medica. Il Ministro delle poste e delle
telecomunicazioni emana con proprio decreto norme
sull'inserimento dei messaggi pubblicitari in attuazione
degli articoli 13, 15 e 16 della direttiva del Consiglio
delle Comunita' europee del 3 ottobre 1989 (89/552/CEE).
6. La trasmissione di messaggi pubblicitari da parte
della concessionaria pubblica non puo' eccedere il 4 per
cento dell'orario settimanale di programmazione ed il 12
per cento di ogni ora; un'eventuale eccedenza, comunque non
superiore al 2 per cento nel corso di un'ora, deve essere
recuperata nell'ora antecedente o successiva
7. La trasmissione di spot pubblicitari televisivi da
parte dei concessionari privati per la radiodiffusione
televisiva in ambito nazionale non puo' eccedere il 15 per
cento dell'orario giornaliero di programmazione ed il 18
per cento di ogni ora; una eventuale eccedenza, comunque
non superiore al 2 per cento nel corso di un'ora, deve
essere recuperata nell'ora antecedente o successiva. Un
identico limite e' fissato per i concessionari privati
autorizzati, ai sensi dell'art. 21, a trasmettere in
contemporanea su almeno dodici bacini di utenza, con
riferimento al tempo di programmazione in contemporanea.
8. La trasmissione di messaggi pubblicitari radiofonici
da parte dei concessionari privati non puo' eccedere per
ogni ora di programmazione, rispettivamente, il 18 per
cento per la radiodiffusione sonora in ambito nazionale, il
25 per cento per la radiodiffusione sonora in ambito
locale, il 10 per cento per la radiodiffusione sonora
nazionale o locale da parte di concessionaria a carattere
comunitario. Un'eventuale eccedenza di messaggi
pubblicitari, comunque non superiore al 2 per cento nel
corso di un'ora, deve essere recuperata nell'ora
antecedente o in quella successiva.
9. La trasmissione di messaggi pubblicitari televisivi
da parte dei concessionari privati per la radiodiffusione
televisiva in ambito locale non puo' eccedere il 25 per
cento di ogni ora di programmazione e il 15 per cento di
ogni ora e di ogni giorno di programmazione. Un'eventuale
eccedenza, comunque non supenore al 2 per cento nel corso
di un ora, deve essere recuperata nell'ora antecedente o
successiva.
9-bis. Il tempo massimo di trasmissione quotidiana
dedicato alla pubblicita' da parte dei concessionari
privati per la radiodiffusione televisiva in ambito
nazionale e' portato al 20 per cento se comprende forme di
pubblicita' diverse dagli spot pubblicitari come le offerte
fatte direttamente al pubblico ai fini della vendita,
dell'acquisto o del noleggio di prodotti oppure della
fornitura di servizi, fermi restando i limiti di
affollamento giornaliero e orario di cui al comma 7 per gli
spot pubblicitari. Per i medesimi concessionari il tempo di
trasmissione dedicato a tali forme di pubblicita' diverse
dagli spot pubblicitari non deve comunque superare un'ora e
12 minuti al giorno.
9-ter. Per quanto riguarda i concessionari per la
radiodiffusione televisiva in ambito locale, il tempo
massimo di trasmissione quotidiana dedicato alla
pubblicita', qualora siano comprese le altre forme di
pubblicita' di cui al comma 9-bis, come le offerte fatte
direttamente al pubblico, e' portato al 40 per cento fermo
restando il limite di affollamento orario e giornaliero per
gli spot di cui al comma 9.
9-quater. Ai concessionari privati per la
radiodiffusione televisiva in ambito locale gli indici di
cui al comma 9-ter si applicano a partire dal 31 dicembre
1993.
