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   07-03-2007 - Delibera Autorit√†
 

  

DELIBERAZIONE 7 marzo 2007 Modifiche al regolamento relativo alla radiodiffusione terrestre intecnica digitale, di cui alla delibera 435/01/CONS e successivemodificazioni. Disciplina della cessione del quaranta per cento dellacapacita' trasmissiva delle reti digitali terrestri. (Deliberazionen. 109/07/CONS). L'AUTORITA' Nella riunione del consiglio del 7 marzo 2007; Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante «Istituzionedell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni e norme suisistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo»; Visto il decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, recante «Disposizioniurgenti per lo sviluppo equilibrato dell'emittenza televisiva e perevitare la costituzione o il mantenimento di posizioni dominanti nelsettore radiotelevisivo», convertito, con modificazioni, dalla legge20 marzo 2001, n. 66 e successive modificazioni; Visto il decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, recante«Codice delle comunicazioni elettroniche», pubblicato nella GazzettaUfficiale della Repubblica italiana n. 215 del 15 settembre 2003; Visto il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante «testounico della radiotelevisione», pubblicato nella Gazzetta Ufficialedella Repubblica italiana n. 208 del 7 settembre 2005 - supplementoordinario; Vista la delibera n. 435/01/CONS, del 15 novembre 2001, recante«Approvazione del regolamento relativo alla radiodiffusione terrestrein tecnica digitale», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dellaRepubblica italiana del 6 dicembre 2001, n. 284, supplementoordinario n. 259, e successive modificazioni e integrazioni; Vista la delibera n. 253/04/CONS, del 3 agosto 2004, recante «Normea garanzia dell'accesso dei fornitori di contenuti di particolarevalore alle reti per la televisione digitale terrestre», pubblicatanella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 197 del23 agosto 2004; Vista la delibera n. 136/05/CONS, del 2 marzo 2005, recante«Interventi a tutela del pluralismo ai sensi della legge 3 maggio2004, n. 112», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblicaitaliana dell'11 marzo 2005, supplemento ordinario n. 35; Vista la delibera n. 264/05/CONS, del 6 luglio 2005, recante«Disposizioni attuative degli articoli 1, comma 1, lettera a), n. 2,e 2, comma 2, della delibera n. 136/05/CONS», pubblicata nellaGazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 184 del 9 agosto2005; Vista la delibera n. 163/06/CONS, del 22 marzo 2006, recante«Approvazione di un programma di interventi volto a favorirel'utilizzazione razionale delle frequenze destinate ai serviziradiotelevisivi nella prospettiva della conversione alla tecnicadigitale»; Considerato che il programma di interventi di cui alla citatadelibera n. 163/06/CONS prevede l'aggiornamento dell'attualeregolamentazione della televisione digitale terrestre, contenuta nelregolamento di cui alla delibera n. 435/01/CONS, sulla cessione del40 per cento della capacita' trasmissiva delle reti digitaliterrestri, di cui alla legge n. 66/2001 e all'art. 25, comma 2, deltesto unico della radiotelevisione, individuando meccanismi cherendano effettiva e sostanziale tale cessione di capacita'trasmissiva a soggetti indipendenti, in termini di trasparenza dellecondizioni imposte e di scelta dei soggetti contraenti, ai fini delrafforzamento del pluralismo e della concorrenza e dell'usoefficiente delle frequenze; Considerato che i criteri da seguire per la modifica del citatoregolamento di cui alla delibera n. 435/01/CONS, stabiliti dalprogramma di interventi approvato con la delibera n. 163/05/CONS,prevedono: 1) maggiore garanzia che i fornitori di contenuti sianoeffettivamente indipendenti con revisione dei criteri fissati dalladelibera n. 253/04/CONS. In particolare occorre garantire che il 40per cento della capacita' trasmissiva sia destinata, secondo leprevisioni della legge n. 66/2001, a programmi e servizi ed aisoggetti che non siano societa' controllanti, controllate ocollegate, ai sensi dell'art. 2, commi 17 e 18 della legge n.249/1997, trasfusi nell'art. 43, commi 13, 14 e 15, del testo unicodella radiotelevisione, compresi quelli gia' operanti da satelliteovvero via cavo e le emittenti concessionarie che non abbiano ancoraraggiunto la copertura minima ai sensi dell'art. 3, comma 5, dellamedesima legge n. 249/1997; 2) valutazione preventiva da parte dell'Autorita', dellarispondenza della cessione della capacita' trasmissiva ai nuovicriteri individuati, in particolare identificazione tramite unaprocedura competitiva gestita dall'Autorita' (come in Francia ovveroin Svezia) di una griglia minima di programmi (channel-line-up) chesia garantita su tutto il territorio nazionale; 3) un regime di interconnessione e di interoperabilita' per iservizi; Vista la delibera n. 663/06/CONS del 23 novembre 2006, con la qualel'Autorita' ha adottato lo schema di provvedimento recante «Modifichee integrazioni della delibera n. 435/01/CONS e successivemodificazioni. Cessione del 40% della capacita' trasmissiva dellereti digitali terrestri», sottoposto a consultazione pubblica; Avuto riguardo ai contributi pervenuti in sede di consultazione,che hanno dato luogo, in sintesi, alle osservazioni seguenti. Secondo alcuni partecipanti alla consultazione la previsionedell'art. 29-bis, comma 3, dello schema di provvedimento, secondo laquale i contratti di fornitura di capacita' trasmissiva in