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   23-03-2013 - Delibera Autorit√†
 

  

 

 

 

DELIBERA 21 marzo 2013 

Nuovo piano di numerazione automatica dei  canali  della  televisione
digitale  terrestre,  in  chiaro  e   a   pagamento,   modalita'   di
attribuzione dei numeri ai fornitori di servizi di media  audiovisivi
autorizzati alla  diffusione  di  contenuti  audiovisivi  in  tecnica
digitale terrestre e relative condizioni di  utilizzo.

 
 
 
 
                             L'AUTORITA' 
 
  Nella riunione del Consiglio del 21 marzo 2013; 
  Vista la  legge  31  luglio  1997,  n.  249,  recante  "Istituzione
dell'Autorita' per  le  garanzie  nelle  comunicazioni  e  norme  sui
sistemi   delle   telecomunicazioni   e   radiotelevisivo",   ed   in
particolare, pubblicata  nel  Supplemento  ordinario  n.  154/L  alla
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale  -  del
31 luglio 1997, n. 177; 
  Visto il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante "Testo
unico dei servizi di  media  audiovisivi  e  radiofonici"  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana  del  7  settembre
2005, n. 208, e successive modifiche e integrazioni; 
  Vista  la  direttiva  2010/13/UE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio del 10 marzo 2010 relativa al coordinamento di  determinate
disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli  Stati
membri concernenti la  fornitura  di  servizi  di  media  audiovisivi
(direttiva sui servizi di media audiovisivi) che abroga e sostituisce
la direttiva  2007/65/CE  del  Parlamento  Europeo  e  del  Consiglio
dell'11 dicembre  2007  che  modifica  la  direttiva  89/552/CEE  del
Consiglio del 3 ottobre 1989, recante il coordinamento di determinate
disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli  Stati
membri  concernenti  l'esercizio  delle  attivita'  televisive,  come
modificata dalla direttiva 97/36/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio del 30 giugno 1997; 
  Visto il decreto legislativo 15 marzo 2010, n.  44,  di  attuazione
della direttiva 2007/65/CE relativa al coordinamento  di  determinate
disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli  Stati
membri concernenti l'esercizio delle attivita' televisive, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 29 marzo  2010
n. 73, e in particolare l'art. 5, che novella  l'art.  32  del  Testo
unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici; 
  Visto il decreto  legislativo  1°  agosto  2003,  n.  259,  recante
approvazione   del   "Codice   delle   comunicazioni   elettroniche",
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del  15
settembre 2003, n. 215, e successive modifiche e integrazioni; 
  Vista la delibera n. 453/03/CONS  del  23  dicembre  2003,  recante
"Regolamento  concernente  la  procedura  di  consultazione  di   cui
all'art.  11  del  decreto  legislativo  1°  agosto  2003,  n.  259",
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del  28
gennaio 2004, n. 22; 
  Vista la legge 6 agosto  1990,  n.  223,  recante  "Disciplina  del
sistema  radiotelevisivo   pubblico   e   privato"   pubblicata   nel
Supplemento  ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale  della   Repubblica
italiana - serie generale - del 9 agosto 1990, n. 185; 
  Vista la legge 10 ottobre 1990,  n.  287,  recante  "Norme  per  la
tutela della concorrenza e del mercato"  pubblicata  nel  Supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana  -  serie
generale - del 13 ottobre 1990, n. 240; 
  Visto il decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, recante "Disposizioni
urgenti per il differimento di termini  in  materia  di  trasmissioni
radiotelevisive analogiche e digitali, nonche' per il risanamento  di
impianti radiotelevisivi", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  della
Repubblica italiana del  24  gennaio  2001,  n.  19,  convertito  con
modificazioni dalla legge 20 marzo  2001,  n.  66,  pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 24  marzo  2001,  n.
70; 
  Vista la legge 3 maggio 2004, n. 112, recante "Norme  di  principio
in  materia  di  assetto  del   sistema   radiotelevisivo   e   della
RAI-Radiotelevisione italiana S.p.A., nonche' delega al  Governo  per
l'emanazione del testo unico della radiotelevisione" pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 5  maggio  2004,  n.
104; 
  Rilevato che l'art. 32, comma 2, del decreto legislativo 31  luglio
2005, n. 177, come  novellato  dall'art.  5,  comma  2,  del  decreto
legislativo 15 marzo 2010, n. 44, fermo il diritto di ciascun  utente
di riordinare i canali offerti sulla televisione digitale nonche'  la
possibilita' per gli operatori di offerte televisive a  pagamento  di
introdurre ulteriori e aggiuntivi servizi di guida ai programmi e  di
ordinamento canali, ha affidato all'Autorita' per le  garanzie  nelle
comunicazioni, al fine di assicurare condizioni eque,  trasparenti  e
non discriminatorie, la competenza ad adottare un apposito  piano  di
numerazione  automatica  dei  canali   della   televisione   digitale
terrestre, in chiaro  e  a  pagamento,  e  a  stabilire  con  proprio
regolamento le modalita' di attribuzione dei numeri ai  fornitori  di
servizi di media audiovisivi autorizzati alla diffusione di contenuti
audiovisivi in tecnica digitale terrestre, sulla  base  dei  seguenti
principi e criteri direttivi in ordine di priorita': 
    a) garanzia della semplicita' d'uso del  sistema  di  ordinamento
automatico dei canali; 
    b) rispetto  delle  abitudini  e  preferenze  degli  utenti,  con
particolare  riferimento  ai  canali  generalisti  nazionali  e  alle
emittenti locali; 
    c)  suddivisione  delle  numerazioni  dei  canali  a   diffusione
nazionale, sulla base del criterio della  programmazione  prevalente,
in  relazione  ai  seguenti  generi   di   programmazione   tematici:
semigeneralisti, bambini e  ragazzi,  informazione,  cultura,  sport,
musica, televendite. Nel primo arco di numeri si  dovranno  prevedere
adeguati spazi nella numerazione che  valorizzino  la  programmazione
delle emittenti locali di qualita' e  quella  legata  al  territorio.
Nello stesso arco di numeri non dovranno essere  irradiati  programmi
rivolti a un pubblico di soli adulti. Al fine di  garantire  il  piu'
ampio pluralismo in condizioni di parita' tra i soggetti operanti nel
mercato, dovra' essere riservata per  ciascun  genere  una  serie  di
numeri a disposizione per soggetti nuovi entranti; 
    d) individuazione di numerazioni  specifiche  per  i  servizi  di
media audiovisivi a pagamento; 
    e) definizione delle condizioni di  utilizzo  della  numerazione,
prevedendo la possibilita', sulla base di accordi,  di  scambi  della
numerazione all'interno di uno stesso  genere,  previa  comunicazione
alle autorita' amministrative competenti; 
    f) revisione del piano di numerazione in base allo  sviluppo  del
mercato, sentiti i soggetti interessati; 
  Vista la delibera n. 366/10/CONS del 15 luglio 2010, recante "Piano
di numerazione  automatico  dei  canali  della  televisione  digitale
terrestre in chiaro e a  pagamento,  modalita'  di  attribuzione  dei
numeri ai fornitori di servizi di media audiovisivi autorizzati  alla
diffusione di contenuti audiovisivi in tecnica digitale  terrestre  e
relative condizioni di utilizzo", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana del 10 agosto 2010, n. 185; 
  Considerato che con le sentenze n. 04658/2012,  n.  04659/2012,  n.
04660/2012 e  n.  04661/20120,  depositate  il  31  agosto  2012,  il
Consiglio di Stato ha annullato il Piano  di  numerazione  automatico
dei canali della televisione  digitale  terrestre  approvato  con  la
predetta delibera n. 366/10/CONS formulando le seguenti osservazioni:
"Nelle more delle nuove determinazioni della  AGCOM  in  ordine  alla
adozione del nuovo Piano  TLC  sara'  inevitabile  un  corrispondente
vuoto regolamentare e, quindi, e'  probabile  che  si  determini  una
situazione  di  confusione  nella  programmazione   delle   emittenti
conseguente alla possibilita' di acquisire liberamente il numero  del
telecomando su cui irradiare  i  palinsesti.  Pertanto,  al  fine  di
ridurre tale problematica conseguenza dell'annullamento in questione,
e' necessario che, in osservanza del principio  del  buon  andamento,
l'AGCOM medio tempore adotti, con l'urgenza  del  caso,  ogni  misura
transitoria  ritenuta  utile  allo  scopo  di  consentire  l'ordinata
fruizione della programmazione televisiva da  parte  degli  utenti  e
degli operatori del  settore.  Data  l'urgenza  e  la  necessita'  di
provvedere, tra le  soluzioni  possibili  appare  ipotizzabile  anche
l'adozione di una proroga di fatto del  Piano  LCN  annullato,  fermo
restando  che  si  tratta  di  un  rimedio  da  adottare  in  via  di
straordinaria urgenza. Quindi va ribadito che, comunque,  l'AGCOM  e'
tenuta ad adottare le nuove determinazioni in  tema  di  LCN  con  la
sollecitudine corrispondente all'obbligo di  dare  ottemperanza  alla
presente sentenza di annullamento della delibera n. 366/2010."; 
  Considerato, altresi',  che  il  Consiglio  di  Stato  ha  rilevato
l'obbligo per l'Autorita' di  "ripronunciarsi  sull'assegnazione  dei
numeri ai canali in questione a seguito di una nuova  indagine  sulle
abitudini e preferenze degli utenti da condursi con adeguati  criteri
che garantiscano univocita' di elementi di comparazione"; 
  Rilevato che con la delibera n. 391/12/CONS del 4  settembre  2012,
recante  "Proroga,  in  via  d'urgenza,  del  piano  di   numerazione
automatica dei canali della televisione digitale terrestre, in chiaro
e a pagamento, modalita' di attribuzione dei numeri ai  fornitori  di
servizi di media audiovisivi autorizzati alla diffusione di contenuti
audiovisivi in tecnica digitale terrestre e  relative  condizioni  di
utilizzo di cui alla delibera n.  366/10/CONS  in  conseguenza  delle
sentenze del Consiglio di Stato  n.  04658/2012,  n.  04659/2012,  n.
04660/2012, n. 04661/2012 depositate il 31 agosto  2012,  nelle  more
della revisione del  detto  piano  di  numerazione",  l'Autorita'  ha
prorogato l'attuale Piano di numerazione nelle more della definizione
del  nuovo  Piano,  al  fine  di  evitare  un  corrispondente   vuoto
regolamentare, con possibilita' di  confusione  nella  programmazione
delle  emittenti   conseguente   alla   possibilita'   di   acquisire
liberamente il numero del telecomando su cui irradiare i  palinsesti,
e al fine di consentire  l'ordinata  fruizione  della  programmazione
televisiva da parte degli utenti e degli operatori del settore; 
  Rilevato, altresi', che  con  la  citata  delibera  n.  391/12/CONS
l'Autorita' ha calibrato la proroga del Piano di numerazione  vigente
sui tempi di  rinnovazione  del  procedimento,  che  comprendono  gli
adempimenti relativi allo svolgimento della consultazione pubblica  e
alla nuova indagine sulle abitudini e preferenze degli  utenti  sopra
indicata, prevedendo per l'adozione del nuovo Piano di numerazione un
termine  di  centottanta  giorni   a   decorrere   dall'avvio   della
consultazione pubblica; 
  Considerato che, con le citate sentenze,  il  Consiglio  di  Stato,
nell'annullare il Piano di numerazione automatico  dei  canali  della
televisione  digitale  terrestre  approvato  dall'Autorita'  con   la
delibera n. 366/10/CONS, ha formulato, in  particolare,  le  seguenti
osservazioni: 
    -  con  la  sentenza  n.  4658/2012  il  Consiglio  di  Stato  ha
dichiarato l'inadeguatezza dell'utilizzo delle  graduatorie  Corecom.
di cui al decreto  ministeriale  5  novembre  2004  n.  292,  recante
"Regolamento per la concessione alle tv locali dei contributi di  cui
all'art. 45 co. 3  della  legge  23  dicembre  1998  n.  448",  quale
criterio per l'attribuzione della numerazione alle emittenti  locali.
Cio' in quanto "pur  evidenziando  tali  graduatorie  degli  elementi
potenzialmente non estranei ai criteri indicati dalla legge, tuttavia
le stesse non avrebbero potuto essere utilizzate dall'Agcom  ai  fini
dell'adozione del piano di numerazione automatica  dei  canali  della
televisione  digitale  terrestre";  infatti  tali  graduatorie  erano
"compilate per finalita'  diverse  da  quelle  per  le  quali  veniva
predisposto il piano Agcom essendo il frutto combinato di due fattori
di assegnazione del punteggio e cioe' del fatturato e del numero  dei
dipendenti". Il Consiglio di Stato ha, inoltre,  evidenziato  che  la
procedura  per  l'accesso  a  tali  contributi  avveniva  su  impulso
volontario da parte delle emittenti locali, tanto che all'incirca  il
13%  di  queste  non  compariva  in  tali  graduatorie,  non   avendo
presentato istanza per partecipare.  Ne  deriva  che  le  graduatorie
citate, essendo state adottate con una diversa  ratio  e  perseguendo
finalita' che si discostano dai requisiti  di  cui  all'art.  32  del
Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici,  potevano
solo in parte essere considerate come un criterio di  qualita'  e  un
indice di rilevamento delle preferenze degli utenti e del radicamento
nel territorio, in quanto "in esse venivano nel contempo  in  rilievo
esigenze di sostegno  all'emittenza  locale,  preordinate  alla  sola
erogazione  di  contributi  pubblici",  costituendo,   pertanto,   un
criterio inidoneo ad accertare le abitudini e preferenze degli utenti
e il radicamento delle emittenti sul territorio; 
    - con la sentenza n. 4659/2012 il Consiglio di Stato ha  rilevato
l'illegittimita'   del   termine   di   quindici   giorni   stabilito
dall'Autorita' per la consultazione pubblica indetta con delibera  n.
122/10/CONS a seguito della quale e' stata approvata la  delibera  n.
366/10/CONS, in luogo dei trenta giorni stabiliti  dall'art.  11  del
decreto  legislativo   n.   259/2003   (recante   il   Codice   delle
comunicazioni elettroniche). Con la medesima  sentenza,  inoltre,  il
Consiglio  di  Stato  ha  ulteriormente   argomentato   l'inidoneita'
dell'utilizzo del criterio delle graduatorie Corecom. con riferimento
all'attribuzione delle numerazioni alle  emittenti  locali.  Infatti,
essendo tali graduatorie compilate sulla  base  del  fatturato  delle
emittenti, le stesse sono inidonee ad attestare le  preferenze  degli
utenti in quanto "anche ove si consideri  che  una  delle  principale
voci di fatturato e' rappresentata dalla raccolta della  pubblicita',
cionondimeno l'ulteriore passaggio, tra la raccolta della pubblicita'
e le preferenze degli  utenti,  rimane  non  dimostrato.  Infatti  la
raccolta della pubblicita', pur  se  e'  un  utile  indicatore  della
preferenza degli utenti (in quanto di  solito  gli  inserzionisti  si
rivolgono alle emittenti con maggior numero di utenti),  tuttavia  da
solo non e' univoco ne'  sufficiente".  Invece,  le  abitudini  e  le
preferenze  degli  utenti  si  prestano  ad  essere  soppesate   piu'
correttamente con riferimento "all'unico indice di carattere  diretto
ed endogeno cioe' il livello di ascolto di ciascuna emittente  ed  il
suo radicamento nel territorio, fermo restando che il legislatore  ha
attribuito al criterio "abitudine dell'utente" una  valenza  autonoma
rispetto agli ascolti-preferenze." 
  Inoltre, il Consiglio di Stato ha rilevato che  "le  emittenti  che
non avevano chiesto le sovvenzioni per l'adeguamento delle rete,  non
erano inserite nelle graduatorie Corecom e comunque, anche applicando
i criteri alternativi previsti, non sarebbero valutate in  condizioni
di parita' con le altre emittenti inserite  in  graduatoria  (...).le
graduatorie   CORECOM,   compilate   su    base    regionale,    sono
intrinsecamente disomogenee rispetto  alle  aree  di  servizio  delle
emittenti  irradianti  il  segnale  su  aree  interregionali   oppure
soltanto provinciale: ne discende che un'emittente che,  trasmettendo
in piu' regioni, avesse numeri di LCN diversi per ciascuna delle aree
servite  dovrebbe  provvedere  ad  onerosi  adeguamenti  tecnici  per
differenziare la trasmissione del numero LCN da impianto ad  impianto
ed evitare facili sovrapposizioni di  segnale".  Con  riferimento  al
criterio della qualita' delle emittenti  stabilito  dalla  legge,  il
Consiglio di Stato ha evidenziato che "appare di intuitiva portata il
ruolo  strategico  acquisito  di  fatto  dalle  emittenti  locali  di
qualita' che hanno valorizzato  usi  e  costumi  di  specifiche  aree
geografiche,   costituenti   un   patrimonio   di   cultura    locale
tradizionale,   profana   e   religiosa   che   (attraverso   servizi
giornalistici e trasmissioni divulgative su feste,  cibi,  luoghi  di
culto  e  beni  storico  ambientali)  viene   proposta   alle   nuove
generazioni ed alla platea di cultori ed operatori commerciali  (come
quelli del settore turistico ed agroalimentare  oppure  dei  prodotti
dell'artigianato), evitando sia la dispersione di  tali  risorse  sia
l'affievolimento dello spirito di identita' della comunita' locale in
antitesi  a  modelli  di  comportamento  di  massa,   diffusi   dalle
comunicazioni in rete e provenienti da  altre  culture,  che  possono
essere  recepiti  passivamente  dagli  utenti  e  comportare  effetti
disaggreganti su contesti socio culturali gia' a rischio. Ne' si puo'
dimenticare,  sotto  altro  profilo,  il  contributo  informativo   e
socio-assistenziale che l'emittente locale di qualita' e' in grado di
offrire alla platea  di  utenti  della  propria  area  geografica  in
occasione  di  situazioni  di  emergenza,   nonche'   di   specifiche
problematiche circoscritte al territorio  corrispondente  al  proprio
bacino di utenza". 
  Infine, nella medesima sentenza, il Consiglio di Stato ha  espresso
rilievi in ordine all'assegnazione delle posizioni otto  e  nove  del
piano di numerazione  alle  emittenti  "MTV  -  Music  Television"  e
"Deejay TV", in quanto  "le  posizioni  otto  e  nove  devono  essere
attribuite (in conformita' alle abitudini e preferenze  degli  utenti
nella sintonizzazione  dei  canali)  ad  emittenti  generaliste,  ove
operative, fermo restando che il criterio delle abitudini consolidate
(come si e' detto) ha una valenza sua propria rispetto agli  ascolti,
mentre Music TV e Deejay Television non possono essere inserite nella
categoria delle emittenti generaliste c.d. storiche  che  trasmettono
programmi generalisti da decenni"; 
    - con la sentenza n. 4660/2012 il Consiglio di  Stato,  sempre  a
proposito dell'attribuzione delle posizioni 8 e 9 del telecomando  ha
rilevato  che  "gli  esiti  della  indagine-sondaggio   (con   10.000
interviste) effettuata da Demoskopea s.p.a., alla data del  2  luglio
2010,  che  ha  portato  all'individuazione  di  9  canali  nazionali
generalisti quali preferiti nelle abitudini e nelle preferenze  degli
utenti,  ad  avviso  del  Collegio,   non   risulta   suffragata   da
corrispondente ed univoco riscontro" in quanto "secondo il sondaggio,
nelle aree a ricezione analogica sui  numeri  da  1  ad  8  risultano
sintonizzate le emittenti nazionali ex analogiche, mentre al numero 9
risulta  sintonizzata  per  il  51,1%  una   emittente   locale;   la
situazione, peraltro, cambia nelle aree a ricezione digitale, in cui,
invece, in prevalenza su tutti i numeri da 1 a 9 del telecomando sono
sintonizzate le emittenti nazionali ex analogiche (...). Infatti  "da
un lato, i dati non sono  univoci  e,  dall'altro,  i  risultati  del
sondaggio sono fuorvianti in quanto assommano  elementi  disomogenei,
considerato che, all'epoca , in 6 Regioni era stato  gia'  effettuato
lo switch-off con il passaggio definitivo alla  tecnica  digitale  e,
quindi, con la sintonizzazione  incontrollata  dei  vari  canali  sul
telecomando,  che  non  poteva  certo  reputarsi   rispondente   alle
abitudini  e  preferenze  degli  utenti".  Il  Consiglio  di   Stato,
conseguentemente, ha ritenuto che "un argomento ex post a conferma di
tale difetto d'istruttoria si rinviene  nella  stessa  individuazione
delle due emittenti nazionali  cui  la  connessa  determinazione  del
Ministero dello Sviluppo economico del 24 novembre 2010 ha attribuito
i numeri 8 e 9 del telecomando: infatti MTV e  Deejay  TV  certamente
non hanno le caratteristiche richieste per inserirsi nella  categoria
delle  emittenti  ex  analogiche  generaliste,  poiche'  si   tratta,
all'evidenza, di emittenti con programmazione chiaramente non rivolte
ad un pubblico generalizzato, ma dedicata ad una specifica fascia  di
utenza  con  prevalenza  di  trasmissioni  sul  mondo  giovanile   e,
comunque, di programmi con impostazione  per  una  utenza  specifica,
spesso tratti anche da emittenti anglofone (per cui sono  diffuse  in
lingua inglese con i sottotitoli in italiano), nonche' di  spettacoli
su generi musicali di tendenza per un pubblico di giovani"; 
    - con la sentenza  n.  4661/2012,  il  Consiglio  di  Stato,  nel
ribadire l'illegittimita'  dell'esiguo  termine  di  quindici  giorni
concesso  per  la  consultazione  pubblica,  ha  comunque   condiviso
l'impostazione dell'Autorita' secondo  la  quale  "l'indicazione  dei
"canali generalisti nazionali" nell'art. 32 comma 2, citato, ai  fini
del rispetto delle preferenze degli  utenti,  si  riferisce  ai  soli
canali ex analogici, anche perche' solo con  riguardo  a  questo  era
ragionevole  ancorare  al  criterio  delle  abitudini  e   preferenze
l'assegnazione dei numeri di  LCN"  ed  ha,  inoltre,  confermato  la
legittimita' dell'attribuzione delle numerazioni  da  10  a  19  alle
emittenti locali, in quanto "l'AGCOM, visti i risultati del sondaggio
Demoskopea, non poteva che attribuire alle emittenti locali i  numeri
da 10 a 19 in corrispondenza alle abitudini e preferenze degli utenti
e tenendo conto del legame di tali emittenti con il  territorio;  tra
l'altro in tal guisa l'AGCOM ha anche,  sia  pur  con  risultati  non
soddisfacenti,  provveduto  a  valorizzare  il  pluralismo  culturale
rappresentato dal rapporto di tali emittenti con il contesto  sociale
del territorio. Pertanto il posizionamento dei canali nativi digitali
a partire dal numero 21 LCN non costituisce una violazione  dell'art.
32, comma 2, citato, oppure una discriminazione  rispetto  di  canali
storici ex analogici, ma discende direttamente dall'applicazione  del
parametro normativo che prescrive di attribuire i numeri del LCN  nel
"rispetto delle abitudini e preferenze degli utenti, con  particolare
riferimento ai canali generalisti nazionali e alle emittenti locali"; 
  Considerato  che  nella  rinnovazione  del  procedimento  ai   fini
dell'adozione  del  nuovo  Piano  di  numerazione  l'Autorita'   deve
doverosamente tenere conto dei rilievi  formulati  dal  Consiglio  di
Stato con le citate sentenze; 
  Considerato, altresi', che l'art. 32, comma 2, lett. f), del  Testo
unico dei servizi di media  audiovisivi  e  radiofonici  prevede  che
l'Autorita' proceda alla revisione del Piano di numerazione  in  base
allo sviluppo del mercato, sentiti i soggetti interessati; 
  Vista la  delibera  n.  442/12/CONS  del  4  ottobre  2012  recante
"Consultazione pubblica sullo  schema  di  provvedimento  recante  il
nuovo piano di numerazione automatica dei  canali  della  televisione
digitale  terrestre,  in  chiaro  e   a   pagamento,   modalita'   di
attribuzione dei numeri ai fornitori di servizi di media  audiovisivi
autorizzati alla  diffusione  di  contenuti  audiovisivi  in  tecnica
digitale terrestre e relative  condizioni  di  utilizzo",  pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica  italiana  del  19  ottobre
2012, n. 245; 
  Visti  i  contributi  pervenuti  nell'ambito  della   consultazione
pubblica da parte delle seguenti associazioni: 
    Aeranti-Corallo (prot. 63376 dell'11 dicembre 2012); Associazione
Alpi Radio Tv - Associazione emittenti locali per la  liberta'  e  il
pluralismo dell'informazione  (ALPI)  (prot.  55611  del  7  novembre
2012); Associazione Italiana per lo sviluppo del Digitale  Televisivo
Terrestre (DGTVi) (prot. 58236 del 19  novembre  2012);  Associazione
Televisioni Digitali Indipendenti (ATDI) (prot. 58242 del 19 novembre
2012); Comitato Radio TV Locali (CRTL) (prot. 60165 del  27  novembre
2012); Coordinamento Autonomo  Multimediale  (CAM)  (unitamente  alle
societa' Julie Italia S.r.l.,  Italia  Med  S.c.a.r.l,  Napoli  9  di
Teleacerra S.r.l., Pallotta Group S.r.l., TV Oggi S.r.l.,  Telepagani
Nuova S.c.a.r.l.) (prot. 54042 del 31  ottobre  2012);  Coordinamento
Nazionale Nuove Antenne (CONNA) (prot. 61295 del 30  novembre  2012);
Coordinamento Nazionale Televisioni (CNT) Terzo Polo Digitale  (prot.
56168 del 9 novembre 2012  e  prot.  58379  del  20  novembre  2012);
Federazioni Radio Televisioni (FRT)  (prot.  61011  del  29  novembre
2012); REA - Radiotelevisioni Europee Associate (prot. 57999  del  19
novembre 2012); 
  e delle seguenti societa': 
    All Music S.p.a. (prot. 57887 del 16 novembre 2012); Associazione
amici di Telepace (prot. 52777 del  24  ottobre  2012);  Associazione
Nazionale Utenti Televisivi e Consumatori  Italiani  (Utelit  Consum)
(prot. 56170 del 9 novembre 2012); Canale Italia S.r.l. (prot.  62671
del 7 dicembre 2012);  Class  Editori  S.p.A.  (prot.  64522  del  17
dicembre 2012); Consorzio Alphabet S.r.l (prot. 58238 del 19 novembre
2012); De Agostini Editore S.p.a. (prot. 58245 del 19 novembre 2012);
Discovery Italia S.r.l. (prot. 58332 del 19 novembre 2012); EDB Media
S.r.l. (prot. 58329 del 19 novembre  2012);  Effe  Tv  S.r.l.  (prot.
58041 del 19 novembre 2012); Fox International Channels Italy  S.r.l.
(prot. 56509 del 9 novembre 2012); H3G S.p.A.  (prot.  58150  del  19
novembre 2012); Julie Italia  S.r.l.  (prot.  53323  del  26  ottobre
2012); MGM-Tv S.r.l. (prot. 56167 del 9 novembre 2012); Napoli  Tivu'
S.r.l. (prot. 57487 del 15 novembre 2012); Nuova Rete  S.r.l.  (prot.
57996 del 19 novembre 2012); P.T.V. Programmazioni Televisive  S.p.a.
(prot. 56160 del 9 novembre 2012); QVC Italia S.r.l.(prot. 58335  del
19 novembre 2012); RAI Radiotelevisione Italiana S.p.a. (prot.  58289
del 19 novembre 2012); RAS Bolzano (prot. 55686 del 7 novembre 2012);
Radio  Tele  Molise  (prot.  54608  del  5  novembre   2012);   Radio
VideoCalabria 99 S.r.l. (unitamente alle societa'  Napoli  Canale  21
S.r.l., RTV 38 S.p.a., Roma Uno S.r.l, Telelombardia S.p.a.,  Rete  7
S.p.a.; P.T.V. Programmazioni televisive  S.p.a.,  TV  Centro  Marche
S.p.a., Umbria Televisione S.r.l., Soc. Op. Im. S.r.l., Sige  S.p.A.,
Videogruppo Televisione S.p.a., Societa' Telequattro  S.r.l.)  (prot.
57649 del 15 novembre 2012);  Rete  8  S.r.l.  (prot.  58002  del  19
novembre 2012); Rete Blu S.p.A. (prot. 61976 del  4  dicembre  2012);
Roma Uno S.r.l. (unitamente alle societa'  Radio  Video  Calabria  99
S.r.l, Napoli  Canale  21  S.r.l,  RTV38  S.p.a.,  Tele  Nord  S.r.l,
Telelombardia S.p.a., Rete 7 S.p.a, P.T.V. Programmazioni  Televisive
S.p.A., TV Centro Marche S.p.a.,  Umbria  Televisione  S.r.l.,  Op.Im
S.r.l., Sige  S.p.a.,  Videogruppo  Televisione  S.p.a.,  Telequattro
S.r.l.) (prot. 57673 del 15 novembre  2012);  Romi  O  S.r.l.  (prot.
58157 del 19 novembre 2012);  RTI  Reti  Televisive  Italiane  S.p.a.
(prot. 58334 del 19 novembre 2012); RTV 38  S.p.A.  (unitamente  alle
societa' Radio Video Calabria 99 S.r.l.,  Napoli  Canale  21  S.r.l.,
Roma  Uno  S.r.l,  Telelombardia  S.p.a.,  Rete  7   S.p.a.,   P.T.V.
Programmazioni televisive S.p.a.,  soc.  Op.Im.S.r.l.,  Sige  S.p.A.,
Videogruppo Televisione S.p.a., Societa' Telequattro  S.r.l.)  (prot.
57672 del 15 novembre 2012); Sestarete e Rete 8 S.r.l.  (prot.  57663
del 15 novembre 2012); Sitcom Televisioni S.r.l. (prot. 58318 del  20
novembre 2012); SKY Italia S.r.l. (prot. 58349 del 20 novembre 2012);
Soprodimec S.p.a. (prot. 53318 del 26 ottobre 2012); Switchover Media
S.r.l. (prot. 57877 del 16 novembre 2012); T.C.S. Tele Costa Smeralda
S.p.A, unitamente con Sardegna Tv S.r.l. e  Videolina  S.p.a.  (prot.
58397 del 20 novembre 2012); Telecapri  S.p.a.  (prot.  56159  del  9
novembre 2012); Telecitta' S.p.a. (prot. 56161 del 9 novembre  2012);
Telecom Italia Media  S.p.a.  (prot.  54039  del  31  ottobre  2012);
Telenorba S.p.a. (prot. n. 58243 del 19  novembre  2012);  Tele  Nord
S.r.l (unitamente alle  societa'  Radio  Video  Calabria  99  S.r.l.,
Napoli Canale 21 S.r.l., RTV 38 S.p.a., Roma Uno S.r.l, Telelombardia
S.p.a., Rete 7 S.p.a., P.T.V. Programmazioni  televisive  S.p.a.,  TV
Centro Marche S.p.a., Umbria Televisione S.r.l.,  soc.  Op.Im.S.r.l.,
Sige S.p.A.; Videogruppo  Televisione  S.p.a.;  Societa'  Telequattro
S.r.l.) (prot. 57618 del 15 novembre 2012); Telepadova S.p.a.  (prot.
57492 del 15 novembre  2012);  Telequattro  S.r.l.  (unitamente  alle
societa' Radio Video Calabria 99 S.r.l., Napoli Canale 21 S.r.l., RTV
38 S.p.a., Roma Uno  S.r.l,  Telelombardia  S.p.a.,  Rete  7  S.p.a.;
P.T.V. Programmazioni televisive S.p.a.,  TV  Centro  Marche  S.p.a.,
soc.  Op.Im.S.r.l.,  Sige  S.p.a.,  Videogruppo  Televisione  S.p.a.)
(prot. 57676 del 15 novembre 2012);  Television  Broadcasting  System
TBS S.p.a. (prot. 56166  del  9  novembre  2012);  TivuItalia  S.p.a.
(prot. n. 64500 del  17  dicembre  2012);  TV  Centro  Marche  S.p.a.
(unitamente alle societa' Radio  Video  Calabria  99  S.r.l.,  Napoli
Canale 21 S.r.l.,  RTV  38  S.p.a.,  Roma  Uno  S.r.l,  Telelombardia
S.p.a., Rete 7 S.p.a., P.T.V. Programmazioni televisive S.p.a.,  Soc.
Op.Im.S.r.l., Sige S.p.A., Videogruppo Televisione  S.p.a.,  Societa'
Telequattro S.r.l.)  (prot.  57632  del  15  novembre  2012);  Umbria
Televisione S.r.l. (unitamente alle societa' Radio Video Calabria  99
S.r.l., Napoli Canale 21 S.r.l.,  RTV  38  S.p.a.,  Roma  Uno  S.r.l,
Telelombardia S.p.a., Rete 7 S.p.a.; P.T.V. Programmazioni televisive
S.p.a., TV Centro Marche  S.p.a.,  soc.  Op.Im.S.r.l.,  Sige  S.p.A.,
Videogruppo Televisione S.p.a., Societa' Telequattro  S.r.l.)  (prot.
57757 del 16 novembre  2012);  Viacom  International  Media  Networks
Italia S.r.l. (prot. 58375 del 20 novembre 2012); 
  Sentite le osservazioni formulate nel  corso  delle  audizioni  dei
seguenti soggetti che ne hanno fatto richiesta: Aeranti  Corallo  (in
data 27 novembre 2012); All Music S.p.a. (in data 30 novembre  2012);
Associazione Alpi  Radio  Tv  (ALPI)  (in  data  19  novembre  2012);
Associazione  Italiana  per  lo  sviluppo  del  Digitale   Televisivo
Terrestre (DGTVi) (in data 12 dicembre 2012); Associazione  Nazionale