10. La pubblicita' locale e' riservata ai concessionari
privati per la radiodiffusione in ambito locale: pertanto i
concessionari privati per la radiodiffusione sonora e
televisiva in ambito nazionale e la concessionaria pubblica
devono trasmettere messaggi pubblicitari
contemporaneamente, e con l'identico contenuto, su tutti i
bacini serviti. I concessionari privati che abbiano
ottenuto la autorizzazione di cui all'art. 21, possono
trasmettere, oltre alla pubblicita' nazionale, pubblicita'
locale diversificata per ciascuna zona oggetto della
autorizzazione, interrompendo temporaneamente
l'interconnessione.
11. Sono nulle e si hanno per non apposte le clausole
dei contratti di pubblicita' che impongono ai concessionari
privati di trasmettere programmi diversi o aggiuntivi
rispetto ai messaggi pubblicitari.
12. Ai sensi della presente legge per sponsorizzazione
si intende ogni contributo di un'impresa pubblica o
privata, non impegnata in attivita' televisive o
radiofoniche o di produzione di opere audiovisive o
radiofoniche, al finanziamento di programmi, allo scopo di
promuovere il suo nome, il suo marchio, la sua immagine, le
sue attivita' o i suoi prodotti.
13. I programmi sponsorizzati devono rispondere ai
seguenti criteri:
a) il contenuto e la programmazione di una
trasmissione sponsorizzata non possono in nessun caso
essere influenzati dallo sponsor in maniera tale da ledere
la responsabilita' e l'autonomia editoriale dei
concessionari privati o della concessionaria pubblica nei
confronti delle trasmissioni;
b) devono essere chiaramente riconoscibili come
programmi sponsorizzati e indicare il nome o il logotipo
dello sponsor all'inizio o alla fine del programma;
b-bis) non devono stimolare all'acquisto o al
noleggio dei prodotti o servizi dello sponsor o di un
terzo, specialmente facendo riferimenti specifici di
carattere promozionale a detti prodotti o servizi.
14. I programmi non possono essere sponsorizzati da
persone fisiche o giuridiche la cui attivita' principale
consista nella fabbricazione o vendita di sigarette o di
altri prodotti del tabacco, nella fabbricazione o vendita
di superalcolici, nella fabbricazione o vendita di
medicinali ovvero nella prestazione di cure mediche
disponibili unicamente con ricetta medica.
15. Il Garante, entro centottanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, propone al Ministro
delle poste e delle telecomunicazioni, che provvede, entro
novanta giorni, con decreto, una piu' dettagliata
regolamentazione in materia di sponsorizzazioni, sia per la
concessionaria pubblica sia per i concessionari privati.
16. Entro il 30 giugno di ciascun anno il Presidente
del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle
poste e delle telecomunicazioni, di concerto con il
Ministro delle partecipazioni statali e sentiti il Garante
ed il Consiglio dei ministri, stabilisce il limite massimo
degli introiti pubblicitari quale fonte accessoria di
proventi che la concessionaria pubblica potra' conseguire
nell'anno successivo. Tale limite viene fissato applicando,
a quello stabilito per l'anno precedente, la variazione
percentuale prevista per il gettito pubblicitario
radiotelevisivo per l'anno in corso. Ove il gettito
pubblicitario previsto si discosti da quello effettivo, il
limite massimo degli introiti pubblicitari per l'anno
successivo terra' conto dell'aumento o della diminuzione
verificatisi.
17. Le disposizioni di cui ai commi 6 e 16 del presente
articolo e la normativa di cui alla legge 14 aprile 1975,
n. 103, art. 15, hanno validita' fino al 31 dicembre 1992.
In tempo utile il Garante propone, nella relazione annuale
di cui al comma 13 dell'art. 6, in relazione alle nuove
dimensioni comunitarie e all'andamento del mercato
pubblicitario, le necessarie ed opportune modificazioni
alla suddetta normativa. Il Governo provvede alle
conseguenti iniziative legislative.
18. L'articolo 21, legge 14 aprile 1975, n. 103, e'
abrogato».



Art. 6.
