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   13-04-2011 - Delibera Autorit√†¬†
 

  

AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI


DELIBERAZIONE 13 aprile 2011

          
Titolo I

DISPOSIZIONI GENERALI

 
                             L'AUTORITA' 
 
  Nella riunione della Commissione per i servizi e i prodotti del  13
aprile 2011; 
  Visto l'articolo 1, comma 6, lettera  b),  n.  9,  della  legge  31
luglio 1997, n.  249,  recante  "Istituzione  dell'Autorita'  per  le
garanzie   nelle   comunicazioni   e   norme   sui   sistemi    delle
telecomunicazioni e radiotelevisivo"; 
  Vista la legge 10 dicembre 1993, n. 515, recante "Disciplina  delle
campagne elettorali per l'elezione alla  Camera  dei  deputati  e  al
Senato della Repubblica", e successive modificazioni; 
  Vista la legge 22 febbraio 2000, n. 28, recante  "Disposizioni  per
la parita' di accesso ai mezzi di informazione  durante  le  campagne
elettorali e referendarie e  per  la  comunicazione  politica",  come
modificata dalla legge 6 novembre 2003, n. 313; 
  Vista la legge 6 novembre 2003, n. 313, recante  "Disposizioni  per
l'attuazione del principio del pluralismo nella programmazione  delle
emittenti radiofoniche e televisive locali"; 
  Visto il decreto del Ministro delle comunicazioni  8  aprile  2004,
che emana il Codice di autoregolamentazione ai sensi  della  legge  6
novembre 2003, n. 313; 
  Vista la legge 20 luglio 2004, n. 215, recante "Norme in materia di
risoluzione dei conflitti di interessi", come modificata dalla  legge
5 novembre 2004, n. 261; 
  Visto  il  decreto  legislativo  31  luglio  2005,  n.  177,   come
modificato dal decreto legislativo 15  marzo  2010,  n.  44,  recante
"Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici", ed,  in
particolare, l'articolo 7; 
  Vista  la  legge  25  maggio  1970,  n.  352,  recante  "Norme  sui
referendum previsti dalla Costituzione e sull'iniziativa  legislativa
del popolo", e successive modificazioni; 
  Rilevato che con decreti del Presidente  della  Repubblica  del  23
marzo 2011, pubblicati  nella  Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica
italiana n. 77 del 4 aprile 2011, sono stati indetti per i giorni  12
e 13 giugno 2011 quattro referendum popolari aventi ad oggetto: 
  1) l'abrogazione dell'articolo 23-bis del decreto-legge  25  giugno
2008, n. 112, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  6  agosto
2008, n. 133, come modificato dall'articolo 30, comma 26, della legge
23 luglio 2009, n.  99,  e  dall'articolo  15  del  decreto-legge  25
settembre 2009, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 20
novembre 2009, n. 166, nel testo risultante a seguito della  sentenza
della Corte costituzionale n. 325 del 2010, in materia  di  modalita'
di affidamento e gestione dei servizi pubblici  locali  di  rilevanza
economica; 
  2) l'abrogazione parziale del comma 1 dell'articolo 154 del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di determinazione della
tariffa  del  servizio  idrico   integrato   in   base   all'adeguata
remunerazione del capitale investito; 
  3) l'abrogazione parziale di  norme  del  decreto-legge  25  giugno
2008, n. 112, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  6  agosto
2008, n. 133,  della  legge  23  luglio  2009,  n.  99,  del  decreto
legislativo 2 luglio 2010, n.  104,  e  del  decreto  legislativo  15
febbraio 2010, n. 31, in materia di nuove centrali per la  produzione
di energia nucleare; 
  4) l'abrogazione di norme della legge 7  aprile  2010,  n.  51,  in
materia di legittimo impedimento del  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri  e  dei  Ministri  a  comparire  in  udienza  penale,  quale
risultante a seguito della  sentenza  n.  23  del  2011  della  Corte
costituzionale; 
  Effettuate le consultazioni con  la  Commissione  parlamentare  per
l'indirizzo generale e  la  vigilanza  dei  servizi  radiotelevisivi,
previste dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28; 
  Udita la relazione dei Commissari Sebastiano  Sortino  e  Gianluigi
Magri relatori ai sensi dell'articolo 29 del regolamento  concernente
l'organizzazione ed il funzionamento dell'Autorita'; 
 
                              Delibera 
 
                               Art. 1 
 
                 Finalita' e ambito di applicazione 
 
  1. Le disposizioni di cui al presente provvedimento, in  attuazione
della legge 22 febbraio 2000, n. 28, come modificata  dalla  legge  6
novembre 2003, n. 313, in materia di disciplina dell'accesso ai mezzi
di informazione, finalizzate a dare concreta attuazione  ai  principi
del      pluralismo,      dell'imparzialita',      dell'indipendenza,
dell'obiettivita' e della  completezza  del  sistema  radiotelevisivo
nonche' ai diritti riconosciuti ai soggetti politici dagli articoli 4
e  5  della  legge  22  febbraio  2000,  n.  28,si  riferiscono  alle
consultazioni  referendarie  del  12  e  13  giugno   2011   relative
l'abrogazione di alcune disposizioni del decreto -  legge  25  giugno
2008 n.112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e successive
modificazioni e del decreto  -  legge  25  settembre  2009,  n.  135,
convertito, con modificazioni dalla legge 20 novembre 2009,  n.  166,
nel  testo  risultante  a  seguito   della   sentenza   della   Corte
costituzionale n. 325 del 2010; l'abrogazione parziale  dell'articolo
154, comma  1,  del  decreto  legislativo  3  aprile  2006,  n.  152;
l'abrogazione parziale del decreto - legge 25 giugno  2008,  n.  112,
convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n.  133,  nel
testo  risultante  per  effetto  di  modificazioni   e   integrazioni
successive,  limitatamente   all'art.   7,   comma   1,   lett.   d);
l'abrogazione della legge 7 aprile 2010, n. 51, e  si  applicano  nei
confronti   delle   emittenti   che   esercitano    l'attivita'    di
radiodiffusione televisiva e sonora privata e della stampa quotidiana
e periodica. 
  2. Stante la coincidenza territoriale e temporale, anche  parziale,
delle consultazioni referendarie di cui alla presente delibera con le
consultazioni  elettorali  amministrative,   saranno   applicate   le
disposizioni di attuazione  della  legge  22  febbraio  2000,  n.  28
relative a ciascun tipo di consultazione. 
  3. Ove non diversamente previsto, esse  hanno  effetto  dal  giorno
successivo alla data  di  pubblicazione  del  presente  provvedimento
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana sino  a  tutta  la
seconda giornata di votazione. 

        
      
          
Titolo I

DISPOSIZIONI GENERALI

                               Art. 2 
 
                          Soggetti politici 
 
  1. Ai fini del presente provvedimento, in applicazione della  legge
22 febbraio 2000, n. 28, come modificata dalla legge 6 novembre 2003,
n. 313, si intendono per soggetti politici: 
  a) il comitato promotore di ciascun  quesito  referendario.  Se  il
medesimo quesito 
  referendario e' stato proposto da  piu'  comitati  promotori,  essi
devono  essere  rappresentati   in   ciascuna   delle   trasmissioni,
alternandosi negli spazi relativi a tale quesito; 
  b) le forze politiche che costituiscono Gruppo in  almeno  un  ramo
del Parlamento  nazionale  ovvero  che  abbiano  eletto  con  proprio
simbolo almeno due deputati al Parlamento europeo; 
  c) i comitati, le associazioni e gli  altri  organismi  collettivi,
comunque denominati, rappresentativi di forze sociali e politiche  di
rilevanza nazionale, diverse da quelle riferibili ai soggetti di  cui
alle lettere a) e b), che abbiano un interesse obiettivo e  specifico
ai quesiti referendari e che abbiano dato una  esplicita  indicazione
di voto. Gli  organismi  di  cui  al  presente  comma  devono  essere
costituiti entro cinque giorni non  festivi  successivialla  data  di
pubblicazione del presente  provvedimento  nella  Gazzetta  Ufficiale
della Repubblica italiana . 
    