Utenti Televisivi e Consumatori Italiani (Utelit Consum) (in data  12
dicembre 2012); Associazione Televisioni Digitali Indipendenti (ATDI)
(in data 21 novembre 2012); Canale Italia S.r.l. (in data 14 novembre
2012); Class Editori S.p.a. (in data 3 dicembre 2012); Comitato Radio
TV Locali (CRTL) (in data 21 novembre 2012);  Coordinamento  Autonomo
Multimediale  (CAM)  (in  data  21  novembre   2012);   Coordinamento
Nazionale  Nuove  Antenne  (CONNA)  (in  data   4   dicembre   2012);
Coordinamento Nazionale Televisioni - Terzo Polo Digitale (in data  5
dicembre 2012); (Discovery Italia S.r.l. (in data 20 novembre  2012);
E.D.B. Media S.r.l. (in data 13 dicembre 2012); Effe  Tv  S.r.l.  (in
data 26 novembre 2012); Federazioni Radio Televisioni (FRT) (in  data
27 novembre 2012); Fox International Channels Italy S.r.l.  (in  data
12 novembre 2012); Incremento Finanziario S.r.l. (in data 22 novembre
2012); Italiana Televisioni S.r.l. (in data 22 novembre 2012);  Julie
Italia S.r.l. (in data 21 novembre 2012); MGM Tv S.r.l.  (in  data  5
dicembre 2012); Multi Services Enterprise S.p.a. (in data 22 novembre
2012); Napoli  Tivu'  S.r.l.  (in  data  14  novembre  2012);  P.T.V.
Programmazioni Televisive S.p.a.  (in  data  3  dicembre  2012);  QVC
Italia S.r.l.  (in  data  10  dicembre  2012);  RAI  Radiotelevisione
Italiana S.p.a. (in data  27  novembre  2012);  R.E.A.  (in  data  10
dicembre 2012); Rete Blu S.p.a. (in  data  26  novembre  2012);  Rete
Sette S.p.a. (in data 3 dicembre 2012);  R.T.I.  S.p.a.  (in  data  5
dicembre 2012); Sardegna Tv S.r.l. (in data 4 dicembre 2012);  Sitcom
Televisioni S.r.l. (in data 14 novembre 2012); SKY Italia S.r.l.  (in
data 4 dicembre 2012); Soprodimec S.p.a. (in data 20 novembre  2012);
Switchover Media S.r.l (in data 12 novembre  2012);  TBS  S.p.a.  (in
data 5 dicembre 2012); T.C.S. Tele Costa Smeralda S.p.a. (in  data  4
dicembre 2012); Tele A di Abbaneo Alfredo S.p.a. (in data 22 novembre
2012); Telecapri S.p.a. (in data 5 dicembre 2012); Telecitta'  S.r.l.
(in data 3 dicembre 2012); Telecom Italia Media S.p.a.  (in  data  27
novembre  2012);  Telenorba  S.p.a.(in  data   19   novembre   2012);
TivuItalia S.p.a. (in data 10 dicembre 2012);  Videolina  S.p.a.  (in
data 4 dicembre 2012); 
  Considerato  che  dalla  data  di  adozione   della   delibera   n.
366/10/CONS ad oggi il contesto di mercato risulta significativamente
modificato in relazione al  compimento  del  processo  di  definitivo
spegnimento della  televisione  analogica  terrestre  avvenuto  il  4
luglio 2012 e  allo  sviluppo  di  nuovi  canali  digitali  terrestri
nazionali e locali; 
  Avuto  riguardo  ai  numerosi  contributi  pervenuti  in  sede   di
consultazione e alle osservazioni formulate nel corso delle audizioni
dei soggetti interessati che ne hanno fatto richiesta, che hanno dato
luogo, in sintesi, a quanto segue: 
1. Esiti della consultazione pubblica 
1.1. Considerazioni generali sullo schema di nuovo Piano 
  Parte dei soggetti che ha preso parte  alla  consultazione  esprime
alcune valutazioni di carattere generale in  merito  allo  schema  di
regolamento proposto. 
  In particolare, uno dei partecipanti dopo aver annunciato  di  aver
proposto ricorso per revocazione avverso alle sentenze n. 4659  e  n.
4660  del  Consiglio  di  Stato  che  hanno   sollevato   dubbi   sul
posizionamento sui canali 7 e 8 delle emittenti dalla  stessa  editi,
afferma che la modifica del Piano e il  conseguente  riposizionamento
dei canali sarebbero intempestivi e costituirebbero  un  elemento  di
discontinuita' in un mercato debole, quale quello  del  DTT  che,  al
contrario,   necessiterebbe   di   interventi   di   stabilizzazione.
Suggerisce, pertanto, di disattendere le indicazioni  temporali  date
dal  giudice,  rinviando  l'intervento   ad   un   momento   in   cui
l'assestamento  del  sistema  si  sia  completato  con  il  passaggio
definitivo allo standard DVB-T2, previsto per il 2015. In  linea  con
queste affermazioni, un differente stakeholder evidenzia altresi' che
gli effetti negativi della  precedente  delibera  hanno  causato,  di
fatto,  la  paralisi  dell'ingresso   di   nuovi   soggetti   e   che
l'inefficiente attivita' di vigilanza posta in essere  da  parte  del
Ministero competente ha aggravato gli effetti negativi sul mercato. 
  Alcuni stakeholder ritengono che non sia auspicabile  una  generale
riattribuzione complessiva della numerazione attualmente in uso,  che
comporterebbe  l'esclusione  dal  mercato  di  soggetti   che   hanno
effettuato  numerosi  investimenti  negli  ultimi   due   anni.   Non
condividono peraltro la decisione dell'Autorita'  di  modificare  gli
aspetti del vecchio Piano non interessati dalle pronunce del  giudice
amministrativo. In questo modo, infatti, gli effetti  destabilizzanti
del nuovo Piano penalizzerebbero i  soggetti  ad  oggi  operanti  sul
mercato. Anche un altro soggetto ritiene che  il  nuovo  Piano  debba
tener conto delle  attivita'  e  degli  investimenti  affrontati  nel
recente passato dagli operatori ex analogici sul  mercato  televisivo
digitale e debba creare  condizioni  che  assicurino  un  trattamento
paritario  a  tutti  gli  operatori.  Di  opinione  analoga   diversi
interessati, che  sostengono  che  l'intervento  dell'Autorita'  deve
essere di tipo conservativo e limitarsi a modificare le  prescrizioni
oggetto  di  censura  da  parte  del  Consiglio  di  Stato:  cio'  si
giustifica anche in ragione della  specifica  richiesta  avanzata  da
parte del giudice in merito all'ultrattivita' delle disposizioni  non
censurate,  circostanza  che  escluderebbe  la  sussistenza   di   un
sostanziale giudizio di disvalore riguardo  ai  contenuti  del  Piano
precedente. 
  Solo   alcuni   partecipanti   alla   consultazione,    in    netta
contrapposizione con quanto appena enunciato, stigmatizzano la scelta
dell'Autorita' di prorogare nel  tempo  gli  effetti  del  precedente
Piano,  in  quanto  lo   schema   di   provvedimento   sottoposto   a
consultazione pubblica permetterebbe di assegnare i numeri 8 e 9 alle
stesse emittenti ritenute come "tematiche" dal  Consiglio  di  Stato,
con conseguente vizio ab origine del nuovo Piano. Uno stakeholder  in
particolare giudica  la  proroga  del  vecchio  Piano  inappropriata,
nonche' contraria alle indicazioni del giudice amministrativo. 
  In linea con quanto appena riportato, altri partecipanti  ritengono
che  l'intervento  dell'Autorita'  sia  finalizzato  a  difendere  le
posizioni gia' consolidate, frustri lo sviluppo del mercato e  generi
un deterrente per i soggetti nuovi entranti e per gli investitori. Un
soggetto, in particolare, afferma che l'impianto regolatorio dovrebbe
essere completamente modificato, garantendo  maggiori  spazi  per  le
emittenti nazionali e contestualmente riducendo le disponibilita' per
altri blocchi di numerazione, come quello riservato alle televendite,
rispetto ai quali sussiste una quasi  totale  assenza  di  richieste.
L'obiettivo  da  raggiungere,  quindi,  dovrebbe  essere  quello   di
realizzare un impianto modulato sulle reali esigenze del mercato, che
attualmente risulta essere completamente chiuso. Tale soggetto stima,
infatti, che, a fronte di una capacita' trasmissiva potenziale di 260
canali,  ad  oggi  ne  sono  operativi  solo  180,  con   conseguente
depauperamento del mercato. 
  Da parte di un altro interessato giunge invece la richiesta che  il
provvedimento  finale  che  l'Autorita'  decidera'  di  adottare  sia
improntato ad un criterio di  maggiore  semplificazione  ed  equita',
dando priorita' all'informazione ed al valore sociale  della  stessa,
nel rispetto del dettato dell'art. 21 della Costituzione. 
  Uno stakeholder avanza una generale richiesta  di  considerare  con
attenzione   il   ruolo   di   servizio   pubblico   anche   rispetto
all'attribuzione dei numeri LCN. Tale soggetto chiede, pertanto,  che
in linea di massima rimangano invariate le  posizioni  consolidate  e
sottolinea che  la  concessionaria  pubblica  si  pone  su  un  piano
differente rispetto agli altri concorrenti,  in  ragione  dei  titoli
abilitativi detenuti in passato. 
  Un soggetto invece  esprime  un  giudizio  particolarmente  critico
rispetto allo schema di Piano sottoposto  a  consultazione  pubblica.
Preliminarmente  rileva  una  generale   carenza   di   dati   e   di
informazioni, evidenziando in particolare l'assenza di una  struttura
di Piano di numerazione, per la  realizzazione  della  quale  sarebbe
necessaria  una  puntuale  attivita'  di  monitoraggio   dell'attuale
programmazione sulla piattaforma digitale terrestre.  Tale  attivita'
dovrebbe  essere  finalizzata   a   palesare   elementi   considerati
fondamentali, quali l'effettivo utilizzo delle numerazioni assegnate,
la reale  richiesta  di  numerazioni  riservate  ai  canali  in  alta
definizione e alle trasmissioni in differita dello stesso  palinsesto
o ad ulteriori tipologie di servizi. In  assenza  delle  informazioni
appena dettagliate,  risulta  assai  difficile  per  gli  stakeholder
valutare gli effetti dello schema di Piano sottoposto a consultazione
e proporre eventuali interventi di correzione. 
  Sotto il profilo piu' strettamente operativo, uno dei  partecipanti
alla   consultazione    suggerisce    di    individuare,    all'esito
dell'approvazione del nuovo Piano, una data unica in cui  operare  le
eventuali  modifiche  alla  numerazione   per   l'intero   territorio
nazionale,   onde   ridurre   al   minimo   gli   ulteriori   effetti
destabilizzanti sul mercato. 
1.2. Articolo 1 
1.2.1. Definizioni 
  Nel  prendere  atto  che  dall'approvazione   della   delibera   n.
366/10/CONS  ad  oggi  e'  avvenuto  il  definitivo  passaggio   alle
trasmissioni terrestri in tecnica digitale (lo switch-off risale al 4
luglio 2012), si e' reso anzitutto  necessario  allineare  l'impianto
definitorio del vecchio Piano alle nuove  nozioni  del  Testo  unico,
eliminando quelle obsolete. 
  A tal fine l'Autorita' ha sottoposto  all'esame  degli  stakeholder
alcune nuove definizioni che tenessero conto della realta' dei  nuovi
"canali digitali", sia nazionali che  locali,  intesi  quali  "canali
irradiati da soggetti titolari di autorizzazione per la  trasmissione
di programmi televisivi in tecnica digitale in ambito nazionale,  mai
diffusi  in  tecnica  analogica",  in  modo  da  distinguerli   dalle
emittenti analogiche storiche (la cui legittima posizione  nel  primo
arco e' stata riconosciuta dal Consiglio di Stato), i cui obblighi di
informazione discendono dall'art. 7 del Testo unico. 
  Inoltre, nella descrizione dei  generi  di  programmazione,  si  e'
ritenuto   di   rimodulare   la   definizione   di    "programmazione
semigeneralista" rispetto alla medesima del vecchio Piano al fine  di
evitare possibili condotte elusive. In particolare e' stato  previsto
che deve trattarsi di una  "programmazione  dedicata  ad  almeno  tre
generi  differenziati  inclusa  l'informazione   giornaliera,   tutti
distribuiti  in  modo  equilibrato  nell'arco   della   giornata   di
programmazione ivi comprese le fasce di maggiore ascolto, nessuno dei
quali raggiunge il 70  per  cento  della  programmazione  stessa",  a
fronte della norma del vecchio Piano che non prevedeva alcuna nozione
relativa alla omogeneita' della distribuzione dei vari generi, ne' al
loro numero.  La  finalita'  sottesa  alla  modifica  e'  di  evitare
condotte elusive da parte di emittenti  che,  trasmettendo  due  soli
generi di cui uno nella sola  fascia  notturna,  siano  qualificabili
come semigeneraliste, con il conseguente ottenimento delle  posizioni
riservate a tale genere. 
  La valutazione  data  dai  soggetti  interessati  riguarda  diversi
aspetti, come di seguito evidenziati. 
1.2.2. La definizione di "canale generalista nazionale" 
  Uno stakeholder analizza in particolare la  definizione  di  canale
generalista   nazionale,   concordando    con    la    specificazione
"storicamente" introdotta nello  schema  di  regolamento  oggetto  di
consultazione.  A  giudizio  di   tale   soggetto,   infatti,   detta
caratteristica e' essenziale per la valorizzazione dell'esperienza  e
della qualita' di soggetti che gia' in passato sono  stati  operativi
nel settore. Della  stessa  opinione,  altri  partecipanti,  i  quali
ritengono,  peraltro,  necessario  ripristinare  anche   il   termine
"legittimamente" presente nella definizione fornita della delibera n.
366/10/CONS, che fornisce elementi aggiuntivi per l'individuazione di
quei soggetti che possono accedere ai numeri LCN compresi tra 1 e 9. 
  Ad avviso di questi soggetti sarebbe, invece, da escludere che,  al
fine  di  identificare  un'emittente  "generalista",  possano  essere
utilmente  presi  in  considerazione  elementi  quali  il  target  di
pubblico o la classificazione dei programmi, dovendosi, al contrario,
fare esclusivo riferimento alla legittima e  storicamente  dimostrata
presenza dell'emittente sulla piattaforma analogica. Analogamente, da
un soggetto intervenuto giunge la  richiesta  di  integrazione  della
definizione di "canale generalista nazionale" con la  previsione  del
requisito del possesso del titolo  concessorio/autorizzativo  per  la
trasmissione in tecnica analogica  in  capo  al  canale  storicamente
irradiato e la verifica dei  requisiti  richiesti  nella  domanda  di
prolungamento   di   concessione/autorizzazione   (contributi   INPS,
copertura di rete, simulcast ecc.). Numerosi partecipanti  concordano
con la richiesta di integrazione e sollecitano la previsione espressa
di  requisiti  e  titoli  abilitativi  per  il  riconoscimento  della
qualifica di "generalista". 
  Anche  altri  stakeholder  condividono  la   valorizzazione   della
storicita' inserita nella definizione di emittente generalista. 
  Spunti critici sono stati forniti da  un  soggetto  che  sottolinea
come il servizio pubblico si ponga su un  piano  differente  rispetto
agli altri concorrenti in ragione dei titoli abilitativi detenuti  in
passato, in  forza  dei  quali  tutti  i  canali  riconducibili  alla
concessione pubblica sarebbero qualificabili come "nativi  analogici"
e quindi meritevoli delle medesime tutele  degli  altri  appartenenti
alla stessa categoria. Inoltre, in via generale, il soggetto  ritiene
necessario introdurre la distinzione fra canale e genere,  proponendo
di abbandonare la definizione di genere, per privilegiare  quella  di
canale. 
  A giudizio di uno dei partecipanti la locuzione "canale generalista
nazionale"  dovrebbe  essere  modificata  in  quella  di  "canale  di
intrattenimento  generale"  (su  reti  terrestri  con  programmazione
generalista o semigeneralista), non esistendo sostanziale  diversita'
fra  generalista  e  semigeneralista.  A   seguito   della   modifica
suggerita, la definizione di "canale  nativo  digitale"  risulterebbe
pertanto superflua. Di analoga  opinione  alcuni  soggetti,  i  quali
ritengono  irragionevole  la  distinzione  tra  emittenti  locali  ex
analogiche e native digitali. Gli stessi stakeholder  propongono  una
modifica sostanziale della norma che includa la definizione di  "arco
di numerazione" da intendersi nel senso di individuare archi omogenei
costituiti dai numeri con una sola cifra (1-9), con due cifre (10-99)
e con tre cifre, questi ultimi  ulteriormente  divisi  per  centinaia
(101-199; 201-299 etc.) lasciando i numeri 0,  100,  200,  300,  400,
500,  600,  700,  800  e  900  riservati  ai  servizi   di   sistema.
L'individuazione  del  primo  arco  nella  serie   dei   numeri   1-9
permetterebbe, dunque, di rendere effettiva la tutela  dell'emittenza
locale, riservando ad essa i numeri 7, 8 e 9 o, quantomeno, i  numeri
8 e 9. 
1.2.3.  La  definizione  di  "canale  con  programmazione  di  genere
semigeneralista" 
  Alcuni  dei  partecipanti  alla  consultazione  hanno   sollecitato
modifiche alla definizione di canale  con  programmazione  di  genere
semigeneralista. 
  Fra questi, alcuni  ritengono  la  definizione  troppo  rigida,  in
quanto  esclude  il  genere  "televendita"  dal  novero  dei   generi
consentiti per rientrare nella qualificazione. Secondo un soggetto in
particolare, allo scopo di evitare l'imposizione di ulteriori  oneri,
sarebbe necessario esplicitare che l'obbligo di informazione previsto
nella definizione oggetto di analisi non comporta la trasmissione  di
telegiornali, come invece richiesto dall'art. 7 del Testo  unico  per
le emittenti generaliste. Per i nuovi entranti, infatti, generalmente
non dotati di struttura giornalistica interna, la  previsione  estesa
dell'obbligo di  informazione  risulterebbe  eccessivamente  onerosa.
Analogamente, altri partecipanti  sollecitano  una  definizione  piu'
precisa del concetto di "informazione" e  chiedono  espressamente  di
escludere dal concetto di informazione i  cosiddetti  "lanci",  brevi
servizi a contenuto informativo, la trasmissione dei quali  non  puo'
soddisfare il requisito minimo per  la  qualificazione  di  programma
semigeneralista. Anche altri stakeholder ritengono la definizione non
sufficientemente flessibile, in quanto  la  stessa  non  tiene  conto
dell'evoluzione  dell'informazione  c.d.  "sotto  testata"  che  puo'
assumere forme diverse  da  quelle  previste.  Segnala  peraltro  che
l'imposizione  della  fascia  oraria  per  l'informazione  crea   una
sostanziale omogeneizzazione  che  va  a  discapito  degli  interessi
dell'utente. In linea generale, la societa'  suggerisce  comunque  la
sostituzione dei generi con le categorie che sono gia' in uso per  la
compilazione del registro programmi (talk show, giochi, film). 
  Alcuni   partecipanti   hanno   evidenziato   che   l'obbligo    di
distribuzione equilibrata dei generi e quello di includere almeno tre
generi limitano la liberta' editoriale a discapito della  varieta'  e
qualita' dell'offerta per gli  utenti,  con  conseguente  perdita  di
investimenti.  Medesime  perplessita'  ha  suscitato  la  definizione
aprioristica della "fascia di maggior ascolto", che muta in  base  al
target di riferimento dell'emittente.  Diversi  soggetti  intervenuti
suggeriscono peraltro di chiarire espressamente che la  qualifica  di
semigeneralista   comporta   la   trasmissione   di   categorie    di
programmazione non necessariamente limitate  ai  generi  riconosciuti
dalla legge, quali varieta', film, serie  televisive,  reality  show,
tipologie di larga diffusione nelle programmazioni televisive rivolte
al grande pubblico. 
  Anche  altri  stakeholder  ritengono   necessario   modificare   la
definizione di canale con programmazione  di  genere  semigeneralista
riducendo la percentuale massima consentita di programmazione  di  un
unico genere dal 70% al 50% e sollecitano l'introduzione di ulteriori
correttivi che scoraggino l'uso strumentale ed elusivo  della  norma.
Viene  chiesto  altresi'  che  siano  previsti  piu'  di  tre  generi
televisivi differenziati  inclusa  l'informazione  per  soddisfare  i
requisiti richiesti dalla definizione. 
  Alcuni  partecipanti  condividono  il  nuovo  assetto   definitorio
proposto, pur segnalando anch'essi che, in relazione alla definizione
di semigeneralista, dovrebbe potersi fare riferimento anche a  generi
diversi da quelli individuati dal legislatore. A giudizio di  uno  di
questi, peraltro, lasciando la  previsione  normativa  invariata,  un
numero esiguo  di  emittenti  rientrerebbe  nella  categoria,  mentre
sarebbe utile precisare ulteriormente che nessuno dei generi elencati
deve superare il 70%,  poiche',  in  caso  contrario,  il  canale  va
considerato "tematico". Sarebbe peraltro necessario che le  verifiche
in merito alla presenza di piu' generi sia effettuata nella fascia di
maggior ascolto, al  fine  di  evitare  meccanismi  di  elusione  del
sistema. 
  In merito alla definizione di "canale con programmazione di  genere
semigeneralista", uno stakeholder  ricorda  che,  nella  formulazione
proposta, essa  si  configura  come  una  categoria  "residuale"  che
comprende i canali che non possono essere considerati tematici. 
  Un soggetto giudica invece superflua  la  definizione  riferita  ai
canali semigeneralisti nella  forma  proposta,  in  quanto  limitante
dell'autonomia  dell'editore,  mentre  suggerisce  di  modificare  la
definizione di "canale generalista"  in  "canale  di  intrattenimento
generale". 
1.2.4. L'inclusione di altri generi oltre  a  quelli  indicati  dalla
legge 
  Diversi partecipanti chiedono di  introdurre  il  nuovo  genere  di
programmazione "intrattenimento/lifestyle", che nella prassi  riveste
gia' notevole importanza in termini di ascolti e di ricavi  economici
connessi.   La   creazione    del    nuovo    genere    consentirebbe
l'identificazione con maggiore certezza anche dell'attivita' che  mal
si presta ad essere qualificata come  televendita,  ma  si  configura
piu'  come  servizio  di  commercio  elettronico,   con   sostanziali
differenze rispetto alla qualificazione gia' riportata. A giudizio di
uno stakeholder il nuovo  genere  "intrattenimento"  potrebbe  essere
inserito anche ampliando la definizione del genere "cultura". 
  Ugualmente altri soggetti interessati sostengono che sia necessario
l'ampliamento del novero dei  generi  elencati  dalla  delibera  (che
corrispondono a quelli indicati dalla legge) o che, quantomeno, siano
precisate  con  maggiore  dettaglio  le  caratteristiche  di   quelli
esistenti. A giudizio di  un  soggetto  in  particolare,  invece,  e'
essenziale l'introduzione della definizione  di  "canale  generalista
nativo digitale", con conseguente attribuzione alla  nuova  categoria
di posizioni privilegiate nel primo arco di numerazione. 
  Uno degli stakeholder ha espresso perplessita'  in  relazione  alla
definizione di genere di programmazione tematica, richiedendo che sia
esplicitato che detta qualificazione possa essere riconosciuta avendo
cura di analizzare sempre la programmazione nella fascia  di  maggior
ascolto (dalle ore 19 in poi). Un altro, al contrario, suggerisce  di
specificare che la qualificazione di canale tematico sia riconosciuta
qualora,  in  qualunque  momento  della   giornata,   per   sei   ore
consecutive, la programmazione del canale sia dedicata in misura pari
o superiore al 70%, ad uno dei generi  tematici  previsti,  posizione
condivisa da un altro soggetto. Un partecipante  a  riguardo  afferma
che e' necessario chiarire esplicitamente che la tematicita'  ricorre
solo con riferimento ai generi  elencati  dalla  norma  di  legge  di
riferimento,  mentre,  con  riguardo  ai  canali  di   programmazione
tematici "bambini e ragazzi", ritiene utile correggere la definizione
con "e/o ragazzi" in modo da riferirlo  a  piu'  fasce  di  eta'.  In
merito  al  genere  delle  televendite,  chiede  di  modificarne   la
definizione inserendo  il  riferimento  alle  "offerte  trasmesse  al
pubblico allo scopo di fornire (...) beni", in luogo  delle  "offerte
dirette  al  pubblico",  al  fine  di  rendere  la   definizione   di
"televendita" completamente aderente a quella contenuta nell'art.  2,
comma 1, lett. ii) del d.lgs. 177/2005. 
  Con riferimento alle emittenti locali e ai canali  nativi  digitali
locali,  un  soggetto  partecipante  afferma  che  l'Autorita'   deve
attenersi alle definizioni delle tipologie di  emittenti  gia'  poste
dal Testo unico, e propone altresi' di applicare  la  classificazione
per genere tematico anche alle emittenti native digitali locali. 
  Alcuni partecipanti alla consultazione  condividono  pienamente  le
nuove definizioni fornite nello schema di provvedimento. 
1.3. Articolo 2 
1.3.1. L'ambito di applicazione 
  Rientrando nel novero  delle  disposizioni  non  interessate  dalle
pronunce del Consiglio  di  Stato,  lo  schema  in  consultazione  ha
riproposto  il  dettato  contenuto  nella  precedente   delibera   n.
366/10/CONS, che regola il diritto di ciascun utente di riordinare  i
canali  offerti  sulla  televisione   digitale   terrestre,   nonche'
l'obbligo di disponibilita' da parte dei decodificatori di dotarsi di
una interfaccia grafica riportante i canali presenti per  facilitarne
l'uso  da  parte  degli  utenti.  Se   tecnicamente   possibile,   la
visualizzazione  grafica   deve   essere   divisa   per   generi   di
programmazione anche a livello locale. 
  Alcuni  stakeholder  affermano  che  il  dettato  della  norma   e'
sostanzialmente condivisibile e che sarebbe auspicabile l'inserimento
nei decoder della  funzione  EPG  standardizzata  per  consentire  la
navigazione tematica, posizione condivisa da un  altro  soggetto  che
ritiene necessario disporre di un intervento  regolatorio  specifico,
finalizzato a rendere obbligatorie alcune modifiche tecnologiche  dei
device,  atte   a   consentire   l'indicazione   della   regione   di
sintonizzazione, e ad inibire procedure  quali  il  refresh  notturno
della  sintonizzazione  che,  azzerando  la  libera   sintonizzazione
operata in precedenza dall'utente sulla base delle proprie preferenze
dell'utente, impedisce di fatto quanto sancito nella norma oggetto di
analisi. Piu' partecipanti sollecitano poi l'introduzione di menu  di
programmazione simili per tutti i decoder, suggerendo un allineamento
tecnologico che impedisca la  frustrazione  delle  aspettative  degli
utenti. Uno in particolare auspica un intervento  regolatorio  deciso
da parte dell'Autorita', finalizzato anche  ad  esplicitare  la  gia'
auspicata organizzazione per generi tematici per l'emittenza locale. 
1.3.2. Le guide elettroniche ai programmi (EPG) 
  In merito all'opportunita' di prevedere  nuove  e  piu'  aggiornate
prescrizioni per quanto riguarda le guide elettroniche ai  programmi,
un numero rilevante di partecipanti si e' espresso al riguardo. 
  Si ricorda che la legge n. 249/97, e segnatamente l'art.  1,  comma
6, lett. a), n. 4, prevede che l'Autorita', "sentito  il  parere  del
Ministero  delle  comunicazioni  e  nel  rispetto   della   normativa
comunitaria, determina gli standard per i decodificatori in  modo  da
favorire la fruibilita' del servizio". 
  L'Autorita' ha esercitato tale competenza per la  prima  volta  nel
2000, determinando con la delibera n. 216/00/CONS  gli  standard  dei
decodificatori e le norme per la ricezione dei  programmi  televisivi
ad  accesso  condizionato.  La   delibera   appena   citata   prevede
sostanzialmente una serie di standard  minimi  per  i  decodificatori
della televisione digitale  terrestre,  nonche'  specifiche  tecniche
volte ad assicurare che i decoder dispongano di una funzione di aiuto
alla sintonizzazione e di consultazione  relativa  alle  informazioni
sui programmi trasmessi. Con  riguardo  alle  guide  elettroniche  ai
programmi, l'art. 7, comma 1, della delibera sancisce che  la  stessa
sia orientata a fornire un'informazione non distorta agli utenti. 
  Nel corso della consultazione pubblica  sono  emerse  problematiche
relative ad alcuni decoder digitali terrestri che, con l'impostazione
abilitata per il refreshing, eseguono l'aggiornamento automatico  dei
canali ad un'ora prefissata (in genere nelle ore notturne,  verso  le
ore  04.30)  e  con  frequenza  giornaliera,   annullando   in   modo
sostanziale l'ordinamento manuale dei canali impostato dagli utenti. 
  L'Autorita' ha conseguentemente provveduto a modificare  la  citata
delibera n. 216/00/CONS con la delibera n. 629/10/CONS del 9 dicembre
2010, stabilendo che l'utente, in fase di attivazione del  decoder  o
quando decida di  predisporre  una  lista  manuale  dei  canali,  sia
compiutamente informato che, con il refreshing automatico  abilitato,
la  numerazione  personalizzata   potrebbe   essere   successivamente
modificata in maniera automatica e sia  pertanto  reso  edotto  delle
modalita' con cui disabilitare facilmente tale funzione. Inoltre,  al
fine di rendere nota all'utente la presenza di  nuovi  canali,  anche
nel  caso   di   disabilitazione   del   refreshing   automatico,   i
decodificatori  devono  rilevare  automaticamente  la  loro  presenza
mediante un indicatore specifico nella visualizzazione grafica  della
lista  canali,  avvertendo  altresi'  l'utente  che,  qualora   abbia
disabilitato   tale   funzione,   la   loro   visione   sulla   lista
personalizzata puo' avvenire solo se quest'ultima viene aggiornata  a
cura dell'utente stesso. Tale previsione e' altresi' contenuta  nella
guida  tecnica  predisposta  dal  consorzio  DGTVi  per  la   propria
classificazione dei decoder dotati del c.d. "bollino". 
  In  seguito  l'Autorita'  ha  provveduto,  con   la   delibera   n.
255/11/CONS del 5 maggio 2011, ad identificare i decoder secondo  uno
schema di classificazione basato sulle caratteristiche  tecnologiche.
Va precisato che tale delibera  non  introduce  alcuno  standard,  ma
costituisce  una  mera  classificazione  dei  decoder  in   commercio
suddivisi in 6  diverse  classi,  dalla  classe  1,  comprensiva  dei
decoder piu' completi e tecnologicamente  avanzati,  alla  classe  6,
quelli con caratteristiche minime ed essenziali. 
1.3.3. Le modifiche allo standard dei decodificatori 
  In previsione  dell'adozione  di  un  nuovo  Piano  di  numerazione
automatica dei canali, appare necessario tenere  conto  della  futura
migrazione verso lo  standard  DVB-T2,  che  comporta  la  necessaria
sostituzione del parco dei decoder nel 2015. Alcuni ricevitori DVB-T2
ricevono normalmente anche i segnali DVB-T, mentre non  e'  possibile
l'inverso a causa  delle  differenze  di  hardware  dovute  al  nuovo
sistema di decodifica e delle differenze del demodulatore. 
  La migrazione al DVB-T2 e' stata espressamente  prevista  dall'art.
3-quinquies, comma 5, della legge n. 44 del 26 aprile  2012  laddove,
al fine di favorire  l'innovazione  tecnologica  e  l'uso  efficiente
dello spettro, si dispone che a  partire  dal  1°  gennaio  2015  gli
apparecchi  atti  a  ricevere  servizi  radiotelevisivi  venduti   ai
distributori dovranno integrare un sintonizzatore compatibile con  il
DVB-T2 e la codifica MPEG-4 o successive  evoluzioni  e  che  dal  1°
luglio 2015  tutti  gli  apparecchi  venduti  al  dettaglio  dovranno
possedere tali caratteristiche. 
  Analizzando  le   indicazioni   fornite   dai   partecipanti   alla
consultazione  su  questa  problematica,  si  evidenzia  che   alcuni
chiedono che la norma prescriva  espressamente  che  esse  riguardino
obbligatoriamente tutti i canali nativi digitali  nazionali,  secondo
criteri  equi,  trasparenti  e   non   discriminatori,   mentre   uno