esserealla data di entrata in vigore del provvedimento, qualora incidanosulla quota del 40 per cento, non possano essere prorogati oltre laloro scadenza naturale, non consente agli attori del mercato dioperare in un clima di certezza dei rapporti giuridici soprattuttonella fase iniziale di crescita della piattaforma digitale terrestre.La non applicabilita' di clausole stabilite fra le parti checomportano un rinnovo automatico o una prelazione in favore deglieditori che attualmente usufruisco di questa capacita' opererebbe,con effetto retroattivo, su accordi gia' negoziati fra gli operatoridi rete ed i fornitori di contenuti. In termini concorrenziali, gliattuali fornitori di contenuti che gia' stanno investendo nel settorefavorendo la migrazione di nuovi utenti verso il sistema dellatelevisione digitale terrestre, potrebbero perdere il vantaggiocompetitivo maturato a favore di nuovi entranti. Al riguardo, si rileva che la citata previsione regolamentare nonha carattere retroattivo, nel senso che non impedisce lacontinuazione dei contratti in essere, ma vieta la loro possibilita'di proroga oltre la naturale scadenza, al fine di rendere applicabilein tempi ragionevoli il nuovo meccanismo di accesso alla riserva dicapacita' trasmissiva, finalizzato ad introdurre un piu' alto gradodi concorrenza e un maggior pluralismo del sistema radiotelevisivoattraverso la revisione dei criteri dettati dalle delibere n.253/04/CONS e n. 264/05/CONS. Il rischio di perdita del vantaggio competitivo, evidenziato daalcuni partecipanti, attiene alla sfera soggettiva dell'attivita'd'impresa, mentre l'Autorita' deve considerare gli interessi di tuttii potenziali soggetti che hanno titolo per accedere alla capacita'trasmissiva, i quali devono avere la possibilita' di concorrere allaquota oggetto di riserva, secondo condizioni eque trasparenti e nondiscriminatorie. Va inoltre considerato che tra i criteri tecnici edeconomici di valutazione e comparazione delle domande e' previsto ilparametro relativo alle «esperienze maturate nel settore dellecomunicazioni», che consente di effettuare una valutazione delledomande di accesso alla capacita' trasmissiva anche in relazione alleesperienze maturate nel settore della televisione digitale terrestre. Appare, comunque, opportuno, integrare la citata disposizioneprevedendo che la capacita' trasmissiva gia' utilizzata al momento dientrata in vigore del provvedimento, fermo restando il rispetto deldivieto di prorogare i contratti in essere oltre la naturalescadenza, possa essere utilizzata dall'attuale fornitore di contenutifino al momento dell'assegnazione della predetta capacita' ad altroeventuale soggetto in base alla nuova procedura. Cio' al fine dievitare periodi di non utilizzo della capacita' trasmissiva chepotrebbero compromettere sia il principio di effettiva utilizzazionedelle frequenze che quello della remunerazione spettante aglioperatori per la cessione della capacita' trasmissiva. Secondo alcuni partecipanti la previsione dell'art. 29-bis,comma 6, dello schema di provvedimento, che stabilisce un titolopreferenziale di accesso alla capacita' trasmissiva per i fornitoridi contenuti in chiaro, comporterebbe una limitazione per l'ingressodi editori indipendenti non dotati di ampie risorse, quanto menonella fase di avvio del mercato. I partecipanti sostengono come, datala concentrazione delle risorse pubblicitarie in capo a pochisoggetti, sia importante per gli editori minori poter accedere ancheai ricavi da offerte a pagamento. Infatti, limitando la possibilita'di accesso ai programmi in chiaro, si rischia di favorire letelevisioni generaliste ed il monopolio dell'attuale piattaformaunica di pay-TV satellitare, invece di rafforzare il pluralismo e laconcorrenza del settore. Da un'analisi complessiva del sistema normativo vigente si ricavache la previsione di un titolo preferenziale per i fornitori dicontenuti in chiaro mira a garantire il pluralismo nel settoreradiotelevisivo, obiettivo che si realizza piu' facilmente con unaprogrammazione largamente accessibile a tutti gli utenti. Laprevisione appare, inoltre, in linea con il principio stabilitodall'art. 4, comma 1, lettera f), del testo unico dellaradiotelevisione il quale prevede «la diffusione di un congruo numerodi programmi radiotelevisivi nazionali e locali in chiaro, ponendolimiti alla capacita' trasmissiva destinata ai programmi criptati». Tuttavia, avuto riguardo agli obiettivi di sviluppo dellaconcorrenza nel settore e nel rispetto del citato principio recatodal testo unico della radiotelevisione, l'osservazione formulatapuo', in linea di principio, essere accolta prevedendo in luogo deltitolo preferenziale per l'accesso da parte dei fornitori in chiaro,l'applicazione nel disciplinare del principio stabilito dal citatotesto unico di un congruo numero di programmi in chiaro rispetto aquelli criptati. Lo schema di provvedimento delinea un iter al termine del qualel'Autorita' provvedera' ad assegnare, secondo criteri di efficienzaallocativa, la capacita' trasmissiva disponibile in base all'ordinedi graduatoria e alle preferenze espresse in sede di domanda diaccesso. Alcuni soggetti hanno formulato delle perplessita' di fondosu questa procedura, definendola eccessivamente ingerente ovvero nonproporzionata rispetto all'obiettivo di garantire un accessopluralista alle risorse trasmissive. Segnatamente, diversi operatori hanno sollevato perplessita' circal'attribuzione all'Autorita' del ruolo di gestore della capacita'trasmissiva, che non troverebbe alcuna rispondenza