  2.  Entro  cinque  giorni  non  festivi  successivi  alla  data  di
pubblicazione del presente  provvedimento  nella  Gazzetta  Ufficiale
della Repubblica italiana, i soggetti di cui al comma 1, lettere b) e
c), rendono nota all'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni la
loro intenzione di partecipare ai programmi di comunicazione politica
e alla trasmissione dei messaggi politici autogestiti,  indicando  la
propria  posizione  a  favore  o  contro   i   quesiti   referendari.
L'Autorita' comunica, anche a mezzo telefax, l'elenco dei soggetti di
cui al precedente comma 1 ai Comitati regionali per le  comunicazioni
o, ove questi non siano  costituiti,  ai  Comitati  regionali  per  i
servizi radiotelevisivi. 
  3. Per ciascun quesito in relazione al quale intendano  intervenire
i soggetti politici di cui al comma 1, lettera  b),  indicano  se  il
loro  rappresentante  sosterra'  la  posizione  favorevole  o  quella
contraria ovvero se sono disponibili a farsi rappresentare  di  volta
in volta da sostenitori di una o dell'altra opzione di voto. 

        
      
          
Titolo II

RADIODIFFUSIONE SONORA E TELEVISIVA


Capo I

Disciplina delle trasmissioni delle emittenti nazionali

                               Art. 3 
 
            Riparto degli spazi di comunicazione politica 
 
  1. Ai fini del presente Capo I,  in  applicazione  della  legge  22
febbraio 2000, n. 28, nel  periodo  intercorrente  tra  l'entrata  in
vigore del  presente  provvedimento  e  la  data  di  chiusura  della
campagna referendaria, gli spazi che ciascuna emittente televisiva  o
radiofonica nazionale privata dedicaalla comunicazione  politica  sui
temi dei referendum popolari, nelle forme previste  dall'articolo  4,
comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, sono ripartiti  in  due
parti uguali tra i  soggetti  favorevoli  e  i  contrari  ai  quesiti
referendari, includendo fra questi ultimi anche coloro che si esprimo
per l'astensione o per la non partecipazione al voto. 
    
  2. In rapporto al numero dei partecipanti e agli spazi disponibili,
il principio delle pari opportunita'  tra  gli  aventi  diritto  puo'
essere realizzato, oltre che nell'ambito della medesima trasmissione,
anche nell'ambito di un ciclo di piu' trasmissioni, purche'  ciascuna
di  queste  abbia  analoghe  opportunita'  di  ascolto.  E'  altresi'
possibile realizzare trasmissioni anche mediante la partecipazione di
giornalisti che rivolgono domande ai partecipanti. In  ogni  caso  la
ripartizione degli spazi nelle trasmissioni di comunicazione politica
nei confronti  dei  soggetti  politici  aventi  diritto  deve  essere
effettuata  su  base  bisettimanale,  garantendo  l'applicazione  dei
principi di equita' e  di  parita'  di  trattamento,  nell'ambito  di
ciascun periodo di due settimane e procedendo alle compensazioni  che
dovessero eccezionalmente rendersi necessarie.  Ove  possibile,  tali
trasmissioni  sono  diffuse  con  modalita'  che  ne  consentano   la
fruizione anche ai non udenti. 
    
  3. In ogni trasmissione che preveda la partecipazione di piu' di un
rappresentante per ciascuna indicazione di voto,  tra  i  sostenitori
dell'indicazione  di  voto  favorevole   deve   essere   incluso   un
rappresentante di un Comitato promotore . 
  4. L'eventuale assenza di sostenitori di una delle due  indicazioni
di voto non pregiudica l'intervento nelle  trasmissioni  degli  altri
soggetti, ma non determina un aumento del tempo  ad  essi  spettante.
Nelle trasmissioni interessate e' fatta menzione della rinuncia. 
  5. Le trasmissioni di  comunicazione  politica  sono  collocate  in
contenitori  con  cicli  a  cadenza  quindicinale   dalle   emittenti
televisive nazionali all'interno della fascia oraria compresa tra  le
ore 7:00 e le  ore  24:00e  dalle  emittenti  radiofoniche  nazionali
all'interno della fascia oraria compresa tra le ore  7:00  e  le  ore
1:00 del giorno successivo. 
  6. I calendari delle trasmissioni di cui al presente articolo  sono
tempestivamente comunicati, anche a mezzo telefax, all'Autorita'  per
le garanzie nelle comunicazioni. Le eventuali variazioni dei predetti
calendari sono tempestivamente comunicati all'Autorita'. 
  7. Alle trasmissioni  di  comunicazione  politica  sui  temi  delle
consultazioni referendarie non possono  prendere  parte  persone  che
risultino candidate in concomitanti competizioni elettorali e a  tali
competizioni non e' comunque  consentito,  nel  corso  dei  programmi
medesimi, alcun riferimento. 
  7.  La  responsabilita'  delle  trasmissioni  di  cui  al  presente
articolo deve  essere  ricondotta  a  quella  di  specifiche  testate
giornalistiche registrate ai sensi dell'articolo 32- quinquies, comma
1, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. 
  8. Le trasmissioni di cui al presente articolo sono  sospese  dalla
mezzanotte dell'ultimo giorno precedente le votazioni. 

        
      
          
Titolo II

RADIODIFFUSIONE SONORA E TELEVISIVA


Capo I

Disciplina delle trasmissioni delle emittenti nazionali

                               Art. 4 
 
           Messaggi politici autogestiti a titolo gratuito 
 
  1. Nel periodo intercorrente tra la data di entrata in  vigore  del
presente  provvedimento  e  quella   di   chiusura   della   campagna
referendaria,  le  emittenti  radiofoniche  e  televisive   nazionali
private possono trasmettere messaggi politici  autogestiti  a  titolo
gratuito per la presentazione non in contraddittorio delle  posizioni
favorevole o contraria a ciascun quesito referendario. 
    

        
      
          
Titolo II

RADIODIFFUSIONE SONORA E TELEVISIVA


Capo I

Disciplina delle trasmissioni delle emittenti nazionali

                               Art. 5 
 
           Modalita' di trasmissione dei messaggi politici 
                    autogestiti a titolo gratuito 
 
  1. Per la trasmissione dei messaggi politici autogestiti  a  titolo
gratuito le emittenti di cui all'articolo 4, comma  1,  osservano  le
seguenti  modalita',  stabilite  sulla  base  dei   criteri   fissati
dall'articolo 4, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28: 
  a) il numero complessivo dei messaggi e' ripartito fra  i  soggetti
politici  interessati;  i  messaggi  sono  trasmessi  a  parita'   di
condizioni tra i favorevoli ed i contrari, anche con riferimento alle
fasce orarie; 
  b) i messaggi sono organizzati in modo autogestito e  devono  avere
una durata sufficiente alla motivata  esposizione  di  una  posizione
favorevole o contraria ai quesiti referendari e comunque compresa,  a
scelta del richiedente,  fra  uno  e  tre  minuti  per  le  emittenti
televisive  e  fra  trenta  e  novanta  secondi  per   le   emittenti
radiofoniche; 
  c) i messaggi non possono interrompere altri programmi, ne'  essere
interrotti, hanno una autonoma collocazione  nella  programmazione  e
sono trasmessi in appositi contenitori, fino a un massimo di  quattro
contenitori per ogni giornata di programmazione. I  contenitori  sono
collocati   uno   per   ciascuna   delle   seguenti   fasce   orarie,
progressivamente a partire dalla prima: prima fascia 18:00  -  19:59;
seconda fascia 14:00 - 15:59; terza  fascia  22:00  -  23:59;  quarta
fascia 9:00 - 10:59. I messaggi trasmessi in ciascun contenitore sono
almeno due e sono comunque ripartiti in misura uguale tra i  soggetti
favorevoli e quelli contrari al quesito  referendario.  A  tal  fine,
qualora il numero dei soggetti che sostengono le due  indicazioni  di
voto  sia  diverso,  l'assegnazione  degli  spazi  ai  soggetti  piu'
numerosi avviene secondo un criterio di rotazione, fermi restando  in
ogni caso i limiti di cui alle lettere e) ed f). L'eventuale mancanza
di messaggi a sostegno di una  delle  due  indicazioni  di  voto  non
pregiudica, in ogni  caso,  la  trasmissione  di  quelli  a  sostegno
dell'indicazione opposta, ma non determina un aumento degli spazi  ad
essa spettanti; 
  d) i  messaggi  non  sono  computati  nel  calcolo  dei  limiti  di
affollamento pubblicitario previsti dalla legge; 
  e) ciascun messaggio  puo'  essere  trasmesso  una  sola  volta  in
ciascun contenitore; 
  f) nessun soggetto politico puo' diffondere piu' di due messaggi in
ciascuna giornata di programmazione sulla stessa emittente; 
  g) ogni messaggio reca  la  dicitura  "messaggio  autogestito"  con
l'indicazione del soggetto politico committente. 
    