stakeholder ritiene che le EPG associate ad un gruppo di contenuti  a
pagamento riconducibili ad uno stesso editore non debbano influenzare
le scelte di ordinamento dell'utente rispetto  a  canali  diversi  da
quello specifico gruppo di contenuti. Un eventuale preordinamento dei
canali di un pacchetto a pagamento effettuato dall'EPG deve limitarsi
all'organizzazione   dei   canali   di   quel   pacchetto,   evitando
tassativamente di influire sull'ordinamento dei canali in chiaro.  Un
soggetto  tuttavia  condividerebbe  l'introduzione  di  una  funzione
aggiuntiva  che  permetta  di  selezionare  un  canale   direttamente
dall'interfaccia grafica, organizzata secondo i generi tematici. 
  La  richiesta  di  inserimento  nel  decoder  della  funzione   EPG
standardizzata per  consentire  la  navigazione  tematica  giunge  da
numerosi partecipanti alla consultazione, mentre uno  in  particolare
chiede che sia espressamente specificato che le EPG  alternative  non
devono discriminare i canali gratuiti rispetto a quelli a pagamento. 
  Di  opinione  contraria  un  soggetto,  il  quale   non   condivide
l'intervento sui  produttori  di  hardware,  ritenendolo  un  vincolo
costoso  che  non  produce  utilita',  ma   costituisce   un'indebita
ingerenza nel mercato,  che  peraltro  comprometterebbe  il  rispetto
delle abitudini degli utenti. 
1.4. Articolo 3 
1.4.1. I criteri di ripartizione della numerazione 
  L'Autorita' ha proposto la medesima ripartizione della  numerazione
riportata nel precedente Piano, anche in considerazione del fatto che
il giudice amministrativo non ha  sollevato  obiezioni  relativamente
alle scelte operate in precedenza. 
  Mentre  alcuni  stakeholder  concordano  con  l'impostazione   data
dall'Autorita', altri  soggetti  interessati  hanno  proposto  alcune
sostanziali modifiche che, a loro  giudizio,  dovrebbero  contribuire
alla realizzazione  di  un  Piano  di  numerazione  piu'  rispondente
all'evolversi del mercato del  digitale  terrestre.  Un  partecipante
afferma di non  ritenere  validi  i  criteri  di  ripartizione  delle
numerazioni   riproposti   dall'Autorita',   i    quali    andrebbero
profondamente  modificati,  e  non  "alla  luce  dello  sviluppo   di
mercato", bensi'  in  un'ottica  ripristinatoria  dei  danni  causati
all'emittenza locale dalla delibera n. 366/10/CONS.  Chiede  pertanto
che tutta l'offerta ex analogica nazionale e locale sia collocata  in
posizioni anteriori rispetto ai canali della nuova offerta  digitale.
Secondo il  medesimo  soggetto,  nei  primi  numeri  dovrebbe  essere
proposta tutta l'offerta ex analogica ordinata  secondo  abitudini  e
preferenze degli utenti e,  a  seguire,  l'offerta  nativa  digitale,
ordinata secondo i generi tematici, fermo restando che nel primo arco
dovra' essere  previsto  un  adeguato  spazio  per  le  emittenti  di
qualita' legate al territorio. Un soggetto ritiene,  invece,  che  le
numerazioni andrebbero  assegnate  considerando  prioritariamente  la
storicita', escludendo ogni riferimento agli indici di ascolto. 
1.4.2. La numerazione a tre cifre 
  Preliminarmente  si  segnala  che  un  certo  numero  di   soggetti
partecipanti  alla  consultazione  ha  suggerito  di  ricorrere  alla
modalita' di numerazione a tre cifre, partendo quindi dal numero 100,
gia' adottata per il satellite, e  quindi  familiare  per  un  grande
numero di utenti. Questi  stessi  soggetti  evidenziano  come  questa
modifica, lungi dal  comportare  una  riduzione  delle  possibilita',
contribuisce alla creazione  di  condizioni  di  maggiore  equita'  e
trasparenza. 
  Parte dei soggetti interessati suggeriscono altresi' la regolazione
puntuale di un periodo transitorio di attuazione del  passaggio  alla
numerazione a tre cifre, della durata da 6 a 12 mesi, allo  scopo  di
ridurre al minimo eventuali effetti inflattivi sul mercato nel  primo
periodo di applicazione. 
  Altri  stakeholder  invece,   hanno   espresso   parere   contrario
all'introduzione della numerazione  a  tre  cifre  in  ragione  della
tutela  delle  abitudini  degli  utenti   che,   a   loro   giudizio,
faticherebbero ad adattarsi ad un nuovo radicale cambiamento di uso. 
  Una proposta di cambiamento dell'impianto regolatorio giunge da  un
soggetto, la quale, nell'ipotesi che non sia possibile ricorrere alla
numerazione a tre cifre, chiede che  il  primo  arco  di  numerazione
comprenda  200  numeri,  in  modo  da  garantire  maggiori  spazi  da
attribuire nell'arco piu' appetibile. 
1.4.3. La revisione della numerazione riservata alle emittenti locali 
  Diversi  soggetti  ritengono  necessario  ridurre  il   numero   di
posizioni attribuibili ai  canali  locali,  anche  in  ragione  della
scarsa rilevanza che essi assumono in termini di  indici  di  ascolto
(2% rispetto al totale delle emittenti nazionali). 
  Piu' specificamente, alcuni chiedono  che  le  emittenti  nazionali
digitali terrestri possano  occupare  le  numerazioni  da  21  a  99,
poiche' necessitano di spazi adeguati per favorire lo sviluppo di  un
mercato che potrebbe essere molto  fiorente.  Conseguenza  di  quanto
appena  esposto  e'  lo  spostamento  delle  emittenti  locali  verso
posizioni piu' adeguate alla fascia di mercato di riferimento. 
  In linea con la richiesta di spostamento delle emittenti locali  in
posizioni  piu'  arretrate,  un  soggetto  suggerisce  di   prevedere
l'inserimento del blocco delle numerazioni destinate ai canali nativi
digitali  "generalisti"  (categoria  cui  la  societa'   ritiene   di
appartenere), in posizione anticipata rispetto al blocco riservato ai
canali locali. 
  Contrario ad una  eventuale  riduzione  di  disponibilita'  per  le
emittenti locali nel primo arco risulta essere uno  stakeholder,  che
chiede un aumento dei numeri disponibili. Il medesimo soggetto chiede
inoltre di confermare per le emittenti locali solo numerazioni a  due
cifre, escludendo cosi' ogni interesse per i numeri  8  e  9.  Chiede
altresi' ulteriore spazio per le emittenti locali con  l'assegnazione
del nono e del decimo arco di numerazione. 
  Alcuni partecipanti alla consultazione chiedono peraltro che  venga
introdotto  uno  specifico  divieto  di  irradiazione  di   programmi
relativi al gioco d'azzardo nel primo arco di numerazione, come  gia'
previsto per la programmazione per i soli adulti,  in  ragione  delle
limitazioni esistenti nella normativa  nazionale  nei  confronti  dei
minori. 
1.4.4. La riserva per i soggetti nuovi entranti 
  Numerosi stakeholder hanno espresso decise perplessita'  in  merito
alla riserva per i soggetti nuovi entranti prevista per garantire  un
piu' ampio  pluralismo  in  condizioni  di  parita'  fra  i  soggetti
operanti nel mercato. In particolare si sollecita un  chiarimento  in
merito alla definizione di "soggetto  nuovo  entrante".  Un  soggetto
suggerisce che il concetto di  nuovo  entrante  sia  da  interpretare
quale "soggetto non titolare di altre autorizzazioni per  servizi  di
media audiovisivi." 
  Un nuovo elemento di criticita' viene sollevato  da  parte  di  uno
stakeholder, il quale chiede che siano previste riserve di numeri  da
destinarsi alle diffusioni interconnesse e alle emittenti di qualita'
e legate al territorio che  trasmettono  programmi  in  contemporanea
sulla base di quanto disposto dall'art. 22, comma 3,  della  delibera
n. 353/11/CONS al fine  di  aprire  un  nuovo  mercato  in  grado  di
produrre ascolti comparabili con le principali  emittenti  nazionali.
In tal  modo  sarebbe  possibile  conferire  un  elevato  livello  di
riconoscibilita' al  network,  che  sino  ad  oggi  e'  costretto  ad
utilizzare numerazioni differenti in aree  geografiche  diverse,  con
conseguente disorientamento dell'utenza e perdita di  competitivita'.
Secondo un soggetto interessato e' opportuno precisare che per  nuovo
entrante  s'intende  un  soggetto  non  gia'   titolare   di   alcuna
autorizzazione alla fornitura di servizi di media audiovisivi; questi
ritiene altresi' opportuna l'adozione  di  misure  volte  ad  evitare
l'accaparramento  di  risorse  da  parte   del   medesimo   soggetto,
introducendo un limite massimo di autorizzazioni/numerazioni  di  cui
si puo' divenire titolari. 
  A  giudizio  di  un  diverso  stakeholder,   invece,   l'intervento
regolatorio non si presta ad interpretare le abitudini ed i gusti del
singolo utente; pertanto si puo' solo prevedere di "organizzare"  gli
operatori su basi oggettive e  criteri  concreti  (canali  storici  e
nativi digitali - nazionali e locali - tematici  e  non),  mentre  il
rispetto delle abitudini e  preferenze  di  ogni  singolo  utente  e'
garantito dalla tecnologia, che  permette  di  impostare  il  proprio
decoder. 
1.5. Articolo 4 
1.5.1. La numerazione dei canali generalisti nazionali 
  L'art. 4 dello schema e' stato parzialmente inciso  dalle  sentenze
del  Consiglio  di  Stato  che,   nel   confermare   la   correttezza
dell'attribuzione delle  prime  posizioni  dell'arco  0-9  ai  canali
nazionali   ex   analogici,    sollevano    obiezioni    in    merito
all'attribuzione dei numeri 7, 8 e 9.  Pertanto  e'  stata  mantenuta
inalterata la struttura dell'articolo sottoponendolo a consultazione,
riservando un'eventuale modifica  dei  criteri  di  attribuzione  dei
suddetti numeri all'esito della  nuova  indagine  sulle  abitudini  e
preferenze degli utenti. 
  Preliminarmente si registra la  condivisione  da  parte  di  alcuni
stakeholder dell'attribuzione dei numeri 7, 8 e 9 ai canali nazionali
ex analogici in possesso dei titoli abilitativi, mentre  un  soggetto
in particolare vorrebbe destinarli a  canali  semigeneralisti  nativi
digitali, quali, ad esempio, RAI4 e RAI5, da preferire  ad  altre  in
ragione della missione di servizio pubblico. Un altro partecipante si
sofferma in un'analisi dettagliata relativa alla  posizione  di  MTV,
affermando che l'emittente presenta i presupposti  fissati  dall'art.
1, comma 1, lettera j), e dell'art. 4 della delibera n.  442/12/CONS.
Infatti, coerentemente con le previsioni normative del  Testo  unico,
grazie al simulcast analogico-digitale garantito a livello nazionale,
il  13  ottobre  2005  MTV  e'  stata  autorizzata  al  prolungamento
dell'esercizio analogico della concessione  fino  alla  scadenza  del
termine previsto dalla legge  per  la  conversione  definitiva  delle
trasmissioni in tecnica digitale. 
  Un soggetto interessato ritiene  conforme  alle  abitudini  e  alle
preferenze degli utenti  il  fatto  che  le  emittenti  locali  siano
collocate a partire dal numero 7 o, al piu', dal numero 8, visto  che
in nessun caso in ambiente analogico  le  emittenti  locali  venivano
sintonizzate in posizioni successive a queste. I  canali  generalisti
locali ex analogici occuperebbero dunque le numerazioni da 7  al  39,
mentre gli altri canali nazionali si collocherebbero dal  40  al  99.
Anche un altro partecipante ritiene che  le  numerazioni  7,  8  e  9
vadano assegnate alle emittenti locali e che  l'indagine  demoscopica
debba far riferimento al periodo antecedente lo switch-off. Uno degli
stakeholder propone invece  di  collocare  la  categoria  dei  canali
generalisti  nativi   digitali   nelle   numerazioni   immediatamente
successive a quelle destinate ai canali generalisti ex-analogici,  o,
in  via  subordinata,  nelle  numerazioni  immediatamente  precedenti
quelle assegnate ai canali appartenenti al genere  di  programmazione
semigeneralista. 
1.5.2. L'indagine sulle preferenze degli utenti e  il  momento  della
rilevazione 
  Come richiesto dal Consiglio di Stato, l'Autorita'  ha  avviato  le
procedure necessarie a realizzare una nuova indagine sulle  abitudini
e preferenze degli utenti per l'attribuzione dei numeri riservati  ai
canali generalisti nazionali. Benche' non espressamente incluso tra i
quesiti posti in consultazione, numerosi stakeholder  hanno  espresso
opinioni discordanti riguardo  all'oggetto,  alle  modalita'  e  alla
tempistica della nuova indagine, traendo spunto  dalle  pronunce  del
Giudice amministrativo. 
  Un soggetto interessato ritiene che le numerazioni 7 e 8 andrebbero
riconfermate in capo a  La7  e  MTV  in  quanto,  da  un  lato,  esse
rientrano a pieno nella  categoria  delle  emittenti  generaliste  e,
dall'altro,  rispondono  alle   preferenze   degli   italiani,   come
dimostrava gia' la precedente indagine Demoskopea (da cui si potevano
desumere  perplessita'  solo  in  merito  al  canale  9).  In  merito
all'indagine, ritiene sicuramente improponibile che  essa  verta  sul
ricordo di quanto accaduto nel  periodo  antecedente  lo  switch-off,
poiche' non avrebbe nessun valore dal punto di vista metodologico. Di
parere contrario  altri  stakeholder,  che  ritengono  che  la  nuova
indagine demoscopica debba prendere in considerazione solo il periodo
antecedente il 2010, in ragione della  natura  ripristinatoria  delle
sentenze del Consiglio di Stato.  Sempre  in  merito  al  riferimento
temporale dell'indagine,  numerosi  partecipanti  alla  consultazione
ritengono opportuno che essa sia riferita alla data dello  switch-off
senza  prendere  in  considerazione   il   periodo   precedente.   Un
interessato denuncia altresi' un grave difetto di  trasparenza  nella
gestione  dell'indagine  conoscitiva   della   consultazione   svolta
dall'Autorita' e chiede che  quale  criterio  di  attribuzione  della
numerazione vengano considerati gli indici di ascolto con riferimento
al periodo dal 1985 ad oggi, per valutare adeguatamente il  requisito
della storicita'. 
  Uno  stakeholder  ricorda  che,  secondo  le  rilevazioni  riferite
all'anno 2005, anno piu' vicino alla transizione al digitale, il  68%
degli utenti manifestava preferenze per l'attribuzione dei canali 8 e
9 ad emittenti locali. 
  Diversi  interessati  propongono  altresi'  l'introduzione  di  una
specifica previsione che regolamenti l'ipotesi in cui le  numerazioni
da 1 a 9 non dovessero essere tutte assegnate  a  causa  dell'assenza
sul mercato di un numero sufficiente di emittenti  che  corrispondano
alla definizione di  emittente  generalista.  A  giudizio  di  questi
stakeholder, in tal caso  sarebbe  auspicabile  attribuire  i  numeri
eventualmente non assegnati alle emittenti locali, mentre un soggetto
ritiene che dovrebbero essere  assegnate  ad  emittenti  di  pubblico
servizio o alle emittenti locali di qualita' e, solo in subordine,  a
semigeneraliste  da  valutare  in  base  alla  data  di  avvio  della
programmazione generalista. 
1.5.3. La diversa distribuzione degli spazi tra emittenti nazionali e
locali 
  Alcuni partecipanti alla consultazione propongono di  aumentare  di
20 numeri la quantita' di numerazioni destinate  ai  canali  digitali
terrestri a  diffusione  nazionale,  inclusi  quelli  rientranti  nel
genere  televendite,  con  conseguente  spostamento  delle  emittenti
locali in posizione diversa, anche in ragione della scarsa  incidenza
di queste ultime in termini di indici  di  ascolto  (2%  rispetto  al
totale delle emittenti nazionali). Ad  avviso  di  tali  soggetti  il
nuovo assetto, con i canali digitali terrestri a diffusione nazionale
nei numeri da 21 a 99, dovrebbe essere riproposto anche  negli  altri
archi di numerazione per facilitare  gli  utenti  nella  ricerca  del
programma desiderato. Secondo i medesimi  soggetti,  ai  canali  gia'
assegnatari di una numerazione, che richiedono una posizione  per  lo
stesso genere di programmazione, dovrebbe altresi' essere confermata,
ove possibile, la stessa numerazione, per evitare effetti  deflattivi
del  mercato  conseguenti  alla  perdita  di  audience  nel  caso  di
assegnazione di un nuovo numero. 
  Anche altri soggetti interessati  propongono  una  riduzione  degli
spazi destinati all'emittenza locale,  la  quale,  in  ragione  delle
richieste attuali, potrebbe occupare i numeri dall'86 al 99,  mentre,
nella stessa ottica, un soggetto chiede che i numeri  da  101  a  109
siano riservati a canali semigeneralisti. Uno stakeholder chiede  che
ai nuovi entranti siano attribuite le posizioni successive al  numero
120,  mentre  un  soggetto  propone,  come  ipotesi   residuale,   lo
spostamento di tutte le locali nel  secondo  arco  di  numerazione  e
l'assegnazione delle posizioni da 10 a 19 ai canali semigeneralisti. 
  Alcuni stakeholder  suggeriscono  di  porre  rimedio  all'eccessiva
frammentazione quale effetto del dettato dell'art. 4. Nel caso in cui
non siano realizzate altre modifiche del Piano, il  blocco  destinato
alle emittenti locali dovrebbe includere i numeri da 11 a 20, in modo
da garantire maggiore spazio alle emittenti generaliste (da 1  a  10)
ed  evitare  la  frammentazione  che   nel   Piano   attuale   deriva
dall'attribuzione unicamente del numero 20 a queste  ultime.  Sarebbe
altresi' utile prevedere  l'accorpamento  delle  emittenti  tematiche
nazionali e  locali  nel  medesimo  arco,  in  successioni  numeriche
separate. Un soggetto interessato afferma  che  le  emittenti  locali
potrebbero essere  collocate  in  un  unico  blocco,  separato  dalle
emittenti nazionali, a prescindere dal carattere tematico, prevedendo
altresi' una riserva complessiva di numeri non superiore al  25%  del
totale. Un altro soggetto ritiene invece che solo le posizioni da 1 a
7 possano essere confermate secondo le assegnazioni fatte  in  virtu'
del vecchio Piano. 
  Di opinione completamente contraria uno stakeholder, che propone di
assegnare i primi tre numeri del primo arco al servizio pubblico e  i
numeri da 4 a  9  ad  emittenti  locali,  riservando  alle  emittenti
generaliste  e  alle  altre  nazionali  i  numeri  da  10   in   poi.
L'intervento radicale proposto avrebbe  lo  scopo  di  dare  maggiore
visibilita'  all'emittenza  locale,  ponendo   cosi'   rimedio   alla
depauperazione delle riserve economiche subita dal settore a  seguito
dello switch-off e degli effetti  negativi  prodotti  dal  precedente
Piano di numerazione. Anche un  altro  partecipante  chiede  che  nel
primo arco di numerazione siano previsti prioritariamente  spazi  che
valorizzino la programmazione delle emittenti locali  di  qualita'  e
fortemente legate al territorio. Un soggetto interessato  chiede  che
all'emittenza  locale  venga   destinato   un   ulteriore   arco   di
numerazione,  mentre  un  altro  sollecita  che  alle  locali   siano
attribuiti anche i numeri da 20 a 25.  Alcuni  interessati  chiedono,
invece, che siano assegnate alle emittenti locali le numerazioni  dal
7 al 19 oppure dal 7 a 16, ferme restando le  numerazioni  da  70  in
poi. Sulla stessa linea alcuni partecipanti che chiedono  di  rendere
effettiva la tutela  dell'emittenza  locale,  riservando  ad  essa  i
numeri 7, 8 e 9 o, quantomeno, i numeri 8 e 9. 
1.6. Articolo 5 
1.6.1. L'assegnazione della numerazione alle emittenti locali 
  Ferma restando la riserva dei numeri da 10 a 19 e da 71  a  99  del
primo arco di numerazione all'emittenza locale, l'art. 5 dello schema
in consultazione e' stato formulato con particolare riferimento  alla
previsione di criteri volti alla valutazione della programmazione  di
qualita'  delle  emittenti  locali  medesime.  In  ottemperanza  alle
sentenze  del  Consiglio  di  Stato,  in  luogo  dell'utilizzo  delle
graduatorie  Corecom,  si  propone  la  predisposizione  di  apposite
graduatorie regionali da parte del Ministero al fine  di  individuare
le emittenti locali che rispondono alle disposizioni recate dall'art.
32, comma 2, del Testo unico, alla lett. b) (abitudini  e  preferenze
degli utenti) e lett. c) (programmazione di qualita' e quella  legata
al territorio). In particolare lo schema posto  in  consultazione  ha
individuato i seguenti tre criteri: 
    1) qualita' della programmazione  con  indicatori  relativi  alla
percentuale   di   programmi   autoprodotti   afferenti   ai   generi
maggiormente  qualitativi   (informazione,   cultura,   telegiornali,
territorio); 
    2) indici di ascolto, come documentati dalle emittenti sulla base
dei rilevamenti Auditel; 
    3) radicamento  nel  territorio  secondo  parametri  legati  alla
storicita' delle emittenti, e alla copertura. 
  Le perplessita' degli stakeholder hanno riguardato diversi  aspetti
della norma oggetto di analisi. 
1.6.2. Le  graduatorie  di  attribuzione  per  le  emittenti  locali:
qualita', indici di ascolto, radicamento sul territorio 
  Alcuni     partecipanti     alla     consultazione     disconoscono
l'utilizzabilita' dei dati relativi agli indici di ascolto forniti da
Auditel come indicatore delle preferenze  degli  utenti,  in  ragione
della  volontarieta'  dell'adesione  al  programma  di   rilevazione.
Suggeriscono quindi come parametri sostitutivi  il  patrimonio  netto
della societa', che costituisce l'unico elemento che dimostra i reali
investimenti sia in tecnologie che in risorse umane,  e  la  raccolta
pubblicitaria,  significativa  per  valutare   il   radicamento   sul
territorio. Uno stakeholder propone, infine, di adottare i criteri ex
art. 4 della legge 26  maggio  2011,  n.  75,  ovvero  l'entita'  del
patrimonio  al  netto  delle  perdite,  il  numero   dei   lavoratori
dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato,  l'ampiezza
della copertura della  popolazione  e  la  priorita'  cronologica  di
svolgimento dell'attivita' nel territorio di riferimento,  anche  con
riferimento all'area di copertura. Secondo un soggetto, invece, fra i
criteri di assegnazione  dei  numeri  devono  figurare  le  abitudini
dell'utenza desumibili dall'evoluzione storica dei dati di ascolto. 
  Alcun soggetti interessati ritengono che il criterio  principe  per
l'attribuzione delle  numerazioni  vada  individuato  nella  qualita'
della programmazione,  misurabile  attraverso  gli  indici  d'ascolto
(secondo uno in particolare, riferiti agli  ultimi  3  anni),  ed  al
numero di dipendenti, valutati su un arco  medio  di  5  anni.  Altri
partecipanti condividono unicamente il riferimento ai  criteri  della
qualita' della programmazione e del radicamento sul  territorio.  Gli
indici di ascolto da prendere  in  considerazione  dovrebbero  essere
riferiti al 2010, o, in subordine, all'anno  dello  switch-off  nella
regione di riferimento. 
  Numerosi stakeholder ritengono che la rilevazione degli  indici  di
ascolto per la formazione delle  graduatorie  debba  essere  riferita
agli ultimi cinque anni  e  che,  ai  fini  della  valutazione  della
qualita' delle emittenti, il criterio del numero dei dipendenti venga
considerato residuale e secondario rispetto  alla  valutazione  della
qualifica professionale specializzata dei dipendenti delle emittenti.
Gli stessi soggetti escludono l'utilita' della divisione tematica  da
realizzarsi anche  per  le  emittenti  locali.  Quanto  al  grado  di
copertura del programma irradiato, alcuni soggetti non ritengono  che
esso sia particolarmente significativo come criterio di  valutazione.
Uno stakeholder insiste sull'importanza  che  i  dati  relativi  agli
indici di  ascolto  siano  precedenti  al  2010  e  che  prendano  in
considerazione un arco  temporale  di  cinque  anni,  mentre  ritiene
essenziale l'esclusione del criterio del numero dei dipendenti. 
  A giudizio di  un  soggetto  interessato  e'  necessario  prevedere
graduatorie su aree tecniche e  non  unicamente  su  base  regionale,
tanto per l'attribuzione delle numerazioni quanto per i  nuovi  bandi
da pubblicare da parte del competente Ministero. 
  Con  riferimento  ai  criteri  di  valutazione  da  piu'  parti  si
sollecita l'esclusione della possibilita' di  valutare  il  grado  di
copertura di un'emittente "anche mediante multiplex di  terzi",  come
previsto  dall'art.  5,  comma  6,  lett.   c),   dello   schema   in
consultazione, allo scopo di garantire una posizione privilegiata  ai
soggetti stabili presenti sul mercato. 
  Alcuni  interessati  ritengono  che  sia   necessario   considerare
prioritariamente   il   numero   medio   di   dipendenti    impiegati
dall'emittente con riferimento agli ultimi cinque anni e  manifestano
alcune perplessita' rispetto al  possibile  ricorso  agli  indici  di
ascolto per la valutazione delle preferenze degli  utenti.  Rilevano,
infatti, che anche la rilevazione  dei  dati  da  parte  dell'Auditel
rappresenta un riferimento parziale, in  quanto  realizzata  su  base
volontaria, in forza della  specifica  adesione  delle  emittenti,  e
presenta di conseguenza le stesse caratteristiche di incompletezza  e
parzialita' rilevate dal Consiglio  di  Stato  rispetto  all'utilizzo
delle  graduatorie  dei  Corecom  Suggeriscono,   quindi,   di   fare
riferimento ad una indagine riferita al periodo successivo alla  data
della delibera e per un lasso di tempo considerevole o di  realizzare
una ricerca  su  base  statistica  con  la  metodologia  propria  dei
sondaggi. 
  Di  diversa  natura  le  indicazioni   che   giungono   da   alcuni
partecipanti,  i  quali  propongono  che  le  numerazioni   assegnate
all'emittenza  locale  vengano   attribuite   prioritariamente   alle
emittenti  a  copertura  regionale  e,  a  seguire,  alle   emittenti
provinciali e pluriprovinciali, ed indicano come criteri  da  seguire
gli ascolti Auditel, il numero dei dipendenti ed il patrimonio netto.
Per le emittenti che coprono piu' regioni, suggeriscono, per ciascuna
regione, di adottare i criteri degli ascolti  registrati  da  Auditel
nella singola regione, del numero dei dipendenti e del patrimonio  in
rapporto alla popolazione della singola regione. Come  gia'  proposto
da altri, essi suggeriscono altresi' di  prendere  in  considerazione
l'ipotesi di destinare alle emittenti locali  che  si  riuniscono  in
syndication un numero "clone" in aggiunta alla numerazione  destinata
a ciascuna emittente. 
  A giudizio di alcuni soggetti i criteri di valutazione  prospettati
nello schema di regolamento sottoposto a consultazione non rispettano
le  prescrizioni  dell'art.  32  del  Testo  unico,  che  attribuisce
maggiore rilevanza alle preferenze e alle abitudini  degli  utenti  e
chiedono, invece, di specificare che  l'attribuzione  di  un'identica
numerazione per le emittenti locali che trasmettono  in  piu'  bacini
avvenga "sulla base di accordi tra le emittenti interessate". 
  Numerose  emittenti  locali  hanno  richiesto  di   prevedere   una
specifica riserva di numerazione per quelle emittenti di  qualita'  e
legate al territorio che trasmettono programmi in contemporanea sulla
base di quanto disposto  dall'art.  22  comma  3  della  delibera  n.
353/11/CONS. 
  L'art. 29, comma 2, del Testo  unico  stabilisce  infatti  che  "La
domanda di autorizzazione di cui al comma 1 puo' essere presentata da
consorzi di emittenti locali costituiti  secondo  le  forme  previste
dall'art. 35 del decreto del Presidente  della  Repubblica  27  marzo
1992, n. 255, o dalle singole emittenti concessionarie o autorizzate,
sulla base di preventive intese". 
  A  giudizio  di  numerosi  partecipanti  alla   consultazione,   la
diffusione interconnessa della medesima programmazione fra  emittenti
locali, realizzata indifferentemente attraverso consorzi o intese fra
singole emittenti, merita particolare considerazione in  quanto  puo'
costituire un concreto incentivo allo sviluppo di un  nuovo  mercato,
qualitativamente significativo e comparabile, in termini di ascolti e
di copertura, con la programmazione nazionale. 
  Sussiste pertanto la necessita' per consorzi e intese di  emittenti
di poter disporre di numerazioni riservate ed  omologhe  nei  diversi
bacini regionali che consentirebbero, peraltro, un  uso  maggiormente
razionale delle numerazioni disponibili. 
  Un soggetto suggerisce la costituzione di una numerazione unica per
le province di Trento e Bolzano per  evitare  interferenze  in  vaste
aree, mentre un altro propone  criteri  di  valutazione  radicalmente
rivisitati, fra cui,  prioritariamente,  la  quota  di  programmi  di
informazione sul totale della programmazione irradiata, la  quota  di
programmi di informazione autoprodotti sul totale  dei  programmi  di
informazione, la quota di programmi autoprodotti legati al territorio
sul totale della programmazione  irradiata,  al  netto  di  quelli  a
carattere  informativo,  il  numero   di   edizioni   quotidiane   di
telegiornali in relazione alla loro durata complessiva, la  quota  di
programmi culturali, formativi e dedicati ai minori. 
  Di diversa natura le  problematiche  segnalate  da  un  particolare
stakeholder che non condivide che lo spazio  destinato  all'emittenza
locale nel primo arco sia frazionato in due  sottoblocchi  e  ritiene
necessaria una diversa organizzazione delle numerazioni.  Rappresenta
un problema che  caratterizza  esclusivamente  la  concessionaria  di
servizio pubblico: in alcune regioni si rende necessario  inviare  un
doppio segnale di RAI3 contenente la  programmazione  regionale.  Per
questo motivo chiede che in queste regioni sia concesso un numero LCN
dedicato alla programmazione locale. 
1.7. Articolo 6 
1.7.1. La numerazione dei  canali  digitali  terrestri  a  diffusione
nazionale in chiaro 
  La delibera n. 442/12/CONS non  prevede  modifiche  sostanziali  in
merito ai  criteri  di  attribuzione  della  numerazione  dei  canali
digitali  a  diffusione  nazionale.  Sul  punto  si   sono   tuttavia
registrate posizioni diversificate in ordine ai seguenti argomenti. 
1.7.2. La riserva per i soggetti nuovi entranti 
  Alcuni partecipanti alla consultazione ritengono che la  previsione
di una riserva per i soggetti nuovi entranti sia ad oggi superflua in
quanto rispondeva all'esigenza di tutela per i new comers nell'ambito
del precedente Piano, necessita'  venuta  meno  a  distanza  di  anni
dall'attuazione dello stesso. Secondo  uno  in  particolare,  sarebbe
quindi opportuno prevedere eventualmente un blocco riservato solo nel
secondo arco di  numerazione,  mentre  un  soggetto  propone  che  la
riserva si sostanzi in due numeri per ogni sottoblocco,  per  evitare
discriminazioni nei confronti di  soggetti  entrati  sul  mercato  da
poco. Un altro soggetto, di  contro,  sollecita  la  riduzione  della
riserva dal 30% al 10%. Uno stakeholder propone  unicamente  di  fare
riferimento al momento in cui e'  entrato  in  vigore  il  precedente
Piano per assegnare le numerazioni  riservate  o,  in  subordine,  di
ridurre l'entita' della riserva stessa, mentre un altro  afferma  che
la riserva dovrebbe essere applicata a partire solo dal secondo  arco