nel quadrolegislativo, dal quale sarebbe parimenti estranea l'idea dellagriglia minima di programmi destinata a determinarsi per viaamministrativa. Alcuni operatori sottolineano che un provvedimentocosi' incisivo necessita di una verifica circa l'esistenza di una«market failure», che giustifichi l'intervento del regolatore nellafase di assegnazione della capacita' trasmissiva, dato che essa vienein buona parte sottratta alle dinamiche di mercato. Secondo le tesi prospettate, il rispetto degli obblighiregolamentari relativi alla cessione del 40% della capacita'trasmissiva dovrebbe avvenire mediante un vigilanza ex post sugliaccordi liberamente conclusi dalle imprese e non ex ante attraversouna procedura amministrativa di selezione. Al riguardo si deve, in primo luogo, osservare che la tutela dellagaranzia dell'accesso alle reti di comunicazione costituisce un deicompiti assegnati all'Autorita' dalla sua legge istitutiva. L'art. 1,comma 6, lettera c), numero 2), della legge n. 249 del 1997attribuisce infatti all'Autorita' la funzione di garantirel'applicazione «delle norme legislative sull'accesso ai mezzi e alleinfrastrutture di comunicazione, anche attraverso la predisposizionedi specifici regolamenti». Le norme di legge succedutesi hannoconfermato tale orientamento del legislatore in particolare perquanto riguarda le reti di radiodiffusione televisiva in tecnicadigitale terrestre. La legge n. 66 del 2001, che ha introdottol'obbligo di riserva del 40 per cento della capacita' trasmissivadelle reti digitali terrestri da parte dei soggetti titolari di piu'di una concessione televisiva, ha, infatti, attribuito all'Autorita'il compito di definire con regolamento le condizioni per il rilasciodei titoli abilitativi per la diffusione di trasmissioniradiotelevisive in tecnica digitale, nell'osservanza dei seguenticriteri direttivi: a) distinzione tra i soggetti che forniscono i contenuti e isoggetti che provvedono alla diffusione, con individuazione dellerispettive responsabilita', anche in relazione alla diffusione didati, e previsione del regime della licenza individuale per isoggetti che provvedono alla diffusione; b) previsione di norme atte a favorire la messa in comune dellestrutture di trasmissione; c) definizione dei compiti degli operatori, nell'osservanza deiprincipi di pluralismo dell'informazione, di trasparenza, di tuteladella concorrenza e di non discriminazione; d) previsione in ogni blocco di diffusione, oltre ai servizimultimediali veicolati, di almeno cinque programmi radiofonici peralmeno tre programmi televisivi; e) obbligo di diffondere il medesimo programma e i medesimiprogrammi dati sul territorio nazionale da parte dei soggettioperanti in tale ambito e identificazione dei programmi irradiati,fatta salva l'articolazione anche locale delle trasmissioniradiotelevisive della concessionaria del servizio pubblico; f) previsione delle procedure e dei termini di rilascio dellelicenze e delle autorizzazioni; g) previsione del regime transitorio occorrente per la definitivatrasformazione delle trasmissioni dalla tecnica analogica allatecnica digitale; h) obbligo di destinare programmi alla diffusione radiotelevisivain chiaro. L'Autorita', sulla base dei citati principi direttivi ha approvatocon delibera n. 435/01/CONS il regolamento relativo allaradiodiffusione terrestre in tecnica digitale, che al capo V - Normea tutela del pluralismo dell'informazione, della trasparenza, dellaconcorrenza e della non discriminazione, prevede i limiti alleautorizzazione alla fornitura dei contenuti (art. 24), gli obblighidi trasparenza del fornitore di contenuti (art. 25), i vincoli diutilizzo delle radiofrequenze (art. 26), gli obblighi di trasparenzadell'operatore di rete (art. 27), la disciplina degli accordi traoperatori di rete e fornitori di contenuti (art. 28), i provvedimentia tutela del pluralismo e della concorrenza (art. 29), basati, tral'altro, su criteri che garantiscano, in presenza di risorseinsufficienti, l'accesso alle radiofrequenze da parte dei fornitoridi contenuti non riconducibili direttamente o indirettamente aglioperatori di rete. Nel solco di tale disciplina regolamentare,l'Autorita' ha in seguito adottato la delibera n. 253/04/CONS del3 agosto 2004, che contiene le disposizione minime di riferimento chegli operatori di rete devono rispettare per garantire accesso allereti digitali terrestre da parte dei fornitori di particolare valore.Nel preambolo di tale provvedimento, l'Autorita' ha osservato che ilnuovo quadro regolamentare delle reti di comunicazione elettronica,recepito in Italia dal codice delle comunicazioni elettroniche, nonsi applica «ai contenuti dei servizi forniti mediante reti dicomunicazione elettronica e lascia impregiudicate le misure adottatea livello nazionale per promuovere la diversita' culturale elinguistica e per assicurare il pluralismo dei mezzi dicomunicazione» ed, inoltre, che il citato provvedimento costituisce«un primo provvedimento che, in attuazione di quanto previstodall'art. 29, comma 1, lettere a) e b), prevedeva norme a garanziadell'accesso alle reti digitali terrestri per i fornitori dicontenuto di «particolare valore» per il «sistema televisivonazionale e locale». Il decreto legislativo n. 177 del 2005, recante il testo unicodella radiotelevisione, ha mantenuto inalterato tale impiantonormativo e regolamentare. L'art. 5, comma 1, lettera e), punto 2,del testo unico prevede, infatti, che gli operatori di rete: «cedanola propria capacita' trasmissiva a condizioni di mercato nel rispettodei principi