        
      
          
Titolo II

RADIODIFFUSIONE SONORA E TELEVISIVA


Capo I

Disciplina delle trasmissioni delle emittenti nazionali

                               Art. 6 
 
   Comunicazioni delle emittenti nazionali e dei soggetti politici 
 
  1. Entro il quinto giorno successivo alla data di entrata in vigore
del presente provvedimento, le emittenti  che  intendono  trasmettere
messaggi politici autogestiti a titolo gratuito: 
  a) rendono pubblico il loro intendimento mediante un comunicato  da
trasmettere almeno una volta nella fascia di  maggiore  ascolto.  Nel
comunicato l'emittente nazionale  informa  i  soggetti  politici  che
presso la sua sede, di cui  viene  indicato  l'indirizzo,  il  numero
telefonico e la persona da contattare, e'  depositato  un  documento,
che   puo'   essere   reso   disponibile   anche   nel    sito    web
dell'emittente,concernente la trasmissione dei  messaggi,  il  numero
massimo dei contenitori predisposti, la collocazione nel  palinsesto,
gli standard tecnici richiesti  e  il  termine  di  consegna  per  la
trasmissione del materiale autoprodotto. A tale  fine,  le  emittenti
possono anche utilizzare il modello MAG/1/RN,  reso  disponibile  nel
sito  web  dell'Autorita'  per  le  garanzie   nelle   comunicazioni:
http://www.agcom.it/; 
  b) inviano, anche a mezzo telefax, all'Autorita'  per  le  garanzie
nelle comunicazioni il documento di  cui  alla  lettera  a),  nonche'
possibilmente con almeno cinque giorni di anticipo,  ogni  variazione
successiva  del  documento  stesso  con  riguardo   al   numero   dei
contenitori e alla loro collocazione nel palinsesto.  A  quest'ultimo
fine, le emittenti possono anche utilizzare il modello MAG/2/RN, reso
disponibile nel predetto sito  web  dell'Autorita'  per  le  garanzie
nelle comunicazioni. 
  2. Fino al quinto giorno successivo alla data di entrata in  vigore
del presente provvedimento i soggetti politici di cui all'articolo 2,
comma 1, lettere a) e c) nonche' i soggetti di  cui  all'articolo  2,
comma 1, lettera b), che abbiano reso  la  comunicazione  di  cui  al
medesimo articolo  2,  comma  2,interessati  a  trasmettere  messaggi
autogestiti comunicano alle emittenti e alla stessa Autorita' per  le
garanzie nelle comunicazioni,  anche  a  mezzo  telefax,  le  proprie
richieste, indicando il  responsabile  elettorale  per  i  referendum
popolari, i relativi recapiti e la durata dei messaggi. A tale  fine,
puo' anche essere utilizzato il modello  MAG/3/RN,  reso  disponibile
nel  predetto  sito  web  dell'Autorita'  per   le   garanzie   nelle
comunicazioni. 

        
      
          
Titolo II

RADIODIFFUSIONE SONORA E TELEVISIVA


Capo I

Disciplina delle trasmissioni delle emittenti nazionali

                               Art. 7 
 
           Sorteggio e collocazione dei messaggi politici 
                    autogestiti a titolo gratuito 
 
  1. La collocazione dei messaggi all'interno dei singoli contenitori
previsti per il primo giorno avviene con sorteggio unico  nella  sede
dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, alla presenza  di
un funzionario della stessa. 
  2. La collocazione nei  contenitori  dei  giorni  successivi  viene
determinata secondo un criterio di rotazione a scalare  di  un  posto
all'interno di ciascun contenitore, in modo da rispettare il criterio
di parita' di presenze all'interno delle  singole  fasce.  Gli  spazi
disponibili in ciascun contenitore sono comunque ripartiti  in  parti
uguali tra  i  soggetti  favorevoli  e  quelli  contrari  ai  quesiti
referendari. 
    
    

        
      
          
Titolo II

RADIODIFFUSIONE SONORA E TELEVISIVA


Capo I

Disciplina delle trasmissioni delle emittenti nazionali

                               Art. 8 
 
    Programmi di informazione trasmessi sulle emittenti nazionali 
 
  1. Sono programmi di informazione i telegiornali, i giornali radio,
i notiziari e  ogni  altro  programma  di  contenuto  informativo,  a
rilevante   presentazione   giornalistica,    caratterizzato    dalla
correlazione ai temi dell'attualita' e della cronaca. 
  2. Nel periodo di vigenza della presente delibera, tenuto conto del
servizio  di  interesse  generale  dell'attivita'   di   informazione
radiotelevisiva, i notiziari diffusi  dalle  emittenti  televisive  e
radiofoniche nazionali  e  tutti  gli  altri  programmi  a  contenuto
informativo, riconducibili  alla  responsabilita'  di  una  specifica
testata registrata ai sensi di legge, si conformano  con  particolare
rigore ai  criteri  di  tutela  del  pluralismo,  dell'imparzialita',
dell'indipendenza, della obiettivita' e  dell'apertura  alle  diverse
forze politiche, al fine di assicurare all'elettorato la  piu'  ampia
informazione sui temi e sulle modalita' di svolgimento della campagna
referendaria e precisamente : 
  a) quando vengono trattate questioni relative al tema  oggetto  dei
referendum le posizioni dei diversi  soggetti  politici  impegnati  a
favore o contro i quesiti referendari  vanno  rappresentate  in  modo
corretto ed obiettivo, evitando sproporzioni nelle cronache  e  nelle
riprese  degli  stessi  soggetti.  Resta  salva  per  l'emittente  la
liberta'  di  commento  e  critica  che,in  chiara  distinzione   tra
informazione e  opinione,  salvaguardi  comunque  il  rispetto  delle
persone; 
  b)  fatto  salvo  il  criterio   precedente,   nei   programmi   di
informazione va curata un'adeguata informazione sui temi oggetto  dei
referendum, assicurando la chiarezza e la comprensibilita'  dei  temi
in discussione. Qualora in detti programmi assuma carattere rilevante
l'esposizioni di opinioni e valutazioni  politiche  riconducibili  ai
temi dei referendum , dovra' essere complessivamente  garantita,  nel
corso della campagna  referendaria,  la  presenza  equilibrata  e  il
contraddittorio tra i  soggetti  favorevoli  o  contrari  ai  quesiti
referendari,  includendo  tra  questi  ultimi  anche  coloro  che  si
esprimono per l'astensione o la non partecipazione al voto 
  3.  Nel  periodo  di  cui  al  precedente  comma  2,  in  qualunque
trasmissione  radiotelevisiva  diversa  da  quelle  di  comunicazione
politica, di informazione e dai  messaggi  politici  autogestiti,  e'
vietato fornire, anche in forma indiretta, indicazioni  o  preferenze
di voto relative ai referendum. 
  4. Direttori dei programmi, registi,  conduttori  e  ospiti  devono
attenersi ad un comportamento corretto ed  imparziale,  tale  da  non
influenzare, anche in modo surrettizio ed allusivo, le libere  scelte
degli elettori, evitando che si determinino condizioni di vantaggio o
di svantaggio per i favorevoli o contrari ai quesiti referendari. 
  5. Correttezza ed  imparzialita'  devono  essere  assicurate  nella
diffusione delle prese di posizione di contenuto politico espresse da
qualunque  soggetto   anche   non   direttamene   partecipante   alla
competizione referendaria . 
  6. Il rispetto delle condizioni di cui al presente  articolo  e  il
ripristino di eventuali  squilibri  accertati,  e'  assicurato  anche
d'ufficio dall'Autorita' che persegue le relative violazioni  secondo
quanto previsto dalle norme vigenti. 
    

