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   14-04-2004 - Delibera Autorit√†
 

  

AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI
Titolo I
DISPOSIZIONI GENERALI
L'AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

Nella riunione della Commissione per i servizi e i prodotti del
14 aprile 2004;
Visto l'art. 1, comma 6, lettera b), n. 9, della legge 31 luglio
1997, n. 249, recante «Istituzione dell'Autorita' per le garanzie
nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e
radiotelevisivo»;
Vista la legge 10 dicembre 1993, n. 515, recante «Disciplina delle
campagne elettorali per l'elezione alla Camera dei deputati e al
Senato della Repubblica», e successive modificazioni;
Vista la legge 22 febbraio 2000, n. 28, recante «Disposizioni per
la parita' di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne
elettorali e referendarie e per la comunicazione politica», come
modificata e integrata dalla legge 6 novembre 2003, n. 313;
Vista la legge 6 novembre 2003, n. 313, recante «Disposizioni per
l'attuazione del principio del pluralismo nella programmazione delle
emittenti radiofoniche e televisive locali»;
Visto il decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004,
che emana il codice di autoregolamentazione ai sensi della legge
6 novembre 2003, n. 313;
Vista la legge 8 aprile 2004, n. 90, recante «Norme in materia di
elezioni dei membri del Parlamento europeo e altre disposizioni
inerenti ad elezioni da svolgersi nell'anno 2004»;
Vista la legge 25 marzo 1993, n. 81, recante «Elezione diretta del
Sindaco e del Presidente della Provincia, del Consiglio comunale e
del Consiglio provinciale», e successive modificazioni;
Rilevato che con decreto del Ministro dell'interno 10 aprile 2004
sono state fissate per i giorni 12 e 13 giugno 2004, con eventuale
turno di ballottaggio nei giorni 26 e 27 giugno 2004, le elezioni del
sindaco e del consiglio comunale dei comuni e del presidente della
provincia e del consiglio provinciale delle province di cui
all'elenco reso disponibile sul sito web dell'Autorita' per le
garanzie nelle comunicazioni: www.agcom.it
Vista la delibera n. 42/04/CSP del 24 marzo 2004, concernente
«Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di
comunicazione politica e di parita' di accesso ai mezzi di
informazione relative alla campagna per l'elezione diretta del
sindaco e dei consigli di comuni della Provincia di Trento fissate
per il giorno 9 maggio 2004»;
Rilevato che occorre adeguare le disposizioni di cui alla predetta
delibera n. 42/04/CSP alle previsioni del codice di
autoregolamentazione, emanato ai sensi della legge 6 novembre 2003,
n. 313, con il decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile
2004;
Effettuate le consultazioni con la Commissione parlamentare per
l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
previste dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28;
Udita la relazione del Commissario relatore, dott. Giuseppe
Sangiorgi, ai sensi dell'art. 32 del regolamento concernente
l'organizzazione ed il funzionamento dell'Autorita';

Delibera:

Art. 1.
Finalita' e ambito di applicazione
1. Il presente provvedimento reca disposizioni di attuazione della
legge 22 febbraio 2000, n. 28, come modificata e integrata dalla
legge 6 novembre 2003, n. 313, in materia di disciplina dell'accesso
ai mezzi di informazione durante la campagna per le elezioni dei
sindaci e dei consigli comunali e dei presidenti della provincia e
dei consigli provinciali fissate per i giorni 12 e 13 giugno 2004, al
fine di garantire, rispetto a tutti i soggetti politici,
imparzialita' e parita' di trattamento.
2. L'elenco dei comuni e delle province interessati dalla
consultazione elettorale e' reso disponibile sul sito web
dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni: www.agcom.it




Titolo II
RADIODIFFUSIONE SONORA E TELEVISIVACapo IDisciplina delle trasmissioni delle emittentinazionali in campagna elettorale
Art. 2.
Soggetti politici
1. Ai fini del presente Capo I, in applicazione della legge
22 febbraio 2000, n. 28, si intendono per soggetti politici:
I) nel periodo intercorrente tra la data di convocazione dei
comizi elettorali e la data di presentazione delle candidature:
a) le forze politiche che costituiscono un autonomo gruppo nei
consigli comunali o provinciali da rinnovare;
b) le forze politiche, diverse da quelle di cui alla lettera
a), che siano presenti con almeno due rappresentanti al Parlamento
europeo o in uno dei due rami del Parlamento nazionale;
II) nel periodo intercorrente tra la data di presentazione delle
candidature e quella di chiusura della campagna elettorale:
a) le coalizioni collegate ad un candidato alla carica di
sindaco o di presidente della provincia;
b) le forze politiche che presentano liste di candidati o
gruppi di candidati per l'elezione del consiglio comunale o del
consiglio provinciale.



Art. 3.
Riparto degli spazi per la comunicazione politica
1. Gli spazi che ciascuna emittente televisiva o radiofonica
nazionale privata dedica alla comunicazione politica nelle forme
previste dall'art. 4, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28
sono ripartiti:
a) nel periodo intercorrente tra la data di convocazione dei
comizi elettorali e la data di presentazione delle candidature, per
il novanta per cento, ai soggetti politici di cui all'art. 2, comma
1, punto I), lettera a), tenendo conto della consistenza dei
rispettivi gruppi parlamentari, per il restante dieci per cento, ai
soggetti politici di cui all'art. 2, comma 1, punto I), lettera b),
in modo paritario;
b) nel periodo intercorrente tra la data di presentazione delle
candidature e quella di chiusura della campagna elettorale, in modo
paritario, per meta', ai soggetti politici di cui all'art. 2, comma
1, punto II), lettere a), e per l'altra meta', ai soggetti politici
di cui all'art. 2, comma 1, punto II), lettere b) e c).
2. Le trasmissioni di comunicazione politica sono collocate in
contenitori con cicli a cadenza quindicinale dalle emittenti
televisive nazionali all'interno della fascia oraria compresa tra le
ore 7 e le ore 24 e dalle emittenti radiofoniche nazionali
all'interno della fascia oraria compresa tra le ore 5 e le ore 1 del
giorno successivo. I calendari delle predette trasmissioni sono
tempestivamente comunicati, anche a mezzo telefax, all'Autorita' per
le garanzie nelle comunicazioni. Ove possibile, tali trasmissioni
sono diffuse con modalita' che ne consentano la fruizione anche ai
non udenti.
3. Ai programmi di comunicazione politica sui temi della
consultazione elettorale di cui all'art. 1, comma 1, del presente
provvedimento, non possono prendere parte persone che risultino
candidate in altre competizioni elettorali in corso e a tali
competizioni non e' comunque consentito, nel corso dei programmi
medesimi, alcun riferimento.