di  numerazione   per   evitare   ingiustificati   privilegi.   Anche
l'interpretazione della definizione  di  nuovi  entranti  pone  dubbi
applicativi, per cui sarebbe opportuno rimodulare la norma rendendola
un mero criterio di pianificazione. 
  Un soggetto propone  una  diversa  interpretazione  della  riserva,
suggerendo  di  destinare  ai  soggetti  nuovi  entranti,   ove   non
regolarmente gia' occupati da trasmissioni differite  di  uno  stesso
palinsesto corrispondenti a quelle del primo arco, i numeri da 120  a
170, suddivisi nei diversi generi di programmazione. 
  Di opinione contrastante un interessato, che propone l'applicazione
della riserva per i nuovi entranti nella misura del 50%. 
1.7.3. I criteri di attribuzione  delle  numerazioni  alle  emittenti
nazionali 
  Numerosi  stakeholder  ritengono  che   sia   necessario   modulare
diversamente l'incidenza fra il dato  degli  ascolti  e  la  data  di
lancio  dell'emittente,  attribuendo  una  rilevanza  maggiore   agli
ascolti (2/3 del punteggio agli ascolti e 1/3 alla data del  lancio).
Peraltro gli indici  di  ascolto  da  considerare  dovrebbero  essere
quelli relativi al momento  dell'approvazione  del  nuovo  Piano,  in
quanto, come affermato anche dal TAR Lazio in merito  al  ricorso  di
SKY,  le  valutazioni   riguardanti   il   periodo   di   transizione
dall'analogico al digitale non presentano una  adeguata  garanzia  di
attendibilita'. Un interessato afferma anche la necessita' che i dati
di ascolto vadano targettizzati  in  base  al  genere  (es.  bambini:
fascia eta' 4-14, fascia oraria 7-22), in modo da tenere conto  delle
preferenze degli utenti. Secondo altri, invece, l'attribuzione  della
numerazione deve avvenire sulla base degli indici di ascolto rilevati
dopo lo switch-off definitivo (4  luglio  2012)  e  la  qualita'  dei
palinsesti  dovrebbe  essere  valutata   unicamente   come   elemento
correttivo. 
  Opinione discordante quella  proposta  da  un  soggetto,  il  quale
afferma che il criterio principale da tenere in considerazione sia la
data di avvio delle trasmissioni, in quanto  gli  indici  di  ascolto
potrebbero  essere  viziati  dall'impatto  di  una  numerazione   LCN
eventualmente non favorevole. 
  Uno  stakeholder  chiede,  altresi',  l'inserimento  di   ulteriori
criteri di  valutazione  per  l'attribuzione  del  numero  ai  canali
nazionali  gia'  irradiati  in  tecnica  digitale  terrestre.  Fra  i
parametri andrebbero inseriti, oltre alla data di avviamento  e  agli
indici di ascolto, anche la quota di  programmi  nuovi  ed  originali
prodotti in Italia e in UE, gli investimenti sostenuti, il numero  di
dipendenti e i ricavi, intesi complessivamente. In linea  con  questa
richiesta, un soggetto ritiene opportuno inserire criteri qualitativi
analogamente a quanto previsto per le emittenti locali. 
1.8.  Articolo  7  -  L'assegnazione   della   numerazione   per   le
  trasmissioni differite dello stesso palinsesto 
  La delibera n. 442/12/CONS prevede la riserva di numeri sul secondo
e terzo arco  per  i  palinsesti  c.d  time  shifted  delle  medesime
numerazioni dei canali del primo arco. 
  Un soggetto interessato condivide la riserva  per  le  trasmissioni
differite dello stesso palinsesto nel secondo arco di numerazione,  a
condizione che sia assicurato  l'effettivo  e  corretto  utilizzo  di
queste numerazioni per evitare il  fenomeno  dell'"accaparramento"  o
l'uso  improprio  delle  stesse.  Non  ritiene  tuttavia   necessario
mantenere la medesima riserva  nel  terzo  arco  di  numerazione.  In
merito all'assegnazione dei  numeri  in  questo  arco,  una  societa'
propone un sistema di sorteggio per le domande di attribuzione. 
  Secondo l'opinione di diversi soggetti la riserva di un intero arco
di numerazione per le trasmissioni differite dello stesso  palinsesto
e' eccessiva,  stante  la  carenza  di  risorse  da  destinarsi  alle
emittenti, mentre altri ritengono che la riserva  sia  da  eliminare,
anche al fine di consentire il posizionamento dei broadcaster esclusi
dal primo arco di numerazione nel  secondo  e  nel  terzo  arco.  Uno
stakeholder osserva invece che la riserva  dovrebbe  valere  in  ogni
caso, salvo carenza di disponibilita' di spazi per gli usi ordinari. 
1.9. Articolo 8 - La numerazione  dei  servizi  media  audiovisivi  a
  pagamento 
  Per la numerazione dei servizi di media a pagamento  lo  schema  in
consultazione  prevede  la  riserva  del  quarto  e  quinto  arco  di
numerazione. 
  Considerata la scarsita' di risorse disponibili, alcuni intervenuti
giudicano eccessiva la riserva e chiedono che sia ridotta ad un  solo
arco di numerazione; un interessato afferma che  sarebbe  preferibile
non individuare distinti archi di numerazione destinati  a  specifici
usi, salvo che per i servizi di radiofonia e per la pay tv, mentre un
altro ritiene utile di collocare i servizi  pagamento  nel  quinto  e
sesto blocco di numerazione. A giudizio di uno stakeholder la riserva
va eliminata, in quanto i servizi a pagamento  non  costituiscono  un
genere autonomo, mentre un altro soggetto propone che sia l'emittente
a scegliere la modalita' di trasmissione da inserire nel primo arco. 
  Un soggetto, al contrario, ritiene  che  l'interesse  primario  del
pluralismo sia quello della prevalenza dei canali in chiaro, per cui,
in caso di necessita', e' essenziale  privilegiare  questi  ultimi  a
discapito dei canali  a  pagamento.  In  accordo  con  quanto  appena
riportato, un partecipante afferma che  e'  necessario  destinare  ai
canali in chiaro i primi sette archi  di  numerazione,  ai  canali  a
pagamento l'ottavo arco e  collocare  le  radio,  che  occupano  poca
capacita' trasmissiva, nel nono e decimo arco. 
1.10. Articolo 9 - La numerazione di ulteriori servizi 
  Ai canali trasmessi in alta definizione lo schema in  consultazione
riserva il sesto arco di numerazione, alla radiofonia l'ottavo arco e
gli archi successivi sono riservati ad eventuali  ulteriori  servizi.
Le prime numerazioni degli archi (0, 100, 200, ...) sono riservate ai
servizi di sistema quali le guide programmi e i canali mosaico. 
  Numerose perplessita' sono  state  espresse  dagli  stakeholder  in
merito  alle  riserve  contemplate  per  le  trasmissioni   in   alta
definizione e per altre tipologie di servizi. 
  Piu' specificamente uno stakeholder chiede di  specificare  che  la
riserva alla tecnologia HD vale  solo  per  il  canale  trasmesso  in
simulcast sia in SD che in HD, poiche'  cosi'  avrebbe  ancora  senso
riservarvi un intero arco  di  numerazione.  Al  contrario  un  altro
soggetto condivide la riserva e  propone  di  riservare  i  primi  20
numeri alle emittenti radiofoniche nazionali e, a seguire, alle radio
locali. Non reputa tuttavia congrua la riserva degli ultimi due archi
di numerazione per "ulteriori tipologie di servizi". 
  Di opinione diversa, invece, alcuni che ritengono che i  canali  HD
debbano  trovare  collocazione  nei  primi  archi   di   numerazione,
nell'ambito dei sottoblocchi pertinenti al genere tematico di ciascun
canale HD. In merito alla definizione HD, uno stakeholder ritiene che
sia  preferibile  attribuire  prevalenza  al  genere  piu'  che  alla
tecnologia. 
  A giudizio di alcuni soggetti e' necessario prevedere che il genere
prevalga  sullo  standard  trasmissivo  nel  caso   di   canali   che
trasmettano unicamente in  HD  e  che,  qualora  lo  stesso  soggetto
trasmetta la medesima programmazione in HD e  in  SD,  la  scelta  di
quale canale  posizionare  nel  sesto  arco  sia  rimessa  al  canale
medesimo. Numerosi soggetti suggeriscono, invece,  di  riservare  gli
ultimi  archi  alle  numerazioni  per  i  canali  diffusi   in   alta
definizione  (HD)  ed  alle  trasmissioni  differite  di  uno  stesso
palinsesto. 
1.11. Articolo 10 - Le modalita' di attribuzione della numerazione 
  In   considerazione   della   necessita'   di   avviare   ex   novo
l'attribuzione delle numerazioni  secondo  le  previsioni  del  nuovo
Piano, lo schema in consultazione propone di prevedere l'adozione dei
relativi bandi da parte del Ministero con distinti interventi per gli
ambiti nazionali, regionali e  pluriregionali.  Tali  bandi  dovranno
riallocare sia  le  numerazioni  gia'  in  uso,  che  quelle  tuttora
disponibili, secondo termini  e  procedure  stabilite  dal  Ministero
dello sviluppo economico. 
  Per quanto riguarda, invece, le attribuzioni successive a quella di
prima applicazione, lo schema propone di prevedere delle attribuzioni
su cadenza mensile in base alle richieste nel frattempo pervenute  al
Ministero. 
  Mentre per l'emittenza locale l'ordine naturale di attribuzione dei
numeri e' dato dalla collocazione  nelle  graduatorie,  conformemente
con la previsione di legge, salvi i casi di parita' di punteggio  nei
quali puo' darsi ricorso a sorteggio, per l'emittenza nazionale,  per
la  quale  non  sono  previste  graduatorie,  occorre  stabilire   un
meccanismo per  i  casi  di  ridotta  disponibilita'  di  numerazioni
rispetto alle richieste. 
  Come criterio potenzialmente piu' oggettivo, lo schema  propone  il
ricorso ad un sorteggio pubblico con alcune norme di  garanzia  volte
ad evitare fenomeni di accaparramento delle numerazioni in  vista  di
future cessioni,  visto  che  la  legge  consente  lo  scambio  delle
numerazioni. A tal fine lo schema  propone  di  limitare  ad  uno  il
numero ottenibile a seguito di sorteggio e di impedire che esso possa
essere ceduto prima che sia decorso un anno dal sorteggio. 
  Alcuni intervenuti sollecitano correttivi atti  a  individuare  con
maggiore precisione l'ambito di competenza  dei  soggetti  coinvolti,
allo scopo di ridurre i  margini  di  discrezionalita'.  Parte  degli
stakeholder raccomandano altresi' l'introduzione di specifici bandi a
livello provinciale. 
  Un partecipante, invece, suggerisce di procedere alla pubblicazione
di nuovi bandi per l'attribuzione delle  numerazioni  unicamente  per
nuovi canali, preservando in tal  modo  la  parte  dell'impianto  del
vecchio  Piano  di  numerazione  ritenuta  legittima  da  parte   del
Consiglio di Stato. Tale soggetto  ritiene  necessario  inserire  nel
regolamento divieti o obblighi di  innovativita'  dei  contenuti  per
ottenere l'assegnazione di piu' numeri LCN. Anche altri  partecipanti
caldeggiano   la   riattribuzione   delle   numerazioni   attualmente
utilizzate alle emittenti nazionali legittimamente operanti alla luce
delle disposizioni contenute nel provvedimento. 
  Un  soggetto  interessato  propone,  al  contrario,  una  modalita'
innovativa  di  attribuzione  delle  numerazioni  che  preveda,  come
tentativo preliminare prima di dar luogo alle gare, di verificare  la
possibilita' di convocare dei tavoli di confronto fra  le  emittenti,
in una logica analoga al tentativo di  conciliazione.  Suggerisce  di
consentire scambi fra emittenti anche successivamente  alle  gare  al
fine di  assicurare  la  conservazione  di  posizioni  consolidate  e
propone altresi' che  le  graduatorie  vengano  formulate  a  livello
regionale anche nelle province autonome  di  Trento  e  Bolzano.  Uno
stakeholder chiede che vengano valorizzati gli eventuali accordi  fra
emittenti e, al fine di garantire  un  uso  razionale  delle  risorse
disponibili, sollecita il ripristino della previsione  contenuta  nel
precedente Piano che consentiva che " ... due emittenti locali aventi
sede operativa principale nella stessa regione con aree  di  servizio
totalmente separate, possono richiedere l'attribuzione  della  stessa
numerazione nelle province separatamente servite, previo accordo  tra
loro" (art. 5, comma 4, lett. b) della delibera n. 366/10/CONS).  Con
riferimento alla possibilita' di scambi di numerazione fra  emittenti
locali sancita dal comma 7,  un  interessato  ritiene  che  i  canali
nativi digitali in ambito  locale  non  debbano  essere  privilegiati
rispetto alle emittenti televisive  locali  ex  analogiche  che  sono
anche  operatori  di  rete,  quindi  chiedono   per   queste   ultime
l'applicazione di criteri di valutazione diversi rispetto  ai  canali
nativi digitali nazionali.  Sostengono  che  e'  impensabile  per  un
operatore di rete, che investe e si prodiga  per  tutelare  i  propri
dipendenti, concorrere sullo stesso Piano con un  mero  fornitore  di
servizi di media audiovisivi. 
  Al fine di evitare la dispersione delle risorse su soggetti che non
sono nella condizione di essere effettivamente operativi sul  mercato
uno stakeholder suggerisce di richiedere l'esistenza  di  un  accordo
vincolante con un operatore di rete quale  requisito  necessario  per
l'attribuzione della numerazione. Riguardo all'elenco pubblico in cui
sono riportati tutti i numeri attribuiti ed il relativo assegnatario,
questi sottolinea l'importanza che l'elenco sia  accessibile  tramite
web e costantemente aggiornato, anche per fornire un ulteriore e piu'
rapido strumento di monitoraggio per tutte le autorita' competenti ed
una garanzia di maggior trasparenza per gli operatori interessati. 
  Di  contro  un  diverso  partecipante   alla   consultazione,   nel
sollecitare controlli piu' stringenti, propone la previsione  di  una
specifica procedura che consenta al Ministero di  rilevare  d'ufficio
eventuali  difformita'  in  merito  al   genere   di   programmazione
effettivamente irradiato e di sostituire il numero attribuito in caso
di omesso adeguamento da parte dell'emittente. Un soggetto  manifesta
decise perplessita' sul limite di un solo numero  da  attribuire  con
sorteggio pubblico per scoraggiare eventuali domande di  attribuzione
strumentali: questi ritiene che  il  medesimo  effetto  debba  essere
raggiunto attraverso l'intensificazione dei controlli  da  parte  dei
soggetti competenti e non con  misure  che  frustrano  le  iniziative
economiche degli operatori. La modalita' del  sorteggio  non  risulta
gradita neppure ad altri, che la giudicano inopportuna e dannosa  per
chi e' presente sul mercato con impegno e investimenti. 
  Un partecipante propone poi di modificare l'art. 10, comma 5, nella
misura  in  cui  il  Ministero  rilevi  la  non   conformita'   della
numerazione con il genere del canale e  proceda  all'attribuzione  di
una nuova numerazione nella fascia corretta. 
  Una sostanziale proposta di modifica giunge anche da parte  di  uno
stakeholder il quale ritiene sia necessario  svincolare  il  rilascio
dell'autorizzazione   per   i   servizi    di    media    audiovisivi
dall'assegnazione del numero LCN, stante  la  supposta  scarsita'  di
numerazioni disponibili, al fine di agevolare comunque l'ingresso  di
nuovi  player  sul  mercato,   con   la   specificazione   da   parte
dell'Autorita' che il soggetto e' autorizzato diffondere  il  proprio
palinsesto fino all'assegnazione del numero LCN. Tale soggetto chiede
anche    che    venga    introdotto    un    numero    massimo     di
autorizzazioni/assegnazioni  LCN  per  evitare  accaparramenti,  allo
scopo di gestire razionalmente le risorse scarse. Ritiene  necessario
introdurre un criterio di assegnazione dei numeri ai  nuovi  entranti
diverso da quello  cronologico  della  richiesta  (first  come  first
served). 
  Alcuni partecipanti non condividono  la  disposizione  secondo  cui
"Fino all'attribuzione delle  nuove  numerazioni  restano  in  vigore
quelle attualmente in uso". L'Autorita' ha gia' disposto con  propria
delibera la proroga degli effetti del Piano contenuto nella  delibera
n. 366/10/CONS e  annullato  dalla  Magistratura  Amministrativa.  Ad
avviso di  tali  soggetti  non  appare  conforme  alle  sentenze  del
Consiglio  di  Stato  che  l'Autorita',  dopo  aver   prorogato   per
lunghissimo tempo gli effetti di un proprio provvedimento, si  spinga
persino  a  prorogare  provvedimenti  di   un'altra   Amministrazione
adottati da quest'ultima in attuazione di un provvedimento  annullato
e prorogato di  fatto  negli  "effetti"  e  non  piu'  formalmente  o
sostanzialmente in vigore. 
  Opinione di uno stakeholder, invece, e' che l'Autorita' debba  dare
giusta applicazione al principio  dell'affidamento  nell'assegnazione
della numerazione. 
1.12. Articolo 11 - Le condizioni di utilizzo delle numerazioni 
  La delibera n. 442/12/CONS descrive le condizioni di utilizzo e gli
ambiti di  responsabilita'  per  i  fornitori  di  servizi  di  media
audiovisivi e per gli operatori di rete. 
  Secondo un intervenuto sarebbe necessario estendere  la  previsione
relativa allo scambio di numerazione  fra  fornitori  di  servizi  in
ambito nazionale all'interno dello stesso  genere  di  programmazione
anche all'emittenza locale. 
  Molti stakeholder propongono, invece, di  incentivare  verifiche  e
controlli relativamente  all'utilizzo  delle  numerazioni  attribuite
allo  scopo  di  rendere  nuovamente   disponibili   le   numerazioni
attribuite a soggetti che omettano l'utilizzo o che facciano  un  uso
difforme da quanto stabilito nel Piano. 
  Uno stakeholder evidenzia che non ritiene congruo il termine  di  7
giorni concesso al soggetto interessato per regolarizzare la  propria
posizione  onde  evitare   la   sospensione   dell'autorizzazione   a
trasmettere e dell'utilizzazione del numero assegnato. Propone a  tal
fine di prevedere un termine di trenta giorni, corrispondente  ad  un
periodo di programmazione commerciale. 
  Numerosi  soggetti   intervenuti   alla   consultazione   ritengono
necessario sostituire la previsione della "chiusura" dell'offerta  di
trasmissioni in caso  di  violazioni  del  dettato  regolamentare  in
merito  alle  condizioni  di  utilizzo  delle  numerazioni   con   la
"sospensione" della stessa, in modo  da  garantire  al  fornitore  di
servizi di media audiovisivi il diritto di difesa, fino all'eventuale
ripristino del titolo  abilitativo.  Piu'  precisamente  un  soggetto
solleva dubbi circa la potesta' regolamentare dell'Autorita'  per  la
previsione della chiusura immediata dell'offerta  di  trasmissione  e
multiplazione a seguito di sospensione o revoca dell'autorizzazione a
trasmettere e dell'assegnazione del numero. Analoghi dubbi sussistono
in merito alla  previsione  di  divieti  e  responsabilita'  per  gli
operatori di rete. Uno stakeholder, in considerazione  del  carattere
personale della responsabilita', chiede la completa eliminazione  del
comma  8  che  prevede  la   chiusura   immediata   dell'offerta   di
trasmissione   e   multiplazione    per    sospensione    o    revoca
dell'autorizzazione a trasmettere e dell'assegnazione del  numero  in
caso di violazioni  del  Piano  o  delle  autorizzazioni,  in  quanto
compromette il diritto  alla  tutela  giurisdizionale  e  perche'  la
presenza di una norma tanto stringente integra una  ipotesi  di  over
regulation,  che  limita  la   liberta'   di   iniziativa,   causando
considerevole crescita di onerosita' per i contratti. 
  A giudizio di un soggetto interessato, invece,  la  norma  andrebbe
interamente eliminata per difetto di competenza; 
  Rilevato che con la delibera n. 427/12/CONS del 13  settembre  2012
l'Autorita' ha avviato la procedura per la scelta  del  soggetto  cui
affidare una nuova indagine sulle abitudini e preferenze degli utenti
da condursi con adeguati criteri che garantiscano univocita' di  dati
ed omogeneita' di elementi di comparazione; 
  Rilevato altresi' che,  regolarmente  conclusasi  la  procedura  di
gara, l'Autorita' ha stipulato il contratto con la societa'  Istituto
Piepoli  S.p.a.,  avente  ad  oggetto  l'indagine  demoscopica  sulle
abitudini e preferenze degli utenti sull'ordinamento dei  canali  sul
telecomando della televisione  digitale  terrestre.  In  particolare,
l'indagine demoscopica condotta dall'Istituto Piepoli ha rilevato  il
numero di italiani che hanno modificato la numerazione dei canali sul
telecomando, individuando quali canali sono stati sintonizzati  sulle
posizioni 7, 8 e 9 e quale tipologia di canali, nazionali  o  locali,
sono presenti sulle posizioni da 10 a 20 nei casi in cui queste siano
state risintonizzate. L'indagine, inoltre, ha  avuto  l'obiettivo  di
rilevare la soddisfazione  per  l'attuale  numerazione  da  parte  di
quanti mantengono la  numerazione  automatica,  quanti  ricordano  la
posizione occupata dal primo  canale  locale  in  epoca  pre-digitale
terrestre  e  il  gradimento   per   l'eventuale   variazione   della
numerazione del telecomando in un'ottica di navigazione tematica; 
  Visti  i  risultati  dell'indagine  di  mercato  effettuata   dalla
societa' Istituto Piepoli s.p.a., consegnati  all'Autorita'  entro  i
termini, effettuata su un campione rappresentativo della  popolazione
italiana attraverso 23.604 interviste telefoniche CATI  in  tutte  le
regioni d'Italia, effettuate dal 10 al 31 gennaio  2013,  da  cui  e'
emerso quanto segue: 
2. L'indagine   sulle   abitudini   e   preferenze    degli    utenti
  sull'ordinamento dei canali della  televisione  digitale  terrestre
  condotta dall'Istituto Piepoli 
2.1. L'approccio metodologico dell'indagine Piepoli 
  Il  Consiglio  di  Stato,  in  particolare  con  la   sentenza   n.
04660/2012, ha richiesto all'Autorita' di rinnovare l'indagine  sulle
abitudini e sulle preferenze degli utenti, da condursi  con  adeguati
criteri che garantiscano univocita' di elementi di  comparazione,  in
ragione della disomogeneita' dei dati prodotti, che  hanno  risentito
del fatto che lo switch-off non fosse ancora realizzato in  tutte  le
regioni d'Italia e della esiguita' del campione di  10.000  individui
utilizzato come base statistica. Nello  specifico,  il  Consiglio  di
Stato ha rilevato che "gli esiti della indagine-sondaggio (con 10.000
interviste) effettuata da Demoskopea s.p.a., alla data del  2  luglio
2010, che ha  portato  al  l'individuazione  di  9  canali  nazionali
generalisti quali preferiti nelle abitudini e nelle preferenze  degli
utenti,  ad  avviso  del  collegio,   non   risulta   suffragata   da
corrispondente ed univoco riscontro" in quanto "secondo il sondaggio,
nelle aree a ricezione analogica sui  numeri  da  1  ad  8  risultano
sintonizzate le emittenti nazionali ex analogiche, mentre al numero 9
risulta  sintonizzata  per  il  51,1%  una   emittente   locale;   la
situazione, peraltro, cambia nelle aree a ricezione digitale, in cui,
invece, in prevalenza su tutti i numeri da 1 a 9 del telecomando sono
sintonizzate le emittenti nazionali ex analogiche (...). Infatti  "da
un lato, i dati non sono  univoci  e,  dall'altro,  i  risultati  del
sondaggio sono fuorvianti in quanto assommano  elementi  disomogenei,
considerato che, all'epoca , in 6 Regioni era stato  gia'  effettuato
lo switch-off con il passaggio definitivo alla  tecnica  digitale  e,
quindi, con la sintonizzazione  incontrollata  dei  vari  canali  sul
telecomando,  che  non  poteva  certo  reputarsi   rispondente   alle
abitudini e preferenze degli utenti". 
  In esecuzione della sentenza, con delibera n.  427/12/CONS  del  13
settembre 2012,  e'  stato  disposto  l'avvio  di  una  procedura  di
affidamento  in  economia  mediante  cottimo  fiduciario,  ai   sensi
dell'art. 125, commi 9 e 11, del d.lgs. n. 163/2006,  per  la  scelta
del contraente  cui  affidare  la  realizzazione  di  tale  indagine,
finalizzata all'approfondimento degli aspetti relativi alle abitudini
e preferenze degli utenti nell'ordinamento dei canali sul telecomando
della  televisione  digitale  terrestre,  alla  luce   del   criterio
stabilito dall'art. 32, comma 2, lettera b), del Testo unico. 
  La  procedura  di  gara  si  e'  conclusa  l'8  novembre  2012  con
l'aggiudicazione  provvisoria  all'Istituto  Piepoli.  In   data   29
novembre l'Autorita' ha proceduto  all'aggiudicazione  definitiva  e,
terminato il periodo di standstill di 35  giorni  previsto  dall'art.
11, comma 10, del d.lgs. n. 163/2006, in data  22  gennaio  2013,  ha
proceduto alla stipula del contratto. 
  L'indagine demoscopica condotta dall'Istituto Piepoli  non  risente
della disomogeneita' rilevata dal Consiglio di Stato con  riferimento
all'indagine condotta dalla Demoskopea nel 2010, in quanto alla  data
di  svolgimento  della  nuova  indagine  in  tutte  le  Regioni   del
territorio italiano era ormai avvenuto il passaggio  definitivo  alla
tecnica digitale, essendosi lo switch-off nazionale completato  il  4
luglio 2012 con il totale spegnimento  della  televisione  analogica.
Secondo  il  calendario  dello  switch-off  approvato   con   decreto
ministeriale  8  settembre  2008  e  successive   modificazioni,   lo
spegnimento della televisione analogica e' avvenuto  progressivamente
a partire dalla Sardegna, prima Regione d'Italia passata al  digitale
nel 2008, fino alle ultime Regioni che sono state  digitalizzate  nel
corso del primo semestre 2012 (Calabria, Puglia, Molise,  Basilicata,
Sicilia). 
  Tale indagine si e' proposta di misurare il numero di italiani  che
hanno proceduto alla rinumerazione dei canali sul telecomando,  quali
canali  sono  stati  sintonizzati  sulle  posizioni  7,  8  e  9  del
telecomando e quale tipologia di canali,  nazionali  o  locali,  sono
presenti  sulle  posizioni  da  10  a  20,  se  queste   sono   state
risintonizzate. L'indagine, inoltre, ha avuto l'obiettivo di rilevare
la  soddisfazione  per  l'attuale  numerazione  da  parte  di  quanti
mantengono la numerazione automatica, quanti ricordano  la  posizione
occupata dal primo canale locale in epoca pre-digitale terrestre e il
gradimento  per  l'eventuale   variazione   della   numerazione   del
telecomando in un'ottica di navigazione tematica. 
  Con riferimento alla struttura della ricerca, l'indagine  e'  stata
realizzata dal 10 al 31 gennaio  2013  attraverso  23.604  interviste
telefoniche CATI. 
  Il campione considerato ai fini della ricerca e' composto da 23.604
individui a cui sono state effettuate 20.000  interviste  a  campione
rappresentativo e 3.600 interviste di sovra-campione. Nell'ambito del
campione complessivo di 20.000 interviste,  infatti,  undici  regioni
con quota di popolazione sul complesso nazionale inferiore o pari  al
3%, avrebbero avuto meno di 700 interviste, riproponendo in tal  modo
gli stessi difetti di metodologia campionaria censurati dal Consiglio
di Stato con le citate sentenze  che,  invece,  sono  stati  superati
grazie al sovra-campionamento. 
  Il   campione   considerato    dall'Istituto    Piepoli    riflette
l'articolazione della popolazione italiana. 
2.2. I risultati dell'indagine 
  Dall'analisi dei risultati emerge che solo il 23% degli italiani ha
proceduto alla  rinumerazione  dei  canali  sul  telecomando  per  la
visione della televisione digitale terrestre (il dato  e'  confermato
anche  se  si  escludono  quanti   guardano   solo   la   televisione
satellitare), come riportato nella tabella seguente: 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 
  Tale quota cresce tra le donne intervistate,  soprattutto  di  eta'
superiore. Le donne piu' anziane risultano essere piu' attive o  piu'
informate sulla rinumerazione dei canali sul telecomando, anche se si
occupano materialmente della sintonizzazione in pochissimi  casi.  In
via generale, solo in un caso su tre l'intervistato ha dichiarato  di
aver effettuato  personalmente  la  variazione  del  telecomando.  La
variazione del telecomando e' piu' elevata  nelle  regioni  del  Nord
Ovest (28%) e registra la quota piu' bassa nelle Isole (19%). 
  Nel  precisare  che  le  percentuali  di  seguito   indicate   sono
rapportate al complesso degli intervistati, si rappresenta  che,  per
quanto riguarda le prime posizioni LCN,  nell'ambito  del  televisore
principale, i canali da 1 a 6 risultano essere i canali piu' variati,
poiche'  sono  stati  risintonizzati  dal  9%   degli   intervistati;
tuttavia,  nel  valutare  tale  dato  bisogna  considerare   che   le
variazioni  possono  comprendere  anche  la  risintonizzazione  della
stessa emittente su un dato canale a causa di problemi tecnici  come,
ad esempio, una scarsa ricezione del segnale. 
  I canali da 7 a 9 sono variati nel 6% delle  famiglie  italiane  e,
infine, il 4% degli intervistati ha dichiarato di aver modificato  la
numerazione dei canali da 10 a 21 e  da  21  in  poi.  Nella  tabella
seguente sono esposti i risultati relativi alle preferenze sui canali
7-8-9 e sui canali dal 10 al 19: 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 
  In virtu' del fatto che il 77% degli intervistati non ha modificato
la numerazione dei canali sul telecomando, ne discende  che  in  tali
casi sulle posizioni 7, 8 e 9 sono presenti emittenti nazionali, e in
particolare La7, MTV e Deejay TV. Per quanto riguarda, invece, il 23%
degli intervistati che hanno provveduto alla personalizzazione  delle
numerazioni LCN, appare che la risintonizzazione del canale 7 vede la
presenza di televisioni locali solo nello 0,4% dei casi, mentre  sale
all'1% la quota di emittenti locali sui canali 8 e 9. Il 99,7%  degli
intervistati, invece, ha dichiarato che  sul  canale  7  e'  presente
un'emittente nazionale. Le emittenti nazionali sono sintonizzate  sul
canale 8 e sul canale 9 nel 99% di casi. 
  Anche nella fascia di canali  da  10  a  20  il  cambiamento  della
numerazione del telecomando tende  ad  incrementare  la  presenza  di
emittenti nazionali,  che  tra  i  canali  variati  prevalgono  quasi
sempre. 
  Quasi il 5% degli intervistati ha variato la numerazione dei canali
sul telecomando anche di un secondo televisore presente in casa. 
  Coloro  che  non  hanno  effettuato  la   risintonizzazione   hanno
sostenuto  di   essere   sostanzialmente   soddisfatti   dell'attuale
numerazione: circa sette intervistati su dieci, tra quanti non  hanno
effettuato la risintonizzazione, hanno spontaneamente dichiarato  che
"va bene cosi'" e in un 12% dei casi "il tema  non  interessa".  Alla
specifica  richiesta  sul  livello  di  soddisfazione  per  l'attuale
numerazione dei canali sul  telecomando,  il  90%  ha  dichiarato  di
essere molto o abbastanza soddisfatto. 
  Si evidenzia invece come il 20% di quanti non hanno  effettuato  la
risintonizzazione,  hanno  dichiarato   di   averci   provato   senza
riuscirci,  o  che  e'  inutile  farlo,  perche'  il  decoder  o   la
televisione comunque reimpostano i canali automaticamente (14%  degli
intervistati). 
  L'indagine ha inoltre previsto un quesito rivolto  alle  preferenze
antecedenti allo switch-off nella regione dell'intervistato  al  fine
di constatare quale fosse il primo canale su cui, prima del passaggio