(Principi generali in materia di informazione e di ulteriori compiti
di pubblico servizio nel settore radiotelevisivo)

1. L'attivita' di informazione radiotelevisiva, da qualsiasi
emittente esercitata, costituisce un servizio di interesse generale
ed e' svolta nel rispetto dei principi di cui al presente capo.
2. La disciplina dell'informazione radiotelevisiva, comunque,
garantisce:
a) la presentazione veritiera dei fatti e degli avvenimenti, in modo
tale da favorire la libera formazione delle opinioni, comunque non
consentendo la sponsorizzazione dei notiziari;
b) la trasmissione quotidiana di telegiornali o giornali radio da
parte dei soggetti abilitati a fornire contenuti in ambito nazionale
o locale su frequenze terrestri;
c) l'accesso di tutti i soggetti politici alle trasmissioni di
informazione e di propaganda elettorale e politica in condizioni di
parita' di trattamento e di imparzialita', nelle forme e secondo le
modalita' indicate dalla legge;
d) la trasmissione dei comunicati e delle dichiarazioni ufficiali
degli organi costituzionali indicati dalla legge;
e) l'assoluto divieto di utilizzare metodologie e tecniche capaci di
manipolare in maniera non riconoscibile allo spettatore il contenuto
delle informazioni.
3. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni stabilisce
ulteriori regole per le emittenti radiotelevisive in ambito nazionale
per rendere effettiva l'osservanza dei principi di cui al presente
capo nei programmi di informazione e di propaganda.
4. La presente legge individua gli ulteriori e specifici compiti e
obblighi di pubblico servizio che la societa' concessionaria del
servizio pubblico generale radiotelevisivo e' tenuta ad adempiere
nell'ambito della sua complessiva programmazione, anche non
informativa, ivi inclusa la produzione di opere audiovisive europee
realizzate da produttori indipendenti, al fine di favorire
l'istruzione, la crescita civile e il progresso sociale, di
promuovere la lingua italiana e la cultura, di salvaguardare
l'identita' nazionale e di assicurare prestazioni di utilita'
sociale.
5. Il contributo pubblico percepito dalla societa' concessionaria del
servizio pubblico generale radiotelevisivo, risultante dal canone di
abbonamento alla radiotelevisione, e' utilizzabile esclusivamente ai
fini dell'adempimento dei compiti di servizio pubblico generale
affidati alla stessa, con periodiche verifiche di risultato e senza
turbare le condizioni degli scambi e della concorrenza nella
Comunita' europea. Ferma la possibilita' per la societa'
concessionaria di stipulare contratti o convenzioni a prestazioni
corrispettive con pubbliche amministrazioni, sono escluse altre forme
di finanziamento pubblico in suo favore.



Art. 7.
(Principi generali in materia di emittenza radiotelevisiva di ambito
locale)

1. L'emittenza radiotelevisiva di ambito locale valorizza e promuove
le culture regionali o locali, nel quadro dell'unita' politica,
culturale e linguistica del Paese. Restano ferme le norme a tutela
delle minoranze linguistiche riconosciute dalla legge.
2. La disciplina del sistema di radiodiffusione televisiva tutela
l'emittenza in ambito locale e riserva, comunque, un terzo della
capacita' trasmissiva, determinata con l'adozione del piano di
assegnazione delle frequenze per la diffusione televisiva su
frequenze terrestri, ai soggetti titolari di autorizzazione alla
fornitura di contenuti destinati alla diffusione in tale ambito.
3. Un medesimo soggetto non puo' detenere piu' di tre concessioni o
autorizzazioni per la radiodiffusione televisiva all'interno di
ciascun bacino di utenza in ambito locale e piu' di sei per bacini
regionali anche non limitrofi. Alle emittenti che trasmettono in
ambito provinciale, fermi restando i limiti fissati all'articolo 2,
comma 1, lettera l), e' consentito di trasmettere, indipendentemente
dal numero delle concessioni o delle autorizzazioni, in un'area di
servizio complessiva non superiore ai sei bacini regionali sopra
indicati. E' consentita la programmazione anche unificata sino
all'intero arco della giornata. Nel limite massimo di sei concessioni
o autorizzazioni sono considerate anche quelle detenute all'interno
di ciascun bacino di utenza. Fino alla completa attuazione del piano
nazionale di assegnazione delle frequenze televisive in tecnica
digitale e' consentito ai soggetti legittimamente operanti in ambito
locale alla data di entrata in vigore della presente legge di
proseguire nell'esercizio anche nei bacini eccedenti i predetti
limiti. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche
alle emissioni televisive provenienti da Campione d'Italia.