Art. 4.
Messaggi politici autogestiti a titolo gratuito
1. Nel periodo intercorrente tra la data di presentazione delle
candidature e quella di chiusura della campagna elettorale, le
emittenti radiofoniche e televisive nazionali private possono
trasmettere messaggi politici autogestiti a titolo gratuito per la
presentazione non in contraddittorio di liste e programmi.



Art. 5.
Modalita' di trasmissione dei messaggi politici autogestiti a titolo
gratuito
1. Per la trasmissione dei messaggi politici autogestiti a titolo
gratuito le emittenti di cui all'art. 4, comma 1, osservano le
seguenti modalita', stabilite sulla base dei criteri fissati
dall'art. 4, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28:
a) il numero complessivo dei messaggi e' ripartito secondo quanto
previsto all'art. 3, comma 1, lettera b); i messaggi sono trasmessi a
parita' di condizioni tra i soggetti politici, anche con riferimento
alle fasce orarie;
b) i messaggi sono organizzati in modo autogestito e devono avere
una durata sufficiente alla motivata esposizione di un programma o di
una opinione politica, comunque compresa, a scelta del richiedente,
fra uno e tre minuti per le emittenti televisive e fra trenta e
novanta secondi per le emittenti radiofoniche;
c) i messaggi non possono interrompere altri programmi, ne'
essere interrotti, hanno una autonoma collocazione nella
programmazione e sono trasmessi in appositi contenitori, fino a un
massimo di quattro contenitori per ogni giornata di programmazione. I
contenitori, ciascuno comprensivo di almeno tre messaggi, sono
collocati uno per ciascuna delle seguenti fasce orarie,
progressivamente a partire dalla prima: prima fascia 18/19:59;
seconda fascia 14/15:59; terza fascia 22/23:59; quarta fascia
9/10:59;
d) i messaggi non sono computati nel calcolo dei limiti di
affollamento pubblicitario previsti dalla legge;
e) ciascun messaggio puo' essere trasmesso una sola volta in
ciascun contenitore;
f) nessun soggetto politico puo' diffondere piu' di due messaggi
in ciascuna giornata di programmazione sulla stessa emittente;
g) ogni messaggio reca la dicitura «messaggio autogestito» con
l'indicazione del soggetto politico committente.



Art. 6.
Comunicazioni delle emittenti nazionali e dei soggetti politici
1. Entro il quinto giorno successivo alla data di pubblicazione del
presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana, le emittenti di cui all'art. 4, comma 1, che intendono
trasmettere messaggi politici autogestiti a titolo gratuito:
a) rendono pubblico il loro intendimento mediante un comunicato
da trasmettere almeno una volta nella fascia di maggiore ascolto. Nel
comunicato l'emittente nazionale informa i soggetti politici che
presso la sua sede, di cui viene indicato l'indirizzo, il numero
telefonico e la persona da contattare, e' depositato un documento,
che puo' essere reso disponibile anche nel sito web dell'emittente,
concernente la trasmissione dei messaggi, il numero massimo dei
contenitori predisposti, la collocazione nel palinsesto, gli standard
tecnici richiesti e il termine di consegna per la trasmissione del
materiale autoprodotto. A tale fine, le emittenti possono anche
utilizzare il modello MAG/1/EPC, reso disponibile nel sito web
dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni: www.agcom.it;
b) inviano, anche a mezzo telefax, all'Autorita' per le garanzie
nelle comunicazioni il documento di cui alla lettera a), nonche'
possibilmente con almeno cinque giorni di anticipo, ogni variazione
successiva del documento stesso con riguardo al numero dei
contenitori e alla loro collocazione nel palinsesto. A quest'ultimo
fine, le emittenti possono anche utilizzare il modello MAG/2/EPC,
reso disponibile nel predetto sito web dell'Autorita' per le garanzie
nelle comunicazioni.
2. A decorrere dal sesto giorno successivo alla data di
pubblicazione del presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana e fino al giorno precedente la data di
presentazione delle candidature, i soggetti politici interessati a
trasmettere messaggi autogestiti comunicano alle emittenti e alla
stessa Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, anche a mezzo
telefax, le proprie richieste, indicando il responsabile elettorale e
i relativi recapiti, la durata dei messaggi, nonche' dichiarando di
presentare candidature in collegi o circoscrizioni che interessino
almeno un quarto degli elettori chiamati alla consultazione, salvo i
soggetti politici rappresentativi di minoranze linguistiche
riconosciute. A tale fine, puo' anche essere utilizzato il modello
MAG/3/EPC, reso disponibile nel predetto sito web dell'Autorita' per
le garanzie nelle comunicazioni.



Art. 7.
Sorteggio e collocazione dei messaggi politici autogestiti a titolo
gratuito
1. La collocazione dei messaggi all'interno dei singoli contenitori
previsti per il primo giorno avviene con sorteggio unico nella sede
dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, alla presenza di
un funzionario della stessa.
2. La collocazione nei contenitori dei giorni successivi viene
determinata secondo un criterio di rotazione a scalare di un posto
all'interno di ciascun contenitore, in modo da rispettare il criterio
di parita' di presenze all'interno delle singole fasce.