al digitale terrestre, fosse  presente  una  emittente  locale.  Tale
quesito e' stato introdotto in accoglimento delle numerose  richieste
rappresentate nel corso della consultazione pubblica di riflettere lo
status quo ante e, per tale via, evitare, per quanto  possibile  dato
il decorso del tempo, di fornire una rappresentazione alterata  delle
abitudini e preferenze degli  utenti  a  seguito  dell'influenza  del
Piano LCN  annullato.  Ne'  d'altra  parte  sarebbe  stato  possibile
utilizzare i dati della pre-sintonia analogica, in quanto, come  gia'
rilevato nella delibera n. 366/10/CONS,  tali  dati  erano  fermi  al
2005, elemento da cui era emersa la necessita' di disporre l'avvio di
un'indagine demoscopica. 
  Sette  italiani  su  dieci  ricordano  dove  erano  posizionate  le
televisioni locali prima del digitale terrestre;  per  il  17%  degli
italiani il primo posizionamento di un'emittente  locale  era  su  un
canale da 1 a 6, tale percentuale decresce in relazione ai canali  da
7 a 9 (10% sul 7, 9% sull'8 e 6% sul 9),  mentre  per  il  22%  degli
intervistati il primo canale su  cui  era  presente  una  televisione
locale si trovava dal 10 in poi.  Tali  dati,  pero',  devono  essere
valutati al netto del "fattore ricordo". In  via  generale,  infatti,
nell'ambito  delle  indagini  statistiche,  si  riscontra  una  certa
propensione da parte dell'intervistato a rispondere in ogni caso alle
domande riguardanti il passato,  anche  qualora  il  ricordo  risulti
essere lieve. 
  Infine, in un'ottica futura, l'idea di  un'organizzazione  tematica
dei canali del telecomando riscuote esiti positivi nel 60% dei  casi:
il 23% degli italiani gradisce molto quest'idea, il 37%  dichiara  di
gradirla abbastanza. 
  Se il dato assoluto conferma l'attuale assetto  dei  numeri  7-8-9,
anche le risposte fornite dal  solo  gruppo  degli  intervistati  che
hanno  provveduto  a  variazione  la  numerazione  sul   telecomando,
forniscono  un  riscontro  analogo.  Le  percentuali  relative   alle
modifiche apportate alle numerazioni 7, 8  e  9,  infatti,  risultano
essere minime ed evidenziano che  la  quasi  totalita'  degli  utenti
conferma su tali numeri i canali della sintonia automatica. 
  L'incidenza percentuale di costoro, superiore al 90%,  e'  tale  da
non  far  ritenere  giustificata  una  eventuale  alterazione   delle
posizioni attualmente occupate da La7, MTV e Deejay TV, in quanto  si
porrebbe in netto contrasto con il  rispetto  delle  abitudini  degli
utenti stabilito dall'art. 32, comma 2, lett. b), del Testo unico; 
  Ritenuto, inoltre, necessario, alla luce delle osservazioni  emerse
nel corso della consultazione pubblica,  effettuare  una  valutazione
dell'effettiva possibilita' di confermare il ricorso agli  indici  di
ascolto come rilevati dalla societa' Auditel  S.p.a.  quale  criterio
concorrente per l'attribuzione del punteggio relativo alle preferenze
degli utenti; 
  Sentita in audizione la societa' Auditel S.p.a. in data 5  febbraio
2013; 
  Rilevato quanto segue: 
3. Le rilevazioni Auditel relative alle emittenti locali 
  L'art. 32, comma 2, lettera b), del decreto legislativo  31  luglio
2005, n. 177, come  novellato  dall'art.  5,  comma  2,  del  decreto
legislativo 15 marzo 2010, n. 44,  individua  come  uno  dei  criteri
fondamentali da utilizzare per l'attribuzione delle  numerazioni,  il
rispetto delle preferenze e delle abitudini degli  utenti,  principio
ribadito dalle sentenze del Consiglio di Stato. 
  Relativamente   alle   preferenze   degli   utenti   lo   strumento
storicamente utilizzato dal mercato e' costituito dall'analisi  degli
ascolti. In esecuzione delle competenze attribuitele in materia dalla
legge 31 luglio 1997, n. 249, l'Autorita', con delibera n. 85/06/CSP,
ha approvato un atto di indirizzo sulla rilevazione degli  indici  di
ascolto e di diffusione dei  mezzi  di  comunicazione,  disciplinando
l'organizzazione dei soggetti realizzatori delle indagini, i  criteri
metodologici per la ricerca e la pubblicazione e la trasparenza delle
informazioni relative alle  rilevazioni.  In  Italia  il  sistema  di
misurazione degli ascolti televisivi conforme a  tale  disciplina  e'
quello gestito da Auditel. 
  In ordine al numero di emittenti locali  rilevate  da  Auditel,  va
segnalata la non completa rilevazione di tutte le emittenti a seguito
dello  spegnimento  del  segnale   analogico   che   consentiva   una
rilevazione 1:1 tra canale di trasmissione e emittente irradiata. Nel
digitale terrestre,  infatti,  sebbene  sia  astrattamente  possibile
rilevarle tutte, occorre, pero', che  ci  sia  l'adesione  volontaria
delle emittenti medesime al sistema di rilevazione. A tale proposito,
e' possibile identificare tre  diverse  categorie  di  emittenti:  le
emittenti "rilevate e pubblicate", quelle "rilevate e non pubblicate"
e quelle "non rilevate". Dalle informazioni  fornite  dalla  societa'
Auditel, le emittenti "rilevate e pubblicate" sono circa 150,  mentre
quelle  "rilevate  e  non  pubblicate"  risultano  essere  un  numero
variabile negli anni da 35 a 110. 
  La societa' Auditel ha rilevato che al fine di rendere le  indagini
significative, e' prioritario individuare un periodo  di  rilevazione
congruo non solo quanto alla durata  delle  rilevazioni  (minimo  due
mesi), ma che sia anche collocato in un periodo dell'anno lontano dai
mesi di giugno, luglio e agosto, nel corso dei quali l'attendibilita'
delle rilevazioni decresce a causa della  temporanea  modifica  delle
abitudini delle famiglie. 
  Considerato  che  l'elaborazione  di  dati   di   ascolto   di   un
elevatissimo numero di emittenti comporta un allungamento dei  tempi,
la societa' ha segnalato l'esigenza di avere a disposizione un  certo
periodo  per  produrre  risultati  attendibili  con  riferimento   ai
soggetti che si inscrivono ex novo alla ricerca. 
4. Valutazioni dell'Autorita' 
4.1. Art. 1. 
4.1.1. I canali generalisti nazionali 
  Ai soggetti che gia' in passato, con il  sistema  analogico,  erano
operativi nel settore e' stato  riconosciuto  il  posizionamento  nei
primi numeri del primo arco di numerazione, proprio  in  ragione  del
fatto che storicamente essi si sono affermati nel panorama televisivo
degli italiani. Si e' ritenuto, come richiesto da altri  intervenuti,
di ripristinare l'avverbio "legittimamente", presente nella  medesima
definizione del piano approvato con la delibera n. 366/10/CONS.  Tale
avverbio risulta gia' utilizzato per identificare i medesimi soggetti
dall'art. 1 della legge 29 marzo 1999, n. 78 e dall'art. 2-bis  della
legge 20 marzo 2001, n. 66, pertanto il suo inserimento e' pertinente
con  analoghe  disposizioni  del   quadro   normativo   del   settore
televisivo. 
  L'aggiunta dell'avverbio "storicamente"  ha  ottenuto  approvazione
durante la consultazione in quanto utile a identificare le  emittenti
ex  analogiche  nazionali   nella   loro   accezione   di   emittenti
riconosciute dal pubblico dei telespettatori, in conformita' a quanto
disposto dall'art. 32, comma 2, lett. b), del Testo unico, in materia
di  rispetto  delle  abitudini  degli  utenti.  E'   stato   inserito
l'espresso riferimento agli obblighi di informazione qualificati come
principi generali nel settore dei  servizi  di  media  audiovisivi  e
declinati dall'art. 7 del Testo unico. 
4.1.2. Il genere di programmazione semigeneralista 
  In  esito  alla  consultazione  pubblica  si  e'  reso   necessario
modificare la  definizione  relativa  al  genere  di  "programmazione
semigeneralista" proposta dal vecchio piano adottato con delibera  n.
366/10/CONS a  causa  dell'eccessiva  ampiezza  e  genericita'  della
stessa. La previgente definizione, infatti, in  assenza  di  puntuali
limiti relativi alla quantita' di generi, si prestava ad includere un
numero eccessivamente elevato di emittenti radiotelevisive  che,  pur
non  presentando  una  programmazione  sufficientemente  variegata  e
plurale, potevano usufruire di  posizioni  riservate  a  tale  genere
puntando su una ripartizione non  omogenea  dei  generi  diffusi.  La
finalita' sottesa a tale modifica e' di evitare condotte  elusive  da
parte delle emittenti che, ad esempio, trasmettendo due soli  generi,
di  cui  uno  nella   sola   fascia   notturna,   potrebbero   essere
qualificabili come semigeneraliste, con  il  conseguente  ottenimento
delle posizioni riservate a tale genere. 
  Alla luce di quanto evidenziato e sulla base dei molteplici rilievi
sollevati  dai  soggetti  interessati,  si  e'  ritenuto   necessario
introdurre un criterio di  bilanciamento  degli  interessi  coinvolti
attraverso  la  predisposizione  di  precisi  limiti  qualitativi   e
quantitativi. Questi ultimi si sostanziano nella  previsione  di  una
programmazione dedicata ad almeno  tre  generi  differenziati,  anche
diversi da quelli indicati dall'art. 32, comma 2, lett. c), del Testo
unico, come, a titolo esemplificativo, l'intrattenimento  leggero  di
cui all'art. 40-bis, comma 1, del Testo unico, tutti  distribuiti  in
maniera equilibrata nell'arco della giornata  di  programmazione  ivi
comprese le fasce di maggior ascolto. Perche' tale  prescrizione  sia
rispettata, inoltre, nessuno dei generi di  cui  al  citato  art.  32
(bambini  e  ragazzi,  informazione,   cultura,   sport,   musica   e
televendite) deve raggiungere il 70% della programmazione  realizzata
dall'emittente, in quanto la soglia del 70% e' il  discrimen  per  la
qualifica di canale tematico di cui alla lett. o) del medesimo comma. 
4.1.3. Il genere di programmazione tematico "televendite" 
  All'art. 1, comma 1, lett. u) si  ritiene,  come  suggerito  da  un
operatore, di conformare  la  definizione  di  televendita  a  quanto
disposto dall'art. 2, comma 1, lett. ii) del Testo  unico.  L'attuale
disposizione, dunque, inquadra la televendita come "l'offerta diretta
trasmessa al pubblico", esattamente come stabilito dal Testo unico. 
  Cio'   che   rileva,   per   identificare   la   televendita,    (e
conseguentemente  la  relativa   programmazione   tematica)   e'   la
finalizzazione della comunicazione alla conclusione di  un  contratto
di vendita di "beni o servizi, compresi i beni immobili, i diritti  e
le obbligazioni". Affinche' l'attivita' di televendita sia effettuata
legittimamente,  essa  deve  rifarsi  ai  criteri   individuati   dal
Regolamento  allegato  alla  delibera  538/01/CSP,  in   materia   di
pubblicita' radiotelevisiva e televendite, a cui rimanda anche l'art.
28  del  Codice  del  consumo.  E'  previsto  che   tale   forma   di
comunicazione  commerciale  presenti  determinate  informazioni   che
consentano al pubblico di determinarsi consapevolmente  all'acquisto.
Come indicato dalla Corte di Cassazione in occasione  della  sentenza
n. 6994 del 28  marzo  2006,  tale  momento  informativo  costituisce
"parte essenziale e necessaria dell'offerta diretta", ragion per cui,
al fine di qualificare il programma come televendita ed escludere, di
conseguenza, l'inquadramento nell'ambito di un altro genere,  bisogna
focalizzare l'attenzione sulle informazioni fornite e sulla finalita'
della comunicazione. Se la trasmissione e'  funzionale  a  realizzare
l'offerta diretta alla commercializzazione di beni, servizi,  diritti
o obbligazioni, si rientra nel campo  della  programmazione  tematica
"televendita" quale che sia, quindi, la modalita' di  conduzione,  di
presentazione,  di  allestimento  della  scena  o  del  palinsesto  e
qualunque sia l'attivita' svolta come cornice dell'offerta suddetta. 
  Va precisato,  inoltre,  che  anche  l'offerta  di  beni,  servizi,
diritti e obbligazioni di proprieta' del fornitore di  servizi  media
rientra nel genere "televendita", a nulla rilevando la titolarita' di
cio' che costituisce oggetto della commercializzazione. 
4.2. Articolo 2 - Ambito di applicazione 
  Come noto, la necessita' di modifica di alcuni aspetti salienti del
vecchio Piano di numerazione trova la sua ragione nelle censure mosse
dal Giudice Amministrativo. 
  Il  nuovo  Piano  pertanto  viene  sviluppato   in   un'ottica   di
conservazione dell'assetto gia' implementato, allo scopo  di  evitare
considerevoli effetti distorsivi del  mercato  che  deriverebbero  da
interventi eccessivamente innovatori e non proporzionati  allo  scopo
di non incidere  eccessivamente  sulle  abitudini  consolidate  degli
utenti. 
  La scelta di tipo conservativo e' stata da piu'  parti  sollecitata
nell'ambito  della  consultazione  pubblica  e  si  accorda  con   la
deliberata intenzione di creare  un  sistema  armonico  che  tende  a
sincronizzare le modifiche espressamente sollecitate  dalle  sentenze
del Consiglio di Stato con ulteriori correzioni resesi necessarie per
consolidare le prime. 
  L'introduzione  di  una  disposizione  espressamente   conservativa
comporta l'ulteriore vantaggio della semplificazione della  procedura
di  riassegnazione  delle  numerazioni  resesi  disponibili  a  valle
dell'entrata in vigore del nuovo piano. 
4.3. Art. 3. 
4.3.1. Ripartizione degli archi 
  Nella determinazione del  Piano  di  numerazione,  si  e'  ritenuto
opportuno mantenere  "una  numerazione  aperta  che  inizia  con  una
cifra",  utilizzando  la  medesima  modalita'  di  ripartizione   che
caratterizzava il precedente piano. 
  Le ragioni che hanno condotto a  confermare  tale  scelta  sono  da
ravvisarsi, in primo luogo, nella considerazione che le  censure  del
Consiglio di Stato, che hanno portato all'annullamento del precedente
piano, non hanno interessato tale  aspetto  e,  pertanto,  la  scelta
operata in precedenza e' da ritenersi legittima. 
  In secondo luogo, si e' ritenuto  opportuno  ribadire  la  suddetta
scelta sulla base dell'art. 32 del Testo unico i  cui  principi  sono
richiamati  dallo  stesso  art.  3  in  commento.  Difatti,   occorre
ricordare   che   il   d.lgs.   177/05   e   successive    modifiche,
nell'attribuire all'Autorita' il  potere  di  stabilire  con  proprio
regolamento le modalita' di attribuzione dei numeri ai  fornitori  di
servizi di media audiovisivi, le impone di rispettare alcuni principi
e criteri direttivi tra cui rientrano, alle lett. a) e b), la  tutela
della semplicita' d'uso del sistema  di  ordinamento  automatico  dei
canali ed il rispetto delle abitudini e preferenze degli  utenti.  In
particolare, questi ultimi troverebbero difficolta' ad  adattarsi  ad
un nuovo radicale cambiamento d'uso, con l'introduzione di una  nuova
e diversa tipologia di numerazione. 
4.3.2. Presenza delle emittenti locali nel primo arco di numerazione 
  Per quanto concerne il posizionamento delle  emittenti  locali,  il
Consiglio di Stato, in particolare con la sentenza n.  4660/2012,  ha
rilevato che il vizio dell'indagine Demoskopea che e' stata alla base
della delibera n. 366/10/CONS risiedesse  nel  fatto  di  non  essere
"suffragata da corrispondente ed univoco riscontro". Infatti, secondo
il Collegio, "i dati non sono univoci e, dall'altro, i risultati  del
sondaggio sono fuorvianti in quanto assommano  elementi  disomogenei,
considerato che, all'epoca, in 6 Regioni era stato gia' effettuato lo
switch-off  con  il  passaggio  definitivo  alla  tecnica  digitale".
Inoltre, nella sentenza n. 4659/2012, il  giudice  amministrativo  ha
evidenziato che "l'assegnazione - quanto meno - della nona  posizione
nelle emittenti nazionali ex analogiche appare disposta in difetto di
rilevazioni istruttorie adeguate ed univoche". 
  A questo riguardo, sul piano metodologico, si osserva  che,  mentre
l'indagine svolta nel 2010 dalla Demoskopea aveva  riguardato  sia  i
canali digitali che quelli analogici,  in  quanto  effettuata  in  un
periodo in cui lo switch-off non era stato portato a completamento in
tutta Italia e due terzi del campione selezionato  utilizzava  ancora
il televisore in modalita' analogica su un campione di 10.000 unita',
la rinnovata indagine, condotta dall'Istituto Piepoli nel 2013, si e'
svolta in un  contesto  di  switch-off  avvenuto,  cosi'  assicurando
omogeneita' dei dati, e su un campione piu' che raddoppiato di 23.600
unita'. Questi due elementi  assicurano,  come  gia'  evidenziato  al
paragrafo 2 della presente delibera, la completezza  dell'indagine  e
il superamento delle perplessita' rilevate in sede giurisdizionale. 
  In particolare, dall'indagine  condotta  dall'Istituto  Piepoli  e'
stato  rilevato  che  solo  il  23%  degli  italiani  ha  variato  la
numerazione del telecomando per la visione della televisione digitale
terrestre e, tra chi ha modificato la numerazione, la  maggior  parte
lo ha fatto a favore dei canali nazionali. Tuttavia, occorre  operare
una distinzione tra i canali da 7 a 9 e quelli da 10 a 19. 
  Infatti, le percentuali  relative  alle  modifiche  apportate  alle
numerazioni 7-8-9, risultano essere talmente minime da confermare che
la quasi totalita' degli utenti sintonizza su tali  numeri  i  canali
generalisti  nazionali.  Per  queste  ragioni  non  appare  opportuno
alterare le posizioni attualmente occupate in quanto cio' si porrebbe
in netto contrasto con il rispetto delle abitudini  degli  utenti  di
cui all'art. 32, comma 2, lett. b), del Testo unico. 
  Valutando, invece, le  risposte  fornite  in  ordine  agli  aspetti
connessi alla risintonizzazione delle numerazioni da 10 a 19, si deve
constatare che l'utenza ha mantenuto l'attuale assetto di tale blocco
di numeri LCN, destinato all'emittenza locale. Con riguardo a  coloro
che hanno personalizzato la numerazione, l'indagine evidenzia come la
maggior parte di tali soggetti  abbia  preferito  la  sintonizzazione
personalizzata di  emittenti  nazionali,  a  fronte  delle  emittenti
locali. Tuttavia, stante la bassa percentuale  di  utenti  che  hanno
personalizzato la numerazione, il dato complessivo non appare tale da
giustificare una modifica della destinazione attuale del blocco 10-19
che rimane alle emittenti locali. 
  La scelta di  utilizzare  l'espressione  "adeguati  spazi"  in  cui
collocare  nel  primo  arco  di  numerazione  la  programmazione   di
emittenti locali di qualita'  e  quella  legata  al  territorio,  ivi
compresa  una  riserva  di  numerazione  in  favore  di  quelle   che
trasmettono programmi  in  contemporanea,  e'  il  risultato  di  una
valutazione  che  si  fonda  su  quanto  emerso   nel   corso   della
consultazione  pubblica  e  sui  risultati   dell'indagine   condotta
dall'Istituto Piepoli, che esamina le abitudini e le preferenze degli
utenti. 
  Pertanto, alla luce dell'esame congiunto dei dati suindicati, si e'
inteso collocare le emittenti locali nel primo arco di numerazione in
maniera  adeguata  ovverosia  posizionandole  su   numeri   che   non
alterassero le abitudini degli utenti e che consentissero di  ridurre
al minimo la dispersione delle risorse disponibili anche al  fine  di
consentire lo sfruttamento razionale degli spazi. 
  Con riferimento al range di numerazione del primo arco (21-70)  che
l'attuale Piano riserva ai canali nativi  digitali  nazionali,  dagli
elementi acquisiti in consultazione emerge la necessita' di ampliarne
la capienza per consentire l'ingresso di nuovi entranti,  essendo  al
momento tali numeri pressoche' tutti assegnati. Cio' anche alla  luce
del fatto che il Ministero dello sviluppo  economico  ha  sospeso  il
rilascio di nuove autorizzazioni per canali digitali nazionali per la
mancanza di numerazione  disponibile.  L'ampliamento  di  tale  range
risponde anche all'obiettivo pro-concorrenziale piu'  volte  indicato
dalla Commissione europea di favorire l'ingresso di  operatori  nuovi
entranti nel mercato a valle  dei  fornitori  di  contenuti,  tenendo
conto sia dell'offerta attuale che di  quella  potenziale  di  canali
nazionali, anche a seguito delle procedure di gara per ulteriori reti
in ambito nazionale; tale obiettivo viene  realizzato  attraverso  lo
spostamento delle emittenti locali  precedentemente  posizionate  sul
blocco 71-99 ad  archi  successivi,  come  illustrato  nel  paragrafo
precedente, non rendendosi necessario alcuno  spostamento  della  pay
tv, ferma restando l'assegnazione dei  numeri  97-98-99  a  emittenti
locali che diffondono lo stesso programma in piu' regioni. 
  Le restanti posizioni da 71  a  96  andranno  assegnate  ai  canali
nazionali  suddivisi   nei   seguenti   generi   di   programmazione:
semigeneralisti, bambini e  ragazzi,  informazione,  cultura,  sport,
musica, televendite. La dimensione dei  singoli  sotto-blocchi  sara'
stabilita dal Ministero, tenendo conto  del  numero  di  richieste  e
della riserva del 30% per i nuovi entranti. 
4.3.3. Limitazioni per i giochi d'azzardo 
  Nell'ambito della consultazione pubblica alcuni  stakeholder  hanno
sollevato  dubbi  in  merito  all'opportunita'   di   consentire   la
collocazione  nel  primo  arco  di  numerazione  di  canali  la   cui
programmazione prevalente ha ad oggetto giochi con vincita in denaro,
con espresso riferimento a quei canali, collocati  all'interno  della
numerazione riservata al genere di programmazione  tematica  "sport",
che trasmettono tornei di giochi di  carte  o  attivita'  normalmente
svolte all'interno di sale da gioco autorizzate. 
  Nel condividere la  comune  preoccupazione  per  l'esposizione  dei
minori ai potenziali rischi derivanti dalla visione di tale  tipo  di
programmazione, non  va  trascurato  che  un  intervento  restrittivo
indirizzato ad escludere del tutto tale programmazione dal primo arco
di numerazione costituisca una ingerenza eccessiva nella liberta'  di
determinare il proprio palinsesto per i fornitori di servizi di media
audiovisivi. Il Testo unico, infatti, all'art. 2, comma 1, lett.  a),
n. 1, lett. f), fa rientrare legittimamente nella nozione di  servizi
di  media  audiovisivi  anche  "le  trasmissioni  dedicate  a  giochi
d'azzardo e di fortuna". Ai fini del  Piano  di  numerazione  LCN  si
ritiene  di  dover  operare  una  distinzione  tra  quei  giochi  che
rientrano tecnicamente nell'accezione  di  attivita'  sportiva  nella
quale i partecipanti, utilizzando le proprie capacita', competono per
l'aggiudicazione di titoli di tornei  ufficialmente  riconosciuti  e,
solo mediatamente, percepiscono  somme  di  denaro  in  virtu'  della
vincita, e quelli che sono  fondati  esclusivamente  sull'alea  della
vincita. 
  Nell'ambito  di  quest'ultima  categoria,  la   normativa   vigente
distingue  tra  giochi  autorizzati  e  assoggettati   al   controllo
dell'Agenzia delle dogante e dei monopoli e giochi non autorizzati  e
in quanto tali illegali.  Premesso  il  divieto  assoluto  di  questi
ultimi, soccorre per quanto riguarda i giochi  d'azzardo  autorizzati
il criterio interpretativo offerto dall'art. 32, comma 2,  lett.  c),
che vieta l'irradiazione sul primo arco di numerazione  di  programmi
rivolti ad un pubblico di soli adulti. E'  ragionevole  supporre  che
un'emittente la cui programmazione prevalente  sia  costituita  dalla
trasmissione di giochi d'azzardo sia  essenzialmente  rivolta  ad  un
pubblico adulto e che pertanto debba trovare collocazione in un  arco
di numerazione diverso dal primo. 
4.4. Articolo 4 - L'assegnazione  delle  numerazioni  alle  emittenti
  generaliste 
  Con riferimento alle censure mosse dal Consiglio di Stato in merito
all'attribuzione delle posizioni 8 e 9 alle emittenti  MTV  e  Deejay
Tv, preliminarmente si osserva che nelle sentenze n. 4659 e  4661  il
giudice amministrativo ha affermato che esse devono essere attribuite
ad emittenti generaliste  ove  esistenti,  con  cio'  confermando  la
legittimita' del primo sottoblocco di numerazione 1-9  fissato  dalla
delibera n. 366/10/CONS. 
  Come sopra evidenziato, la rinnovata indagine demoscopica  condotta
dall'Istituto Piepoli ha consentito di  evidenziare  che  la  maggior
parte  degli  intervistati  conferma  la  collocazione  di  emittenti
nazionali generaliste sulle posizioni 7, 8 e  9.  Non  si  ravvisano,
pertanto, le circostanze  per  un'eventuale  riassegnazione  di  tali
posizioni a categorie diverse di emittenti. 
  Nel merito,  fermo  restando  la  competenza  del  Ministero  dello
sviluppo economico nell'attribuzione delle posizioni LCN  ai  singoli
soggetti che ne  fanno  richiesta,  previo  esame  del  possesso  dei
requisiti, dal punto di vista della configurabilita' di quali  canali
generalisti nazionali possano ambire ai numeri 7, 8 e  9,  si  rileva
che sia MTV che Deejay TV vantano titoli  abilitativi  rilasciati  in
qualita'  di  emittenti   nazionali   analogiche,   con   conseguente
legittimazione    a    trasmettere    sulla    base    del     titolo
concessorio/autorizzatorio e dei relativi obblighi, tra cui anche  la
trasmissione in simulcast analogico-digitale  fino  alla  fine  dello
switch-off e la copertura in tecnica digitale di almeo il  50%  della
popolazione nazionale,  condizione  necessaria  per  usufruire  della
proroga ai sensi dell'art. 25 della legge n. 112 del 2004. 
  Si evidenzia in proposito che le emittenti oggi denominate MTV  che
Deejay Tv sono state destinatarie di legittimo titolo abilitativo sin
dal 1992 ed hanno conseguentemente osservato, negli anni  a  seguire,
tutti gli adempimenti previsti  per  i  canali  nazionali  analogici,
quali  il  pagamento  del  canone  di  concessione,  e  gli  obblighi
informativi, ivi compresa la trasmissione quotidiana di  telegiornali
e il rispetto della normativa sulla comunicazione  politica  sia  nei
periodi  ordinari  che  nel  corso  delle   campagne   elettorali   e
referendarie, oneri essenziali per lo svolgimento  dell'attivita'  di
radiodiffusione televisiva. La loro  storicita'  va  esaminata  anche
alla luce della sopravvenuta separazione  societaria,  imposta  dalla
normativa ai concessionari televisivi  nazionali  con  l'avvento  del
sistema di trasmissione in tecnica digitale terrestre,  che  ha  dato
vita all'operatore  di  rete  (rispettivamente  la  societa'  Telecom
Italia Media Broadcasting s.r.l e la societa' Rete  A  s.p.a.)  e  al
fornitore di contenuti (rispettivamente MTV della societa' MTV Italia
s.r.l. e Deejay TV della societa' All Music s.p.a.). 
  Inoltre, il Consiglio di Stato, nella  sentenza  n.  4660/2012,  ha
rilevato che la programmazione di MTV e Deejay TV fosse  "chiaramente
non rivolt[a] ad  un  pubblico  generalizzato,  ma  dedicata  ad  una
specifica fascia di utenza con prevalenza di trasmissioni  sul  mondo
giovanile e, comunque, di programmi con impostazione per  una  utenza
specifica, spesso tratti anche da emittenti anglofone (per  cui  sono
diffuse in lingua inglese con i sottotitoli in italiano), nonche'  di
spettacoli  su  generi  musicali  di  tendenza  per  un  pubblico  di
giovani". 
  Al riguardo, sulla base  di  quanto  prospettato  in  consultazione
pubblica, si rileva che MTV presenta un'offerta composta  da  diversi
generi di programmazione  riconducibile  alla  categoria  dei  canali
nazionali ex analogici,  lungi  dall'aver  un'utenza  di  riferimento
specifica,  come  confermano  i  dati  Auditel,   presenta   comunque
un'equilibrata suddivisione di pubblico fra le diverse fasce d'eta'. 
  Anche Deejay Tv  propone  una  programmazione  eterogenea  (12%  di
musica oltre a film e serie tv internazionali,  fiction,  attualita',
informazione ed intrattenimento, con 3 ore e mezza  di  diretta)  che
consente di confermare il suo carattere  generalista.  Si  tratta  di
un'emittente commerciale con aree di intrattenimento adulto  e  light
entertainment, come nella programmazione dalle ore 19,00 in  poi  che
e'  rivolta  ad  un  pubblico  adulto,  o  nel  weekend   quando   la
programmazione e' rivolta ad un pubblico  piu'  familiare.  L'offerta
del canale e' rivolta alle diverse  fasce  d'eta',  a  seconda  degli
orari. 
4.5. Articolo 5 
4.5.1. L'assegnazione delle numerazioni alle emittenti locali 
  In  merito  all'assegnazione  delle  posizioni  LCN   all'emittenza
locale,  il  Consiglio  di  Stato,  nella  sentenza   n.   4660/2012,
sottolinea l'importanza del valore culturale delle emittenti  locali.
Nella sentenza n. 4658/2012, inoltre,  si  afferma  che  il  criterio
della garanzia della semplicita' d'uso  del  sistema  di  ordinamento
automatico dei canali e del rispetto  delle  abitudini  e  preferenze
degli utenti e' stato previsto per definire i "range" di  numerazione
ove devono essere collocate, nel complesso, le tv locali  e  non  per
definire le numerazioni di ogni singola tv locale". 
  Tali  aspetti  sono  stati   tenuti   nel   massimo   conto   nella
predisposizione  del  nuovo  Piano.  L'esame  degli   approfondimenti
condotti  nel  corso  del  procedimento  ha,   infatti,   indotto   a
razionalizzare ed ottimizzare  le  disponibilita'  per  le  emittenti
locali, confermando per le emittenti  di  qualita'  le  posizioni  di
maggior pregio del primo e nel secondo arco (10-19; 110-119), nonche'
ad assegnare all'emittenza locale nel complesso tutto  il  terzo,  il
settimo ed il decimo arco, allo scopo di  garantire  possibilita'  di
espansione anche alle nuove offerte digitali locali. 
  Tale scelta e' da ricondurre alla posizione di particolare  rilievo
attribuito dal Consiglio  di  Stato  alle  cd.  emittenti  locali  di
qualita' rispetto all'emittenza locale nel suo  complesso,  esaltando
"il ruolo strategico acquisito di fatto  dalle  emittenti  locali  di
qualita' che hanno valorizzato  usi  e  costumi  di  specifiche  aree
geografiche, costituenti un patrimonio di cultura  locale"  anche  in
termini di consolidamento dello spirito di identita' della  comunita'
locale. Sul punto il giudice amministrativo non  ha  poi  mancato  di
sottolineare anche "il contributo informativo  e  socio-assistenziale
che l'emittente locale di qualita' e' in grado di offrire alla platea
di utenti della propria area geografica in occasione di situazioni di
emergenza,  nonche'  di  specifiche  problematiche  circoscritte   al
territorio corrispondente al proprio bacino di utenza". 
  Proprio in tale ottica sono state riservate  a  tali  emittenti  le
numerazioni maggiormente  attrattive  e  nel  contempo,  sotto  altro
profilo, si e' voluto  assicurare  il  piu'  ampio  spazio  possibile
all'emittenza locale in quanto tale, riconoscendo  nuove  numerazioni
anche in vista di un ulteriore sviluppo  della  creativita'  digitale
quale espressione delle realta' territoriali anche piu' piccole. 
  Peraltro, come gia' riportato in precedenza, dall'indagine condotta
dall'Istituto  Piepoli  si  evidenzia  che  circa  un  quarto   della