e dei criteri fissati dal regolamento relativo allaradiodiffusione terrestre in tecnica digitale, di cui alla deliberadell'Autorita' del 15 novembre 2001, n. 435/01/CONS». Il potereregolamentare dell'Autorita' in materia e' ulteriormente confermatodal successivo art. 25 (disciplina dell'avvio delle trasmissioni intecnica digitale) che richiama esplicitamente il regolamentoapprovato con delibera n. 435 del 2001, cui e' demandato il compitodi specificare i limiti e i termini delle trasmissioni in tecnicadigitale fino «alla completa conversione delle reti» e«all'attuazione del piano nazionale di assegnazione delle frequenzetelevisive in tecnica digitale». L'insieme delle disposizioni normative sopramenzionate affida,pertanto, all'Autorita' un ampio potere di regolamentare lo sviluppodella diffusione televisiva in tecnica digitale, comprese lemodalita' di cessione della capacita' trasmissiva delle reti digitaliterrestri, garantendo l'uso efficiente e pluralistico della nuovatecnologia, potere che va esercitato nell'osservanza del criterio diproporzionalita'. Sul punto e' di tutta evidenza che laregolamentazione esistente non e' stata in grado di assicurare unaeffettiva e sostanziale cessione del 40 per cento della capacita'trasmissiva in favore di soggetti indipendenti e che allo statoattuale, nonostante un accettabile sviluppo in termini di coperturadelle reti digitali terrestre, non si e' ancora sviluppata un'offertaricca ed attrattiva in grado di promuovere efficacemente lamigrazione degli utenti verso la nuova tecnologia digitale. L'attualesituazione di utilizzo delle reti digitali terrestri, infatti, mostraun'assenza di contenuti competitivi e una duplicazione degli stessiprogrammi su piu' blocchi di diffusione, in antitesi con i principidi efficienza allocativa e di uso razionale e pluralistico dellerisorse trasmissive che l'Autorita' e' chiamata a garantire secondoil complesso delle norme sopra richiamate. Pertanto l'Autorita', tenuto anche conto del prolungamento delladata di swicht-off, ha ritenuto opportuno individuare un indirizzogenerale sull'attivita' di propria competenza nel passaggio alletrasmissioni digitali al fine di promuovere un efficiente epluralistico utilizzo delle frequenze, indirizzo che e' statoadottato con delibera n. 163/06/CONS. Il citato programma d'azione,nell'ambito di una serie di articolati interventi, prevede larevisione della disciplina della cessione della capacita' trasmissivaed un regime di interconnessione ed interoperabilita' dei servizi, aifini del rafforzamento del pluralismo e della concorrenza nel sistemaradiotelevisivo. Il presente provvedimento, che costituisceattuazione del citato programma di interventi, e' dunque giustificatodall'esigenza di cambiare strategia e compiere un passo diverso epiu' incisivo per favorire lo sviluppo della nuova tecnologia, inquanto, come gia' osservato dall'Autorita' nella delibera n.136/05/CONS «Per la tutela del pluralismo assume, dunque, particolarerilievo la concreta possibilita' di accesso alle reti digitali daparte di operatori minori e di potenziali nuovi entranti». Lo schema di provvedimento prevede un regime di interconnessione edi interoperabilita' dei servizi; in particolare, l'interconnessionedelle reti digitali ipotizzata prevede un utilizzo delle reti perbacini territoriali di dimensioni, di norma, regionali allo scopo diconsentire la cessione di capacita' trasmissiva per aree limitate delterritorio, sia a favore dei soggetti titolari di reti televisivaanalogiche con copertura inferiore all'80 per cento del territorio,sia a favore delle emittenti televisive locali che non dispongono dipropri impianti operanti in digitale nelle medesime aree dicopertura. Alcuni operatori nazionali hanno formulato al riguardo obiezioni ditipo procedurale osservando che tale ipotesi non e' percorribileperche' in base al codice delle comunicazioni l'interconnessione puo'essere imposta dall'Autorita' solo a valle di un analisi di mercatoed a imprese che risultino titolari di un significativo potere dimercato, ma non tramite una regolamentazione ex ante come previstodal provvedimento in oggetto. Secondo le osservazioni formulate, ladisciplina del codice delle comunicazioni non potrebbe esseredisapplicata, ne' derogata, in applicazione del principio delpluralismo poiche', quest'ultimo, attiene alla materia dei contenutidella programmazione, e non a quella dell'assetto delle reti dicomunicazione. Un operatore ritiene, invece, che l'obbligo di cessione del 40 percento delle reti digitali terrestri deve essere interpretato secondoi principi di ragionevolezza e proporzionalita'. In precedentiprovvedimenti (delibera 136/05/CONS), l'estensione temporale di taleobbligo e' stata considerata dall'Autorita' come una misuraasimmetrica da applicare nei confronti degli operatori dominanti ediretta a tutelare il pluralismo. Pertanto, sulla base di valutazionidi tipo concorrenziale, viene richiesto all'Autorita' di interpretarel'obbligo di cessione della capacita' trasmissiva in mododifferenziato tra operatori dotati di significativo potere di mercatoe operatori non dominanti, affinche' questi ultimi, ancorche' tenutia cedere la quota del 40 per cento della capacita' trasmissiva deipropri blocchi di diffusione a fornitori terzi, non siano comunquesoggetti alla specifica procedura prevista dal provvedimento inesame. Da parte di alcuni operatori sono state, inoltre, ravvisatedifficolta' tecniche in quanto la cessione di porzioni di capacita'trasmissiva genera il rischio che, assegnata una