Art. 8.
Programmi di informazione trasmessi sulle emittenti nazionali
1. A decorrere dalla data di convocazione dei comizi elettorali
fino alla chiusura delle operazioni di voto, al fine di garantire la
parita' di trattamento, l'obiettivita', la completezza e
l'imparzialita' dell'informazione, i programmi di informazione
trasmessi sulle emittenti radiofoniche e televisive nazionali
private, riconducibili alla responsabilita' di una specifica testata
giornalistica, si conformano ai seguenti criteri:
a) la presenza di candidati, esponenti di partiti e movimenti
politici, membri del Governo, delle giunte e consigli regionali e
degli enti locali e' ammessa solo in quanto risponda all'esigenza di
assicurare la completezza e l'imparzialita' dell'informazione su
fatti od eventi di interesse giornalistico legati all'attualita'
della cronaca;
b) quando vengono trattate, senza la partecipazione diretta delle
persone indicate alla lettera a), questioni relative alla
competizione elettorale, le posizioni dei diversi soggetti politici
impegnati nella competizione vanno rappresentate in modo corretto ed
obiettivo, anche con riferimento alle pari opportunita' tra i due
sessi, evitando sproporzioni nelle cronache e nelle riprese delle
persone indicate alla lettera a). Resta salva per l'emittente la
liberta' di commento e di critica che, in chiara distinzione tra
informazione e opinione, salvaguardi comunque il rispetto delle
persone;
c) fatti salvi i criteri di cui alle precedenti lettere a) e b),
nei programmi di approfondimento informativo, qualora in essi assuma
carattere rilevante l'esposizione di opinioni e valutazioni
politiche, dovra' essere complessivamente garantita, nel corso della
campagna elettorale, la presenza equilibrata di tutti i soggetti
politici che partecipano alle elezioni, assicurando sempre e comunque
un equilibrato contraddittorio.
2. La presenza delle persone di cui al comma 1, lettera a), e'
vietata in tutte le trasmissioni radiotelevisive diverse da quelle di
comunicazione politica, dai messaggi politici autogestiti e dai
programmi di informazione di cui al comma 1.
3. Nel periodo di cui al precedente comma 1, in qualunque
trasmissione radiotelevisiva, diversa da quelle di comunicazione
politica e dai messaggi politici autogestiti, e' vietato fornire,
anche in forma indiretta, indicazioni o preferenze di voto. Direttori
dei programmi, registi, conduttori ed ospiti devono attenersi ad un
comportamento tale da non influenzare, anche in modo surrettizio ed
allusivo, le libere scelte degli elettori.




Capo II
Disciplina delle trasmissionidelle emittenti locali in campagna elettorale
Art. 9.
Programmi di comunicazione politica trasmessi sulle emittenti locali
1. I programmi di comunicazione politica, come defmiti all'art. 2,
comma 1, lettera c), del codice di autoregolamentazione di cui al
decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004, che le
emittenti televisive e radiofoniche locali intendono trasmettere
devono consentire una effettiva parita' di condizioni tra i soggetti
politici competitori, anche con riferimento alle fasce orarie e al
tempo di trasmissione.
2. La parita' di condizioni di cui al comma 1 deve essere riferita
ai soggetti politici di cui all'art. 1, punto I), lettera a) e punto
II lettere a) e b).
3. Le trasmissioni di comunicazione politica sono collocate in
contenitori con cicli a cadenza quindicinale dalle emittenti
televisive locali all'interno della fascia oraria compresa tra le ore
7 e le ore 24 e dalle emittenti radiofoniche locali all'interno della
fascia oraria compresa tra le ore 5 e le ore 1 del giorno successivo.
I calendari delle predette trasmissioni sono tempestivamente
comunicati, anche a mezzo telefax, al competente Comitato regionale
per le comunicazioni o, ove non costituito, al Comitato regionale per
i servizi radiotelevisivi, che ne informa l'Autorita' per le garanzie
nelle comunicazioni. Ove possibile, tali trasmissioni sono diffuse
con modalita' che ne consentano la fruizione anche ai non udenti.
4. Ai programmi di comunicazione politica sui temi della
consultazione elettorale di cui all'art. 1, comma 1, del presente
provvedimento, non possono prendere parte persone che risultino
candidate in altre competizioni elettorali in corso e a tali
competizioni non e' comunque consentito, nel corso dei programmi
medesimi, alcun riferimento.



Art. 10.
Messaggi politici autogestiti a titolo gratuito
1. Nel periodo intercorrente tra la data di presentazione delle
candidature e quella di chiusura della campagna elettorale, le
emittenti radiofoniche e televisive locali possono trasmettere
messaggi politici autogestiti a titolo gratuito per la presentazione
non in contraddittorio di liste e programmi.
2. Per la trasmissione dei messaggi politici di cui al comma 1 le
emittenti radiofoniche e televisive locali osservano le seguenti
modalita', stabilite sulla base dei criteri fissati dall'art. 4,
comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28:
a) il numero complessivo dei messaggi e' ripartito secondo quanto
previsto all'art. 3, comma 1, lettera b); i messaggi sono trasmessi a
parita' di condizioni tra i soggetti politici, anche con riferimento
alle fasce orarie;
b) i messaggi sono organizzati in modo autogestito e devono avere
una durata sufficiente alla motivata esposizione di un programma o di
una opinione politica, comunque compresa, a scelta del richiedente,
fra uno e tre minuti per le emittenti televisive e fra trenta e
novanta secondi per le emittenti radiofoniche;
c) i messaggi non possono interrompere altri programmi, ne'
essere interrotti, hanno una autonoma collocazione nella
programmazione e sono trasmessi in appositi contenitori, fino a un
massimo di sei contenitori per ogni giornata di programmazione. I
contenitori, ciascuno comprensivo di almeno tre messaggi, sono
collocati uno per ciascuna delle seguenti fasce orarie,
progressivamente a partire dalla prima: prima fascia 18/19:59;
seconda fascia 12/14:59; terza fascia 21/23:59; quarta fascia 7/8:59;
quinta fascia 15/17:59; sesta fascia 9/11:59;
d) i messaggi non sono computati nel calcolo dei limiti di
affollamento pubblicitario previsti dalla legge;
e) nessun soggetto politico puo' diffondere piu' di un messaggio
in ciascuna giornata di programmazione sulla stessa emittente;
f) ogni messaggio per tutta la sua durata reca la dicitura
«messaggio elettorale gratuito» con l'indicazione del soggetto
politico committente.