popolazione ha variato la numerazione del telecomando per la  visione
della televisione  digitale  terrestre,  mentre  meno  del  5%  degli
intervistati ha modificato la numerazione originariamente  attribuita
alle emittenti locali (10 a 21), incrementando la presenza, in quelle
stesse posizioni, di emittenti nazionali. 
  Analoga indicazione e'  rilevabile  dall'esame  delle  osservazioni
degli stakeholder nell'ambito  della  consultazione  pubblica,  dalle
quali si evidenzia da piu'  parti  che  la  massiva  collocazione  di
emittenti  locali  nel  primo  arco  di  numerazione   comporta   una
compressione degli spazi disponibili su tale arco con una conseguente
limitazione all'accesso di  nuovi  entranti,  destinati  ad  occupare
unicamente numerazioni di minor pregio. 
  L'eccessiva dispersione  di  risorse  evidenziatasi  a  livello  di
emittenza locale induce ad introdurre nuove soluzioni  che  producano
effetti virtuosi non solo per i fornitori di contenuti ma  anche  per
gli utenti, che potranno  avvalersi  dei  vantaggi  che  derivano  da
un'occupazione piu' omogenea e continua degli spazi esistenti. 
  Anche la destinazione del terzo, il settimo ed il  decimo  arco  di
numerazione  alle  emittenti  locali  risponde  alla  necessita'   di
disporre con maggior efficienza  degli  spazi  esistenti,  garantendo
alla specifica tipologia di emittenti adeguato ed omogeneo spazio 
  Sul  piano  quantitativo,  mentre  in  base  al  vecchio  Piano  di
numerazione,  le  emittenti  locali  erano  posizionate  sul   primo,
secondo,  terzo  e  settimo  arco,  per  un  totale  di  219  numeri,
corrispondenti a 4380 posizioni su  base  regionale,  nell'ottica  di
assicurare la salvaguardia dell'emittenza  locale,  in  aderenza  con
quanto sancito dal Consiglio di Stato, e nel contempo assicurare  una
maggiore razionalizzazione nella distribuzione delle  risorse,  viene
ora assicurata una riserva integrale degli  archi  terzo,  settimo  e
decimo, fermo  restando  il  mantenimento  di  determinate  posizioni
pregiate distribuite tra il primo e il secondo arco.  In  conseguenza
di  tale  riallocazione,  le  posizioni  destinate   complessivamente
all'emittenza locale ammonteranno a 323 numeri, corrispondenti a 6460
posizioni su base regionale. 
4.5.2. L'assegnazione delle numerazioni alle emittenti costituite  in
network locali 
  Alla  medesima  esigenza  di  razionalizzare  l'allocazione   delle
risorse e' riconducibile la scelta di assegnare, nel primo arco,  una
riserva  di  numerazione  alle  emittenti  locali   che   trasmettono
programmi in contemporanea, sulla base di quanto  disposto  dall'art.
29 del Testo unico, secondo il quale "[l]a domanda di  autorizzazione
di cui al comma 1 puo' essere presentata  da  consorzi  di  emittenti
locali costituiti secondo le forme previste dall'art. 35 del  decreto
del Presidente della Repubblica  27  marzo  1992,  n.  255,  o  dalle
singole  emittenti  concessionarie  o  autorizzate,  sulla  base   di
preventive intese". Resta fermo  che  il  numero  LCN  potra'  essere
attribuito, sul piano soggettivo, unicamente alle  singole  emittenti
che hanno stipulato l'intesa, e non  all'intesa  o  al  consorzio  in
quanto tale. 
  Tale riserva e' giustificata dall'analisi dei  dati  di  esperienze
precedenti che hanno  dimostrato  che  il  sistema  della  diffusione
interconnessa puo' portare alla crescita delle  emittenti  locali  di
qualita', sfruttando la sinergia degli investimenti comuni, in  grado
di  produrre  un'offerta  competitiva  con  quella  delle   emittenti
nazionali. 
  In tal modo, si intende dare conto dell'esperienza delle  emittenti
locali che trasmettono lo stesso programma su piu' regioni, premiando
la migliore efficienza nell'utilizzo delle  risorse  connaturata  con
questa modalita' di utilizzo delle frequenze. 
  E' cosi' possibile conferire un elevato livello  di  competitivita'
alle emittenti locali costituite in network, sino ad ora costretto ad
utilizzare numerazioni differenti in aree  geografiche  diverse,  con
conseguente disorientamento dell'utenza e perdita di  competitivita',
nonche' difficolta' di promozione e comunicazione. 
  La  scelta  seguita,   pertanto,   contribuisce   a   favorire   la
riconoscibilita' delle emittenti  locali  costituite  in  network,  a
garanzia delle abitudini dell'utenza, nell'ottica di implementare una
programmazione di qualita' che amplifichi l'eccellenza dell'identita'
locale. 
  La riserva di appositi  numeri  a  questa  tipologia  di  emittenti
locali, all'interno dei primi archi di numerazione,  appare  altresi'
necessaria per creare una sostanziale contiguita'  con  le  emittenti
nazionali  -  con  le  quali  effettivamente   competono   in   forza
dell'interconnessione -  rendendo  cosi'  piu'  agevole  l'uso  dello
strumento televisivo da parte dell'utenza. 
  Al fine di rendere trasparente e meritocratica  l'attribuzione  del
numero, e' previsto il ricorso a graduatorie  pluriregionali.  Queste
ultime sono  formate  sulla  base  delle  posizioni  ricoperte  dalle
singole emittenti all'interno delle rispettive graduatorie regionali,
nelle quali le medesime devono essere collocate in posizione utile. 
  Per altro  verso,  alla  distinta  tipologia  delle  emittenti  che
trasmettono in piu' regioni - e che intendono uniformare  la  propria
numerazione LCN nelle diverse zone di irradiazione - e' riservata  la
possibilita' di ricorrere allo scambio delle numerazioni  sulla  base
di accordi tra emittenti locali. 
4.5.3. I criteri per l'assegnazione delle numerazioni alle  emittenti
locali 
  Come ricordato, le censure del Consiglio di Stato hanno  riguardato
l'inidoneita' dell'utilizzo del criterio  delle  graduatorie  Corecom
con riferimento all'attribuzione  delle  numerazioni  alle  emittenti
locali.  L'Autorita'  pertanto  predispone  nell'ambito   del   nuovo
regolamento un impianto  valutativo  su  base  regionale  riferito  a
criteri  condivisi  quali  la  qualita'  della   programmazione,   le
preferenze degli utenti e il radicamento sul territorio. 
  Nell'ottica  della  citata  riallocazione  delle  numerazioni,  per
garantire l'implementazione  di  un  sistema  dotato  di  sufficiente
versatilita',  si  e'  ritenuto  necessario  predisporre  un  sistema
selettivo  piu'   rigido   per   l'attribuzione   delle   numerazioni
appartenenti al primo e secondo arco di  numerazione,  che  si  fonda
sulla persistenza di tutti i  criteri  di  valutazione  elencati  con
preferenza per il parametro qualitativo, mentre per il terzo, settimo
e  decimo  arco  ha  valutato  di  determinare  la  formazione  della
graduatoria in base alla storicita' della programmazione, intesa come
numero di anni di irradiazione del canale, e, solo in caso di parita'
di data di anno di avviamento, ai dati degli indici di ascolto  quale
indicatore del gradimento da parte degli utenti. 
  In relazione alla  qualita'  della  programmazione,  in  virtu'  di
quanto emerso nel corso della consultazione pubblica, si e'  ritenuto
necessario   privilegiare   elementi   ritenuti   essenziali    dagli
stakeholder  quali  la  presenza  di   programmi   di   informazione,
l'autoproduzione ed il legame con il territorio degli stessi. 
  Con riferimento alle diverse modalita' di esercizio, la nozione  di
informazione deve essere  intesa  in  modo  estensivo  ricomprendendo
quindi  "notiziari,  programmi   o   rubriche   di   approfondimento,
inchieste, reportage, dibattiti e fili  diretti,  telecronache,  talk
show anche su temi sociali e di costume" (art. 1, comma 1,  lett.  q)
del Regolamento). Di pari rilevanza la cura dedicata ai programmi  di
approfondimento anche  culturale  e  di  programmazione  dedicata  ai
minori. 
  In ragione delle numerose e  decise  sollecitazioni  registrate  da
parte dei partecipanti alla consultazione, si e'  ritenuto  opportuno
riconoscere,  quale  parametro   di   continuita'   e   affidabilita'
aziendale, il numero dei dipendenti dei fornitori di servizi di media
audiovisivi, con particolare attenzione alla stabilita' del  rapporto
lavorativo da valutarsi in base alla durata dei singoli contratti  su
base decennale. 
  Le preferenze degli utenti, che a  giudizio  di  molti  stakeholder
rappresentano  un  indicatore  affidabile  anche  in  relazione  alla
percezione di qualita' della programmazione irradiata, devono  essere
considerati con riferimento ad un arco temporale  definito  che  deve
necessariamente consentire di valutare i  dati  riferiti  al  periodo
immediatamente precedente allo switch-off nella regione  oggetto  del
bando, allo scopo di  neutralizzare  eventuali  effetti  negativi  in
termini di audience subiti dalle emittenti locali  con  il  passaggio
alla tecnica digitale. 
  Allo scopo di non danneggiare le emittenti non rilevate nel periodo
di trasmissione in tecnica digitale, il  punteggio  attribuito  dagli
indici di ascolto viene calcolato con riferimento  a  due  componenti
distinte, ugualmente rilevanti: la  prima  relativa  agli  indici  di
ascolto riferiti all'anno allo switch-off della regione  oggetto  del
bando; la seconda relativa agli indici di ascolto ascritti al periodo
successivo allo switch-off stesso. 
  Altrettanto rilevante risulta essere la storicita'  dell'emittente,
intesa come numero di anni di irradiazione del canale,  da  valutarsi
quale indicatore della solidita' della struttura aziendale, anche  in
ragione del periodo congiunturale negativo che  ha  prodotto  effetti
deflattivi sul mercato  audiovisivo,  mentre  viene  riconosciuto  un
impatto leggermente inferiore  al  grado  di  copertura,  considerato
intrinsecamente meno rilevante  rispetto  alla  fidelizzazione  degli
utenti ed alla storicita'. 
  I criteri riferiti alle preferenze degli utenti e al numero di anni
di irradiazione del canale  rivestono  importanza  paritaria  per  la
formazione dalle graduatorie, mentre viene considerato meno influente
il dato relativo al grado di copertura. 
  Con riferimento alle numerazioni riservate  alle  emittenti  locali
nel terzo, settimo e decimo arco, i criteri di attribuzione risultano
differentemente  calibrati  rispetto  a  quanto  gia'  enunciato  per
blocchi del primo e secondo arco. Si ritiene infatti necessario  che,
ai fini della graduatoria per l'attribuzione  della  numerazione,  le
emittenti locali che in passato hanno trasmesso in tecnica  analogica
debbano  essere  valutate  in  base  ai  gia'  riferiti  criteri  del
gradimento da parte dell'utenza e  del  radicamento  sul  territorio,
mentre per i canali locali nativi digitali si  deve  tener  conto  in
primis  della   data   di   rilascio   dell'autorizzazione   e   solo
secondariamente, in caso di parita' di data, degli indici di  ascolto
rilevati. 
  L'applicazione  di  modalita'  valutative  differenziate  si  rende
necessaria in ragione del fatto che i canali di  recente  istituzione
sono presumibilmente scarsamente radicati  sul  territorio  e,  sulla
base degli approfondimenti fornite da Auditel, in moltissimi casi non
hanno aderito al sistema di rilevazione degli  indici  di  ascolto  o
hanno optato per periodi di rilevazione brevissimi a titolo  di  test
di prova. 
  La metodologia di formazione  delle  graduatorie  regionali  rimane
invariata con  riferimento  agli  elenchi  di  emittenti  locali  che
diffondono il medesimo programma su  piu'  regioni  e  che  intendono
richiedere l'attribuzione  di  un'identica  numerazione  su  tutti  i
bacini serviti. I consorzi e le intese fra singole emittenti  locali,
pur essendo valutate uniformemente  sotto  il  profilo  metodologico,
vengono tuttavia inserite in una graduatoria a se' stante, in  quanto
concorrono per l'attribuzione di una quantita' riservata  e  definita
di numeri LCN. 
4.6. Articolo 6 - L'assegnazione delle numerazioni ai  canali  nativi
  digitali 
  Sebbene la  delibera  n.  442/12/CONS  non  prevedesse  sostanziali
modifiche  con  riferimento  alla  numerazione  dei  canali  digitali
terrestri  a  diffusione  nazionale  in  chiaro,  avendo  l'Autorita'
limitato  le  proprie  proposte   di   modifica   solo   ai   profili
espressamente oggetto di censura da parte  del  Consiglio  di  Stato,
numerose sono state le osservazioni  pervenute  sul  punto  da  parte
degli stakeholder, supra gia' esposte. 
  Nell'ottica adottata dall'Autorita' di lasciare immutato  il  Piano
laddove  questo  non  venga  inciso  dalle   sentenze   del   giudice
amministrativo, appaiono  tuttavia  necessari  taluni  interventi  di
razionalizzazione e maggior efficienza allocativa delle  numerazioni,
in un'ottica di maggiore facilita' d'uso per l'utente e di  possibile
soluzione alla piu' volte rilevata esigenza di  crescita  prospettica
di alcune categorie in relazione al mutamento del mercato. Si profila
cosi'  l'opportunita'  di  un  raggruppamento  dei  canali   digitali
terrestri a diffusione nazionale in chiaro, sulla base  del  criterio
dei generi di programmazione. Questa disposizione ha il vantaggio  di
imperniarsi su un criterio univoco, quello del genere, che  consente,
stante la maggior intuitivita' nella ricerca dei canali, una  maggior
fruibilita' per il telespettatore. 
  La maggiore  organicita'  nella  disposizione  della  suddivisione,
coadiuvata dallo spostamento delle emittenti locali  dalla  fine  del
primo arco, consente inoltre una piu'  razionale  attribuzione  della
numerazione  dei  canali  e  una  maggiore  visibilita'  dei   canali
nazionali nel loro complesso,  cosi'  perseguendo  anche  l'obiettivo
pro-concorrenziale piu' volte indicato dalla Commissione  europea  di
favorire l'ingresso di operatori nuovi entranti nel mercato  a  valle
dei fornitori di contenuti. 
  Con riferimento ai criteri per  l'attribuzione  delle  numerazioni,
l'Autorita', in accoglimento di osservazioni pervenute da piu' parti,
ha  ritenuto  di  individuare  i  criteri  per  l'attribuzione  delle
numerazioni ai canali nazionali gia' irradiati  in  tecnica  digitale
terrestre nella data di avviamento del programma in tecnica  digitale
terrestre e negli indici di ascolto rilevati dalla societa'  Auditel,
ovvero i parametri piu' oggettivi possibile e che meno si prestano  a
strumentalizzazioni o alterazioni dei dati. 
  In un'ottica procompetitiva e di garanzia di accesso al mercato  di
nuovi operatori, nel rispetto del  principio  del  pluralismo,  viene
mantenuta la riserva del 30% delle numerazioni agli  operatori  nuovi
entranti, gia' sussistente nel vecchio Piano. 
4.7. Articolo 7 - L'assegnazione delle numerazioni alle pay-tv 
  L'Autorita', nel nuovo piano di numerazione, ha ritenuto  opportuno
confermare alle pay-tv il quarto e quinto arco di numerazione 
  Le ragioni che hanno condotto l'Autorita' a confermare tale  scelta
sono da ravvisarsi, in primo luogo, nell'art. 32, lett. b), del Testo
unico, il quale richiede all'Autorita' di tutelare  e  rispettare  le
abitudini e le preferenze degli utenti. In particolare, la scelta  di
lasciare inalterata la collocazione degli spazi destinati ai  servizi
di media audiovisivi a pagamento  comporta  l'indubbio  vantaggio  di
salvaguardare le abitudini degli utenti e non ledere le posizioni  di
mercato ormai sviluppate. 
  Un'ulteriore argomentazione che induce a confermare tale scelta  va
riscontrata nell'indagine  condotta  dall'Istituto  Piepoli,  che  ha
rilevato  che  il  77%  degli  intervistati  non  ha  modificato   la
numerazione del telecomando e che, in particolare,  solo  il  4%  del
totale degli intervistati ha variato la numerazione dei canali dal 21
in  poi.  Il  dato  induce,  pertanto,  a  dare  valore  all'elemento
consuetudinario  delle  preferenze  dei  telespettatori  e   lasciare
immutata, dunque, la numerazione predefinita. 
  Infine, la scelta di collocare in due specifici e distinti archi  i
canali pay-tv trae fondamento dallo stesso art. 32, lett. d) del gia'
citato  Testo  unico,  che  impone   all'Autorita'   di   individuare
numerazioni riservate per i servizi  media  a  pagamento.  Tale  dato
normativo imperativo non consente di accogliere le istanze presentate
da alcuni stakeholder che chiedevano  l'eliminazione  della  riserva,
ritenendo che la pay-tv non costituisse un genere autonomo. 
4.8. Articolo 8 - L'assegnazione  delle  numerazioni  a  servizi  HD,
  simulcast, differiti, radiofonici e altri servizi 
  Alle trasmissioni differite di uno stesso palinsesto  nazionale  e'
stata riservata la numerazione nell'ottavo arco. 
  La loro collocazione  in  un  arco  piu'  avanzato  di  numerazione
risulta, dunque, opportuna sulla base della scarsita' di  risorse  da
destinarsi alle emittenti e in virtu' della peculiarita' del servizio
che,  di  fatto,  duplica  un  programma  gia'  trasmesso  in   tempo
antecedente nei primi archi di numerazione. Per queste ragioni  e  al
fine di garantire un piu' ampio pluralismo informativo, si ritiene di
posizionare nell'ottavo arco di numerazione le  trasmissioni  diffuse
in differita cosi' da permettere ad altre emittenti, vista la carenza
di risorse a diposizione, di utilizzare le posizioni disponibili  nei
primi e piu' pregiati archi di numerazione. Trattandosi, inoltre,  di
uno  specifico  servizio,  risulta  a  vantaggio  dell'utente  stesso
concentrare  tali  canali  all'interno  di  un   distinto   arco   di
numerazione di modo che il telespettatore, che abbia esigenza di  una
simile funzione, possa facilmente memorizzare l'arco nel quale  poter
trovare risposta alla sua necessita'. 
  Si ritiene, infatti, che tali servizi siano esenti da quel fenomeno
di  utilizzazione  del  tasto  di   avanzamento   progressivo   della
numerazione, che rende indubbiamente  i  primi  archi  economicamente
piu' pregiati, ma che , al contrario, siano oggetto di una  specifica
ricerca da parte di un utente ben consapevole della propria esigenza. 
  Alle trasmissioni differite di uno stesso palinsesto nazionale, cui
e' stata gia' attribuita una numerazione nel primo, nel secondo o nel
sesto arco di numerazione  si  riserva,  ove  possibile,  all'interno
dell'ottavo arco  di  numerazione,  una  posizione  corrispondente  a
quella detenuta nel primo, nel secondo o nel sesto arco.  L'obiettivo
e' di semplificare la memorizzazione e la  selezione  dei  canali  da
parte dell'utente, preservando un valore  conservativo  sia  rispetto
alle abitudini ormai sviluppate dagli utenti sia rispetto ad  assetti
gia' parzialmente consolidati a livello di mercato. 
  Per quanto concerne  i  canali  diffusi  in  alta  definizione,  la
decisione di collocarli  nell'ottavo  arco  di  numerazione  risponde
all'intento di contemperare due interessi: da  un  lato,  incentivare
l'innovazione tecnologica e gli investimenti degli operatori  per  lo
sviluppo della stessa e, dall'altro, assicurare il  pluralismo  della
programmazione. 
  La decisione di inserire tali canali all'interno  dell'ottavo  arco
risponde all'obiettivo di  valicare  la  precedente  e  considerevole
discontinuita' di  numerazione  che  creava  particolari  difficolta'
nell'utilizzo del telecomando e, dunque, una difficile  fruizione  da
parte dell'utenza. 
  Tuttavia, appare opportuno precisare che, nel caso in cui un canale
trasmetta unicamente  in  HD,  il  genere  prevarra'  sullo  standard
trasmissivo, per cui si  attribuira'  prevalenza  al  sottoblocco  di
appartenenza, designato sulla  base  del  genere  di  programmazione,
piuttosto che alla tecnologia utilizzata, accogliendo in tale modo le
richieste giunte in fase di consultazione. 
  Anche ai canali diffusi in simulcast, si e' ritenuto opportuno, ove
possibile, riservare  una  posizione  corrispondente  a  quella  gia'
attribuita nel  precedente  arco  di  numerazione  al  corrispondente
canale in SD o in HD, al fine di semplificare la memorizzazione e  la
selezione  dei  canali  da  parte  dell'utente,  per   garantire   la
semplicita' d'uso del sistema di ordinamento automatico dei canali  e
il rispetto per le abitudini degli utenti. 
  In conseguenza del raggruppamento di  suddetti  servizi  (simulcast
SD/HD e trasmissioni differite) sull'ottavo arco di numerazione,  che
nel vecchio Piano era assegnato alle radio, all'emittenza radiofonica
e' stato riservato l'arco successivo,  ovvero  il  nono,  attualmente
assegnato ad "altri servizi". 
  L'indagine dell'Istituto Piepoli,  infine,  rileva  che  l'idea  di
un'organizzazione tematica dei canali del telecomando riscuote  esiti
positivi nel 60% dei casi. Pertanto, pur non potendo  identificare  i
servizi radiofonici come un vero e proprio "tema" inteso  in  termini
restrittivi, essi costituiscono, senza dubbio, un servizio  specifico
al quale appare opportuno assegnare un arco di numerazione dedicato. 
4.9. Articolo 9 - Modalita' di attribuzione delle numerazioni 
  Con riferimento alle modalita' di  attribuzione  delle  numerazioni
regolamentate nell'ambito dell'art. 9 del nuovo Piano, si conferma un
intento largamente conservativo rispetto alle attribuzioni effettuate
in applicazione del precedente piano che risultino compatibili con il
nuovo  provvedimento.  Pertanto,  il  nuovo  piano  si  sviluppa   in
un'ottica di  conservazione  dell'assetto  gia'  implementato,  nelle
parti  non  oggetto  delle  sentenze  del  Consiglio  di  Stato,  per
garantire solidita' al mercato e non  incidere  eccessivamente  sulle
abitudini consolidate degli utenti. 
  Il Ministero pertanto, in sede di prima applicazione della presente
delibera, verifica le condizioni per la conferma delle numerazioni di
cui i soggetti richiedenti risultino gia' assegnatari,  laddove  cio'
sia compatibile con il nuovo Piano e procede  alla  formazione  delle
graduatorie nazionali, pluriregionali e regionali per  l'attribuzione
dei numeri sulla base dei nuovi criteri. 
  Allo scopo di favorire l'accesso di  soggetti  nuovi  entranti  sul
mercato, superata la fase di prima  applicazione,  l'attribuzione  di
nuovi numeri avverra' con cadenza mensile sulla base delle  richieste
pervenute al Ministero. 
  Si rileva che nell'ambito  della  consultazione  pubblica  da  piu'
parti  e'  stata  sollevata  una  decisa   perplessita'   in   merito
all'utilizzabilita' del sorteggio quale strumento per  l'assegnazione
del numero LCN in caso di carenza di spazi disponibili. In  proposito
va rilevato che il sorteggio consente  di  garantire  un  trattamento
paritario e trasparente nei confronti dei diversi fornitori di  media
audiovisivi che aspirano all'attribuzione di numerazioni,  stante  la
presenza di soggetti nuovi entranti, la sostanziale disomogeneita' in
termini di storicita' delle emittenti esistenti e di  conseguenza  di
disponibilita' di dati relativi agli indici di ascolto. 
  Nel  caso  in  cui  il  Ministero   fosse   chiamato   a   decidere
sull'attribuzione delle  risorse  scarse  in  virtu'  di  valutazioni
basate sulla qualita' della programmazione e sugli indici di ascolto,
i  nuovi  entranti,  sprovvisti  dei  dati   riferiti   all'audience,
subirebbero infatti un ingiustificato nocumento. 
  Si e' peraltro ritenuto di disattendere la proposta  di  svincolare
il rilascio dell'autorizzazione per i servizi  di  media  audiovisivi
dall'assegnazione del numero LCN, allo scopo di ovviare alla supposta
scarsita'  di  numerazioni  disponibili  e  agevolare  l'ingresso  di
soggetti sul nuovi entranti, ritenendo al contrario di confermare che
l'attribuzione dei numeri ai soggetti  gia'  abilitati  all'esercizio
della  radiodiffusione  televisiva  in  tecnica  digitale   terrestre
avvenga con separato provvedimento integrativo dell'autorizzazione. 
  Infine, con riferimento alla previsione di mantenere in  vigore  le
numerazioni attualmente in  uso  fino  all'attribuzione  delle  nuove
numerazioni, si sottolinea  come  tale  previsione  sia  giustificata
dalla necessita' di non determinare  una  "situazione  di  confusione
nella programmazione delle emittenti conseguente alla possibilita' di
acquisire liberamente il numero del telecomando su  cui  irradiare  i
palinsesti" e "l'ordinata fruizione della  programmazione  televisiva
da parte degli utenti", cosi' indicato dal Consiglio di  Stato  nella
sentenze n. 04568/2012, 04659/2012, 04660/2012  e  04661/2012,  anche
tenuto conto del tempo necessario per l'espletamento delle  procedure
di attribuzione da parte del Ministero. 
  Si e' ritenuta, altresi', meritevole di accoglimento la proposta di
individuare un unico giorno valido su tutto il  territorio  nazionale
per la transizione dalle vecchie alle nuove numerazioni, al  fine  di
agevolare gli utenti e le emittenti nel processo di risintonizzazione
del telecomando. 
4.10. Articolo 10 - Condizioni di utilizzo delle numerazioni 
  Lo  scambio  della  numerazione  tra  emittenti  e  canali  locali,
adeguatamente regolamentato, consente la realizzazione di un  assetto
maggiormente uniforme e fruibile per l'utente. Tuttavia,  allo  scopo
di evitare eventuali abusi da parte  dei  fornitori  di  servizi,  si
ritiene necessario precisare che lo scambio avviene  solo  a  seguito
della verifica della ricorrenza dei requisiti necessari  ad  ottenere
la  collocazione  nella  nuova   posizione.   Per   gli   spostamenti
all'interno del primo e del secondo arco le emittenti locali dovranno
pertanto  possedere,  al  momento  dell'accordo,  le  caratteristiche
richieste dall'art. 5 per la  collocazione  in  tali  spazi,  inclusi
adeguati indici d'ascolto. 
4.11. Articolo 11 - Adeguamento del piano di numerazione 
  Le ragioni sulle quali si fonda la previsione di  cui  all'art.  11
del nuovo  Piano  vanno  individuate  nei  costanti  cambiamenti  del
settore del digitale terrestre, che  sara'  oggetto  di  un'ulteriore
evoluzione nel 2015. 
  Poiche' il  legislatore  si  premura  di  tutelare,  attraverso  la
pianificazione della  numerazione  dei  canali,  le  abitudini  degli
utenti, oltre che di garantire un efficace utilizzo delle risorse, si
rende necessario prevedere un'attivita' di revisione di  quanto  oggi
stabilito, per tenere il passo con le prevedibili trasformazioni  del
settore, dovute  anche  all'assestamento  derivante  dalle  modifiche
delle assegnazioni. 
  Questa attivita' di revisione verra'  svolta  entro  un  biennio  ,
sentendo i soggetti interessati, valutando le preferenze degli utenti
e considerando i progressi del mercato di riferimento. 
4.12. Articolo 12 - Istituzione di un Tavolo tecnico 
  Come noto, l'art. 3-quinquies, comma 5, della legge 26 aprile 2012,
n. 44, prevede che a partire dal 1º gennaio 2015 tutti gli apparecchi
atti  a  ricevere  servizi  radiotelevisivi  venduti  dalle   aziende
produttrici  ai  distributori  di  apparecchiature  elettroniche   al
dettaglio sul territorio nazionale devono integrare un sintonizzatore
digitale per la ricezione di programmi in tecnologia DVB-T2. 
  In vista di tale cambiamento, acquisiranno un ruolo  preminente  le
guide  elettroniche  ai  programmi  (EPG)  nelle  quali  andranno  ad
integrarsi i servizi  di  media  audiovisivi  operanti  sul  digitale
terrestre con i servizi over-the-top (OTT). Al  fine  di  ridurre  il
rischio di creazione di ostacoli alla fruizione dei servizi da  parte
dei singoli operatori, in conseguenza dell'eventuale sorgere di nuovi
bottleneck sul mercato dei servizi di  media  audiovisivi,  non  piu'
derivanti dal limite della capacita' trasmissiva o dalla numerazione,
ma bensi' dalle strategie dei produttori di apparati  televisivi  che
privilegiano  la  fruizione  di  servizi  e  contenuti   over-the-top
rispetto ai tradizionali canali televisivi, appare opportuno valutare
l'eventuale necessita' regolamentare. 
  Le c.d. connected tv, infatti, sfruttano il collegamento alla  rete
internet per proporre allo spettatore  i  medesimi  servizi  fruibili
sulla rete  (YouTube,  servizi  meteo,  servizi  di  comunicazione  e
messaggistica) e utilizzano un sistema  operativo  proprietario  piu'
avanzato delle tradizionali EPG  per  catalogare  e  presentare  tali
servizi insieme ai canali  televisivi.  La  tendenza  dei  principali
produttori di apparecchi televisivi connessi  e'  di  fornire  propri
servizi,  o  di  contrattualizzare   specifici   canali   e   servizi
over-the-top e di presentarli in modo privilegiato. Tra l'altro, tale
strategia e' simile a quella  adottata  dai  produttori  dei  sistemi
operativi dei personal computer al fine di agevolare la fruizione dei
propri programmi rispetto a quelli  forniti  dai  propri  concorrenti
(come avvenuto, ad esempio, nel caso  COMP/C-3/37.792  Microsoft,  su
cui la Commissione europea si e' espressa con decisione  C(2004)900).
Ne discende il rischio di  una  minore  visibilita'  all'interno  del
sistema operativo dei televisori per gli operatori diversi da  quelli
integrati  con  il  produttore  di   apparati   e   una   conseguente
discriminazione tra gli stessi. 
  Va segnalato che questo tipo di intervento e' ben diverso da quello
che l'Autorita' in diversa circostanza  ha  ritenuto  di  avviare  in
ordine ai criteri di classificazione dei decodificatori, i quali  non
implicano l'adozione di standard, ma solo  una  "guida  all'acquisto"
per l'utenza. 
  Al fine di conciliare le preoccupazioni di non alterare l'esistente
situazione di mercato  con  la  garanzia  di  assicurare  un'efficace
tutela degli utenti, che si declina, come dal disposto  dell'art.  32
del Testo unico, nella semplicita' d'uso del sistema e  del  rispetto
delle abitudini da questi consolidate,  si  ipotizza  di  avviare  un
percorso di medio periodo in vista della transizione  al  DVB-T2  nel
2015, istituendo a tal fine, secondo l'indicazione emersa nell'ambito
della consultazione pubblica, un Tavolo tecnico con gli operatori  in
un'ottica di co-regolamentazione. 
  Stante, infatti, il citato obbligo legislativo di cui alla legge n.
44/2012 e le eccezionali potenzialita' del nuovo standard trasmissivo
DVB-T2, suscettibili di apportare indubbi  benefici  all'offerta  per
l'utente, si potrebbe ipotizzare un'attivita' di stretta sinergia tra
Autorita' e operatori per agevolare la  transizione  a  tale  modello
trasmissivo, prevista per il 2015. 
  A tal fine,  appare  pertanto  utile  l'istituzione  di  un  Tavolo
tecnico con gli operatori, onde strutturare possibili fruttuose linee
di attivita', in un'ottica di co-regolamentazione; 
  Vista la proposta della Direzione Servizi Media; 
  Udita la relazione del Commissario Antonio Preto, relatore ai sensi
dell'art. 31  del  regolamento  concernente  l'organizzazione  ed  il
funzionamento dell'Autorita'; 
 