        
      
          
Titolo II

RADIODIFFUSIONE SONORA E TELEVISIVA


Capo I

Disciplina delle trasmissioni delle emittenti nazionali

                               Art. 9 
 
                Illustrazione delle modalita' di voto 
 
  1. Dalla data di entrata in  vigore  del  presente  provvedimentole
emittenti radiotelevisive nazionali private illustrano le  principali
caratteristiche delle elezioni referendarie previste per i giorni  12
e 13 giugno 2011 con particolare riferimento al  sistema  elettorale,
ai temi referendari e alle modalita'  di  espressione  del  voto  ivi
comprese le speciali modalita' di  voto  previste  per  gli  elettori
diversamente abili e per quelli intrasportabili. 

        
      
          
Capo II

Disciplina delle trasmissioni delle emittenti locali

                               Art. 10 
 
                 Programmi di comunicazione politica 
 
  1.  I  programmi   di   comunicazione   politica,   come   definiti
all'articolo   2,   comma   1,   lettera   c),    del    codice    di
autoregolamentazione  di  cui   al   decreto   del   Ministro   delle
comunicazioni  8  aprile  2004,  che  le   emittenti   televisive   e
radiofoniche locali intendono trasmettere  tra  l'entrata  in  vigore
della presente delibera e la  chiusura  della  campagna  referendaria
devono consentire una effettiva parita' di condizioni tra i  soggetti
politici di cui all'articolo  2  favorevoli  o  contrari  ai  quesiti
referendari,  includendo  fra  questi  ultimi  anche  coloro  che  si
esprimono per l'astensione o la non partecipazione al voto, anche con
riferimento alle fasce orarie e al tempo di trasmissione. 
  2. L'eventuale assenza di sostenitori di una delle due  indicazioni
di voto non pregiudica l'intervento nelle  trasmissioni  degli  altri
soggetti, ma non determina un aumento del tempo ad essi spettante. In
tali casi, nel corso della trasmissione e' fatta  esplicita  menzione
delle predette assenze. 
  3. Le trasmissioni di  comunicazione  politica  sono  collocate  in
contenitori  con  cicli  a  cadenza  quindicinale   dalle   emittenti
televisive locali all'interno della fascia oraria compresa tra le ore
7:00 e le ore 24:00 e dalle emittenti radiofoniche locali all'interno
della fascia oraria compresa tra le ore 7:00 e le ore 1:00 del giorno
successivo, in modo  da  garantire  l'applicazione  dei  principi  di
equita'  e  di  parita'  di  trattamento  tra  i  soggetti   di   cui
all'articolo 2 favorevoli o contrari ai  quesiti  referendari,  anche
attraverso  analoghe  opportunita'  di  ascolto.  I  calendari  delle
predette trasmissioni sono  comunicati  almeno  sette  giorni  prima,
anche a mezzo  telefax,  al  competente  Comitato  regionale  per  le
comunicazioni o, ove non costituito,  al  Comitato  regionale  per  i
servizi radiotelevisivi, che ne informa l'Autorita' per  le  garanzie
nelle comunicazioni. Le eventuali variazioni dei  predetti  calendari
sono tempestivamente comunicate al predetto organo,  che  ne  informa
l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni. Ove possibile,  tali
trasmissioni  sono  diffuse  con  modalita'  che  ne  consentano   la
fruizione anche ai non udenti. 
  4.  Ai  programmi  di  comunicazione  politica   sui   temi   della
consultazione referendaria  di  cui  all'articolo  1,  comma  1,  del
presente  provvedimento,  non  possono  prendere  parte  persone  che
risultino candidate in concomitanti competizioni elettorali e a  tali
competizioni non e' comunque  consentito,  nel  corso  dei  programmi
medesimi, alcun riferimento. 
  5. E' possibile realizzare trasmissioni di  comunicazione  politica
anche mediante la partecipazione di giornalisti che rivolgono domande
ai  partecipanti,  assicurando,  comunque,   imparzialita'   e   pari
opportunita' nel confronto tra i soggetti politici. 
  6. Le trasmissioni di cui al presente articolo sono  sospese  dalla
mezzanotte del secondo giorno precedente le votazioni. 

        
      
          
Capo II

Disciplina delle trasmissioni delle emittenti locali

                               Art. 11 
 
           Messaggi politici autogestiti a titolo gratuito 
 
  1. Nel periodo intercorrente tra la data di entrata in  vigore  del
presente   provvedimentoe   quella   di   chiusura   della   campagna
referendaria, le emittenti radiofoniche e televisive  locali  possono
trasmettere messaggi politici autogestiti a titolo  gratuito  per  la
presentazione non in contraddittorio  delle  posizioni  favorevoli  o
contrarie a ciascun quesito referendario. 
  2. Per la trasmissione dei messaggi politici di cui al comma  1  le
emittenti radiofoniche e  televisive  locali  osservano  le  seguenti
modalita', stabilite sulla base dei criteri fissati dall'articolo  4,
comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28: 
  a) il numero complessivo dei messaggi e' ripartito fra  i  soggetti
politici; i messaggi sono trasmessi a parita'  di  condizioni  tra  i
favorevoli ed i contrari, anche con riferimento alle fasce orarie; 
  b) i messaggi sono organizzati in modo autogestito e  devono  avere
una durata sufficiente alla motivata esposizione di un programma o di
una opinione politica, comunque compresa, a scelta  del  richiedente,
fra uno e tre minuti per le  emittenti  televisive  e  fra  trenta  e
novanta secondi per le emittenti radiofoniche; 
  c) i messaggi non possono interrompere altri programmi, ne'  essere
interrotti, hanno una autonoma collocazione  nella  programmazione  e
sono  trasmessi  in  appositi  contenitori,  fino  a  un  massimo  di
quattrocontenitori per ogni giornata di programmazione. I contenitori
sono  collocati  uno  per  ciascuna  delle  seguenti  fasce   orarie,
progressivamente a partire dalla prima: prima fascia 18:00  -  19:59;
seconda fascia 12:00 - 14:59; terza  fascia  21:00  -  23:59;  quarta
fascia 7:00 - 8:59; 
  d) i  messaggi  non  sono  computati  nel  calcolo  dei  limiti  di
affollamento pubblicitario previsti dalla legge; 
  e) nessun soggetto politico puo' diffondere piu' di due messaggi in
ciascuna giornata di programmazione sulla stessa emittente; 
  f) ogni  messaggio  per  tutta  la  sua  durata  reca  la  dicitura
"messaggio referendario  gratuito"  con  l'indicazione  del  soggetto
politico committente. 

        
      
          
Capo II

Disciplina delle trasmissioni delle emittenti locali

                               Art. 12 
 
Comunicazioni delle emittenti locali e dei soggetti politici relative 
         ai messaggi politici autogestiti a titolo gratuito 
 