4. Fino alla completa attuazione del piano nazionale di assegnazione
delle frequenze radiofoniche e televisive in tecnica digitale le
emittenti radiotelevisive locali possono trasmettere programmi ovvero
messaggi pubblicitari differenziati per non oltre un quarto delle ore
di trasmissione giornaliera in relazione alle diverse aree
territoriali comprese nel bacino di utenza per il quale e' rilasciata
la concessione o l'autorizzazione. Successivamente all'attuazione dei
predetti piani, tale facolta' e' consentita ai titolari di
autorizzazione alla fornitura di contenuti in ambito locale. Alle
emittenti radiotelevisive locali e' consentito, anche ai predetti
fini di trasmissione di programmi e messaggi pubblicitari
differenziati, di diffondere i propri programmi attraverso piu'
impianti di messa in onda, nonche' di utilizzare, su base di non
interferenza, i collegamenti di telecomunicazioni a tale fine
necessari. Alle medesime e', altresi', con sentito di utilizzare i
collegamenti di telecomunicazioni necessari per le comunicazioni e i
transiti di servizio, per la trasmissione dati indipendentemente
dall'ambito di copertura e dal mezzo trasmissivo, per i tele-allarmi
direzionali e per i collegamenti fissi e temporanei tra emittenti.
L'utilizzazione di tutti i predetti collegamenti di telecomunicazioni
non comporta il pagamento di ulteriori canoni o contributi oltre
quello stabilito per l'attivita' di radiodiffusione sonora e
televisiva locale.
5. Le imprese di radiodiffusione televisiva in ambito locale che si
impegnano entro due mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge a trasmettere televendite per oltre l'80 per cento
della propria programmazione non sono soggette al limite di
affollamento del 40 per cento previsto dall'articolo 8, comma 9-ter,
della legge 6 agosto 1990, n. 223, come modificato dal comma 6 del
presente articolo, nonche' agli obblighi informativi previsti per le
emittenti televisive locali. Tali emittenti non possono beneficiare
di contributi, provvidenze o incentivi previsti in favore delle
emittenti radiotelevisive locali dalla legislazione vigente. Entro
centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, sentite le competenti Commissioni parlamentari, e' adottato un
apposito regolamento dal Ministro delle comunicazioni, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze, ai sensi dell'articolo
17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, in cui vengono
definiti i criteri, secondo il principio di proporzionalita', per la
revoca di contributi, provvidenze o incentivi previsti in favore
delle emittenti radiofoniche e televisive che diffondano messaggi
pubblicitari ingannevoli, con particolare attenzione alla diffusione
reiterata di messaggi volti all'abuso della credulita' popolare anche
in considerazione dell'attivita' del Comitato di controllo di cui
all'articolo 3 del "Codice di autoregolamentazione in materia di
televendite e spot di televendita di beni e servizi di astrologia, di
cartomanzia ed assimilabili, di servizi relativi ai pronostici
concernenti il gioco del lotto, enalotto, superenalotto, totocalcio,
totogol, totip, lotterie e giochi similari", costituito in data 24
luglio 2002, e delle eventuali violazioni riscontrate dal medesimo
Comitato.
6. All'articolo 8, comma 9-ter, della legge 6 agosto 1990, n. 223, le
parole: "35 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "40 per
cento".