                              Delibera: 
 
 
                           Articolo unico 
 
  1. L'Autorita' adotta, ai sensi dell'art. 32, comma 2, del  decreto
legislativo 31 luglio 2005,  n.  177,  come  modificato  dal  decreto
legislativo 15 marzo 2010, n. 44, e in ottemperanza alle sentenze del
Consiglio di Stato n. 04658/2012, n. 04659/2012, n. 04660/2012  e  n.
04661/20120, depositate il 31 agosto 2012, il  provvedimento  recante
il Nuovo piano di numerazione automatica dei canali della televisione
digitale  terrestre,  in  chiaro  e  a  pagamento,  le  modalita'  di
attribuzione dei numeri ai fornitori di servizi di media  audiovisivi
autorizzati alla  diffusione  di  contenuti  audiovisivi  in  tecnica
digitale terrestre e le relative condizioni  di  utilizzo,  riportato
nell'allegato A, che  costituisce  parte  integrante  della  presente
delibera. La struttura del Piano e' riportata  nell'allegato  B  alla
delibera stessa. 
  2. Ai sensi dell'art. 135,  comma  1,  lett.  b),  del  Codice  del
processo amministrativo, approvato con decreto legislativo  2  luglio
2010, n. 104, il presente provvedimento puo' essere impugnato davanti
al  Tribunale  Amministrativo  Regionale  del  Lazio,  in   sede   di
giurisdizione esclusiva. Ai sensi dell'art. 119 del  medesimo  Codice
il termine per ricorrere avverso il presente provvedimento e'  di  60
giorni dalla pubblicazione dello stesso 
  3. La presente delibera entra  in  vigore  il  quindicesimo  giorno
successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. 
  La presente delibera, unitamente agli allegati A e B, e' pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana  e  sul  sito  web
dell'Autorita'. 
    Roma, 21 marzo 2013 
 
                                        D'ordine del Presidente       
                                    Il Segretario generale ad interim 
                                                Perrucci              
 
 
Il commissario relatore 
          Preto 
                                                           Allegato A 
 
                       alla delibera n. 237/13/CONS del 21 marzo 2013 
 
NUOVO PIANO DI NUMERAZIONE AUTOMATICA DEI  CANALI  DELLA  TELEVISIONE
  DIGITALE  TERRESTRE,  IN  CHIARO  E  A  PAGAMENTO,   MODALITA'   DI
  ATTRIBUZIONE  DEI  NUMERI  AI  FORNITORI  DI   SERVIZI   DI   MEDIA
  AUDIOVISIVI AUTORIZZATI ALLA DIFFUSIONE DI CONTENUTI AUDIOVISIVI IN
  TECNICA DIGITALE TERRESTRE E RELATIVE CONDIZIONI DI UTILIZZO 
 
                               Art. 1. 
 
 
                             Definizioni 
 
    1. Ai fini del presente provvedimento si intendono per: 
      a) Autorita': l'Autorita' per le garanzie nelle  comunicazioni,
istituita dall'art. 1, comma 1, della legge 31 luglio 1997, n. 249; 
      b) Ministero: il Ministero dello sviluppo economico; 
      c) Testo unico: il decreto legislativo 31 luglio 2005, n.  177,
recante "Testo unico dei servizi di media audiovisivi e  radiofonici"
come modificato dal decreto  legislativo  15  marzo  2010,  n.  44  e
successive modifiche e integrazioni; 
      d) ambito  locale  televisivo:  l'esercizio  dell'attivita'  di
radiodiffusione  televisiva  in  uno  o  piu'  bacini,  comunque  non
superiori  a  dieci,  anche  non  limitrofi,  purche'  con  copertura
inferiore al 50 per cento della popolazione  nazionale;  l'ambito  e'
denominato «regionale» o «provinciale» quando il bacino di  esercizio
dell'attivita' di radiodiffusione televisiva e' unico  e  ricade  nel
territorio di una sola regione o di una sola provincia, e l'emittente
non  trasmette  in  altri  bacini;   l'espressione   «ambito   locale
televisivo» riportata senza specificazioni si intende riferita  anche
alle trasmissioni in ambito regionale o provinciale; 
      e)   ambito   nazionale:    l'esercizio    dell'attivita'    di
radiodiffusione televisiva o sonora non limitata all'ambito locale; 
      f) fornitore di servizi di media  audiovisivi  in  chiaro  o  a
pagamento: la persona fisica o  giuridica  cui  e'  riconducibile  la
responsabilita' editoriale della scelta del contenuto audiovisivo del
servizio  di  media  audiovisivo  e  ne  determina  le  modalita'  di
organizzazione; sono  escluse  dalla  definizione  di  "fornitore  di
servizi di media" le persone fisiche o  giuridiche  che  si  occupano
unicamente  della  trasmissione  di  programmi   per   i   quali   la
responsabilita' editoriale incombe a terzi; 
      g) operatore di rete:  il  soggetto  titolare  del  diritto  di
installazione, esercizio e fornitura di  una  rete  di  comunicazione
elettronica su frequenze terrestri in tecnica digitale, e di impianti
di messa in onda, multiplazione,  distribuzione  e  diffusione  delle
risorse frequenziali che consentono  la  trasmissione  dei  programmi
agli utenti; 
      h) canale: l'insieme di programmi predisposti da  un  fornitore
di servizi di media audiovisivi, unificati  da  un  medesimo  marchio
editoriale e destinato alla fruizione del pubblico; 
      i) canale mosaico: canale  che  visualizza  contemporaneamente,
tramite  finestre,  i  canali  offerti  sulla  piattaforma   digitale
terrestre; 
      j)  canale  generalista  nazionale:  canale  legittimamente   e
storicamente irradiato in ambito nazionale in tecnica analogica e  in
simulcast analogico-digitale che trasmette in chiaro  prevalentemente
programmi di tipo generalista con obbligo di  informazione  ai  sensi
dell'art. 7 del Testo unico; 
      k)  emittente  locale:  il  fornitore  di  servizi   di   media
audiovisivi lineari titolare di autorizzazione per la trasmissione di
programmi televisivi in tecnica digitale su  frequenze  terrestri  in
ambito  locale,  gia'  operante  in  tecnica  analogica  e  simulcast
analogico-digitale; 
      l) canali nativi digitali  a  diffusione  nazionale:  i  canali
irradiati da soggetti titolari di autorizzazione per la  trasmissione
di programmi televisivi in tecnica digitale in ambito nazionale,  mai
diffusi in tecnica analogica; 
      m)  canali  nativi  digitali  a  diffusione  locale:  i  canali
irradiati da soggetti titolari di autorizzazione per la  trasmissione
di programmi televisivi in tecnica digitale  in  ambito  locale,  mai
diffusi in tecnica analogica; 
      n)  soggetto  nuovo  entrante:  il  soggetto  non  titolare  di
autorizzazione per la  fornitura  di  servizi  di  media  audiovisivi
ovvero titolare di  suddetta  autorizzazione  a  cui  non  e'  ancora
associata una numerazione LCN; 
      o) genere  di  programmazione  semigeneralista:  programmazione
dedicata ad almeno tre generi differenziati,  inclusa  l'informazione
giornaliera, distribuiti in modo equilibrato nell'arco della giornata
di programmazione  ivi  comprese  le  fasce  di  maggior  ascolto,  a
condizione che nessuno dei generi di cui alle lettere q), r), s), t),
u) e  v),  del  presente  comma  raggiunga  il  70  per  cento  della
programmazione stessa; 
      p) genere di programmazione tematico: genere di  programmazione
dedicato un tema specifico in relazione ad un determinato pubblico di
riferimento, a cui un  fornitore  di  servizi  di  media  audiovisivi
dedica almeno il 70 per cento della programmazione diffusa in tecnica
digitale terrestre; 
      q) genere  di  programmazione  tematico  "bambini  e  ragazzi":
genere di programmazione tematico, dedicato a minori e ragazzi, delle
diverse fasce di eta', con  finalita'  formative,  informative  o  di
intrattenimento, nel rispetto del  diritto  dei  minori  alla  tutela
della loro dignita' e del loro sviluppo fisico, psichico e morale; 
      r) genere di programmazione tematico "informazione": genere  di
programmazione tematico  dedicato  all'informazione,  con  notiziari,
programmi  o  rubriche  di  approfondimento,  inchieste,   reportage,
dibattiti e fili diretti,  telecronache,  talk  show  anche  su  temi
sociali e di costume; 
      s) genere  di  programmazione  tematico  "cultura":  genere  di
programmazione tematico a contenuto  educativo,  storico,  artistico,
letterario  o  scientifico;  programmi  di  attualita'   scientifica,
umanistica e tecnologica, anche  con  carattere  di  intrattenimento;
opere audiovisive italiane ed europee, teatro,  lirica,  documentari,
rievocazioni storiche, rubriche su temi sociali e di costume; 
      t)  genere  di  programmazione  tematico  "sport":  genere   di
programmazione tematico, dedicato allo  sport,  con  eventi  sportivi
nazionali  e  internazionali  trasmessi  in  diretta  o   registrati;
notiziari sportivi; rubriche di approfondimento; 
      u)  genere  di  programmazione  tematico  "musica":  genere  di
programmazione tematico, dedicato alla musica, con programmi dedicati
a tutti  i  generi  e  sottogeneri  di  musica  classica  e  leggera;
programmi e contenitori prevalentemente musicali; riprese dal vivo  o
differite di eventi musicali; programmi di attualita' sul mondo della
musica nazionale e popolare; programmi e contenitori  prevalentemente
musicali dedicati in particolare alla musica ed ai giovani artisti; 
      v) genere di programmazione tematico "televendite":  genere  di
programmazione tematico, dedicato alle offerte  dirette  al  pubblico
allo scopo di fornire, dietro pagamento, beni o servizi,  compresi  i
beni immobili, i diritti e le obbligazioni; 
      w) programma: una serie di immagini animate, sonore o non,  che
costituiscono un singolo elemento nell'ambito di un palinsesto  o  di
un catalogo stabilito da un fornitore di servizi  di  media,  la  cui
forma ed il cui contenuto sono comparabili alla forma ed al contenuto
della radiodiffusione televisiva. Non  si  considerano  programmi  le
trasmissioni meramente ripetitive o consistenti in immagini fisse; 
      x) arco  di  numerazione:  blocco  di  numerazione  consecutiva
basato su cento numeri: il primo arco di numerazione si riferisce  ai
numeri 1-99, il secondo arco ai numeri 101 - 199 e cosi'  a  seguire.
Le posizioni di avvio di  ciascun  arco  (0,  100,  200,  ecc.)  sono
riservate a servizi di sistema, quali  la  guida  ai  programmi  e  i
canali mosaico; 
      y)  delibera  n.  216/00/CONS  e  successive  integrazioni:  la
deliberazione  n.  216/00/CONS  del  5  aprile   2000,   recante   la
determinazione degli standard dei decodificatori e le  norme  per  la
ricezione  dei  programmi  televisivi  ad  accesso  condizionato,   e
successive modifiche e integrazioni. 
    2.  Per  quanto  non  diversamente  previsto  si   applicano   le
definizioni di cui all'art. 2 del Testo unico. 
 