Art. 11.
Comunicazioni delle emittenti locali e dei soggetti politici relative
ai messaggi politici auto gestiti a titolo gratuito
1. Entro il quinto giorno successivo alla data di pubblicazione del
presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana, le emittenti radiofoniche e televisive locali che
trasmettono messaggi politici autogestiti a titolo gratuito:
a) rendono pubblico il loro intendimento mediante un comunicato
da trasmettere almeno una volta nella fascia di maggiore ascolto. Nel
comunicato l'emittente locale informa i soggetti politici che presso
la sua sede, di cui viene indicato l'indirizzo, il numero telefonico
e la persona da contattare, e' depositato un documento, che puo'
essere reso disponibile anche sul sito web dell'emittente,
concernente la trasmissione dei messaggi, il numero massimo dei
contenitori predisposti, la collocazione nel palinsesto, gli standard
tecnici richiesti e il termine di consegna per la trasmissione del
materiale autoprodotto. A tale fine, le emittenti possono anche
utilizzare i modelli MAG/1/EPC resi disponibili nel sito web
dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni: www.agcom.it;
b) inviano, anche a mezzo telefax, al competente Comitato
regionale per le comunicazioni o, ove non costituito, al Comitato
regionale per i servizi radiotelevisivi, che ne informa l'Autorita'
per le garanzie nelle comunicazioni, il documento di cui alla lettera
a), nonche', possibilmente con almeno cinque giorni di anticipo, ogni
variazione apportata successivamente al documento stesso con riguardo
al numero dei contenitori e alla loro collocazione nel palinsesto. A
quest'ultimo fine, le emittenti possono anche utilizzare i modelli
MAG/2/EPC resi disponibili nel predetto sito web dell'Autorita' per
le garanzie nelle comunicazioni.
2. A decorrere dal sesto giorno successivo alla data di
pubblicazione del presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana e fino al giorno di presentazione delle
candidature, i soggetti politici interessati a trasmettere i suddetti
messaggi autogestiti comunicano, anche a mezzo telefax, alle
emittenti e ai competenti Comitati regionali per le comunicazioni o,
ove non costituiti, ai Comitati regionali per i servizi
radiotelevisivi, che ne informano l'Autorita' per le garanzie nelle
comunicazioni, le proprie richieste, indicando il responsabile
elettorale e i relativi recapiti, la durata dei messaggi. A tale
fine, possono anche essere utilizzati i modelli MAG/3/EPC resi
disponibili nel predetto sito web dell'Autorita' per le garanzie
nelle comunicazioni.



Art. 12.
Numero complessivo dei messaggi politici autogestiti a titolo
gratuito
1. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni approva la
proposta del competente Comitato regionale per le comunicazioni o,
ove questo non sia ancora stato costituito, del Comitato regionale
per i servizi radiotelevisivi, ai fini della fissazione del numero
complessivo dei messaggi autogestiti gratuiti da ripartire tra i
soggetti politici richiedenti in ciascuna regione, in relazione alle
risorse disponibili previste dal decreto del Ministro delle
comunicazioni, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze per l'anno 2004.



Art. 13.
Sorteggi e collocazione dei messaggi politici autogestiti a titolo
gratuito
1. La collocazione dei messaggi all'interno dei singoli contenitori
previsti per il primo giorno avviene con sorteggi unici nella sede
del Comitato regionale per le comunicazioni o, ove non costituito,
del Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, nella cui area
di competenza ha sede o domicilio eletto l'emittente che trasmettera'
i messaggi, alla presenza di un funzionario dello stesso.
2. La collocazione nei contenitori dei giorni successivi viene
determinata, sempre alla presenza di un funzionario del Comitato,
secondo un criterio di rotazione a scalare di un posto all'interno di
ciascun contenitore, in modo da rispettare il criterio di parita' di
presenze all'interno delle singole fasce.