7. Alle emittenti televisive in ambito locale le cui trasmissioni
siano destinate unicamente al territorio nazionale, ad eccezione
delle trasmissioni effettuate in interconnessione, in deroga alle
disposizioni di cui alla direttiva 89/552/CEE del Consiglio, del 3
ottobre 1989, e successive modificazioni, in tema di messaggi
pubblicitari durante la trasmissione di opere teatrali,
cinematografiche, liriche e musicali, sono consentite, oltre a quelle
inserite nelle pause naturali delle opere medesime, due interruzioni
pubblicitarie per ogni atto o tempo indipendentemente dalla durata
delle opere stesse; per le opere di durata programmata compresa tra
novanta e centonove minuti sono consentite analogamente due
interruzioni pubblicitarie per ogni atto o tempo; per le opere di
durata programmata uguale o superiore a centodieci minuti sono
consentite tre interruzioni pubblicitarie piu' una interruzione
supplementare ogni quarantacinque minuti di durata programmata
ulteriore ai centodieci minuti. Si intende per durata programmata il
tempo di trasmissione compreso tra l'inizio della sigla di apertura e
la fine della sigla di chiusura del programma oltre alla pubblicita'
inserita, come previsto nella programmazione del palinsesto.
8. All'articolo 1, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 175, come
modificato dall'articolo 3 della legge 26 febbraio 1999, n. 42, e
dall'articolo 12, comma 1, della legge 14 ottobre 1999, n. 362, le
parole: "e attraverso giornali quotidiani e periodici di
informazione" sono sostituite dalle seguenti: ", attraverso giornali
quotidiani e periodici di informazione e le emittenti radiotelevisive
locali". All'articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n.
175, come modificato dall'articolo 3 della legge 26 febbraio 1999, n.
42, e dall'articolo 12, comma 4, della legge 14 ottobre 1999, n. 362,
le parole: "e attraverso giornali quotidiani e periodici di
informazione" sono sostituite dalle seguenti: ", attraverso giornali
quotidiani e periodici di informazione e le emittenti radiotelevisive
locali".
9. All'articolo 6, comma 1, lettera b), del regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 2001, n. 430, e'
aggiunto, in fine, il seguente periodo: "; per le emittenti
radiofoniche si considerano presenti alle manifestazioni anche gli
ascoltatori che intervengono alle stesse attraverso collegamento
radiofonico, ovvero qualsivoglia altro collegamento a distanza".
10. Le somme che le amministrazioni pubbliche o gli enti pubblici
anche economici destinano, per fini di comunicazione istituzionale,
all'acquisto di spazi sui mezzi di comunicazione di massa, devono
risultare complessivamente impegnate, sulla competenza di ciascun
esercizio finanziario, per almeno il 15 per cento a favore
dell'emittenza privata televisiva locale e radiofonica locale
operante nei territori dei Paesi membri dell'Unione europea e per
almeno il 50 per cento a favore dei giornali quotidiani e periodici
11. Le somme di cui al comma 10 sono quelle destinate alle spese per
acquisto di spazi pubblicitari, esclusi gli oneri relativi alla loro
realizzazione.
12. Le amministrazioni pubbliche e gli enti pubblici anche economici
sono tenuti a dare comunicazione all'Autorita' per le garanzie nelle
comunicazioni delle somme impegnate per l'acquisto, ai fini di
pubblicita' istituzionale, di spazi sui mezzi di comunicazione di
massa. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, anche
attraverso i Comitati regionali per le comunicazioni, vigila sulla
diffusione della comunicazione pubblica a carattere pubblicitario sui
diversi mezzi di comunicazione di massa. I pubblici ufficiali e gli
amministratori degli enti pubblici che non adempiono agli obblighi di
cui al comma 10 sono soggetti alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da un minimo di 1.040 euro a un massimo di
5.200 euro. Competente all'accertamento, alla contestazione e
all'applicazione della sanzione e' l'Autorita' per le garanzie nelle
comunicazioni. Si applicano le disposizioni contenute nel Capo I,
sezioni I e II, della legge 24 novembre 1981, n. 689.