singola area diterritorio ad un fornitore di contenuti, lo spazio nazionale residuonon trovi acquirenti interessati, con la possibilita' di creareinefficienze nello sfruttamento dello spettro e delle infrastrutturedi trasmissione. In aggiunta a cio' un fornitore di contenutinazionale potrebbe venire escluso dalla quota di riserva, ove nonfosse disponibile ulteriore capacita' trasmissiva in virtu' di unasottrazione di una anche minima parte di capacita' trasmissiva alivello locale derivante dallo spezzettamento cosi' introdotto. Gli operatori rilevano che la suddivisione della rete per baciniterritoriali darebbe luogo a gravi difficolta' tecniche, essendo lereti configurate su base nazionale, oltre ad un considerevole sforzoeconomico (dato da costi non recuperabili) associato all'adeguamentodelle reti. Pertanto gli operatori osservano che la disciplinaipotizzata puo' compromettere l'integrita' delle reti nazionali, conun danno per gli operatori di rete, disincentivando, altresi', ladigitalizzazione delle risorse di rete locali gia' esistenti. Per contro, gli operatori locali ritengono che lo schema diprovvedimento sottoposto a consultazione pubblica non dia loro unadeguato accesso, in quanto la possibilita' di chiedere l'accessoalla capacita' trasmissiva limitatamente alle aree del territoriooggetto di passaggio anticipato dalla tecnica analogica a quelladigitale non costituisce una tutela sufficiente per gli editorilocali ed, inoltre, appare discriminatoria la previsione che limital'accesso alla capacita' trasmissiva a soli consorzi di emittentilocali. L'art. 2-bis della legge n. 66 del 2001 prevede, testualmente, che:«Ciascun soggetto che sia titolare di piu' di una concessionetelevisiva deve riservare, in ciascun blocco di programmi e servizidiffusi in tecnica digitale, pari opportunita' e comunque almeno ilquaranta per cento della capacita' trasmissiva del medesimo blocco diprogrammi e servizi a condizioni eque, trasparenti e nondiscriminatorie, per la sperimentazione da parte di altri soggettiche non siano societa' controllanti, controllate o collegate, aisensi dell'art. 2, commi 17 e 18, della legge 31 luglio 1997, n. 249,compresi quelli gia' operanti da satellite ovvero via cavo e leemittenti concessionarie che non abbiano ancora raggiunto lacopertura minima ai sensi dell'art. 3, comma 5, della medesima legge31 luglio 1997, n. 249». Secondo l'interpretazione letterale della citata disposizionenormativa, oggetto della riserva e' il 40 per cento della capacita'trasmissiva di ciascun blocco di diffusione dei soggetti che sonotitolari di piu' una emittente, ed i soggetti beneficiari sono - fragli altri - le concessionarie televisive nazionali analogiche concopertura inferiore all'80 per cento del territorio nazionale. Laratio della norma in questione e' quella di prevedere un favor per leemittenti con un deficit di copertura delle reti analogiche perconsentire anche a questi soggetti l'avvio della diffusione diprogrammi televisivi digitali su frequenze terrestri. Tale previsionenon e' derogata da quella relativa alla possibilita' di effettuare ilcosiddetto trading delle frequenze finalizzato all'acquisto diimpianti da destinare alla diffusione delle trasmissioni in tecnicadigitale. Il legislatore, nel fissare il principio dell'obbligatorieta' dellacessione del 40 per cento della capacita' trasmissiva, non haprecisato le modalita' attuative di tale cessione, ma ha delegatoall'Autorita' la declinazione, per via regolamentare, di talimodalita' fissando i principi direttivi, tra cui l'individuazione di«norme atte a favorire la messa in comune delle strutture ditrasmissione» e la fissazione dei «compiti degli operatori,nell'osservanza dei principi di pluralismo dell'informazione, ditrasparenza, di tutela della concorrenza e di non discriminazione». La previsione del regime di interconnessione e interoperabilita'per i servizi, costituisce, pertanto, una modalita' regolamentareattuativa di una norma primaria, che e' indirizzata, nell'osservanzadel principio di proporzionalita', a rendere effettiva la previsionedella cessione di capacita' trasmissiva ai soggetti con deficit dicopertura, in un contesto di massima efficienza allocativa dellarisorsa frequenziale «scarsa». Alcuni rappresentanti delle emittenti locali hanno ritenuto nonrealistica, data la frammentazione dell'emittenza locale, lapossibilita' di costituirsi in consorzio o stipulare intese per lagestione coordinata della capacita' trasmissiva. In proposito vasegnalato che i consorzi e le intese per la gestione della capacita'trasmissiva, rappresentano, nello spirito del provvedimento, unostrumento di efficienza allocativa per evitare una eccessivaparcellizzazione della domanda che determini soluzioni economicamenteinefficienti e di difficile gestione operativa. La possibilita' dicostituire consorzi e stipulare intese e' stata, peraltro, introdottadall'art. 2-bis delle legge n. 66 del 2001 ai fini dellasperimentazione della televisione digitale terrestre. Alla luce delle osservazioni formulate in relazione a maggiorigaranzie di assegnazione della capacita' a favore delle emittentilocali, si ravvisa l'opportunita' di modificare il provvedimento,prevedendo in luogo dell'obbligatorieta' del consorzio qualecondizione per l'accesso alla capacita' trasmissiva, la suapossibilita', e stabilendo che le emittenti locali che non hannopropri impianti operanti in tecnica digitale hanno titolo ad accederealla riserva del 40 per cento della capacita' trasmissiva su tutto ilterritorio nazionale nella misura