  1. Entro il quinto giorno successivo alla data di entrata in vigore
del presente provvedimento, le emittenti  radiofoniche  e  televisive
locali  che  trasmettono  messaggi  politici  autogestiti  a   titolo
gratuito: 
  a) rendono pubblico il loro intendimento mediante un comunicato  da
trasmettere almeno una volta nella fascia di  maggiore  ascolto.  Nel
comunicato l'emittente locale informa i soggetti politici che  presso
la sua sede, di cui viene indicato l'indirizzo, il numero  telefonico
e la persona da contattare, e'  depositato  un  documento,  che  puo'
essere  reso  disponibile  anche   sul   sito   web   dell'emittente,
concernente la trasmissione  dei  messaggi,  il  numero  massimo  dei
contenitori predisposti, la collocazione nel palinsesto, gli standard
tecnici richiesti e il termine di consegna per  la  trasmissione  del
materiale autoprodotto. A  tale  fine,  le  emittenti  possono  anche
utilizzare  i  modelli  MAG/1/RN  resi  disponibili  nel   sito   web
dell'Autorita'    per    le     garanzie     nelle     comunicazioni:
http://www.agcom.it/; 
  b) inviano, anche a mezzo telefax, al competente Comitato regionale
per le comunicazioni o, ove non costituito, al Comitato regionale per
i servizi radiotelevisivi, che ne informa l'Autorita' per le garanzie
nelle comunicazioni, il documento di cui alla  lettera  a),  nonche',
possibilmente con almeno cinque giorni di anticipo,  ogni  variazione
apportata successivamente al documento stesso con riguardo al  numero
dei  contenitori  e  alla  loro  collocazione   nel   palinsesto.   A
quest'ultimo fine, le emittenti possono anche  utilizzare  i  modelli
MAG/2/RN resi disponibili nel predetto sito web dell'Autorita' per le
garanzie nelle comunicazioni. 
  2. Fino al quinto giorno successivo alla data di entrata in  vigore
del presente provvedimento,i soggetti politici di cui all'articolo 2,
comma 1, lettere a) e c), nonche' i soggetti di cui  all'articolo  2,
comma 1, lettere b) e c) che abbiano reso la comunicazione di cui  al
medesimo articolo  2,  comma  2,interessati  a  trasmettere  messaggi
autogestiti  comunicano  alle  emittenti  e  al  competente  Comitato
regionale per le comunicazioni o, ove  non  costituito,  al  Comitato
regionale per i servizi radiotelevisivi, che ne  informa  l'Autorita'
per le garanzie nelle comunicazioni, le proprie richieste,  indicando
il responsabile elettorale per i referendum  popolari  e  i  relativi
recapiti, la durata dei messaggi. A tale fine, possono  anche  essere
utilizzati i modelli MAG/3/RN resi disponibili nel predetto sito  web
dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni. 

        
      
          
Capo II

Disciplina delle trasmissioni delle emittenti locali

                               Art. 13 
 
              Numero complessivo dei messaggi politici 
                    autogestiti a titolo gratuito 
 
  1. L'Autorita', ove  non  diversamente  regolamentato,  approva  la
proposta del competente Comitato regionale per  le  comunicazioni  o,
ove  non  costituito,  del   Comitato   regionale   per   i   servizi
radiotelevisivi, ai fini della fissazione del numero complessivo  dei
messaggi autogestiti gratuiti da ripartire tra  i  soggetti  politici
richiedenti, in  relazione  alle  risorse  disponibili  previste  dal
decreto del Ministro delle comunicazioni adottato di concerto con  il
Ministro dell'economia e delle finanze e concernente la  ripartizione
tra le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano della somma
stanziata per l'anno 2011. 

        
      
          
Capo II

Disciplina delle trasmissioni delle emittenti locali

                               Art. 14 
 
            Sorteggi e collocazione dei messaggi politici 
                    autogestiti a titolo gratuito 
 
  1. La collocazione dei messaggi all'interno dei singoli contenitori
previsti per il primo giorno avviene con sorteggio unico  nella  sede
del Comitato regionale per le comunicazioni o,  ove  non  costituito,
del Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, nella cui  area
di competenza ha sede o domicilio eletto l'emittente che trasmettera'
i messaggi, alla presenza di un funzionario dello stesso. 
  2. La collocazione nei  contenitori  dei  giorni  successivi  viene
determinata, sempre alla presenza di un funzionario del  Comitato  di
cui al comma 1, secondo un criterio di  rotazione  a  scalare  di  un
posto all'interno di ciascun contenitore, in modo  da  rispettare  il
criterio di parita' di presenze all'interno delle singole fasce. 

        
      
          
Capo II

Disciplina delle trasmissioni delle emittenti locali

                               Art. 15 
 
              Messaggi politici autogestiti a pagamento 
 
  1. Nel periodo intercorrente tra la data di entrata in  vigore  del
presente   provvedimentoe   quella   di   chiusura   della   campagna
referendaria, le emittenti radiofoniche e televisive  locali  possono
trasmettere messaggi politici autogestiti a pagamento, come  definiti
all'articolo   2,   comma   1,   lettera   d),    del    codice    di
autoregolamentazione  di  cui   al   decreto   del   Ministro   delle
comunicazioni 8 aprile 2004. 
  2. Per l'accesso agli spazi relativi ai messaggi politici di cui al
comma  1  le  emittenti  radiofoniche  e  televisive  locali   devono
assicurare  condizioni  economiche  uniformi  a  tutti   i   soggetti
politici. 
  3. Le emittenti radiofoniche  e  televisive  locali  che  intendono
diffondere i messaggi politici di cui al comma 1 sono tenute  a  dare
notizia  dell'offerta  dei  relativi  spazi  mediante  un  avviso  da
trasmettere, almeno una volta  al  giorno,  nella  fascia  oraria  di
maggiore ascolto, per tre giorni consecutivi. 
  4. Nell'avviso di cui  al  comma  3  le  emittenti  radiofoniche  e
televisive locali informano i soggetti politici che presso la propria
sede, della quale viene indicato l'indirizzo, il numero telefonico  e
di fax, e' depositato un  documento,  consultabile  su  richiesta  da
chiunque ne abbia interesse, concernente: 
  a)  le  condizioni  temporali  di  prenotazione  degli  spazi   con
l'indicazione del termine ultimo entro il quale  gli  spazi  medesimi
possono essere prenotati; 
  b) le modalita' di prenotazione degli spazi; 
  c) le tariffe  per  l'accesso  a  tali  spazi  quali  autonomamente
determinate  da  ogni  singola  emittente  radiofonica  e  televisiva
locale; 
  d)  ogni  eventuale  ulteriore  circostanza  od  elemento   tecnico
rilevante per la fruizione degli spazi. 
  5. Ciascuna emittente radiofonica e televisiva locale  deve  tenere
conto delle prenotazioni degli spazi da parte dei  soggetti  politici
in base alla loro progressione temporale. 
  6. Ai soggetti politici richiedenti gli spazi per i messaggi di cui
al comma 1 devono essere riconosciute le condizioni di miglior favore
praticate ad uno di essi per gli spazi acquistati. 
  7. Ciascuna emittente radiofonica e televisiva locale e'  tenuta  a
praticare, per i messaggi di cui al comma 1, una tariffa massima  non
superiore al 70% del listino di  pubblicita'  tabellare.  I  soggetti
politici  interessati  possono  richiedere  di  verificare  in   modo
documentale i listini tabellari in  relazione  ai  quali  sono  state
determinate le condizioni praticate per l'accesso agli  spazi  per  i
messaggi di cui al comma 1. 
  8. Nel caso di diffusione di spazi per i messaggi di cui al comma 1
differenziati per diverse aree territoriali dovranno essere  indicate
anche le tariffe praticate per ogni area territoriale. 
  9. La prima messa in onda  dell'avviso  di  cui  ai  commi  3  e  4
costituisce condizione essenziale  per  la  diffusione  dei  messaggi
politici autogestiti a pagamento in periodo elettorale. 
  10. Per le emittenti radiofoniche locali i messaggi di cui al comma
1 devono essere preceduti e seguiti  da  un  annuncio  in  audio  del
seguente  contenuto:  "Messaggio  referendario  a   pagamento",   con
l'indicazione del soggetto politico committente. 
  11. Per le emittenti televisive locali i messaggi di cui al comma 1
devono recare in sovrimpressione per tutta la loro durata la seguente
dicitura: "Messaggio referendario a pagamento", con l'indicazione del
soggetto politico committente. 
  12. Le emittenti  radiofoniche  e  televisive  locali  non  possono
stipulare contratti per la cessione di  spazi  relativi  ai  messaggi
politici autogestiti a pagamento in periodo elettorale in  favore  di
singoli candidati per importi superiori al  75%  di  quelli  previsti
dalla normativa in materia di spese elettorali  ammesse  per  ciascun
soggetto politico. 

        
      
          
Capo II

Disciplina delle trasmissioni delle emittenti locali

                               Art. 16 
 
                    Trasmissioni in contemporanea 
 
  1. Le emittenti radiofoniche e  televisive  locali  che  effettuano
trasmissioni  in  contemporanea   con   una   copertura   complessiva
coincidente con quella  legislativamente  prevista  per  un'emittente
nazionale sono disciplinate dal codice di autoregolamentazione di cui
al decreto del Ministro  delle  comunicazioni  8  aprile  2004  e  al
presente Capo II esclusivamente per le ore  di  trasmissione  non  in
contemporanea. 