Art. 14.
Messaggi politici autogestiti a pagamento
1. Nel periodo intercorrente tra la data di presentazione delle
candidature e quella di chiusura della campagna elettorale, le
emittenti radiofoniche e televisive locali possono trasmettere
messaggi politici autogestiti a pagamento, come definiti all'art. 2,
comma 1, lettera d), del codice di autoregolamentazione di cui al
decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004.
2. Per l'accesso agli spazi relativi ai messaggi politici di cui al
comma 1 le emittenti radiofoniche e televisive locali devono
assicurare condizioni economiche uniformi a tutti i soggetti
politici.
3. Dalla data di convocazione dei comizi elettorali, fmo a tutto il
penultimo giorno antecedente la consultazione elettorale, le
emittenti radiofoniche e televisive locali che intendono diffondere i
messaggi politici di cui al comma 1 sono tenuti a dare notizia
dell'offerta dei relativi spazi mediante un avviso da trasmettere,
almeno una volta al giorno nella fascia oraria di maggiore ascolto,
per tre giorni consecutivi.
4. Nell'avviso di cui al comma 3 le emittenti radiofoniche e
televisive locali informano i soggetti politici che presso la propria
sede, della quale viene indicato l'indirizzo, il numero telefonico e
di fax, e' depositato un documento, consultabile su richiesta da
chiunque ne abbia interesse, concernente:
a) le condizioni temporali di prenotazione degli spazi con
l'indicazione del termine ultimo entro il quale gli spazi medesimi
possono essere prenotati;
b) le modalita' di prenotazione degli spazi;
c) le tariffe per l'accesso a tali spazi quali autonomamente
determinate da ogni singola emittente radiofonica e televisiva
locale;
d) ogni eventuale ulteriore circostanza od elemento tecnico
rilevante per la fruizione degli spazi.
5. Ciascuna emittente radiofonica e televisiva locale deve tenere
conto delle prenotazioni degli spazi da parte dei soggetti politici
in base alla loro progressione temporale.
6. Ai soggetti politici richiedenti gli spazi per i messaggi di cui
al comma 1 devono essere riconosciute le condizioni di miglior favore
praticate ad uno di essi per gli spazi acquistati.
7. Ciascuna emittente radiofonica e televisiva locale e' tenuta a
praticare, per i messaggi di cui al comma 1, una tariffa massima non
superiore al 70% del listino di pubblicita' tabellare. I soggetti
politici interessati possono richiedere di verificare in modo
documentale i listini tabellari in relazione ai quali sono state
determinate le condizioni praticate per l'accesso agli spazi per i
messaggi di cui al comma 1.
8. Nel caso di diffusione di spazi per i messaggi di cui al comma 1
differenziati per diverse aree territoriali dovranno essere indicate
anche le tariffe praticate per ogni area territoriale.
9. La prima messa in onda dell'avviso di cui ai commi 3 e 4
costituisce condizione essenziale per la diffusione dei messaggi
politici autogestiti a pagamento in periodo elettorale o
referendario.
10. Per le emittenti radiofoniche locali i messaggi di cui al
comma 1 devono essere preceduti e seguiti da un annuncio in audio del
seguente contenuto: «Messaggio elettorale a pagamento», con
l'indicazione del soggetto politico committente.
11. Per le emittenti televisive locali i messaggi di cui al comma 1
devono recare in sovrimpressione per tutta la loro durata la seguente
dicitura: «Messaggio elettorale a pagamento», con l'indicazione del
soggetto politico committente.
12. Le emittenti radiofoniche e televisive locali non possono
stipulare contratti per la cessione di spazi relativi ai messaggi
politici autogestiti a pagamento in periodo elettorale in favore di
singoli candidati per importi superiori al 75% di quelli previsti
dalla normativa in materia di spese elettorali ammesse per ciascun
candidato.



Art. 15.
Trasmissioni in contemporanea
1. Le emittenti radiofoniche e televisive locali che effettuano
trasmissioni in contemporanea con una copertura complessiva
coincidente con quella legislativamente prevista per un'emittente
nazionale sono disciplinate dal codice di autoregolamentazione di cui
al decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004 e al
presente Capo II esclusivamente per le ore di trasmissione non in
contemporanea.



Art. 16.
Programmi di informazione trasmessi sulle emittenti locali
1. A decorrere dalla data di convocazione dei comizi elettorali
fino alla chiusura delle operazioni di voto, nei programmi di
informazione, come definiti all'art. 2, comma 1, lettera b), del
codice di autoregolamentazione di cui al decreto del Ministro delle
comunicazioni 8 aprile 2004, le emittenti radiofoniche e televisive
locali devono garantire il pluralismo, attraverso la parita' di
trattamento, l'obiettivita', l'imparzialita' e l'equita'.
2. Resta comunque salva per l'emittente la liberta' di commento e
di critica, che, in chiara distinzione tra informazione e opinione,
salvaguardi comunque il rispetto delle persone. Le emittenti locali a
carattere comunitario di cui all'art. 16, comma 5, della legge
6 agosto 1990, n. 223, e all'art. 1, comma 1, lettera f), della
deliberazione 1° dicembre 1998, n. 78, della Autorita' per le
garanzie nelle comunicazioni possono esprimere i principi di cui sono
portatrici, tra quelli indicati da dette norme.
3. Nel periodi di cui al comma 1, in qualunque trasmissione
radiotelevisiva diversa da quelle di comunicazione politica e dai
messaggi politici autogestiti, e' vietato fornire, anche in forma
indiretta, indicazioni o preferenze di voto.




Capo III
Disposizioni particolari
Art. 17.
Circuiti di emittenti radiotelevisive locali
1. Ai fini del presente provvedimento, le trasmissioni in
contemporanea da parte di emittenti locali che operano in circuiti
nazionali comunque denominati sono considerate come trasmissioni in
ambito nazionale; il consorzio costituito per la gestione del
circuito o, in difetto, le singole emittenti che fanno parte del
circuito, sono tenuti al rispetto delle disposizioni previste per le
emittenti nazionali dal Capo I del presente titolo, che si applicano
altresi' alle emittenti autorizzate alla ripetizione dei programmi
esteri ai sensi dell'art. 38 della legge 14 aprile 1975, n. 103.
2. Ai fini del presente provvedimento, il circuito nazionale si
determina con riferimento all'art. 3, comma 5, della legge 31 luglio
1997, n. 249.
3. Rimangono ferme per ogni emittente del circuito, per il tempo di
trasmissione autonoma, le disposizioni previste per le emittenti
locali dal Capo I del presente titolo.
4. Ogni emittente risponde direttamente delle violazioni
realizzatesi nell'ambito delle trasmissioni in contemporanea.



Art. 18.
Imprese radiofoniche di partiti politici
1. In conformita' a quanto disposto dall'art. 6 della legge
22 febbraio 2000, n. 28, le disposizioni di cui ai Capi I, II, III e
IV del presente titolo non si applicano alle imprese di
radiodiffusione sonora che risultino essere organo ufficiale di un
partito politico rappresentato in almeno un ramo del Parlamento ai
sensi dell'art. 11, comma 2, della legge 25 febbraio 1987, n. 67. Per
tali imprese e' comunque vietata la cessione, a titolo sia oneroso
sia gratuito, di spazi per messaggi autogestiti.
2. I partiti sono tenuti a fornire con tempestivita' all'Autorita'
per le garanzie nelle comunicazioni ogni indicazione necessaria a
qualificare l'impresa di radiodiffusione come organo ufficiale del
partito.