massima di un terzo della capacita'complessivamente disponibile, secondo quanto previsto dall'art. 8,comma 2, del testo unico della radiotelevisione per la fase dicompleta attuazione del piano nazionale di assegnazione dellefrequenze. Inoltre, qualora a livello nazionale residui capacita'trasmissiva per aree regionali non richieste dalle emittentinazionali con ridotta copertura analogica, la stessa puo' essereassegnata alle emittenti locali che hanno presentato domanda. Per leemittenti locali e' redatta una apposita graduatoria. Circa la previsione dello schema di provvedimento relativa allanumerazione da applicare all'ordinamento automatico dei programmiofferti su tecnologia digitale terrestre di cui all'art. 29-bis,comma 10, gli operatori appaiono generalmente favorevoli a chel'Autorita' stabilisca appositi criteri, poiche' tale fattorecostituisce un importante elemento di certezza nella attuale fase ditransizione del mercato; alcuni di loro, inoltre, hanno giudicatoquesta previsione particolarmente urgente ed hanno richiesto che unaindicazione in merito sia gia' contenuta nel presente provvedimentoanziche' nel disciplinare. Al riguardo si osserva che l'esercizio di tale competenza da partedell'Autorita' scaturisce dall'art. 42, comma 2, lettera b), delcodice delle comunicazioni elettroniche, ai sensi del qualel'autorita' puo' imporre «l'obbligo agli operatori di garantirel'accesso alle altre risorse di cui all'allegato n. 2, parte II, acondizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie, nella misuranecessaria a garantire l'accesso degli utenti finali ai serviziradiofonici e televisivi digitali indicati nell'allegato n. 2». A suavolta, il citato allegato n. 2, parte II include, tra le risorse cuipossono applicarsi condizioni a norma dell'art. 42, comma 2,lettera b) del codice delle comunicazioni elettroniche, l'accessoalle guide elettroniche ai programmi (EPG). In considerazione delle esigenze manifestate dal mercato, e nelrispetto della sfera di competenza assegnata a questa Autorita' nellamateria, appare ragionevole formulare, gia' nel presenteprovvedimento, le indicazioni da applicare da parte degli operatoriin merito all'ordinamento automatico dei canali offerti supiattaforma digitale terrestre, satellitare e via cavo, stabilendoche i medesimi, nel determinare la numerazione da applicareall'ordinamento automatico dei canali devono tenere conto delleabitudini degli utenti finali, dei criteri di semplicita' d'uso edell'applicazione di condizioni eque, trasparenti e nondiscriminatorie. Ritenuto, pertanto, che, a seguito dei rilievi e delle osservazioniformulate nell'ambito della consultazione dei soggetti interessati,debbano essere introdotte, nei limiti esposti, le conseguentimodifiche ed integrazioni allo schema di provvedimento adottato il23 novembre 2006 di cui alla delibera n. 663/06/CONS, e debbanoessere riformulate alcune disposizioni per assicurare maggiorcertezza, con cio' rispondendo ai dubbi sollevati da alcunipartecipanti ed emersi in sede applicativa; Udita la relazione dei commissari Stefano Mannoni e Michele Lauria,relatori ai sensi dell'art. 29 del regolamento concernentel'organizzazione e il funzionamento dell'Autorita'; Delibera: Art. 1. 1. L'Autorita' adotta, ai sensi dell'art. 2-bis, comma 7, deldecreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni,dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, le modifiche al regolamentoconcernente la radiodiffusione terrestre in tecnica digitale,riportate nell'allegato A alla presente delibera, che ne costituisceparte integrante e sostanziale. 2. Sono abrogate: a) la delibera n. 253/04/CONS, del 3 agosto 2004, recante «Normea garanzia dell'accesso dei fornitori di contenuti di particolarevalore alle reti per la televisione digitale terrestre», pubblicatanella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 197 del23 agosto 2004; b) la delibera n. 264/05/CONS, del 6 luglio 2005, recante:«Disposizioni attuative degli articoli 1, comma 1, lettera a), n. 2,e 2, comma 2, della delibera n. 136/05/CONS», pubblicata nellaGazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 184 del 9 agosto2005. 3. Sono fatti salvi, nei limiti e alle condizioni indicate nellemodifiche al regolamento concernente la radiodiffusione terrestre intecnica digitale, riportate nell'allegato A alla presente delibera, irapporti e gli effetti giuridici maturati sulla base delle delibereabrogate di cui al comma 2. La presente delibera e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dellaRepubblica italiana, nel Bollettino ufficiale ed e' resa disponibilenel sito web dell'Autorita'. Napoli, 7 marzo 2007 Il presidente: Calabro'I commissari relatori: Mannoni - Lauria Allegato AMODIFICHE AL REGOLAMENTO IN MATERIA DI RADIODIFFUSIONE TERRESTRE INTECNICA DIGITALE, DI CUI ALLA DELIBERA n. 435/01/CONS E SUCCESSIVEMODIFICAZIONI. CESSIONE DEL 40 PER CENTO DELLA CAPACITA' TRASMISSIVA DELLE RETI DIGITALI TERRESTRI Art. 1. Dopo l'art. 29 e' inserito: «Art. 29-bis (Criteri per la cessione della capacita' trasmissivadelle reti digitali terrestri). - 1. Ai sensi dell'art. 2-bis,comma 1, quinto periodo, del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5,convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66 edell'art. 25, comma 2, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n.177, possono accedere alla capacita' trasmissiva di cui al successivocomma 2 i soggetti operanti in ambito nazionale o locale, compresiquelli operanti via satellite e via cavo e le emittenti televisiveche non abbiano ancora raggiunto la copertura minima di cui all'art.3, comma 5, della legge 31 luglio 1997, n. 249 e i fornitori dicontenuti, che non siano in rapporto di controllo o di collegamento,ai sensi dell'art. 43, commi 13, 14 e 15, del citato decretolegislativo 31 luglio 2005, n. 177 e dell'art. 2359, comma 3, delcodice civile, con gli operatori di rete tenuti alla cessione dicapacita' trasmissiva ai sensi del medesimo art. 2-bis, comma 1,quinto periodo della legge n. 66/2001. 