        
      
          
Capo II

Disciplina delle trasmissioni delle emittenti locali

                               Art. 17 
 
     Programmi di informazione trasmessi sulle emittenti locali 
 
  1. Nei programmi di informazione,  come  definiti  all'articolo  2,
comma 1, lettera b), del codice di  autoregolamentazione  di  cui  al
decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004, le  emittenti
radiofoniche e televisive  locali  devono  garantire  il  pluralismo,
attraverso la parita' di trattamento, l'obiettivita', la correttezza,
la  completezza,  la  lealta',  l'imparzialita',   l'equita'   e   la
pluralita' dei punti di vista; a tal fine,  quando  vengono  trattate
questioni relative  ai  temi  oggetto  dei  referendum,  deve  essere
assicurato l'equilibrio tra  i  soggetti  favorevoli  o  contrari  ai
quesiti referendari, includendo tra questi ultimi anche coloro che si
esprimono per l'astensione o la non partecipazione al voto . 
  2. Resta comunque salva per l'emittente la liberta' di  commento  e
di critica, che, in chiara distinzione tra informazione  e  opinione,
salvaguardi comunque il rispetto delle persone. Le emittenti locali a
carattere comunitario di cui all'articolo 16, comma 5, della legge  6
agosto 1990 n. 223 e all'articolo  1,  comma  1,  lettera  f),  della
deliberazione 1° dicembre 1998, n. 78 dell'Autorita' per le  garanzie
nelle comunicazioni, come definite all'articolo 2, comma  1,  lettera
q), n. 3, del decreto legislativo 31 luglio  2005,  n.  177,  possono
esprimere i principi di cui sono portatrici, tra quelli  indicati  da
dette norme. 
  3. In qualunque trasmissione radiotelevisiva diversa da  quelle  di
comunicazione  politica  e  dai  messaggi  politici  autogestiti,  e'
vietato fornire, anche in forma indiretta, indicazioni  o  preferenze
di voto relative ai referendum.  Direttori  dei  programmi,  registi,
conduttori e ospiti devono attenersi ad un comportamento tale da  non
influenzare, anche in modo surrettizio ed allusivo, le libere  scelte
dei votanti, evitando che si determinino condizioni di vantaggio o di
svantaggio per i favorevoli o contrari ai quesiti referendari. 

        
      
          
Capo III

Disposizioni particolari

                               Art. 18 
 
            Circuiti di emittenti radiotelevisive locali 
 
  1.  Ai  fini  del  presente  provvedimento,  le   trasmissioni   in
contemporanea da parte di emittenti locali che  operano  in  circuiti
nazionali comunque denominati sono considerate come  trasmissioni  in
ambito  nazionale;  il  consorzio  costituito  per  la  gestione  del
circuito o, in difetto, le singole  emittenti  che  fanno  parte  del
circuito, sono tenuti al rispetto delle disposizioni previste per  le
emittenti nazionali dal Capo I del presente titolo, che si  applicano
altresi' alle emittenti autorizzate alla  ripetizione  dei  programmi
esteri ai sensi dell'articolo 38 della legge 14 aprile 1975, n. 103. 
  2. Ai fini del presente provvedimento,  il  circuito  nazionale  si
determina con riferimento all'articolo 2, comma 1,  lettera  n),  del
decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. 
  3. Rimangono ferme per ogni emittente del circuito, per il tempo di
trasmissione autonoma, le  disposizioni  previste  per  le  emittenti
locali dal Capo II del presente titolo. 
  4.  Ogni   emittente   risponde   direttamente   delle   violazioni
realizzatesi nell'ambito delle trasmissioni in contemporanea. 

        
      
          
Capo III

Disposizioni particolari

                               Art. 19 
 
              Imprese radiofoniche di partiti politici 
 
  1. In conformita' a quanto disposto dall'articolo 6 della legge  22
febbraio 2000, n. 28, le disposizioni di cui  ai  Capi  I  e  II  del
presente titolo non si  applicano  alle  imprese  di  radiodiffusione
sonora che risultino essere organo ufficiale di un  partito  politico
rappresentato in almeno un ramo del Parlamento ai sensi dell'articolo
11, comma 2, della legge 25 febbraio 1987, n. 67. Per tali imprese e'
comunque vietata la cessione, a titolo sia oneroso sia  gratuito,  di
spazi per messaggi autogestiti. 
  2. I partiti sono tenuti a fornire con tempestivita'  all'Autorita'
per le garanzie nelle comunicazioni  ogni  indicazione  necessaria  a
qualificare l'impresa di radiodiffusione come  organo  ufficiale  del
partito. 

        
      
          
Capo III

Disposizioni particolari

                               Art. 20 
 
                  Conservazione delle registrazioni 
 
  1.  Le  emittenti  radiotelevisive  sono  tenute  a  conservare  le
registrazioni della totalita' dei  programmi  trasmessi  nel  periodo
della  campagna  referendaria  e  per  i  tre  mesi  successivi  alla
conclusione  della  stessae,  comunque,  a  conservare,   sino   alla
conclusione  dell'eventuale  procedimento,   le   registrazioni   dei
programmi in ordine ai quali sia stata  notificata  contestazione  di
violazione di disposizioni della legge  10  dicembre  1993,  n.  515,
della   legge   22   febbraio   2000,   n.   28,   del   codice    di
autoregolamentazione  di  cui   al   decreto   del   Ministro   delle
comunicazioni 8 aprile 2004, della legge  20  luglio  2004,  n.  215,
nonche'  di  quelle  emanate  dalla  Commissione   parlamentare   per
l'indirizzo generale e la vigilanza deiservizi radiotelevisivi o  del
presente provvedimento. 

        
      
          
Titolo III

STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA

                               Art. 21 
 
    Comunicato preventivo per la diffusione di messaggi politici 
                referendari su quotidiani e periodici 
 
  1. Entro il quinto giorno successivo alla data di entrata in vigore
del presente provvedimento, gli editori di quotidiani e periodici che
intendano diffondere a qualsiasi titolo fino  a  tutto  il  penultimo
giorno prima delle elezioni  nelle  forme  ammesse  dall'articolo  7,
comma 2, della legge 22  febbraio  2000,  n.  28,  messaggi  politici
relativi ai referendum sono tenuti a dare  notizia  dell'offerta  dei
relativi spazi attraverso un  apposito  comunicato  pubblicato  sulla
stessa testata  interessata  alla  diffusione  di  messaggi  politici
referendari. Per la stampa periodica si tiene  conto  della  data  di
effettiva  distribuzione  al   pubblico.   Ove   in   ragione   della
periodicita' della testata non sia stato possibile  pubblicare  sulla
stessa nel termine predetto il comunicato preventivo,  la  diffusione
dei messaggi non potra' avere inizio  che  dal  numero  successivo  a
quello recante la pubblicazione del comunicato sulla  testata,  salvo
che il comunicato sia stato pubblicato, nel termine prescritto e  nei
modi di cui al comma 2, su altra testata, quotidiana o periodica,  di
analoga diffusione. 
  2. Il comunicato preventivo deve  essere  pubblicato  con  adeguato
rilievo, sia per collocazione, sia per  modalita'  grafiche,  e  deve
precisare le condizioni generali dell'accesso, nonche' l'indirizzo ed
il numero di telefono della redazione della  testata  presso  cui  e'
depositato  un  documento  analitico,  consultabile   su   richiesta,
concernente: 
  a) le condizioni temporali di prenotazione degli spazi con puntuale
indicazione del termine ultimo, rapportato ad ogni singolo giorno  di
pubblicazione  entro  il  quale  gli  spazi  medesimi   possonoessere
prenotati; 
  b) le tariffe per  l'accesso  a  tali  spazi,  quali  autonomamente
determinate per ogni singola testata, nonche' le eventuali condizioni
di gratuita'; 
  c)  ogni  eventuale  ulteriore  circostanza  od  elemento   tecnico
rilevante per la fruizione degli spazi medesimi,  in  particolare  la
definizione del criterio di accettazione delle prenotazioni  in  base
alla loro progressione temporale. 
  3. Devono essere riconosciute ai soggetti politici richiedenti  gli
spazi per messaggi politici referendari  le  condizioni  di  migliore
favore praticate ad uno di essi per il modulo acquistato. 
  4. Ogni editore e' tenuto a fare verificare in modo documentale, su
richiesta dei soggetti politici interessati, le condizioni  praticate
per l'accesso agli spazi in questione, nonche' i listini in relazione
ai quali ha determinato le tariffe per gli spazi medesimi. 
  5. Nel caso di edizioni locali  o  comunque  di  pagine  locali  di
testate  a  diffusione  nazionale,  tali  intendendosi  ai  fini  del
presente provvedimento  le  testate  con  diffusione  pluriregionale,
dovranno indicarsi distintamente le tariffe praticate per  le  pagine
locali  e  le  pagine  nazionali,  nonche',  ove  diverse,  le  altre
modalita' di cui al comma 2. 
  6. La pubblicazione del comunicato preventivo di  cui  al  comma  1
costituisce  condizione  per  la  diffusione  dei  messaggi  politici
referendari durante la consultazione elettorale. In caso  di  mancato
rispetto del termine stabilito nel comma 1 e  salvo  quanto  previsto
nello stesso comma per  le  testate  periodiche,  la  diffusione  dei
messaggi puo' avere inizio dal secondo giorno successivo alla data di
pubblicazione del comunicato preventivo. 