Art. 19.
Conservazione delle registrazioni
1. Le emittenti radiotelevisive sono tenute a conservare le
registrazioni della totalita' dei programmi trasmessi sino al giorno
della votazione per i tre mesi successivi a tale data e, comunque, a
conservare, sino alla conclusione del procedimento, le registrazioni
dei programmi in ordine ai quali sia stata notificata contestazione
di violazione di disposizioni della legge 10 dicembre 1993, n. 515,
della legge 22 febbraio 2000, n. 28 e del codice di
autoregolamentazione di cui al decreto del Ministro delle
comunicazioni 8 aprile 2004, nonche' di quelle emanate dalla
Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei
servizi radiotelevisivi o recate dal presente provvedimento.




Titolo III
STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA
Art. 20.
Comunicato preventivo per la diffusione di messaggi politici
elettorali su quotidiani e periodici
1. Entro il quinto giorno successivo alla data di pubblicazione del
presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana, gli editori di quotidiani e periodici che intendano
diffondere a qualsiasi titolo fino a tutto il penultimo giorno prima
delle elezioni nelle forme ammesse dall'art. 7, comma 2, della legge
22 febbraio 2000, n. 28, messaggi politici elettorali sono tenuti a
dare notizia dell'offerta dei relativi spazi attraverso un apposito
comunicato pubblicato sulla stessa testata interessata alla
diffusione di messaggi politici elettorali. Per la stampa periodica
si tiene conto della data di effettiva distribuzione, desumibile
dagli adempimenti di deposito delle copie d'obbligo e non di quella
di copertina. Ove in ragione della periodicita' della testata non sia
stato possibile pubblicare sulla stessa nel termine predetto il
comunicato preventivo, la diffusione dei messaggi non potra' avere
inizio che dal numero successivo a quello recante la pubblicazione
del comunicato sulla testata, salvo che il comunicato sia stato
pubblicato, nel termine prescritto e nei modi di cui al comma 2, su
altra testata, quotidiana o periodica, di analoga diffusione.
2. Il comunicato preventivo deve essere pubblicato con adeguato
rilievo, sia per collocazione, sia per modalita' grafiche, e deve
precisare le condizioni generali dell'accesso, nonche' l'indirizzo ed
il numero di telefono della redazione della testata presso cui e'
depositato un documento analitico, consultabile su richiesta,
concernente:
a) le condizioni temporali di prenotazione degli spazi con
puntuale indicazione del termine ultimo, rapportato ad ogni singolo
giorno di pubblicazione entro il quale gli spazi medesimi possono
essere prenotati;
b) le tariffe per l'accesso a tali spazi, quali autonomamente
determinate per ogni singola testata, nonche' le eventuali condizioni
di gratuita';
c) ogni eventuale ulteriore circostanza od elemento tecnico
rilevante per la fruizione degli spazi medesimi, in particolare la
defmizione del criterio di accettazione delle prenotazioni in base
alla loro progressione temporale.
3. Devono essere riconosciute ai soggetti politici richiedenti gli
spazi per messaggi politici elettorali le condizioni di migliore
favore praticate ad uno di essi per il modulo acquistato.
4. Ogni editore e' tenuto a fare verificare in modo documentale, su
richiesta dei soggetti politici interessati, le condizioni praticate
per l'accesso agli spazi in questione, nonche' i listini in relazione
ai quali ha determinato le tariffe per gli spazi medesimi.
5. Nel caso di edizioni locali o comunque di pagine locali di
testate a diffusione nazionale, tali intendendosi ai fini del
presente atto le testate con diffusione pluriregionale, dovranno
indicarsi distintamente le tariffe praticate per le pagine locali e
le pagine nazionali, nonche', ove diverse, le altre modalita' di cui
al comma 2.
6. La pubblicazione del comunicato preventivo di cui al comma 1
costituisce condizione per la diffusione dei messaggi politici
elettorali nel periodo considerato dallo stesso comma 1. In caso di
mancato rispetto del termine a tale fine stabilito nel comma 1 e
salvo quanto previsto nello stesso comma per le testate periodiche,
la diffusione dei messaggi puo' avere inizio dal secondo giorno
successivo alla data di pubblicazione del comunicato preventivo.



Art. 21.
Pubblicazione di messaggi politici elettorali su quotidiani e
periodici
1. I messaggi politici elettorali di cui all'art. 7 della legge
22 febbraio 2000, n. 28, devono essere riconoscibili, anche mediante
specifica impaginazione in spazi chiaramente evidenziati, secondo
modalita' uniformi per ciascuna testata, e devono recare la dicitura
«messaggio elettorale» con l'indicazione del soggetto politico
committente.
2. Sono vietate forme di messaggio politico elettorale diverse da
quelle elencate al comma 2 dell'art. 7 della legge 22 febbraio 2000,
n. 28.



Art. 22.
Organi ufficiali di stampa dei partiti
1. Le disposizioni sulla diffusione, a qualsiasi titolo, di
messaggi politici elettorali su quotidiani e periodici e sull'accesso
in condizioni di parita' ai relativi spazi non si applicano agli
organi ufficiali di stampa dei partiti e movimenti politici e alle
stampe elettorali di liste, gruppi di candidati e candidati.
2. Si considera organo ufficiale di partito o movimento politico il
giornale quotidiano o periodico che risulta registrato come tale ai
sensi dell'art. 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, ovvero che
rechi indicazione in tale senso nella testata, ovvero che risulti
indicato come tale nello statuto o altro atto ufficiale del partito o
del movimento politico.
3. I partiti, i movimenti politici, le coalizioni e le liste sono
tenuti a fornire con tempestivita' all'Autorita' per le garanzie
nelle comunicazioni ogni indicazione necessaria a qualificare gli
organi ufficiali di stampa dei partiti e dei movimenti politici,
nonche' le stampe elettorali di coalizioni, liste, gruppi di
candidati e candidati.