13. L'accesso alle provvidenze di cui all'articolo 11 della legge 25
febbraio 1987, n. 67, e successive modificazioni, agli articoli 4 e 8
della legge 7 agosto 1990, n. 250, e all'articolo 7 del decreto-legge
27 agosto 1993, n. 323, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
ottobre 1993, n. 422, e' altresi' previsto anche per i canali
tematici autorizzati alla diffusione via satellite, con esclusione di
quelli ad accesso condizionato, come definiti dall'articolo 1,
lettera c), del regolamento concernente la promozione della
distribuzione e della produzione di opere europee, di cui alla
deliberazione dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni 16
marzo 1999, n. 9/1999, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del
24 maggio 1999, che si impegnano a trasmettere programmi di
informazione alle condizioni previste dall'articolo 7 del citato
decreto-legge n. 323 del 1993, convertito, con modificazioni, dalla
legge n. 422 del 1993.
14. All'articolo 8, comma 8, della legge 6 agosto 1990, n. 223, e
successive modificazioni, le parole: "il 20 per cento per la
radiodiffusione sonora in ambito locale" sono sostituite dalle
seguenti: "il 25 per cento per la radiodiffusione sonora in ambito
locale".
15. All'articolo 8, comma 9, della legge 6 agosto 1990, n. 223, e
successive modificazioni, le parole: "il 20 per cento" sono
sostituite dalle seguenti: "il 25 per cento".
16. La trasmissione di dati e di informazioni all'utenza di cui
all'articolo 3, comma 17, della legge 31 luglio 1997, n. 249, e
successive modificazioni, puo' comprendere anche la diffusione di
inserzioni pubblicitarie.
17. Le sanzioni amministrative irrogate a imprese radiofoniche o
televisive locali ai sensi dell'articolo 174-bis della legge 22
aprile 1941, n. 633, come modificato dall'articolo 27 del decreto
legislativo 9 aprile 2003, n. 68, vengono ridotte come segue, qualora
l'impresa radiofonica o televisiva locale abbia provveduto a
regolarizzare entro la data di entrata in vigore della presente legge
la propria posizione relativamente alla violazione contestata:
riduzione a un decimo dell'importo minimo qualora le sanzioni
amministrative contestate siano di importo inferiore o pari a 50.000
euro; riduzione a un ventesimo dell'importo minimo qualora le
sanzioni amministrative contestate siano di importo eccedente 50.000
euro. Il pagamento delle sanzioni amministrative cosi' ridotte dovra'
avvenire entro i trenta giorni successivi alla data di entrata in
vigore della presente legge. Qualora l'importo dovuto sia superiore a
5.000 euro, potra' essere corrisposto in tre rate bimestrali, la
prima delle quali con scadenza nel termine di trenta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge.


Note all'art. 7:
- Per l'art. 8, comma 9-ter, della legge 6 agosto 1990,
n. 223, si vedano note all'articolo 5.
- L'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988,
n. 400, recante: «Disciplina dell'attivita' di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri.»,
pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214, e' il seguente:
«3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del ministro o di
autorita' sottordinate al ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu' ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interininisteriali non
possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti
emanati da! Governo. Essi debbono essere comunicati al
Presidente del Consiglio dei ministri prima della loro
emanazione».
- L'articolo 3 del «Codice di autoregolamentazione in
materia di televendite e spot di televendita di beni e
servizi di astrologia di cartomanzia ed assimilabili, di
servizi relativi ai pronostici concernenti il gioco del
lotto, enalotto, superenalotto, totocalcio, totogol, totip,
lotterie e giochi similari», e' il seguente:
«Art. 3 (Comitato di controllo). - 1. Il rispetto e
l'applicazione del presente Codice di Autoregolamentazione
sono affidati ad un Comitato di controllo di dodici membri
nominati dal Ministro delle comunicazioni di cui sei membri
quali espressione dell'emittenza televisiva, sulla base
delle indicazioni formulate dalle associazioni
dell'emittenza televisiva privata locale e nazionale
presenti nella Commissione per l'assetto del sistema
radiotelevisivo e che hanno sottoscritto il presente Codice
e dalla concessionaria del servizio pubblico, nonche' da
sei membri, tra cui il Presidente della Commissione per
l'assetto del sistema radiotelevisivo, quali espressioni
del Ministero delle comunicazioni, dell'Autorita' per le
garanzie nelle comunicazioni, del Consiglio nazionale degli
utenti e dei Corecom/Corerat, sulla base delle indicazioni
dei singoli organismi. Il Presidente del Comitato e'
nominato tra i rappresentanti del Ministero delle
comunicazioni. Il Comitato dura in carica due anni.