2. A decorrere dall'entrata in vigore del presente articolo isoggetti che ai sensi dall'art. 2-bis, comma 1, quinto periodo, dellalegge n. 66/2001, sono tenuti alla cessione di almeno il quaranta percento della capacita' trasmissiva di ciascun blocco di diffusione,provvedono alla predetta cessione esclusivamente nei confronti deisoggetti di cui al comma 1 e secondo le procedure e con le modalita'stabilite nel presente articolo. Ai fini della determinazione dellabase di calcolo per il computo della capacita' trasmissiva dadestinare ai predetti soggetti, si considerano almeno cinqueprogrammi per blocco di diffusione, e, comunque, una capacita' minimaoggetto di cessione, per ciascun blocco, non inferiore a 9Mbit/s. 3. I contratti di fornitura di capacita' trasmissiva in esserealla data di entrata in vigore del presente articolo non possonoessere prorogati oltre la loro scadenza naturale, qualora i medesimiincidono sul quaranta per cento della capacita' trasmissiva oggettodella riserva di legge. I fornitori di contenuti che alla data dientrata in vigore del presente articolo operano sulla capacita'trasmissiva oggetto della riserva di legge, possono continuare adiffondere i propri programmi su detta capacita' trasmissiva,comunque non oltre la data di assegnazione della medesima capacita'trasmissiva ad altro soggetto in base alle procedure previste dalpresente articolo. 4. In fase di prima applicazione e entro trenta giornidall'entrata in vigore del presente articolo i soggetti di cui alcomma 2, comunicano all'Autorita', secondo il modello che sara' resodisponibile sul sito web dell'Autorita' stessa, la capacita'trasmissiva disponibile, espressa in Mbit/s, per la cessione aisoggetti di cui al comma 1, suddivisa per bacini territoriali dinorma coincidenti con le regioni, e le relative caratteristichetecniche e di copertura nazionale e locale, nonche' le condizionieconomiche di offerta, che devono essere eque, trasparenti e nondiscriminatorie. Le predette condizioni economiche di offerta devonoprevedere un listino per la capacita' offerta a livello nazionale eun listino per la capacita' offerta a livello regionale. Quest'ultimodeve indicare il prezzo della capacita' offerta comprensivo o menodell'onere del trasporto del segnale ai propri trasmettitori.L'Autorita' si riserva di valutare le condizioni economiche diofferta per verificarne la rispondenza ai principi del presentecomma e ne richiede le modifiche previo contraddittorio con isoggetti obbligati alla cessione di capacita' trasmissiva. I listini,valutati dall'Autorita', devono essere pubblicati dai soggetti di cuial comma 2 sui propri siti web. 5. Qualora la capacita' trasmissiva oggetto della cessione siagia', in tutto o in parte, utilizzata in virtu' di contratti inessere alla data di entrata in vigore del presente articolo, isoggetti di cui al comma 2 devono indicare nella comunicazione di cuial comma 4 i principali riferimenti dei contratti stessi e la dataprevista per la loro scadenza. L'Autorita' si riserva di richiederecopia dei contratti in vigore. 6. Entro sessanta giorni dalla ricezione delle comunicazioni dicui al comma 4 l'Autorita' emana un disciplinare per lo svolgimentodella procedura selettiva finalizzata ad individuare i fornitoriindipendenti, anche organizzati in forma consorziata o cooperativa,che possono accedere alla capacita' trasmissiva oggetto di cessione,individuando: a) le caratteristiche della capacita' trasmissiva minimaaccessibile, le aree di copertura, la data di disponibilita' dellacapacita'; b) i termini contrattuali la durata del contratto, lecondizioni di recesso; c) i termini e le modalita' di presentazione delle domande diaccesso alla capacita' trasmissiva; d) i requisiti oggettivi e soggettivi dei fornitoriindipendenti che possono presentare la domanda di accesso; e) la tipologia di procedura selettiva con possibilita' diofferte combinatorie ai fini della scelta, ed individuando lerelative garanzie di trasparenza e neutralita'; f) i criteri tecnici ed economici di valutazione e comparazionedelle domande per la formazione delle graduatorie di merito, conattribuzione dei relativi punteggi, avuto riguardo ai seguentiparametri: i. progetto di utilizzo della capacita' trasmissivaprivilegiando l'uso efficiente; ii. qualita' dei piani editoriali, con previsioni di sviluppoe di incidenza sul pluralismo del sistema informativo, individuandoanche indici di qualita' e di capacita' di attrazione del pubblico dautilizzare per la sua valutazione e prevedendo un congruo numero diprogrammi da trasmettere in chiaro sul totale dei programmi irradiatiattraverso la capacita' trasmissiva disponibile; iii. solidita' patrimoniale dell'impresa, rapporto fra imezzi propri ed il capitale di debito; iv. rispetto degli obblighi di programmazione, con eventualiproposte migliorative rispetto a quelli minimi previsti dalla legge; v. caratteristiche della proposta editoriale, anche valutandol'eventuale impiego di interattivita', alta definizione, mobilita'; vi. valutazione del piano di impresa, sostenibilita'economica, patrimoniale e finanziaria dell'attivita' di impresa nelmedio lungo periodo; vii. analisi degli investimenti con specifica attenzione agliinvestimenti programmati nella produzione e realizzazione di nuoviprogrammi; viii. livelli di occupazione; ix. esperienze maturate nel settore delle comunicazioni. 