Titolo IV
SONDAGGI POLITICI ED ELETTORALI
Art. 23.
Divieto di sondaggi politici ed elettorali
1. Nei quindici giorni precedenti la data della votazione e fino
alla chiusura delle operazioni di voto, e' vietato rendere pubblici o
comunque diffondere i risultati, anche parziali, di sondaggi
demoscopici sull'esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e
di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati
in un periodo precedente a quello del divieto. E' vietata, altresi',
la pubblicazione e la trasmissione dei risultati di quesiti rivolti
in modo sistematico a determinate categorie di soggetti perche'
esprimano con qualsiasi mezzo e in qualsiasi forma le proprie
preferenze di voto o i propri orientamenti politici.
2. Nel periodo che precede quello di cui al comma 1 la diffusione o
pubblicazione integrale o parziale dei risultati dei sondaggi
politici deve essere obbligatoriamente corredata da una «nota
informativa» che ne costituisce parte integrante e contiene le
seguenti indicazioni, di cui e' responsabile il soggetto che realizza
il sondaggio:
a) il soggetto che ha realizzato il sondaggio;
b) il committente e l'acquirente del sondaggio;
c) i criteri seguiti per la formazione del campione, specificando
se si tratta di «sondaggio rappresentativo» o di «sondaggio non
rappresentativo»;
d) il metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei
dati;
e) il numero delle persone interpellate e l'universo di
riferimento;
f) il testo integrale delle domande rivolte o, nel caso di
pubblicazione parziale del sondaggio, dei singoli quesiti ai quali si
fa riferimento;
g) la percentuale delle persone che hanno risposto a ciascuna
domanda;
h) la data in cui e' stato realizzato il sondaggio.
3. I sondaggi di cui al comma 2, inoltre, possono essere diffusi
soltanto se contestualmente resi disponibili dal committente nella
loro integralita' e corredati della «nota informativa» di cui al
medesimo comma 2 sull'apposito sito web istituito e tenuto a cura del
Dipartimento per l'informazione e l'editoria presso la Presidenza del
Consiglio dei ministri www.sondaggipoliticoelettorali.it ai sensi
dell'art. 8, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28.
4. In caso di pubblicazione dei risultati dei sondaggi a mezzo
stampa, la «nota informativa» di cui al comma 2 e' sempre evidenziata
con apposito riquadro.
5. In caso di diffusione dei risultati dei sondaggi sui mezzi di
comunicazione televisiva, la «nota informativa» di cui al comma 2
viene preliminarmente letta dal conduttore e appare in apposito
sottotitolo a scorrimento.
6. In caso di diffusione radiofonica dei risultati dei sondaggi, la
«nota informativa» di cui al comma 2 viene letta ai radioascoltatori.




Titolo V
VIGILANZA E SANZIONI
Art. 24.
Compiti dei Comitati regionali per le comunicazioni
1. I Comitati regionali per le comunicazioni o, ove questi non
siano stati ancora costituiti, i Comitati regionali per i servizi
radiotelevisivi, assolvono, nell'ambito territoriale di rispettiva
competenza, oltre a quelli previsti agli articoli 11, 12 e 13, i
seguenti compiti:
a) di vigilanza sulla corretta e uniforme applicazione della
legislazione vigente, del codice di autoregolamentazione di cui al
decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004 e del presente
provvedimento da parte delle emittenti locali, nonche' delle
disposizioni dettate per la concessionaria del servizio pubblico
dalla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la
vigilanza dei servizi radiotelevisivi per quanto concerne le
trasmissioni a carattere regionale;
b) di accertamento delle eventuali violazioni, trasmettendo i
relativi atti e gli eventuali supporti e formulando le conseguenti
proposte all'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni per i
provvedimenti di sua competenza.