2. Il Comitato di controllo ha sede presso il Ministero
delle comunicazioni. Il Comitato puo' operare in sezioni di
almeno quattro membri ciascuna scelti in numero paritario
tra i rappresentanti dell'emittenza e delle Istituzioni. I
membri di ciascuna sezione nominano tra di loro un
vicepresidente. Il Comitato si avvale di una segreteria
tecnica istituita a cura del Ministero delle comunicazioni.
Il Comitato puo' richiedere al Ministero delle
comunicazioni le dotazioni degli strumenti tecnici
necessari per il raggiungimento delle finalita' del
presente codice di autoregolamentazione.
3. Il Comitato di controllo vigila sul corretto
rispetto del presente Codice di autoregolamentazione a
seguito di segnalazioni che provengano allo stesso da parte
di cittadini, associazioni od imprese. E' consentita la
partecipazione al procedimento aperto dal Comitato di
controllo dei soggetti che hanno segnalato l'infrazione. In
ogni caso, questi saranno informati del suo esito a cura
dello stesso Comitato.
4. Ove riscontri una violazione ai principi del Codice
di autoregolamentazione, il Comitato di controllo la
segnala all'Azienda interessata, invitandola a presentare
eventuali controdeduzioni entro quindici giorni. Per la
valutazione della documentazione prodotta il Comitato puo'
avvalersi dell'opera di esperti. Nei casi di urgenza ovvero
di palese e grave violazione delle regole del codice, il
Comitato puo' adottare provvedimenti d'urgenza provvisori
nella forma dell'ammonizione o dell'invito a sospendere le
trasmissioni fino all'esito del procedimento.
5. Il Comitato valuta la questione nella sua interezza
(responsabilita', gravita' del danno, modalita' della
violazione) ed emette una motivata e pubblica decisione.
Nelle sezioni del Comitato le decisioni devono essere prese
all'unanimita'; in caso contrario la decisione viene
demandata al Comitato in seduta plenaria, che delibera con
il voto della maggioranza dei membri presenti.
6. Quando la decisione stabilisce che la pubblicita' o
la televendita esaminata non e' conforme alle norme del
presente Codice di autoregolamentazione, il Comitato di
controllo dispone che la parte o le parti interessate
desistano dalla trasmissione della stessa, nei termini
indicati dalla medesima decisione. Il Comitato di controllo
deposita la decisione presso la Segreteria che ne trasmette
copia alle parti interessate, entro dieci giorni
dall'adozione della decisione stessa.
7. Nei casi piu' gravi ovvero di ripetute violazioni il
Comitato puo' imporre all'Azienda inadempiente di
comunicare le decisioni ai propri utenti.
8. Il Comitato redige un rapporto annuale, destinato al
Ministro delle comunicazioni, sulla attivita' di vigilanza
svolta, sull'applicazione del codice di
autoregolamentazione, sui risultati conseguiti e sul suo
impatto sulle pubbliche amministrazioni, sui cittadini e
sulle imprese».