        
      
          
Titolo III

STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA

                               Art. 22 
 
           Pubblicazione di messaggi politici referendari 
                      su quotidiani e periodici 
 
  1. I messaggi politici referendari  di  cui  all'articolo  7  della
legge  22  febbraio  2000,  n.  28,  devono  fornire   una   corretta
rappresentazione del quesito  referendario  ed  essere  riconoscibili
anche  mediante  specifica   impaginazione   in   spazi   chiaramente
evidenziati, secondo modalita' uniformi per ciascuna testata. Devono,
altresi',   recare   la   dicitura   "messaggio   referendario"   con
l'indicazione del soggetto politico committente. 
  2. Sono vietate forme di messaggio politico elettorale  diverse  da
quelle elencate al comma 2 dell'articolo 7 della  legge  22  febbraio
2000, n. 28. 
    

        
      
          
Titolo III

STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA

                               Art. 23 
 
               Organi ufficiali di stampa dei partiti 
 
  1.  Le  disposizioni  sulla  diffusione,  a  qualsiasi  titolo,  di
messaggi politici relativi ai referendum su quotidiani e periodici  e
sull'accesso in condizioni  di  parita'  ai  relativi  spazi  non  si
applicano agli organi ufficiali di stampa  dei  partiti  e  movimenti
politici  e  alle  stampe  dei  soggetti  politici   interessati   ai
referendum di cui all'articolo 2, comma 1. 
  2. Si considera organo ufficiale di partito o movimento politico il
giornale quotidiano o periodico che risulta registrato come  tale  ai
sensi dell'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, ovvero  che
rechi indicazione in tale senso nella  testata,  ovvero  che  risulti
indicato come tale nello statuto o altro atto ufficiale del partito o
del movimento politico. 
  3.  I  partiti  e  i  movimenti  politici  e  i  soggetti  politici
interessati ai referendum sono tenuti  a  fornire  con  tempestivita'
all'Autorita' per le garanzie nelle  comunicazioni  ogni  indicazione
necessaria a qualificare gli organi ufficiali di stampa dei partiti e
dei movimenti  politici,  nonche'  le  stampe  di  soggetti  politici
interessati ai referendum. 

        
      
          
Titolo IV

SONDAGGI POLITICI ED ELETTORALI

                               Art. 24 
 
                   Sondaggi politici ed elettorali 
 
  1. Nel periodo disciplinato dalla presente delibera, fermo restando
quanto previsto dagli articoli 8 e 10 della legge 22  febbraio  2000,
n. 28, ai sondaggi sui temi del referendum si applicano gli  articoli
da 6 a 12 del Regolamento in materia di pubblicazione e diffusione di
sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa di cui alla delibera  n.
256/10/CSP del 9 dicembre 2010. 

        
      
          
Titolo V

VIGILANZA E SANZIONI

                               Art. 25 
 
         Compiti dei Comitati regionali per le comunicazioni 
 
  1. I Comitati regionali per le  comunicazioni  o,  ove  questi  non
siano stati ancora costituiti, i Comitati  regionali  per  i  servizi
radiotelevisivi, assolvono, nell'ambito  territoriale  di  rispettiva
competenza, oltre a quelli previsti agli articoli  12,  13  e  14,  i
seguenti compiti: 
  a) di  vigilanza  sulla  corretta  e  uniforme  applicazione  della
legislazione vigente, del codice di autoregolamentazione  di  cui  al
decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004 e del presente
provvedimento  da  parte  delle  emittenti  locali,   nonche'   delle
disposizioni dettate per  la  concessionaria  del  servizio  pubblico
generale   radiotelevisivo   dalla   Commissione   parlamentare   per
l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi  radiotelevisivi  per
quanto concerne le trasmissioni a carattere regionale; 
  b)  di  accertamento  delle  eventuali  violazioni,trasmettendo   i
relativi atti e gli eventuali supporti e  formulando  le  conseguenti
proposte  all'Autorita'  per  le  garanzie  nelle  comunicazioni  per
l'adozione dei provvedimenti di sua competenza. 
    

        
      