7. Dopo la fase di prima applicazione il disciplinare e'approvato dall'Autorita' con cadenza annuale, per la messa adisposizione della capacita' trasmissiva che risulta a qualsiasititolo disponibile nell'anno in corso, apportando le modificheeventualmente ritenute necessarie. 8. Le emittenti televisive nazionali che non abbiano ancoraraggiunto la copertura minima di cui all'art. 3, comma 5, della leggen. 249/1997, selezionate in base alla procedura del presentearticolo, hanno titolo ad accedere alla riserva di capacita'trasmissiva di cui all'art. 2-bis, comma 1, quinto periodo, dellalegge n. 66/2001, anche per aree limitate di territorio, purche' nonservite da propri impianti operanti in tecnica digitale, al fine dicompletare la copertura dei programmi offerti sulle proprie retitelevisive digitali, in via preferenziale per le aree del territoriooggetto di passaggio anticipato dalla tecnica analogica a quelladigitale. A tal fine le predette emittenti presentano all'Autorita'apposita domanda per la messa a disposizione della capacita'trasmissiva, nei termini che saranno previsti dal disciplinare di cuial comma 6, specificando le aree del territorio nazionaleinteressate, comunque di estensione almeno regionale. 9. Le emittenti televisive locali che non dispongono di propriimpianti operanti in tecnica digitale, hanno titolo ad accedere allariserva di capacita' trasmissiva di cui all'art. 2-bis, comma 1,quinto periodo, della legge n. 66/2001, nella misura massima di unterzo della capacita' trasmissiva disponibile nell'ambito dellariserva del 40 per cento. A tal fine le predette emittenti, anchecostituite in consorzio o attraverso intese stipulate tra loro,presentano all'Autorita' apposita domanda per la messa a disposizionedella capacita' trasmissiva, nei termini che saranno previsti daldisciplinare di cui al comma 6. Qualora, a livello nazionale residuicapacita' trasmissiva per aree regionali non richieste dalleemittenti di cui al comma 8, la stessa puo' essere assegnata alleemittenti locali che hanno presentato domanda. Per le emittentilocali e' redatta apposita graduatoria in base ai parametri di cui alcomma 6. 10. Nel proporre piani di guida elettronica ai programmi anchecostituite da semplici piani automatici di ordinamento dei canalidella televisione digitale terrestre, satellitare o via cavo, glioperatori, fermo restando il diritto di ciascun utente a riordinare apiacimento i programmi offerti secondo quanto previsto dalla deliberan. 216/00/CONS, tengono conto delle esigenze di semplicita' di usodell'apparato di ricezione e delle abitudini e delle preferenze deitelespettatori, ed applicano condizioni eque, ragionevoli e nondiscriminatorie nei confronti di tutti i fornitori di contenuti. Inparticolare non effettuano discriminazioni nei confronti deifornitori di contenuti indipendenti e dei fornitori di contenuti alivello locale. L'autorita' garantisce il rispetto di tali condizioniai sensi dell'art. 42, comma 5, del codice delle comunicazionielettroniche anche intervenendo, ove giustificato, di propriainiziativa. 11. La procedura selettiva per la predisposizione dellegraduatorie delle domande di accesso alla capacita' trasmissiva aisensi del disciplinare di cui ai precedenti commi e l'attribuzionedel relativo punteggio sono effettuate da un'apposita commissionenominata dall'autorita' con separato provvedimento, costituita dacinque membri di comprovata indipendenza esperti in materia dicomunicazione, di programmazione radiotelevisiva, economica,finanziaria e giuridica, di cui tre designati dall'autorita' e duedal Ministero delle comunicazioni. I componenti eleggono al lorointerno il presidente. 12. L'autorita' approva le graduatorie e associa la capacita'trasmissiva oggetto del disciplinare ai soggetti richiedenti in baseall'ordine di graduatoria e in relazione alla preferenza espressa insede di presentazione della domanda, compatibilmente con ladisponibilita' di capacita' trasmissiva dei singoli multiplex esecondo criteri di efficienza allocativa. 13. Le graduatorie sono rese pubbliche e comunicate ai soggettiinclusi nelle graduatorie stesse, ai soggetti di cui al comma 2 e alMinistero delle comunicazioni. 14. I soggetti di cui al comma 2 possono costituire consorzi ostipulare intese per la per la gestione coordinata della capacita'trasmissiva da mettere a disposizione, comunque nel rispettodell'obbligo di cessione del 40 per cento per singolo multiplex, acondizioni eque, trasparenti e non discriminatorie, dei soggettirisultanti dalle graduatorie approvate dall'autorita' ai sensi deiprecedenti commi. Il Ministero autorizza il coordinamento degliimpianti in base a principi di efficienza allocativa e di massimacopertura del territorio. 15. I contratti di cessione stipulati tra i soggetti di cui aicommi 1 e 2 sono comunicati, entro cinque giorni dalla conclusioneall'autorita', che ne verifica la conformita' al presenteregolamento. 16. In caso di controversie in merito all'applicazione delpresente articolo l'autorita', ai sensi di quanto previsto dall'art.1, comma 11, della legge n. 249 del 1997 e dal codice dellecomunicazioni elettroniche, si pronuncia secondo le procedure di cuial capo II del regolamento approvato con la delibera n. 148/01/CONS.