                               Art. 2. 
 
 
                       Ambito di applicazione 
 
    1. Fatto salvo il diritto  di  ciascun  utente  di  riordinare  i
canali offerti sulla  televisione  digitale  terrestre,  il  presente
provvedimento stabilisce il nuovo piano di numerazione automatica dei
canali della televisione digitale terrestre, in chiaro e a pagamento,
le modalita' di attribuzione dei numeri ai fornitori  di  servizi  di
media  audiovisivi   autorizzati   alla   diffusione   di   contenuti
audiovisivi in tecnica digitale terrestre e le relative condizioni di
utilizzo secondo il seguente schema: 
      - I arco: canali nazionali e locali 
      - II arco: canali nazionali e locali 
      - III arco: canali locali 
      - IV arco: canali a pagamento 
      - V arco: canali a pagamento 
      - VI arco: canali nazionali 
      - VII arco: canali locali 
      - VIII arco: canali nazionali 
      - IX arco: canali radiofonici e altri servizi 
      - X arco: canali locali. 
    2. Sulla base del presente provvedimento i decodificatori,  anche
integrati nei televisori, destinati esclusivamente alla ricezione dei
programmi digitali terrestri dispongono, ai sensi della  delibera  n.
216/00/CONS, di una  interfaccia  grafica  consistente  almeno  nella
visualizzazione della lista di tutti i canali nazionali  e  locali  e
della relativa numerazione assegnata  a  ciascun  canale  tramite  il
descrittore LCN, che faciliti l'utilizzo dei decodificatori da  parte
degli   utenti.   Laddove   tecnicamente   possibile,   le   medesime
apparecchiature dispongono di una visualizzazione  grafica  suddivisa
per generi di programmazione tematici, anche  locali,  attraverso  la
quale, selezionando un genere tematico, deve poter  essere  possibile
accedere  alla  lista  dei  canali  relativi  allo  stesso  genere  e
scegliere il programma da visualizzare senza dover digitare il numero
di canale LCN. Oltre ai generi di programmazione tematici di  cui  al
presente provvedimento  deve  essere  prevista  un'area  relativa  ai
programmi  delle  emittenti  locali   ricevibili   nell'area   locale
interessata,  attraverso  la  quale  accedere  alla   selezione   del
programma locale da visualizzare. 
 
                               Art. 3. 
 
 
              Criteri di ripartizione della numerazione 
 
    1. Il piano di numerazione  e'  organizzato  sulla  base  di  una
numerazione  aperta  che  inizia  con  una  cifra  a  garanzia  della
semplicita' d'uso del sistema di ordinamento automatico dei canali  e
tiene conto del rispetto delle abitudini e preferenze  degli  utenti,
con particolare riferimento ai canali generalisti  nazionali  e  alle
emittenti locali. 
    2. Nel primo arco di numerazione  sono  previsti  adeguati  spazi
nella numerazione che valorizzino la programmazione  delle  emittenti
locali di qualita' e quella legata al  territorio  ivi  compresa  una
riserva di numerazione per le emittenti che trasmettono programmi  in
contemporanea ai sensi dell'art. 29 del Testo unico. 
    3.  La  numerazione  attribuita  ai  canali  nativi  digitali   a
diffusione nazionale, fatti salvi i canali generalisti  nazionali  di
cui all'art. 1, comma 1, lettera  j),  e'  effettuata  in  base  alla
suddivisione    della    programmazione    nei    seguenti    generi:
semigeneralista, bambini e  ragazzi,  informazione,  cultura,  sport,
musica, televendite. 
    4. Nel primo arco di numerazione non  possono  essere  irradiati,
durante l'intera programmazione, programmi rivolti a un  pubblico  di
soli adulti, ivi compresi quelli contenenti la promozione di  servizi
telefonici a valore aggiunto del tipo messaggeria  vocale,  hot-line,
chat-line, one-to-one e  similari  nonche'  canali  con  trasmissione
prevalente di giochi d'azzardo. 
    5. Al fine di garantire il piu' ampio pluralismo in condizioni di
parita' tra i soggetti operanti nel mercato, per  ciascun  genere  di
programmazione di cui al comma 3 sono riservati una serie di numeri a
disposizione per soggetti  nuovi  entranti  secondo  quanto  disposto
dall'art. 6, comma 5. 
    6. Per i servizi di media audiovisivi a pagamento  sono  previste
numerazioni specifiche a partire dal quarto arco di numerazione. 
    7. La numerazione stabilita con  il  presente  provvedimento  non
pregiudica il diritto  di  ciascun  utente  di  riordinare  i  canali
offerti sulla televisione digitale. 
 
                               Art. 4. 
 
 
            Numerazione dei canali generalisti nazionali 
 
    1. Ai canali generalisti nazionali,  come  definiti  all'art.  1,
comma 1, lettera j), sono attribuiti, ove operativi, i numeri da 1  a
9 e, per quelli che non trovano  collocazione  in  tale  sequenza  di
numeri, almeno il numero 20 del primo arco di numerazione. 
    2. L'attribuzione delle numerazioni ai canali di cui al  comma  1
e' effettuata sulla base del principio del rispetto delle abitudini e
preferenze degli utenti. 
 
                               Art. 5. 
 
 
Numerazione delle emittenti locali e dei  canali  nativi  digitali  a
                          diffusione locale 
 
    1. Alle emittenti locali, come  definite  all'art.  1,  comma  1,
lettera k), sono attribuiti i numeri da 10 a 19 e  da  97  a  99  del
primo arco di numerazione e i numeri da 110 a 119 e da 197 a 199  del
secondo arco di numerazione. 
    2. Il numero 10 e  i  numeri  da  97  e  99  del  primo  arco  di
numerazione e i numeri 110 e  da  197  a  199  del  secondo  arco  di
numerazione sono attribuiti alle emittenti locali che  diffondono  il
medesimo programma in piu' regioni ai sensi dell'art.  29  del  Testo
unico  e  che  intendono  richiedere  l'attribuzione  di  un'identica
numerazione su tutti i bacini serviti, secondo i criteri  di  cui  al
comma 8. 
    3. Il terzo, il settimo ed il decimo  arco  di  numerazione  sono
interamente riservati  alle  emittenti  locali  e  ai  canali  nativi
digitali a diffusione locale. 
    4. Al fine di valorizzare la programmazione di qualita' e  quella
legata al territorio, le numerazioni del  primo  e  secondo  arco  di
numerazione relative ai blocchi di competenza delle emittenti  locali
in ogni regione e nelle province autonome di Trento e di Bolzano sono
attribuite secondo la collocazione derivante da apposite  graduatorie
regionali  predisposte  dal  Ministero   dello   sviluppo   economico
assegnando i punteggi in relazione alle seguenti aree di valutazione:
qualita' della programmazione, preferenze degli utenti e  radicamento
nel territorio, secondo i criteri di valutazione di cui ai commi 6  e
7. 
    5. Le numerazioni del terzo, del settimo e  del  decimo  arco  di
numerazione sono attribuite secondo i criteri di valutazione  di  cui
al comma 9. 
    6. La qualita' della programmazione e' valutata in base ai  piani
editoriali degli ultimi cinque anni e ai dipendenti impiegati fino ad
un massimo di punti 50, con riferimento ai seguenti aspetti: 
      a) quota percentuale di programmi di  informazione,  inclusi  i
telegiornali,  sul  totale  della   programmazione   irradiata,   con
particolare  riferimento  all'autoproduzione  e  al  legame  con   il
territorio, al netto delle repliche, fino ad un massimo di punti 15; 
      b) quota percentuale di  programmi  di  approfondimento,  anche
culturale, e dedicati ai minori, fino ad un massimo di punti 10; 
      c) numero di dipendenti  impiegati  assunti  con  contratti  di
durata continuativa almeno biennale negli ultimi dieci anni, fino  ad
un massimo di punti 25. 
    Ai fini dell'applicazione del presente comma non  si  considerano
programmi autoprodotti i programmi di televendita. 
    7. Le preferenze degli utenti ed il  radicamento  sul  territorio
sono valutati in base agli indici di ascolto, alla  storicita'  e  al
grado di copertura, fino ad un massimo di punti 50,  con  riferimento
ai seguenti aspetti: 
      a) indici di ascolto rilevati dalla societa' Auditel,  fino  ad
un massimo di punti 20 cosi' attribuiti: per il cinquanta  per  cento
con riferimento agli indici di ascolto dell'anno in cui  e'  avvenuto
lo switch-off in ciascuna  regione  interessata  e  per  il  restante
cinquanta per cento in base al  periodo  successivo  allo  switch-off
fino alla data di presentazione della domanda; per le  emittenti  che
non dispongono di  rilevazioni  Auditel  il  bando  di  gara  di  cui
all'art. 9, comma 3, individua il periodo minimo di rilevazione,  non
inferiore a due mesi continuativi, a  partire  dalla  adesione  delle
emittenti alle rilevazioni medesime; 
      b) numero di anni  di  irradiazione  del  canale,  fino  ad  un
massimo di punti 20; 
      c) grado di copertura  del  canale  irradiato,  anche  mediante
multiplex di operatori terzi, fino ad un massimo di punti 10. 
    8. Le numerazioni di cui al  comma  2,  relative  alle  emittenti
locali che diffondono il medesimo programma su piu'  regioni,  e  che
intendono richiedere l'attribuzione  di  un'identica  numerazione  su
tutti i bacini serviti, sono attribuite mediante apposita graduatoria
pluriregionale.  Tale  graduatoria  e'  formata  sulla   base   della
sommatoria dei punteggi ottenuti da ciascuna emittente facente  parte
dell'intesa o del  consorzio  nelle  singole  graduatorie  regionali.
Resta fermo il limite di una sola emittente  per  regione  che  abbia
ottenuto una  collocazione  utile  nella  corrispondente  graduatoria
regionale. 
    9. Ai fini dell'uso  efficiente  delle  risorse  di  numerazione,
nelle regioni in cui non vi  siano  emittenti  aderenti  a  intese  o
consorzi ai sensi del comma  2,  le  numerazioni  ivi  previste  sono
attribuite mediante esclusivo ricorso alle graduatorie regionali. 
    10. Le numerazioni relative al terzo, al settimo e al decimo arco
di numerazione sono attribuite prioritariamente alle emittenti locali
che non hanno trovato  collocazione  nel  primo  e  secondo  arco  di
numerazione, secondo i criteri di cui ai commi 6 e  7,  ad  eccezione
della lettera a) del predetto comma 7. Il  punteggio  massimo  di  50
punti di cui al comma 7 e' attribuito per meta' alla lettera b) e per
meta' alla lettera c). 
    11. I restanti numeri del terzo, del settimo e del decimo arco di
numerazione sono attribuiti ai canali nativi  digitali  a  diffusione
locale sulla base della data di  autorizzazione  del  canale  e,  ove
esistenti, degli indici di ascolto rilevati dalla societa' Auditel. 
 
                               Art. 6. 
 
 
Numerazione dei canali digitali terrestri a diffusione  nazionale  in
                               chiaro 
 
    1. Ai canali digitali terrestri a diffusione nazionale in  chiaro
sono attribuiti i numeri da 21 a 96 del primo  arco  di  numerazione,
suddivisi nei seguenti  generi  di  programmazione:  semigeneralisti,
bambini e ragazzi, informazione, cultura, sport, musica, televendite. 
    2. L'attribuzione dei numeri ai canali di  cui  al  comma  1,  e'
effettuata sulla base della suddivisione dei generi di programmazione
di cui al medesimo comma in sottoblocchi. 
    3. L'individuazione dei sottoblocchi nei numeri da  21  a  70  e'
effettuata  dal  Ministero,  confermando,  ove  compatibile  con   il
presente provvedimento, il dimensionamento esistente. 
    4. Le numerazioni da 71 a 96 sono attribuite secondo l'ordine dei
generi di cui al comma  1.  Nel  caso  di  richieste  superiori  alla
disponibilita' di numeri in relazione ai generi di cui al comma 1, le
rispettive e numerazioni sono collocate nel secondo e nel sesto  arco
di numerazione ferma  restando  la  sequenza  nella  successione  dei
generi di cui al medesimo comma a partire da quello semigeneralista. 
    5. Le attribuzioni delle numerazioni di cui al comma 4, avvengono
in base alle richieste formulate dai fornitori di  servizi  di  media
audiovisivi a diffusione nazionale alla data di emanazione del  bando
di cui all'art. 9, comma 2 e riservando comunque una percentuale  non
inferiore al 30 per cento di ciascun sottoblocco a  disposizione  per
soggetti nuovi entranti. Ai  fini  dell'attribuzione  del  numero  ai
canali nazionali di cui  al  comma  4,  in  ciascun  sottoblocco,  si
considera la data di autorizzazione del programma in tecnica digitale
terrestre e, ove esistenti, gli  indici  di  ascolto  rilevati  dalla
societa' Auditel. 
    6. Per il secondo arco di numerazione l'attribuzione  dei  numeri
per i canali nazionali e' effettuata sulla  base  della  suddivisione
dei generi di programmazione in sottoblocchi di cui al comma 1, fatta
salva l'attribuzione dei  numeri  120  e  da  101  a  109  ai  canali
generalisti nazionali con programmazione differita. 
    7. Per il sesto arco di  numerazione  l'attribuzione  dell'intero
blocco di numeri per i canali  nazionali  e'  effettuata  sulla  base
della suddivisione dei generi di programmazione  in  sottoblocchi  di
cui al comma 1. 
 
                               Art. 7. 
 
 
      Numerazione dei servizi di media audiovisivi a pagamento 
 
    1. Ai servizi di media audiovisivi a pagamento sono riservati  il
quarto e quinto arco di numerazione. 
    2. Le numerazioni per i servizi di cui di cui  al  comma  1  sono
attribuite sulla base dell'offerta/pacchetto a pagamento  di  ciascun
fornitore di servizi di media audiovisivi a pagamento. L'attribuzione
di  un  blocco  di  numeri  per  ciascuna  offerta  a  pagamento   e'
determinata sulla base delle richieste di ciascun  soggetto  e  della
effettiva necessita' in base  ai  contenuti  a  pagamento  trasmessi.
L'attribuzione della numerazione ai sensi del presente  provvedimento
non  pregiudica  la  possibilita'  per  gli  operatori   di   offerta
televisiva a pagamento di introdurre ulteriori e  aggiuntivi  servizi
di guida ai programmi e di ordinamento canali. 
    3. Le offerte a pagamento rivolte ad un  pubblico  adulto  devono
prevedere sistemi di controllo specifici e  selettivi  a  tutela  dei
minori secondo quanto previsto dalla normativa vigente. 
 
                               Art. 8. 
 
 
Numerazione per le trasmissioni differite  dello  stesso  palinsesto,
per i canali diffusi in HD, per le trasmissioni  radiofoniche  e  per
                            altri servizi 
 
    1.  Alle  trasmissioni  differite  di   uno   stesso   palinsesto
nazionale, cui e' stata gia' attribuita una  numerazione  nel  primo,
nel  secondo  o  nel  sesto  arco  di  numerazione  e'  riservata  la
numerazione nell'ottavo arco di numerazione,  con  attribuzione,  ove
possibile, di una posizione  corrispondente  a  quella  detenuta  nel
primo, nel secondo o nel sesto  arco,  al  fine  di  semplificare  la
memorizzazione e la selezione dei canali da parte dell'utente. 
    2. Ai canali  diffusi  in  alta  definizione  (HD)  e'  riservato
l'ottavo arco di numerazione, ferma restando, in via alternativa,  la
facolta' di essere posizionati nell'arco di  pertinenza  in  funzione
del  genere   della   programmazione   trasmessa.   Ai   canali   che
costituiscono  simulcast  di  quelli  gia'  diffusi  in   definizione
standard  (SD),  e'   attribuita,   ove   possibile,   la   posizione
corrispondente a  quella  gia'  attribuita  nel  precedente  arco  di
numerazione  al  canale  in  SD,   al   fine   di   semplificare   la
memorizzazione e la selezione dei canali da parte dell'utente. 
    3. Alle numerazioni per i servizi di radiofonia e  per  ulteriori
tipologie di servizi sono riservate le numerazioni del nono  arco  di
numerazione. 
    4. Ai servizi di sistema, quali le guide ai programmi e i  canali
mosaico, sono riservati i numeri 0, 100, 200,  300,  400,  500,  600,
700, 800, 900. 
 
                               Art. 9. 
 
 
             Modalita' di attribuzione della numerazione 
 
    1. Ai fini dell'attribuzione della numerazione LCN ai  sensi  del
presente Piano, ciascun soggetto interessato e' tenuto  a  presentare
apposita domanda al Ministero conformemente ai bandi di cui al  comma
3. 
    2. Il Ministero, in prima applicazione della  presente  delibera,
procede all'attribuzione dei numeri, secondo la procedura di  cui  al
presente articolo. Ove compatibili con le disposizioni  del  presente
Piano,  sono  attribuiti  i  medesimi  numeri  di  cui   i   soggetti
richiedenti risultino gia' assegnatari. 
    3. Il Ministero pubblica il bando  nazionale  per  l'attribuzione
delle  numerazioni  di  cui  all'art.  6  e  i  bandi   regionali   e
pluriregionali per l'attribuzione delle numerazioni di cui all'art. 5
entro sessanta giorni dalla data di entrata in  vigore  del  presente
provvedimento, invitando i soggetti interessati a produrre la domanda
di attribuzione della numerazione nel termine  prefissato  dai  bandi
stessi. Il Ministero provvede a formare le relative graduatorie e  ad
attribuire le numerazioni ai soggetti richiedenti  entro  il  termine
stabilito dai bandi di gara. Le graduatorie sono rese pubbliche. Fino
all'attribuzione delle nuove numerazioni  restano  in  vigore  quelle
attualmente  in  uso.  La  transizione  dalle  vecchie   alle   nuove
numerazioni avviene  in  un  unico  giorno  su  tutto  il  territorio
nazionale secondo la tempistica individuata dal Ministero. 
    4. Successivamente alla fase di prima applicazione  il  Ministero
attribuisce  le  numerazioni  disponibili  su  domanda  dei  soggetti
interessati secondo la procedura di cui al comma 5. 
    5. Il Ministero esamina le domande pervenute con cadenza mensile.
Nel caso in cui i numeri disponibili siano sufficienti  a  soddisfare
le richieste pervenute nell'arco  del  mese  provvede  alla  relativa
attribuzione. Ove le numerazioni  disponibili  siano  inferiori  alle
richieste  pervenute,  il  Ministero  provvede   mediante   sorteggio
pubblico. Nel caso in cui uno stesso soggetto  presenti  domande  per
l'attribuzione di piu' numeri, il soggetto richiedente e' ammesso  al
sorteggio di un solo numero per ciascun genere oggetto di  richiesta.
Il numero ottenuto in esito a  sorteggio  pubblico  non  puo'  essere
oggetto di scambio per almeno un anno dall'assegnazione. 
    6. L'attribuzione dei numeri e'  effettuata  per  la  durata  del
titolo  autorizzatorio  per  la  fornitura  di   servizi   di   media
audiovisivi rilasciato al soggetto richiedente.  Il  trasferimento  a
terzi del titolo  autorizzatorio,  nei  casi  previsti  dalla  legge,
include anche l'attribuzione  della  numerazione  corrispondente.  In
caso di rilevante modifica editoriale della programmazione irradiata,
il fornitore di servizi di media audiovisivi e' tenuto  a  richiedere
al Ministero conferma della numerazione attribuita  o  l'attribuzione
di un  nuovo  numero  conforme  al  nuovo  genere  di  programmazione
trasmesso. 
    7.  L'attribuzione  dei  numeri  ai   soggetti   gia'   abilitati
all'esercizio della radiodiffusione televisiva  in  tecnica  digitale
terrestre e' effettuata  dal  Ministero  con  separato  provvedimento
integrativo dell'autorizzazione. 
    8. Il Ministero comunica l'attribuzione dei  numeri  ai  soggetti
richiedenti e all'Autorita' e li rende disponibili sul  proprio  sito
internet. A tal fine istituisce un elenco  pubblico  nel  quale  sono
riportati i numeri attribuiti ed il relativo assegnatario, nonche'  i
numeri ancora disponibili e lo aggiorna con cadenza periodica. 
 
                              Art. 10. 
 
 
              Condizioni di utilizzo delle numerazioni 
 
    1. I fornitori di servizi di media audiovisivi assegnatari  delle
numerazioni sono responsabili del corretto uso della  numerazione  in
conformita'  con  le  prescrizioni  del  presente  regolamento.  Tali
soggetti sono tenuti a  garantire,  con  il  costante  impiego  della
massima diligenza professionale, la conformita' dei  servizi  offerti
alle  prescrizioni  del  presente  provvedimento  e  ad  ogni   altra
normativa pertinente alle numerazioni. 
    2. I fornitori di servizi di media audiovisivi assegnatari  delle
numerazioni comunicano al proprio operatore di rete le numerazioni di
cui sono assegnatari. Nelle previsioni contrattuali tra fornitore  di
servizi di media audiovisivi in chiaro o a pagamento e  operatore  di
rete  deve  essere  prevista,  tra  l'altro,  la  chiusura  immediata
dell'offerta  di  trasmissione  e  multiplazione  a   seguito   della
sospensione   o   revoca   dell'autorizzazione   a   trasmettere    e
dell'utilizzazione del numero assegnato da  parte  del  Ministero  ai
sensi del successivo comma 8. 
    3. In ogni caso, e' fatto divieto, sia ai fornitori di servizi di
media audiovisivi assegnatari dei numeri, sia agli operatori di rete,
di utilizzare numerazioni diverse o in  maniera  difforme  da  quanto
definito nel presente piano di numerazione. 
    4. Resta, in ogni caso, fermo il diritto  di  ciascun  utente  di
riordinare i canali  offerti  sulla  televisione  digitale  terrestre
rispetto al piano di numerazione automatica. 
    5.  L'attribuzione  delle  numerazioni  da  parte  del  Ministero
comporta la corresponsione, da parte del soggetto assegnatario  della
numerazione, dei contributi ove previsti dalla normativa vigente. 
    6. E' consentito, sulla base di accordi, tra fornitori di servizi
in ambito nazionale, lo scambio della numerazione all'interno di  uno
stesso genere di  programmazione,  ad  esclusione  delle  numerazioni
attribuite ai canali generalisti nazionali di cui all'art.  1,  comma
1, lettera j), previa comunicazione al Ministero e all'Autorita'.  Il
Ministero provvede all'adeguamento dei rispettivi titoli  abilitativi
e ne da' comunicazione ai richiedenti  e  all'Autorita',  provvedendo
altresi' all'aggiornamento dell'elenco di cui all'art. 9, comma 8. 
    7. E' consentito, sulla base di accordi tra emittenti locali,  lo
scambio della numerazione a  condizione  di  soddisfare  i  requisiti
posti per l'attribuzione  delle  numerazioni  dei  rispettivi  archi,
qualora finalizzato a uniformare la numerazione  nelle  diverse  zone
servite da  almeno  una  delle  emittenti  interessate  allo  scambio
stesso,  previa  comunicazione  al  Ministero  e  all'Autorita'.   Il
Ministero provvede all'adeguamento dei rispettivi titoli  abilitativi
e ne da' comunicazione ai richiedenti  e  all'Autorita',  provvedendo
altresi' all'aggiornamento dell'elenco di cui all'art. 9, comma 8. 
    8. In caso di mancato rispetto del presente provvedimento o delle
ulteriori condizioni di utilizzo del numero assegnato  stabilite  dal
Ministero, il Ministero dispone la sospensione dell'autorizzazione  a
trasmettere e dell'utilizzazione del numero assegnato per un  periodo
fino a due anni. La  sospensione  e'  adottata  qualora  il  soggetto
interessato,  dopo  aver  ricevuto   comunicazione   dell'avvio   del
procedimento ed essere stato  invitato  a  regolarizzare  la  propria
posizione, non vi provveda entro il termine di sette giorni. In  caso
di reiterata violazione, nei tre anni successivi all'adozione  di  un
provvedimento  di  sospensione,  il  Ministero,  dispone  la   revoca
dell'autorizzazione a trasmettere  e  dell'utilizzazione  del  numero
assegnato 
    9. Ulteriori condizioni di utilizzo sono stabilite dal  Ministero
ai sensi dell'art. 32, comma 3, del Testo unico. 
    10. In caso di mancata comunicazione all'Autorita'  degli  scambi
di numerazione di cui ai commi 6 e 7, si applicano le sanzioni di cui
all'art. 1, comma 30, della legge 31 luglio 1997, n. 249. 
 
                              Art. 11. 
 
 
                Adeguamento del Piano di numerazione 
 
    1. L'Autorita' si riserva di rivedere il presente piano entro  un
biennio, sulla base dello sviluppo del mercato,  della  tecnologia  e
delle abitudini degli utenti, sentiti i soggetti interessati. 
 
                              Art. 12. 
 
 
                  Istituzione di un tavolo tecnico 
 
    1. Con separato provvedimento, da adottarsi entro 60 giorni dalla
entrata in vigore del presente piano, e' istituito un apposito tavolo
tecnico, con il compito di individuare, anche mediante  procedure  di
co-regolamentazione,  le  soluzioni  relative   allo   standard   dei
decodificatori, alla navigazione tematica tra i canali attraverso  le
guide  elettroniche  ai  programmi  in  previsione  dell'obbligo   di
integrazione del DVB-T2 in  tutti  gli  apparecchi  atti  a  ricevere
servizi radiotelevisivi, venduti a partire dal 1º  gennaio  2015,  ai
sensi dell'art. 3-quinquies, comma 5, della legge 26 aprile 2012,  n.
44. 
    2. Il Tavolo tecnico  si  avvale  di  una  segreteria  costituita
presso l'Autorita', alla quale sono affidati i compiti di organizzare
le riunioni e gli incontri, curare  la  documentazione,  attivare  le
ricerche bibliografiche, analizzare  processi  e  procedure,  nonche'
collaborare alla predisposizione degli atti. 
    3. I lavori del Tavolo tecnico  sono  pubblici  ed  ai  risultati
viene data la massima diffusione. 

 
  TABELLA 1
  ALLEGATO B