          
Titolo V

VIGILANZA E SANZIONI

                               Art. 26 
 
                      Procedimenti sanzionatori 
 
  1. Le violazioni delle disposizioni della legge 22  febbraio  2000,
n. 28 e del codice di autoregolamentazione  di  cui  al  decreto  del
Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004, nonche' di quelle emanate
dalla  Commissione  parlamentare  per  l'indirizzo  generale   e   la
vigilanza dei servizi radiotelevisivi o dettate con il presente atto,
sono perseguite d'ufficio dall'Autorita', al fine  dell'adozione  dei
provvedimenti previsti dall'articolo 10 e 11-quinquies della medesima
legge. Ciascun soggetto politico interessato puo' comunque denunciare
tali violazioni entro il  termine  perentorio  di  dieci  giorni  dal
fatto. 
  2. Il Consiglio nazionale  degli  utenti  presso  l'Autorita'  puo'
denunciare comportamenti in violazione delle disposizioni di  cui  al
Capo  II  della  22   febbraio   2000,   n.   28,   del   codice   di
autoregolamentazione  di  cui   al   decreto   del   Ministro   delle
comunicazioni 8 aprile 2004 e delle disposizioni del presente atto. 
  3. La denuncia delle violazioni deve essere inviata, anche a  mezzo
telefax, all'Autorita', all'emittente privata  o  all'editore  presso
cui e' avvenuta la violazione, al competente Comitato  regionale  per
le comunicazioni ovvero,  ove  il  predetto  organo  non  sia  ancora
costituito, al Comitato regionale per i servizi  radiotelevisivi,  al
gruppo della Guardia  di  Finanzanella  cui  competenza  territoriale
rientra il  domicilio  dell'emittente  o  dell'editore.  Il  predetto
Gruppo  della  Guardia  di   Finanza   provvede   al   ritiro   delle
registrazioni interessate dalla comunicazione dell'Autorita' o  dalla
denuncia entro le successive dodici ore. 
  4. La denuncia indirizzata all'Autorita'  e'  procedibile  solo  se
sottoscritta  in  maniera   leggibile   e   va   accompagnata   dalla
documentazione comprovante l'avvenuto invio della  denuncia  medesima
anche agli altri destinatari indicati dal precedente comma. 
  5. La denuncia contiene, a pena di inammissibilita',  l'indicazione
dell'emittente  e  della  trasmissione,  ovvero  dell'editore  e  del
giornale o periodico, cui  sono  riferibili  le  presunte  violazioni
segnalate,  completa,  rispettivamente,  di  data  e   orario   della
trasmissione, ovvero di data ed edizione,  nonche'  di  una  motivata
argomentazione. 
  6. Qualora la denuncia  non  contenga  gli  elementi  previsti  dai
precedenti commi 4 e 5, l'Autorita', nell'esercizio dei  suoi  poteri
d'ufficio avvia  l'istruttoria,  dando,  comunque,  precedenza  nella
trattazione a quelle immediatamente procedibili. 
  7. L'Autorita' provvede direttamente alle istruttorie  sommarie  di
cui al comma 1 riguardanti  emittenti  radiotelevisive  nazionali  ed
editori di giornali e periodici, mediante le proprie  strutture,  che
si avvalgono, a  tale  fine,  del  Nucleo  Specialedella  Guardia  di
Finanza  istituito  presso  l'Autorita'  stessa.  Adotta   i   propri
provvedimenti entro le quarantotto  ore  successive  all'accertamento
della   violazione   o   alla   denuncia,   fatta   salva   l'ipotesi
dell'adeguamento spontaneo agli obblighi  di  legge  da  parte  delle
emittenti televisive e degli  editori,  con  contestuale  informativa
all'Autorita'. 
  8.  I  procedimenti  riguardanti  le   emittenti   radiofoniche   e
televisive locali sono istruiti sommariamente dai competenti Comitati
regionali per le comunicazioni,  ovvero,  ove  questi  non  si  siano
ancora   costituiti,   dai   Comitati   regionali   per   i   servizi
radiotelevisivi, che formulano  le  relative  proposte  all'Autorita'
secondo quanto previsto al comma 10. 
  9. Il Gruppo della Guardia di Finanza  competente  per  territorio,
ricevuta  la  denuncia  della  violazione,  da  parte  di   emittenti
radiotelevisive locali, delle disposizioni di cui al comma 1,provvede
entro le dodici ore successive all'acquisizione delle registrazioni e
alla trasmissione delle stesse agli uffici del competente Comitato di
cui al comma 8, dandone immediato  avviso,  anche  a  mezzo  telefax,
all'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni. 
  10. Il Comitato di cui  al  comma  8  procede  ad  una  istruttoria
sommaria, se del caso contesta i fatti, anche a mezzo telefax,  sente
gli interessati ed  acquisisce  le  eventuali  controdeduzioni  nelle
ventiquattro ore successive alla contestazione. Qualora, allo scadere
dello stesso termine, non si sia pervenuti ad un  adeguamento,  anche
in via  compositiva,  agli  obblighi  di  legge  lo  stesso  Comitato
trasmette atti  e  supporti  acquisiti,  ivi  incluso  uno  specifico
verbale di accertamento, redatto, ove necessario, in cooperazione con
il competente Gruppo della Guardia  di  Finanza,  all'Autorita',  che
provvede, in  deroga  ai  termini  e  alle  modalita'  procedimentali
previste dalla legge 24 novembre 1981, n. 689, entro  le  quarantotto
ore successive all'accertamento della  violazione  o  alla  denuncia,
decorrenti dal deposito degli  stessi  atti  e  supporti  presso  gli
uffici del Servizio Comunicazione politica e Risoluzione di conflitti
di interesse dell'Autorita' medesima. 
  11.  In  ogni  caso,  il  Comitato  di  cui  al  comma  8   segnala
tempestivamente all'Autorita' le attivita' svolte e la sussistenza di
episodi rilevanti o ripetuti  di  mancata  attuazione  della  vigente
normativa. 
  12. Gli Ispettorati Territoriali del Ministero delle  comunicazioni
collaborano,  a  richiesta,  con  i   Comitati   regionali   per   le
comunicazioni, o, ove non costituiti, con i Comitati regionali per  i
servizi radiotelevisivi. 
  13. Le emittenti radiotelevisive private e gli  editori  di  stampa
sono tenuti al  rispetto  delle  disposizioni  dettate  dal  presente
provvedimento, adeguando la propria  attivita'  di  programmazione  e
pubblicazione, nonche' i conseguenti comportamenti. 
  14. L'Autorita' verifica il rispetto dei  propri  provvedimenti  ai
fini previsti dall'articolo 1, commi 31 e 32, della legge  31  luglio
1997, n. 249 e a norma dell'articolo  11-quinquies,  comma  3,  della
legge 22 febbraio 2000, n. 28, come introdotto dalla legge 6 novembre
2003, n. 313.  Accerta,  altresi',  l'attuazione  delle  disposizioni
emanate dalla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e  la
vigilanza dei servizi radiotelevisivi anche per le finalita'  di  cui
all'articolo 1, comma 6, lettera c), n. 10,  della  legge  31  luglio
1997, n. 249. 
  15. Nell'ipotesi in cui il  provvedimento  dell'Autorita'  contenga
una misura ripristinatoria della  parita'  di  accesso  ai  mezzi  di
informazione,  come  individuata  dall'articolo  10  della  legge  22
febbraio 2000, n. 28, le emittenti radiotelevisive o gli  editori  di
stampa sono tenuti ad adempiere nel termine di 48 ore dalla  notifica
del provvedimento medesimo e, comunque, nella  prima  trasmissione  o
pubblicazione utile. 
  16. Le sanzioni amministrative pecuniarie  stabilite  dall'articolo
15 della legge 10 dicembre 1993,  n.  515  per  le  violazioni  delle
disposizioni della legge  medesima,  non  abrogate  dall'articolo  13
della  legge  22  febbraio  2000,  n.  28,  ovvero   delle   relative
disposizioni dettate dalla Commissione parlamentare  per  l'indirizzo
generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi o delle  relative
disposizioni di attuazione dettate con il presente provvedimento, non
sono  evitabili  con  il  pagamento  in   misura   ridotta   previsto
dall'articolo 16 della  legge  24  ottobre  1981,  n.  689.  Esse  si
applicano anche a carico dei soggetti a favore dei quali  sono  state
commesse   le   violazioni,   qualora   ne   venga    accertata    la
responsabilita'. 
  17. L'Autorita',  nell'ipotesi  di  accertamento  delle  violazioni
delle disposizioni recate dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28 e dalla
legge 31  luglio  1997,  n.  249,  relative  allo  svolgimento  delle
campagne elettorali disciplinate dal presente provvedimento, da parte
di imprese che agiscono  nei  settori  del  sistema  integrato  delle
comunicazioni di cui all'articolo 2, comma 1, lettera 1) del  decreto
legislativo 31 luglio 2005, n. 177 e che fanno capo  al  titolare  di
cariche di governo e ai soggetti di  cui  all'articolo  7,  comma  1,
della legge 20 luglio 2004, n. 215, ovvero  sottoposte  al  controllo
dei medesimi, procede  all'esercizio  della  competenza  attribuitale
dalla legge 20 luglio 2004, n. 215  in  materia  di  risoluzione  dei
conflitti di interesse. 
  Il presente provvedimento entra in vigore il giorno successivo alla
sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. 
  La presente delibera e' pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale  della
Repubblica italiana ed e' resa disponibile nel sitoweb  della  stessa
Autorita': http://www.agcom.it/. 
    Roma, 13 aprile 2011 
 
                       Il presidente: Calabro' 
 
 
               I commissari relatori: Sortino - Magri 

 

 

Disposizioni  di  attuazione   della   disciplina   in   materia   di
comunicazione  politica  e  di  parita'  di  accesso  ai   mezzi   di
informazione relative alle campagne per i quattro referendum popolari
aventi  ad  oggetto  l'abrogazione   di   alcune   disposizioni   del
decreto-legge 25 giugno 2008 n.112, convertito dalla legge  6  agosto
2008, n. 133  e  successive  modificazioni  e  del  decreto-legge  25
settembre 2009, n. 135, convertito, con modificazioni dalla legge  20
novembre 2009, n. 166, nel testo risultante a seguito della  sentenza
della Corte costituzionale n. 325 del  2010;  l'abrogazione  parziale
dell'articolo 154, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
152; l'abrogazione parziale del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n.  133,  nel
testo  risultante  per  effetto  di  modificazioni   e   integrazioni
successive,  limitatamente  all'art.  7,   comma   1,   lettera   d);
l'abrogazione della legge 7 aprile 2010, n. 51, indetti per i  giorni
12 e 13 giugno 2011. (Deliberazione n. 98/11/CSP). (11A05245)