Art. 25.
Procedimenti sanzionatori
1. Le violazioni delle disposizioni della legge 22 febbraio 2000,
n. 28 e del codice di autoregolamentazione di cui al decreto del
Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004, nonche' di quelle emanate
dalla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la
vigilanza dei servizi radiotelevisivi o dettate con il presente atto,
sono perseguite d'ufficio dall'Autorita', al fine dell'adozione dei
provvedimenti previsti dall'art. 10 e 11-quinquies della medesima
legge. Ciascun soggetto politico interessato puo' comunque denunciare
tali violazioni entro il termine perentorio di dieci giorni dal
fatto.
2. Il Consiglio nazionale degli utenti istituito presso l'Autorita'
puo' denunciare comportamenti in violazione delle disposizioni di cui
al Capo II della 22 febbraio 2000, n. 28, del codice di
autoregolamentazione di cui al decreto del Ministro delle
comunicazioni 8 aprile 2004 e delle relative disposizioni attuative
di cui al presente atto.
3. La denuncia delle violazioni deve essere inviata, anche a mezzo
telefax, all'Autorita', all'emittente privata o all'editore presso
cui e' avvenuta la violazione, al competente comitato regionale per
le comunicazioni ovvero, ove il predetto organo non sia ancora
costituito, al comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, al
gruppo della Guardia di finanza nella cui competenza territoriale
rientra il domicilio dell'emittente o dell'editore. Il predetto
gruppo della Guardia di fmanza provvede al ritiro delle registrazioni
interessate dalla comunicazione dell'Autorita' o dalla denuncia entro
le successive dodici ore.
4. La denuncia indirizzata all'Autorita' e' procedibile solo se
sottoscritta in maniera leggibile e accompagnata dalla documentazione
comprovante l'avvenuto invio della denuncia medesima anche agli altri
destinatari indicati dal precedente comma.
5. La denuncia contiene, a pena di inammissibilita', l'indicazione
dell'emittente e della trasmissione, ovvero dell'editore e del
giornale o periodico, cui sono riferibili le presunte violazioni
segnalate, completa, rispettivamente, di data e orario della
trasmissione, ovvero di data ed edizione, nonche' di una motivata
argomentazione.
6. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni provvede
direttamente alle istruttorie sommarie di cui al comma 1 riguardanti
emittenti radiotelevisive nazionali ed editori di giornali e
periodici, mediante le proprie strutture, che si avvalgono, a tale
fine, del nucleo della Guardia di finanza istituito presso
l'Autorita' stessa.
7. I procedimenti riguardanti le emittenti radiotelevisive locali
sono istruiti sommariamente dai competenti comitati regionali per le
comunicazioni, ovvero, ove questi non siano ancora costituiti, dai
comitati regionali per i servizi radiotelevisivi, che formulano le
relative proposte all'Autorita' secondo quanto previsto al comma 9.
8. Il gruppo della Guardia di finanza competente per territorio,
ricevuta la denuncia della violazione, da parte di emittenti
radiotelevisive locali, delle disposizioni di cui al comma 1,
provvede entro le dodici ore successive all'acquisizione delle
registrazioni e alla trasmissione delle stesse agli uffici del
competente comitato di cui al comma 7, dandone immediato avviso,
anche a mezzo telefax, all'Autorita' per le garanzie nelle
comunicazioni.
9. Il comitato di cui al comma 7 procede ad una istruttoria
sommaria, se del caso contesta i fatti, anche a mezzo telefax, sente
gli interessati ed acquisisce le eventuali controdeduzioni nelle
ventiquattro ore successive alla contestazione. Qualora, allo scadere
dello stesso termine, non si sia pervenuti ad un adeguamento, anche
in via compositiva, agli obblighi di legge lo stesso comitato
trasmette atti e supporti acquisiti, ivi incluso uno specifico
verbale di accertamento, redatto, ove necessario, in cooperazione con
il competente gruppo della Guardia di finanza, all'Autorita' per le
garanzie nelle comunicazioni, che provvede, in deroga ai termini e
alle modalita' procedimentali previste dalla legge 24 novembre 1981,
n. 689, entro le quarantotto ore successive all'accertamento della
violazione o alla denuncia, decorrenti dal deposito presso gli uffici
del Dipartimento garanzie e contenzioso dell'Autorita' medesima.
10. In ogni caso, il comitato di cui al comma 6 segnala
tempestivamente all'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni le
attivita' svolte e la sussistenza di episodi rilevanti o ripetuti di
mancata attuazione della vigente normativa.
11. Gli ispettorati territoriali del Ministero delle comunicazioni
collaborano, a richiesta, con i comitati regionali per le
comunicazioni, ovvero, ove questi non siano ancora costituiti, con i
comitati regionali per i servizi radiotelevisivi.
12. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni verifica il
rispetto dei propri provvedimenti ai fini previsti dall'art. 1, comma
31, della legge 31 luglio 1997, n. 249, e a norma dell'art.
11-quinquies, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, come
introdotto dalla legge 6 novembre 2003, n. 313.
13. Le sanzioni amministrative pecuniarie stabilite dall'art. 15
della legge 10 dicembre 1993, n. 515, come modificato dall'art. 1,
comma 23, del decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545, convertito con
legge 23 dicembre 1996, n. 650, per le violazioni delle disposizioni
della legge medesima, non abrogate dall'art. 13 della legge
22 febbraio 2000, n. 28, ovvero delle relative disposizioni dettate
dalla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la
vigilanza dei servizi radiotelevisivi o delle relative disposizioni
di attuazione dettate con il presente provvedimento, non sono
evitabili con il pagamento in misura ridotta previsto dall'art. 16
della legge 24 ottobre 1981, n. 689. Esse si applicano anche a carico
dei soggetti a favore dei quali sono state commesse le violazioni,
qualora ne venga accertata la responsabilita'.




Titolo VI
TURNO DI BALLOTTAGGIO
Art. 26.
Turno elettorale di ballottaggio
1. In caso di secondo turno elettorale per i due candidati a
sindaco del comune o a presidente delle provincia ammessi al
ballottaggio, nel periodo intercorrente tra la prima e la seconda
votazione, gli spazi di comunicazione politica e quelli relativi ai
messaggi politici autogestiti a titolo gratuito sono ripartiti in
modo eguale tra gli stessi candidati. Per il resto, si applicano
anche in occasione dell'eventuale turno elettorale di ballottaggio le
disposizioni dettate dal presente provvedimento.



Art. 27.
Periodo di applicazione e ambito territoriale
1. Le disposizioni del presente provvedimento hanno efficacia sino
a tutto il 13 giugno 2004, salva una eventuale estensione sino a
tutto il 27 giugno 2004 in relazione a votazioni di ballottaggio.
2. La disciplina di cui al presente provvedimento non si applica ai
programmi e alle trasmissioni destinati ad essere trasmessi
esclusivamente in ambiti territoriali nei quali non e' prevista
alcuna consultazione elettorale di cui all'art. 1, comma 1, della
presente delibera.
3. In caso di coincidenza territoriale e temporale, anche parziale,
delle campagne per le elezioni comunali e provinciali di cui all'art.
1, comma 1, con altre consultazioni elettorali europee, regionali o
comunali saranno applicate le disposizioni di attuazione della legge
22 febbraio 2000, n. 28, relative a ciascun tipo di consultazione.
4. Le disposizioni del presente provvedimento, in quanto
compatibili, si applicano a consultazioni elettorali provinciali e
comunali ulteriori rispetto a quelle dei comuni e delle province
riportati nell'elenco di cui all'art. 1, comma 2, che per fatti
sopravvenuti si svolgeranno nel mese di giugno 2004.



Art. 28.
Adeguamento delle disposizioni della delibera n. 42/04/CSP
1. Dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana del presente provvedimento al periodo residuo
della campagna per l'elezione del sindaco e dei consigli dei comuni
della provincia di Trento di cui alla delibera n. 42/04/CSP del
24 marzo 2004 si applicano le disposizioni di attuazione della legge
22 febbraio 2000, n. 28, come modificata e integrata dalla legge
6 novembre 2003, n. 313, di cui al presente provvedimento, con
efficacia sino a tutto il 9 maggio 2004, salva una eventuale
estensione sino a tutto il 23 maggio 2004 in relazione a votazioni di
ballottaggio.
Il presente provvedimento e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana, nel Bollettino ufficiale dell'Autorita'
per le garanzie nelle comunicazioni ed e' reso disponibile nel sito
web della stessa Autorita': www.agcom.it
Roma, 14 aprile 2004
Il presidente: Cheli