- Il testo integrale del Codice autoregolamentazione in
materia di televendite e spot di televendita di beni e
servizi di astrologia, di cartomanzia ed assimilabili, di
servizi relativi ai pronostici concernenti il gioco del
lotto, enalotto, superenalotto, totocalcio, totogol, totip,
lotterie e giochi similari e' consultabile sul sito
www.comunicazioni.it
- La direttiva 89/552/CEE del Consiglio, del 3 ottobre
1989, relativa al coordinamento di determinate disposizioni
legislative, regolamentari e amministrative degli Stati
membri concernenti l'esercizio delle attivita' televisive,
e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita'
europee n. L 298 del 17 ottobre 1989.
- La direttiva 97/36/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 30 giugno 1997 che modifica la direttiva
89/552/CEE e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle
Comunita' europee n. L 202 del 30 luglio 1997.
- Il testo vigente dell'art. 1, della legge 5 febbraio
1992, n. 175, recante: «Norme in materia di pubblicita'
sanitaria e di repressione dell'esercizio abusivo delle
professioni sanitarie», pubblicata nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale 29 febbraio 1992, n. 50,
gia' modificato dall'art. 3 della legge 26 febbraio 1999,
n. 42, e dall'art. 12, comma 1, della legge 14 ottobre
1999, n. 362, come ulteriormente modificato dalla legge
qui' pubblicata, e' il seguente:
«Art. 1. La pubblicita' concernente l'esercizio delle
professioni sanitarie e delle professioni sanitarie
ausiliarie previste e regolamentate dalle leggi vigenti e'
consentita soltanto mediante targhe apposte sull'edificio
in cui si svolge l'attivita' professionale, nonche'
mediante inserzioni sugli elenchi telefonici, sugli elenchi
generali di categoria e attraverso periodici destinati
esclusivamente agli esercenti le professioni sanitarie,
attraverso giornali quotidiani e periodici di informazione
e le emittenti radiotelevisive locali.
2. Le targhe e le inserzioni di cui al comma 1 possono
contenere solo le seguenti indicazioni:
a) nome, cognome, indirizzo, numero telefonico ed
eventuale recapito del professionista e orario delle visite
o di apertura al pubblico;
b) titoli di studio, titoli accademici, titoli di
specializzazione e di carriera, senza abbreviazione che
possano indurre in equivoco;
c) onorificenze concesse o riconosciute dallo Stato.
3. L'uso della qualifica di specialista e' consentito
soltanto a coloro che abbiano conseguito il relativo
diploma ai sensi della normativa vigente. E vietato l'uso
di titoli, compresi quelli di specializzazione conseguiti
all'estero, se non riconosciuti dallo Stato.
4. Il medico non specialista puo' fare menzione della
particolare disciplina specialistica che esercita, con
espressioni che ripetano la denominazione ufficiale della
specialita' e che non inducano in errore o equivoco sul
possesso del titolo di specializzazione, quando abbia
svolto attivita' professionale nella disciplina medesima
per un periodo almeno pari alla durata legale del relativo
corso universitario di specializzazione presso strutture
sanitarie o istituzioni private a cui si applicano le
norme, in tema di autorizzazione e vigilanza, di cui
all'art. 43 della legge 23 dicembre 1978, n. 833.
L'attivita' svolta e la sua durata devono essere comprovate
mediante attestato rilasciato dal responsabile sanitario
della struttura o istituzione. Copia di tale attestato va
depositata presso l'ordine provinciale dei medici-chirurghi
e odontoiatri. Tale attestato non puo' costituire titolo
alcuno ai fini concorsuali e di graduatoria.
5. Le disposizioni del presente articolo si applicano
anche alle associazioni fra sanitari e alle iscrizioni sui
fogli di ricettario dei medici-chirurghi, dei laureati in
odontoiatria e protesi dentaria e dei veterinari e sulle
carte professionali usate dagli esercenti le altre
professioni di cui al comma 1».
- L'art. 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 175, come
modificato della legge qui pubblicata, e' il seguente:
«Art. 4. - 1. La pubblicita' concernente le case di
cura private e i gabinetti e ambulatori mono o
polispecialistici soggetti alle autorizzazioni di legge e'
consentita mediante targhe o insegne apposte sull'edificio